CAPITOLO PRIMO: L' INCONTRO
Un pomeriggio piovoso di metà settimana, l'illuminazione al neon dell'ipermercato rifletteva sulle corsie ordinate. Elena camminava senza fretta tra gli scaffali della sezione gastronomia, osservando distrattamente i prodotti. Donna dall'eleganza sobria e mai ostentata, amava passare inosservata, custodendo una riservatezza che pochi riuscivano a scalfire.
Mentre allungava la mano verso la bottiglia d'olio che usava solitamente, un'altra mano, decisa e curata, l'ha preceduta sfiorando leggermente i suoi polpastrelli.
«Mi perdoni. Non volevo precederla, ma ho notato che era l'ultima rimasta.»
Elena si è voltata, incontrando lo sguardo fermo di un uomo sulla cinquantina. Dalle spalle ampie, il viso segnato da rughe d'espressione mature e un portamento naturale che trasmetteva autorevolezza, emanava una calma magnetica. Indossava un cappotto scuro dal taglio impeccabile.
«Non si preoccupi,» ha risposto Elena con un leggero sorriso. «Può prenderla lei, non è urgente.»
«Assolutamente no,» ha detto lui con una voce calda e profonda, mantenendo un contatto visivo costante che le ha fatto salire un leggero brivido lungo la schiena. «Le buone maniere non sono un'opzione. E poi, il caso va assecondato quando presenta occasioni piacevoli.»
Si chiamava Marco. Con pochi gesti misurati e una conversazione fluida, è riuscito a trasformare quel breve scambio in una parentesi del tutto fuori dall'ordinario. C'era un'energia distinta nel suo modo di porsi: nessuna invadenza, ma una determinazione naturale, una sicurezza tranquilla a cui Elena si è ritrovata a cedere senza resistenza. Marco guidava la conversazione con sicurezza, stabilendo da subito un ritmo che le impediva di distogliere lo sguardo.
Usciti involontariamente insieme nel parcheggio coperto, il contrasto tra l'ambiente grigio e il calore di quella nuova intesa era evidente. Marco si è fermato accanto all'auto di lei, guardandola dall'alto in basso con un'attenzione quasi analitica, prima di sorridere.
«Elena, le cose migliori della vita avvengono senza preavviso. Non mi piace lasciare le decisioni al caso per troppo tempo. Domani sera ceniamo insieme.»
Non era un invito incerto, ma una proposta formulata con una tale fermezza da non lasciare spazio al dubbio. Elena ha avvertito un'inedita sensazione di alleggerimento nel non dover scegliere, un'attrazione sottile per quell'autorità misurata che prometteva di rivelare molto di più nei giorni a venire.
«D'accordo, Marco,» ha risposto lei a bassa voce, cogliendo l'ombra di un cenno d'intesa negli occhi di lui.
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