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Gay & Bisex

Alla Polveriera


di vicnick01
03.03.2026    |    52    |    0 6.0
"Ero praticamente nudo solo con le autoreggenti e con la sborra che mi colava da tutte le parti, ai lati della bocca e scendeva dal culo sulle gambe..."
E’ una calda mattina di agosto.
Sono salito fino al Giovo nel solito parcheggio di Polveriera. Sono le 11 e sul piazzale non c’e’ nessuno.
Parcheggio l’auto all’ombra di uno dei pochi alberi. Sto un po’ ad aspettare ma non arriva nessuno.
Mi libero di tutto quello che ho in tasca, chiavi, soldi, cellulare. MI tolgo anche la cintura dei calzoni.
Mi guardo intorno. Non c’e’ nessuno. Mi sfilo calzoni e mutande ed indosso il tanga di pizzo che mi sono portato. Infilo le calze a rete autoreggenti e rimetto i calzoni.
Scendo dal sentierino ed arrivo fino a sopra la casupola semidiroccata che e’ li sotto. La falda del tetto e’ un comodo punto di seduta anche se un po’ in discesa ma, comunque, ben pulita.
Mi siedo ed attendo.
Dopo un quarto d’ora, all’inizio dello stradino compare una testa. Faccio finta di nulla e quello si avvicina. E’ adesso ad un paio di metri e mi saluta.
“Ciao. Bella giornata. Adatta a girare per i boschi. Io sono Mario”
“Si. E’ perfetta. Pero’ e’ un po’ calda. Piacere Vincenzo” e, dicendo cosi’, sbottono la camicia e la apro sul petto.
Infilo una mano nello scollo e mi afferro una tetta strizzandomela. L’altra mano e’ posizionata in grembo.
Con le dita afferro il capezzolo e lo tiro e, nel mentre lo guardo. L’altra mano abbassa la cerniera dei calzoni. Lui mi guarda e capisce. Abbassa anche lui la cerniera dei calzoni e li cala sulle gambe. Rimane con i boxer che coprono un pacco di tutto rispetto.
Abbasso anche io i calzoni e li tolgo. Tolgo anche la camicia. Rimango con il tanga in pizzo trasparente e le calze a rete.
Mi guarda. Si sofferma sul tanga trasparente ma piu’ d’altro e’ colpito dalle autoreggenti.
“Sei proprio una bella fica ! Cosa fai ? Seghe, pompini o dai anche il culo ?”
“Grazie per il complimento. Faccio quello che mi capita e che tu vuoi. Possiamo cominciare con un pompino e poi, se vorrai, avrai il mio culo. Potrai farci quello che piu’ ti soddisfa“
Si avvicina. Io sono seduto e lui e’ ancora in piedi. Sono all’altezza del suo pacco. E’ ancora piu’ vicino. Infilo una mano nei suoi boxer e frugo a cercare. Agguanto una bella asta e la tiro fuori. Svetta un bel cazzo abbastanza in tiro. Non e’ ancora pronto. Lo afferro e con la mano lo percorro in tutta la lunghezza. Esce un bel glande rosso. Lo smanetto ancora un po’ e lui si indurisce ed adesso svetta in orizzontale. E’ all’altezza del mio viso. Mi avvicino e passo la lingua sul frenulo e su tutta la cappella. Lo inumidisco ben bene e poi lo infilo in bocca.
Il mio amico Mario, nel frattempo, mi ha afferrato una tetta e me la stringe. Prende il capezzolo tra le dita lo arrotola e lo tira.
Passa una mano dietro la nuca e costringe la mia testa verso il suo bacino. Contemporaneamente inarca la schiena e sprofonda il suo cazzo nella mia gola. La sua mano da’ il ritmo e mi costringe a segarlo con la bocca. Il suo cazzo entra ed esce dalla mia bocca e, a volte affonda fino alla gola.
Mi spinge a coricarmi sulla pietra. Mi e’ venuto sopra e continua ad affondare il suo cazzo nella mia bocca.
Gli ho messo le mani dietro le natiche e cosi’ lo stringo portandolo verso di me quando vuole affondare. Con le mani gli apro le chiappe e mentre lui si sega dentro la mia bocca, con le dita gli cerco l’ano, lo trovo e gli infilo i due indici dentro e tento di aprirlo. Sento che lo apprezza dal suo ritmo piu’ rapido.
Io premo e lui preme. Alla fine lo sento irrigidirsi e sento che mi scarica in bocca il suo seme. Potevo ritirami ma volevo la sua sborra in bocca. Adesso ne ho la bocca piena ed ancora il suo cazzo spreme le ultime gocce. Lo ingoio e passo la lingua a pulire il suo membro.
