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Gay & Bisex

Il Massaggiatore Olistico


di SelvaggioSardegna
16.07.2026    |    1.509    |    5 7.8
"Il rumore morbido e caldo del suo bisogno che cadeva nel recipiente riempì la stanza..."
La stanza era immersa in una luce calda e dorata. L’odore di oli essenziali – sandalo, ylang-ylang e vaniglia – avvolgeva tutto. Marco era disteso a pancia in giù sul lettino da massaggio olistico, nudo, il corpo rilassato dopo i primi lunghi minuti di trattamento sulla schiena.
Alessio, con le mani calde e oliate, scese lentamente verso il basso. Versò altro olio caldo tra le natiche sode di Marco e le aprì con delicatezza. Le dita iniziarono a sfiorare l’ano con tocchi leggeri, circolari, poi più decisi. Un dito entrò piano, solo la punta, ruotando lentamente.
«Rilassa il respiro…» mormorò Alessio con voce bassa e rassicurante.
Marco gemette piano mentre il dito di Alessio scivolava più a fondo, esplorando con movimenti lenti e profondi. Dopo qualche minuto, Alessio aggiunse un secondo dito, allargandolo con pazienza. Fu allora che lo sentì.
Dentro Marco c’era una massa consistente, calda e piena. Alessio non si ritrasse. Al contrario, premette delicatamente contro di essa con la punta delle dita, esplorandola con curiosità sensuale.
«Sento che sei pieno qui…» sussurrò, la voce calda contro l’orecchio di Marco. «È bello denso…»
Marco arrossì violentemente, il viso premuto contro il lettino. Un’ondata di imbarazzo lo travolse.
«Cazzo… mi dispiace, io…» balbettò.
«Shh. Non devi vergognarti» lo calmò Alessio. Le sue dita continuavano a muoversi con lentezza ipnotica. Premette di nuovo contro la massa, spingendola leggermente verso il basso, poi la massaggiò in piccoli cerchi dall’interno, come se stesse lavorando su un nodo profondo di tensione. «Lasciati sentire. È parte di te. È naturale.»
Le dita di Alessio giocavano con calma. Un dito premeva e rilasciava, l’altro scivolava accanto, allargando delicatamente mentre esplorava quella pienezza calda e morbida. Ogni piccolo movimento faceva sentire a Marco la pressione interna in modo più intenso. L’imbarazzo era fortissimo, il cuore gli batteva forte… ma sotto quel disagio stava nascendo qualcos’altro.
Il suo cazzo, premuto contro il lettino, cominciò a indurirsi sempre di più.
Alessio se ne accorse. Sorrise e aumentò leggermente la pressione, muovendo le dita in un lento massaggio interno, spingendo e accarezzando quella parte piena di Marco.
«Lo senti?» chiese piano. «Senti come sei carico qui… e come il tuo corpo sta reagendo?»
Marco emise un gemito più profondo, metà vergogna e metà piacere. L’imbarazzo si stava trasformando. Più Alessio giocava con quella sensazione proibita, più il suo cazzo pulsava. La sensazione di essere così esposto, pieno, toccato proprio lì, stava diventando incredibilmente eccitante.
«Oddio… Alessio…» ansimò, spingendo leggermente indietro contro le dita.
Alessio continuò per lunghi minuti quel gioco lento e perverso: dita che premevano, ruotavano, massaggiavano la massa dall’interno, stimolando le pareti sensibili mentre sentiva chiaramente la consistenza calda dentro di lui. Marco ormai respirava affannosamente, il corpo che tremava tra vergogna ed eccitazione pura.
Quando la pressione divenne troppo forte, Alessio parlò con voce calma:
«Rimani sul lettino. Non ti muovere.»
Prese il grosso recipiente di ceramica bianca, largo e profondo, e lo posizionò con cura sotto il bacino di Marco, sollevandogli leggermente i fianchi.
«Lasciati andare qui. Voglio che ti rilassi completamente.»
Marco, ormai eccitatissimo nonostante l’imbarazzo residuo, non resistette più. Con un lungo sospiro tremante spinse. Il rumore morbido e caldo del suo bisogno che cadeva nel recipiente riempì la stanza. Alessio continuò ad accarezzargli la schiena e le cosce per tutto il tempo, lodandolo piano.
Quando finì, Alessio tolse il recipiente, tornò tra le sue natiche e iniziò a leccarlo con devozione: lingua calda, lenta, profonda, che ripuliva ogni traccia con lunghi passaggi bagnati. Marco gemeva forte, il cazzo durissimo.
Poi Alessio lo fece voltare sulla schiena. Marco aveva il respiro pesante, gli occhi lucidi di eccitazione. Alessio si chinò su di lui e le loro bocche si unirono in un bacio lento e profondo. Le labbra si sfregarono, poi le lingue si incontrarono, calde e bagnate. Iniziarono a giocare: lingue che si accarezzavano, si intrecciavano, si succhiavano lentamente. Il bacio diventava sempre più bagnato, famelico, rumoroso. Alessio succhiava la lingua di Marco, poi gliela cedeva, lasciando che Marco esplorasse la sua bocca con avidità.
Mentre si baciavano, le mani non stavano ferme. Alessio afferrò il cazzo duro di Marco, oliato e pulsante, e cominciò a masturbarlo con movimenti lenti e stretti. Marco, gemendo nella bocca dell’altro, infilò una mano nei pantaloni di lino di Alessio e tirò fuori il suo membro già durissimo. Iniziò a segarlo con lo stesso ritmo lento, sentendo quanto era caldo e spesso.
I baci si fecero più intensi. Le lingue danzavano senza sosta, scivolando una sull’altra, leccandosi le labbra, succhiandosi. Ogni tanto si separavano solo per riprendere fiato e poi si riattaccavano ancora più avidamente. I gemiti di entrambi si mescolavano.
Alessio accelerò leggermente la mano sul cazzo di Marco, strofinando il pollice sulla cappella lucida di precum. Marco fece lo stesso, stringendo di più la presa su Alessio, masturbandolo con movimenti fluidi e decisi.
«Voglio venire insieme a te…» sussurrò Alessio contro le sue labbra, senza smettere di baciarlo.
I loro corpi si tesero. I baci diventarono quasi disperati, lingue che si spingevano profondamente, saliva che colava agli angoli della bocca. Le mani si muovevano più veloci, strette, perfette. Marco fu il primo a cedere: con un gemito lungo e strozzato dentro la bocca di Alessio, venne violentemente, schizzando getti caldi e abbondanti sulla propria pancia e sul petto. L’orgasmo fu intenso, prolungato.
Sentendo Marco contrarsi e venire, Alessio non resistette più. Pochi secondi dopo esplose anche lui, mugolando nella bocca dell’altro mentre il suo cazzo pulsava forte, spargendo sperma caldo sulla mano di Marco e sul fianco di lui.
Rimasero così per diversi minuti, bocche ancora unite in baci più lenti e teneri, lingue che si sfioravano pigre mentre riprendevano fiato, i corpi caldi, sudati e soddisfatti.
Alessio sorrise contro le labbra di Marco.
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