Andrea e Vittorio 7 - Finalmente appagato
- “lo vedi troia, come ci amiamo io e Andrea? Una volta eri tu il suo amore e il suo maschio. Ora guardati. Stai sbavando per la voglia di essere scopato mentre sfreghi il culo contro la sedia nel disperato tentativo di darti piacere. Sei solo un giocattolo ormai. Un giocattolo che io e Andrea usiamo o ignoriamo a nostro piacimento. E ti piace da pazzi questo.”
- “Padron Paolo, ha ragione!! Nono sono mai stato davvero degno di essere il maschio di casa. Per questo gliel’ho ceduta, così come Andrea! Io lo amo e amo lei ma lo so che al massimo merito di essere usato come sborratoio o cesso. E voglio che sia così per sempre! Per voi e per chi vorrete!!”
Intanto che urlava le sue inutili parole, io e Andrea ci stavamo godendo un bel 69. Io leccavo per bene l’asta dura di Andrea mentre gli affondavo la gola con la mia nerchia bollente. Ad Andrea non piaceva succhiare di guancia, solo di gola. Spesso infatti gli sborravo direttamente nell’esofago. Dopo il 69, per Andrea non era ancora finito il tempo di leccare, per cui gli ordinai di leccarmi i piedi per bene.
- “Chissà se il frocetto qui si ricorda quanto sono buoni i tuoi piedi amore… che dici? Lo facciamo partecipare? É quasi un mese che lo torturiamo facendolo solo guardare. Ho voglia di usarlo un po’, ti andrebbe?”.
Alle parole di Andrea, partirono le suppliche sbavate di Vittorio. Era arrivato il momento di fargli questo regalo.
- “Amore, ma certo lo sai che ci tengo che tu sia contento e soddisfatto. Slegarlo pure e portalo qui. É vero frocetto, vieni a ripassare il sapore dei miei piedi!”
- “Apri le gambe troia! Intanto che lecchi i piedi al padrone, ti prendi anche questa minchia!”
Non fece in tempo ad affondare nel suo culo slargo che Vittorio sborrò convulsamente per qualche secondo. Dopotutto era quasi un mese che non veniva e Dio solo sa da quanto aspettava il momento di essere scopato. Andrea se ne accorse e lo derise mentre gli scopava il culo. Dopo 15 minuti buoni di piedi, dovevo pisciare quindi lo feci impalare sul mio cazzo e gli pisciai nel culo, cosa che ovviamente gli fece strabuzzare gli occhi dal piacere. Andrea, ancora non soddisfatto, inculò Vittorio insieme a me. A forza di plug, il culo di Vittorio poteva ospitare serenamente 2 cazzi. La doppia penetrazione era un evento raro per lui. Voleva godere il frocetto? Bene, l’avremmo prosciugato allora! Persi il conto di quante colate di sborra mi fece addosso mentre lo scopavamo. E ogni volta erano schiaffi di rimprovero per avermi sporcato col suo seme di cagna. Ma Vittorio era su un altro pianeta ormai. Il suo cervello rispondeva solo allo stimolo del godimento.
Con lo stimolo del cazzo di Andrea che sfregava e il liscio caldo in cui lo stavamo scopando, durai meno del previsto. E anche Andrea. Ci lasciammo andare a 2 begli orgasmi pieni e potenti, inondando dell’ennesimo liquido il culo della troia. Uscimmo quindi da Vittorio e tutto uscì ovviamente dal suo culo spalancato. Si beccó dei begli schiaffi per aver sporcato tutto.
Ritornato in sé dopo l’estremo godimento, Vittorio si adoperò a cambiare le lenzuola e a prepararci un bel bagno profumato per lavarci.
- “Guarda che ho sentito prima. “Per voi e per chi vorrete”… stai attento a ciò che desideri perché potrei prenderti in parola.”
- “Quello che vorrete io farò. Sono vostro. Sarà un piacere servire a chi mi offrirete.”
Ottimo, pensai, rovistando nella mia rubrica mentale di perversioni.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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