Andrea e Vittorio 4 - Verso nuove dinamiche
- “Padrone buongiorno dalla sua ridicola troia. Ancora non sono degna di servirla ma spero nella sua benevolenza”
Stavo addestrando a distanza Vittorio da qualche settimana. Per ora aveva imparato piuttosto bene a rispondere sempre entro 5 min con un video in cui doveva pronunciare la stessa frase mentre si apriva il culo con un plug, a prescindere da dove fosse.
- “Brava puttanella vedo che sei al bar sotto casa vostra. Sono compiaciuto dai tuoi progressi. Come ti senti?”
- “Padrone come vede sono nel bagno di un bar mentre mi masturbo la fighetta e registro per lei un video a voce alta. Penso mi stiano sentendo dalla sala e ho il cazzo duro come il marmo. Sto ansimando come una cagna. E tutto ciò è stupendo, padrone! Sono fortunato ad averla incontrata. Spero di renderla fiero e di essere degno di servirla”
Ne ho avuti di iniziati alla sottomissione, ma raramente avevo visto una trasformazione così repentina. La troia aveva represso i suoi bisogni per troppo tempo. Era tempo di far uscire il genio slave dalla sua lampada di finto maschio alfa.
- “Calmati adesso. Ricomponiti ed esci dal bagno col tuo plug ben piantato nel culo ma fai finta di niente. Ti esibirò a tempo debito. Vai subito a casa.”
Quando arrivó a casa sua Vittorio sentì dei gemiti soffusi provenire dal piano di sopra. Poco dopo era sulla porta della camera che ci guardava imbambolato e confuso. La scena che gli si parava davanti era sicuramente inaspettata: io e Andrea limonavamo nudi e abbracciati nel loro letto. Ci stavamo godendo l’uno il corpo dell’altro con passione e trasporto, non lesinando carezze, risate e dolci effusioni.
- “Non te l’aspettavi eh? Vedi Andrea come gode nel fare l’amore con me?”
- “Oh sì senti come Paolo mi fa gemere?? É bellissimo stare tra le braccia di un maschio alfa vero”
- “Hai sentito signorina? Ora spogliati nuda. D’ora in poi non potrai avere addosso nulla in mia presenza. E dopo che ti sei spogliata, scendi sotto e inizia a pulire per bene che questa casa fa schifo. Non vorrai mica che il mio Andrea viva nello sporco vero?”
Vittorio non rispose. Era completamente in trance. Come un automa si spogliò e scese al piano di sotto. Sentimmo l’aspirapolvere partire e riprendemmo il nostro godimento.
- “Paolo hai visto come colavano umori dal suo cazzo? Mi sono eccitato tantissimo ad umiliarlo così insieme a te! Ma soprattutto…quando mi hai chiamato il TUO Andrea per poco non venivo!
Andrea si stava aprendo emotivamente mentre limonavamo e ci masturbavamo a vicenda, stretti con i corpi pressati l’uno all’altro.
Io e lui in effetti ci eravamo visti altre volte all’insaputa di Vittorio su richiesta di Andrea. Io ne fui ben felice perché stavo addestrando uno e godendomi l’altro. Situazione perfetta. Anche io però in quel momento mi resi conto che “fare l’amore” non l’avevo detto intenzionalmente poco prima a Vittorio. Mi era un po’ uscito spontaneo. E mi era piaciuto.
Ripresi a limonare Andrea con ancora più foga, violandogli in un impeto improvviso quel bel culetto liscio con le mie dita asciutte. Gemeva molto forte. Lo incitai:
- “Urla di piacere! Godi a tutto volume! Vittorio deve sentire forte e chiaro che la tua passione brucia per me! Deve mettersi in testa che questo è il minimo per un cuck come dice di voler essere!”
Il suo culo mi stava allagando le dita, per cui lo misi a cucchiaio a abbracciandolo gli infilai il cazzo lentamente in modo che lo sentisse tutto. Andrea aveva la bava alla bocca.
- “VITTORIOOO COME GODOOOO SENTIMIIII!! DEVI FARE LA BRAVA E UBBIDIRE PERCHÉ IL PIACERE DI SENTIRLO DENTRO NON PUOI NEANCHE IMMAGINARE COSA SIAAAAAA! AAAAHHHH SI SCOPAMI E INGRAVIDAMI TORO!! SBORRAMI DENTRO COME SOLO VITTORIO HA FATTO! INGRAVIDAMI NEL NOSTRO LETTOOOO AAAAAHHHHH VITTORIO VIENI SU A GUARDARMI MENTRE SCOPIAMO NEL NOSTRO NIDOOOO!!!”
Vittorio ubbidiente salì e si fermò davanti alla porta. Gli ordinai di entrare e salire sul letto per vedere bene e sentire le tenerezze che ci ansimavamo io e Andrea. A Vittorio era stato fatto divieto di toccarsi.
- “oh Paolo mio, il tuo cazzo nel mio culo é proprio a casa… non voglio nessun altro cazzo dentro. Il mio culo é tuo se lo vorrai!”
- “Ma certo che lo voglio e soprattutto che io sia l’unico cazzo che ti sborrerá dentro d’ora in poi. Così come le tue labbra sentiranno solo le mie. Hai capito Vittorio? Solo un maschio vero farà godere Andrea da oggi.”
Vittorio venne senza toccarsi poi annuì. Fu chiaro a tutti che un nuovo equilibrio si stava per creare.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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