Andrea e Vittorio - Prologo
* io (Paolo): 33 anni - orso moro 180x100
* Vittorio: 55 anni - orso brizzolato 170x80
* Andrea: 35 anni - orsetto biondo 180x80
Risposi a quel “ciao come va?” Un po’ svogliato, dato che spesso succede che poi non si vada oltre un “tutto bene grazie e tu?” di ordinanza e la conversazione si areni puntualmente. Invece, riuscì a mantenere viva la conversazione incalzando via via in modo sempre più spinto ma anche piacevole, per cui ci chattai volentieri.
Piano piano mi confessò di chiamarsi Vittorio, di avere 61 anni e di essere da 5 anni in coppia aperta col suo compagno Andrea (anche lui con un profilo sulla stessa app). Vittorio è attivo principalmente, mentre Andrea è decisamente più “passivo, troia e amante dei cazzi grossi” [cit.]. La scelta delle parole mi fece gonfiare subito i pantaloni. Dopotutto, in quel periodo cercavo proprio una bella troia passiva da dominare per bene.
La mia fantasia iniziò a galoppare e un’immagine chiara mi si formò in mente: Vittorio deve essere il master di Andrea (oltre che il compagno) e Vittorio mi ha contattato per usare Andrea con o senza partecipazione del master. Era un’occasione troppo eccitante per non approfondire. Pertanto, senza girarci troppo attorno, sondai il terreno:
- “parlami di te e Andrea… che cosa cercate in questa app? Che dinamica c’è tra voi?”
- “Andrea è il mio amore. E siccome lo amo, lo aiuto a cercare cazzi perché il mio spesso non gli basta. Ci sei piaciuto e ho deciso di scriverti. Vorremmo che lo scopassi con me. Niente cose strane, solo 2 chiacchiere e un po’ di sesso a 3. Ti interessa?”
Mi ero sbagliato. Entrambi mi piacevano, ma la delusione dell’aspettativa che mi ero creato me l’aveva fatta un po’ scendere. Pertanto feci il vago, dicendo che erano due bei tipi e che si poteva organizzare per vedersi. Essendo già mezzanotte inoltrata, ci augurammo la buona notte e staccammo dall’app.
La conversazione morì lì nonostante periodiche sbirciate di profilo reciproche. Finché, dopo più di un mese, Vittorio mi scrisse che quel giorno sarebbero stati a casa e che se volevo raggiungerli avrebbe fatto loro piacere. Io ci pensai un po’ e poi accettai. faceva caldo per cui chiesi se volessero che arrivassi docciato. Mi rispose:
- “Assolutamente no, ci piace molto assaporare il gusto del maschio peloso e sudato”
Rimasi piacevolmente confuso perché questa risposta stonava un pò con la precedente narrativa. Tentai un test.
- “Sarete voi la mia doccia allora”, scrissi
- “Sarà un piacere”, rispose
Forse non mi ero sbagliato del tutto, pensai. Ad ogni modo, suonai alla porta e venni accolto con grande cordialità e ospitalità. Dopo una mezz’ora di piacevoli convenevoli, iniziai ad accarezzare sotto la maglietta Andrea che immediatamente iniziò a gemere sommessamente. Con la coda dell’occhio vidi Vittorio che si era tirato fuori l’uccello e iniziava a menarselo. La partita era iniziata!
Andrea si mosse istintivamente verso Vittorio e si sedette sul suo cazzo duro come se quello fosse l’unica seduta che meritava. Vittorio, soddisfatto e compiaciuto, prese ad accompagnare il ritmo della cavalcata con insulti vari - come “vacca”, “rottainculo” e altri epiteti del genere - e sonore pacche sulle chiappe che si colorarono di rosso. Quello a cui stavo assistendo era sicuramente amore, ma anche dominazione. E la cosa mi eccitava da matti.
Dopo un po’ lo spinse via, gli prese un orecchio e lo portò da me. Andrea era molto sexy e baciava benissimo per cui non persi occasione di limonarlo per bene. La passione stava crescendo, il ritmo aumentava e io avevo il cazzo che scoppiava nei pantaloni. A quel punto Andrea, dopo avermi massaggiato il cazzo per più di mezz’ora, iniziò a spogliarsi completamente e a cavalcare il mio cazzo fradicio ancora costretto dalle mutande.
In tutto questo, Vittorio continuava a guardare e a masturbarsi con sempre più foga e sempre meno vestiti addosso.
Staccai Andrea dalla mia bocca e un po’ incerto gli ordinai:
- “basta, ora spogliami”
A quest’ordine, gli occhi di Vittorio brillarono. Andrea non se lo fece ripetere e ubbidì indugiando molto sulle mie zone erogene, dando prova di estrema sensualità ed esperienza. Dall’altro divano sentii Vittorio quasi sussurrargli:
- “dai troietta… fammi fare bella figura. Fai godere per bene il nostro ospite e succhiagli il cazzo come ti ho insegnato!”
Mi misi comodo nudo sul divano per godermi Andrea inginocchiato sul mio cazzo. Che dire… che abilità! Sentivo la cappella venir gentilmente risucchiata nel suo esofago mentre le sue mani mi menavano l’asta e solleticavano i coglioni. Senza saperlo stava facendo esattamente quello che più mi fa godere!!
Mi uscì spontaneo:
- “cazzo che pompinara che sei…mmm stai facendo un lavoro eccezionale… si sente la passione per il cazzo troia infoiata!! Sappi che non mi tratterrò per cui se sborro, non solo la ingoi ma mi ringrazi pure”.
Notai un aumento di foga sia in Andrea che in Vittorio…
Non sborrai ancora, tuttavia. Andrea era molto bravo a dosare il ritmo per tenermi in una costante eccitazione e un continuo godimento. Pertanto, rimasi a godere comodo su quel divano per un bel po’. Nel mentre Vittorio ogni tanto si scopava Andrea mentre mi stava pompando il cazzo, poi tornava a masturbarsi e mi incitava a piantar il cazzo sempre più a fondo nella gola di Andrea.
A quel punto ero talmente eccitato che presi Andrea e lo misi a pecora e glielo piantai diretto nel culo senza troppi complimenti. Andrea apprezzò di brutto e iniziò a gemere e sbavare sotto i colpi del mio cazzo che entrava e usciva come un coltello nel burro. La sua bocca era ingiustamente vuota, così Vittorio gli cacciò la verga in gola e lo scopò con grandi affondi.
Stantuffammo Andrea per bene fintanto che Vittorio chiese di potersi sdraiare sotto Vittorio. Acconsentii e invece del 69 che mi aspettavo, Vittorio mi sorprese leccandomi le palle e il culo mentre gli scopavo il compagno. Impazzii di piacere. Feci fatica a rimanere lucido e infatti, senza davvero pensare a cosa stessi facendo, uscii dal culo di Andrea e aprii la bocca a Vittorio. All’improvviso, Vittorio mi stava succhiando il cazzo appena uscito dal culo del suo amore e lo stava facendo con un’abilità e una passione degna di Andrea.
Al settimo cielo e sempre meno lucido, mi ritrovai a dare della pompinara troia anche a Vittorio cosa che lo infoiò anche di più. Aumentò talmente il ritmo che tentai di togliermi per evitare di riempirlo ma lui mi trattenne il cazzo in gola. Eruttai 7 densi fiotti sborra dentro Vittorio. A sua volta lui riempì la gola del suo amore subito dopo.
L’aria era densa di sesso e umori. Ci vollero 15 minuti immobili per riprenderci. Dopodiché, un caffè, due ringraziamenti e me ne andai dicendo:
- “siete stati bravi. Rifacciamolo”
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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