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Gay & Bisex

Era un tiepido mercoledì di tarda primavera


di marcona70
10.06.2026    |    356    |    0 8.7
"Fino a quel punto le azioni di Marco erano state eseguite in uno stato di ebbrezza dovuto alla novità erotica, tutto d'un tratto si rese conto che comunque si stava limitando e decise di compiere..."
Una vita trascorsa nella beata ignoranza etero, piuttosto piacevole sicuramente, ma percepiva se stesso come un puzzle in costruzione; gran parte dei tasselli erano al loro posto ma quelli mancanti creavano un fastidioso rumore, come a voler richiamare la sua attenzione sui vuoti che attendevano di essere colmati.
Marco era la personificazione del prototipo di uomo tranquillo, tutto lavoro e famiglia, ligio al dovere e rispettoso delle regole; ma quello era solo il guscio che aveva scelto di indossare. Proprio come un paguro sentiva che quel guscio cominciava a stargli stretto; era giunta l'ora di cercare qualcosa di più comodo.
Da qualche tempo, incuriosito da un articolo che elogiava le proprietà benefiche del massaggio prostatico, si era dedicato all'esplorazione di quella parte del corpo che fino ad allora aveva considerato solo come un'uscita scoprendo, giorno dopo giorno, che in effetti era possibile entrarci, a volte con un piacere diverso dal solito che gli provocava un brivido nuovo al quale si stava lasciando andare sempre più spesso.
Restava una esplorazione di se stesso fredda, asettica quasi scientifica. Nessuno spazio era dedicato al sentimento.
Ad un brivido alla volta era giunto alla consapevolezza che se ben gestita quella ex uscita poteva fargli raggiungere vette di piacere elevatissime.
Nella composizione di un puzzle a volte è difficile trovare i pezzi, in questo caso i pezzi stavano via via palesandosi davanti ai suoi occhi, uno alla volta in rapida successione.
Non ci volle molto per arrivare alla fatidica domanda: che differenza potrà mai esserci tra il freddo surrogato e l'originale carnoso e pulsante?
Cominciò così a visionare una infinità di video porno gay e trans e si rese conto che l'idea di essere posseduto lo eccitava particolarmente.
Non era affatto un cosiddetto libertino, ma era chiaro che se voleva provare, l'unica strada da seguire era quella di incontrare qualcuno tramite una piattaforma ad hoc.
Fu così che dopo vari goffi tentativi di approccio con vari papabili candidati, tra mille timori, con quella che gli era sembrata una persona affidabile, decise di osare.
Inviò un breve messaggio, quasi sperando nel solito nulla di fatto: tra circa un'oretta mi troverò dalle tue parti. Ti va un caffè?
La risposta giunse lapidaria: certo!
Era un tiepido mercoledì di tarda primavera, gli uccellini cinguettavano felici nel bosco dove si erano dati appuntamento ed il cuore di Marco rischiava di scoppiare a causa di una febbrile sensazione a metà tra la paura e l'eccitazione.
Era la prima volta che si vedevano in assoluto e lui, con la nonchalance tipica di chi è avvezzo ad un certo tipo di rendez-vous lo invitò a raggiungere senza indugi casa sua. Era evidente che Marco, pur non confidando nella sua bellezza, gli era piaciuto a prima vista. Questo aspetto lo colse solo qualche giorno dopo, al momento si sentiva trasportato dalle emozioni eccitato come un bimbo che ruba una caramella.
Era un tiepido mercoledì di tarda primavera e gli uccellini continuavano a cinguettare nel bosco e Marco si stava addentrando in quella che nella sua testa sarebbe potuta essere la tana di un animale pericoloso; ma non c'era altro posto al mondo in cui avrebbe voluto essere.
Luca (nome di fantasia n.d.a.) tra pochi convenevoli e qualche domanda sulle curiosità di Marco gli si pose di fianco e gentilmente gli prese la mano e la poggiò sul suo cazzo già bello barzotto, chiedendogli che sensazione provasse ad accarezzarlo.
A Marco mancavano le parole, in uno stato di profonda eccitazione cominciò ad accarezzarlo da sopra il tessuto leggero dei pantaloni per poi tirarlo fuori dopo pochi istanti. Lo impugnava e lo ammirava come fosse il santo graal, mai avrebbe immaginato di ritrovarsi a fare una sega lenta ed appassionata ad un cazzo che non fosse il suo eppure gli sembrava tutto così naturale.
Luca lo esortò ad assaggiarlo ma Marco era titubante frenato dalla paura delle malattie, così indossò un preservativo, e Marco sempre con quella nebbia che gli offuscava la mente cominciò a succhiare quel cazzo che nel frattempo aveva raggiunto la piena erezione, ma la presenza del preservativo non restituiva lo stesso piacere del tepore che la sega poc'anzi fatta gli aveva procurato.
In breve si ritrovò nudo, ai piedi di un divanetto continuando a succhiare e con una prepotente erezione che pretendeva soddisfazione.
Fino a quel punto le azioni di Marco erano state eseguite in uno stato di ebbrezza dovuto alla novità erotica, tutto d'un tratto si rese conto che comunque si stava limitando e decise di compiere il passo successivo.
Con un ardore a lui non consono spinse all'indietro il povero Luca, che si stava godendo una fellatio tutto sommato appassionata, e in un attimo fu sopra di lui a cavalcioni che si puntava quel nerbo sul buco del suo culo pulsante, ora si che poteva definirsi entrata, e se lo fece scivolare dentro con enorme piacere.
Una scossa lo colpì istantaneamente, come un assatanato cominciò a impalarsi sempre più forte per un tempo indefinito finché con un orgasmo liberatorio non spruzzò tutto il frutto del suo piacere sul petto di Luca che ne rimase piacevolmente meravigliato.
E mentre continuava a gemere di piacere e a stantuffarsi incitava Luca affinché gli venisse dentro.
Era un tiepido mercoledì di tarda primavera e forse gli uccellini stavano ancora cinguettando, Marco aveva perso la verginità con enorme soddisfazione ed un altro tassello era andato a chiudere un vuoto.
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