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Gay & Bisex

Alla piomba


di pescarapass
12.06.2026    |    1.615    |    2 8.7
"Le sue mani, calde e ruvide al punto giusto, sono scivolate sotto la mia maglietta, risalendo lungo il torace e stringendo la mia pelle con forza, come a voler prendere possesso del mio corpo..."
​Il Calore della Piomba
​Il caldo di quel pomeriggio alla Piomba era quasi tangibile, una cappa d’estate che rendeva l'aria densa, ma anche incredibilmente elettrica. Essendo bisessuale, vivo la mia sessualità con totale libertà: non cerco legami o appuntamenti formali, ma quando sento l'elettricità giusta, mi lascio trasportare dall'istinto. E quel giorno, l'istinto mi ha guidato dritto verso di lui.
​Era un ragazzo magnetico, con un corpo asciutto, la pelle dorata dal sole e uno sguardo che mescolava una naturale gentilezza a una forte promessa maschile. Non abbiamo avuto bisogno di molte parole per capire cosa volevamo l’uno dall’altro. Il primo round, all'aperto, è stato guidato da un'urgenza cieca. Ricordo il sapore dei baci accaldati, le sue mani decise che mi cercavano sotto i vestiti e quella sensazione intensa, eccitante, di lasciarmi possedere da lui in mezzo alla natura. Tuttavia, l'afa era davvero troppa. I nostri corpi erano scivolosi di sudore, il respiro corto per la fatica e per la passione. Ansimando, a un passo dal culmine, ci siamo guardati: l'aria era diventata troppo pesante per continuare lì. Con un po' di rimpianto ci siamo scambiati un sorriso complice, un saluto veloce, e ognuno è tornato sui suoi passi.
​Mi ero appena rivestito, ma sentivo ancora addosso il profumo della sua pelle e quella sensazione di un desiderio lasciato a metà che mi bruciava dentro. Stavo per avviarmi verso la macchina, ancora un po' frustrato, quando ho sentito dei passi alle mie spalle. Mi sono girato: era lui. Si stava riavvicinando, ma il suo sguardo era cambiato. Non era più solo gentile; era deciso, scuro, quasi affamato.
​Si è fermato a pochi centimetri da me, bloccando la mia via di fuga. Potevo sentire di nuovo il calore che emanava il suo corpo.
«Stai già andando via?» mi ha chiesto, con una voce bassa e roca che mi ha fatto vibrare lo stomaco.
«No», ho risposto, fissando le sue labbra, completamente catturato.
Ha fatto un sorriso sghembo, accattivante. «Allora vieni a casa mia. Finiamo quello che abbiamo iniziato.»
​Non ci ho pensato due volte. Il cuore ha accelerato i battiti in un secondo. «Sì, andiamo.»
​Nell'intimità della casa
​Il tragitto in macchina è stato un concentrato di tensione erotica pura. Ci guardavamo di sfuggita, le mani che ogni tanto si cercavano sul cambio, anticipando quello che sarebbe successo di lì a poco. Quando finalmente abbiamo varcato la soglia di casa sua, l'atmosfera è cambiata del tutto. Lontani dalla calura soffocante del bosco, protetti dal fresco e dalla privacy di quelle quattro mura, non c'erano più freni.
​Non ha nemmeno acceso la luce. Ha scalciato la porta per chiuderla e, nello stesso istante, mi ha afferrato per i fianchi, spingendomi con decisione contro la parete dell'ingresso. Il colpo leggero della schiena contro il muro mi ha fatto sfuggire un gemito, che lui ha subito spento incollando le sue labbra alle mie. È stato un bacio completamente diverso dal primo: profondo, possessivo, con la lingua che cercava la mia con una foga travolgente.
​Mi ha fatto sentire tutta la sua incredibile carica sessuale in ogni singolo movimento. Le sue mani, calde e ruvide al punto giusto, sono scivolate sotto la mia maglietta, risalendo lungo il torace e stringendo la mia pelle con forza, come a voler prendere possesso del mio corpo. Sentivo il suo respiro affannato sul mio collo mentre scendeva a baciarmi la gola, lasciando una scia di morsi leggeri che mi facevano inarcare la schiena per il piacere.
​Senza smettere di baciarmi, ha iniziato a spogliarmi, e io ho fatto lo stesso con lui, finché i nostri vestiti non sono caduti a terra in un mucchio disordinato. Rimanere nudo davanti a lui, sotto lo sguardo carico di desiderio di un altro uomo così deciso, mi ha dato una scarica di eccitazione pura. Il suo corpo era teso, chiaramente eccitato, e la sua vicinanza mi faceva impazzire. Mi ha preso per mano, guidandomi verso il letto, ma prima ancora che potessi sdraiarmi mi ha voltato, stringendomi da dietro. Sentire la sua virilità premere con forza contro di me, calda e pronta, mi ha fatto capire che stavolta non ci saremmo fermati. Mi voleva, voleva prendermi completamente, con tutta l'intensità e la potenza che avevamo dovuto trattenere fino a quel momento.
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