Mi e’ piaciuto ma sono insoddisfatto. Io non ho goduto e mi sento il cazzetto che dentro lo slip preme voglioso. Il tizio si e’ allungato sopra di me. Ho alzato le braccia e me le tiene sollevate. Si struscia contro di me mentre mi lecca il collo ed il viso. Passa sulle palpebre sul naso sulle labbra. Allunga la lingua sulle mie labbra cercando di forzarle. Non ho mai baciato un uomo. Ma questo non e’ amore, e’ sesso. Alzo le gambe e le chiudo dietro la sua schiena. mi agito sotto di lui cercando di sfregare il mio cazzo contro il suo torace. Capisce il mio desiderio e lo asseconda. Infila una mano tra di noi ed incontra il mio tanga. Lo scosta via. Adesso e’ sopra di me cazzo contro cazzo. Alzo le gambe e con queste lo cingo alla vita. Sono a gambe aperte e con il culo in evidenza. Sento il suo cazzo che sfrega sul mio e, a volte, scende sotto l’inguine a trovare lo sfintere. E la sua lingua e’ dentro la mia bocca. Ci scambiamo succhi e risucchi.
Mi accorgo in quel momento che un altro uomo era li, poco discosto e, osservandoci, si era tirato fuori il cazzo e se lo stava menando. Era anche questo un bel cazzo e gia’ abbastanza consistente.
Eravamo oramai su di giri. Quando quello si rivolge a me:
“Ti va di fare la troia anche con me ?” non potevo che rispondergli : “Vieni. C’e’ posto anche per te”.
Ero ancora steso sulla schiena con Mario sopra che mi teneva alte le braccia e si strofinava su di me. Gli feci cenno di avvicinarsi e di porgermi il suo cazzo. Si inginocchia dietro la mia testa e mi porge il suo cazzo. Mario non accennava a muoversi. Continuava a strofinarsi ed a baciarmi. Quello avvicino’ il cazzo e provo’ ad infilarmelo in bocca. Non arrivai in tempo. Mario lo afferro’ ed incomincio’ a leccarlo. Non volevo essere da meno. Afferrai anch’io quel cazzo e cercavamo di contendercelo. Io tiravo da una parte e me lo mettevo in bocca. L’altro tirava dall’altra cercando di succhiarlo lui. Convenimmo che era meglio darci il cambio. Una linguata io, una lui. Un affondo in gola io, uno lui. Tra una leccata e l’altra di cazzo ci stava che la leccata fosse lingua con lingua. Alla fine ci trovammo con le lingue attorcigliate nella bocca di entrambi. E non era per nulla spiacevole.
“Leccate troie. Fatemi una pompa”. Il mio cazzetto, per quanto piccolo si ero un po’ inturgidito ed aveva gia’ emesso alcune gocce di sborra che si vedevano attraverso il pizzo del tanga.,
“Guarda la troia che sta godendo anche lei “ e l’altro “Facciamola godere meglio”. Detto fatto, strapparono il tanga e incominciarono a smanettarmi le palle ed il cazzo. Il primo abbandono’ la sua posizione dentro la mia bocca ed incomincio’ a passare il suo cazzo sul mio viso, sul collo, sui capelli. Intanto con la mano mi segava e mi strizzava le palle.
“Mettiti a 90 gradi” mi ingiunse ed io obbedii. Sapevo che l’avrei preso nel culo. D'altronde ero qui per quello. Sentii la sua mano che mi frugava tra le natiche e trovava il mio buco. Il suo cazzo era ancora sporco della sua sborra. Si inumidi’ le dita e le diresse verso la mia apertura. “Belin che buco che hai ! Ne hai preso cazzi anche qui ! Sembra la fica di mia suocera. Te lo hanno sbragato. Adesso te lo allargo ancora un po’”
Infilo’ prima un dito, poi, vedendo che non c’era resistenza, uni’ le due dita e le infilo’ tutte dentro. Girava queste dita dentro il mio culo ed io assaporavo quella intrusione. Un cazzo in bocca e due dita in culo.. Ma non poteva finire qui. Infatti tolse le dita e provo’ ad infilarci il cazzo. “Adesso ti inculo”. Non ebbe difficolta’ e tutto il suo cazzo entro’ dentro. “Ti riempio il culo. Ti inondo di sborra. Ti voglio ingravidare” Con le mani cinse la testa del suo compare che mi pompava in bocca e si sincronizzarono. Ogni volta che un cazzo entrava nel mio culo un altro entrava nella mia gola. Sentivo che entrambi i cazzi crescevano di dimensioni finche’ entrambi eruttarono dentro di me. Uno riempi’ la bocca con uno sperma denso ed appiccicoso. L’altro, essendo gia’ venuto in precedenza allago’ le viscere di un seme piu’ liquido.
“Alzati adesso. Torniamo sul piazzale”. Provai a fare obiezione. Ero praticamente nudo solo con le autoreggenti e con la sborra che mi colava da tutte le parti, ai lati della bocca e scendeva dal culo sulle gambe.
Non sentirono ragioni. “Non fare storie. Non e’ quello che vuoi farti vedere nudo ? Ti accompagniamo noi” e ci avviammo sul sentiero. Uno davanti ed uno dietro. Quello davanti che mi tirava per il cazzo e quello dietro che continuava a schiaffeggiarmi il culo.
Arrivammo sul piazzale. Adesso macchine ce n’erano diverse: la mia, quelle dei due uomini piu’ un paio di altre.
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