Gay & Bisex
Eccomi
Moonsafari
25.02.2026 |
2.080 |
2
"I miei occhi sembravano più grandi, la mia bocca più morbida, la mia espressione più dolce..."
Il suo sguardo era un ordine di silenzio. Mi sono inginocchiato sul bordo del letto, la pelle tesa in attesa. Lei indossava solo quel finimento nero, lucido, che la rendeva potente e inavvicinabile. Con due dita mi ha sollevato il mento, costringendomi a guardarla.«Apri la bocca», ha sussurrato, e la sua voce era miele e acciaio.
Lui era lì, duro e caldo davanti a me. L’ho preso in bocca obbediente, mentre lei si posizionava alle mie spalle. La sua mano nei miei capelli guidava il ritmo, lenta, profonda. La sentivo gocciolare di lubrificante sulle mie natiche, prepararmi con calma, con cura.
Poi la spinta. Un gemito soffocato dalla bocca piena. Lei dentro di me, lenta, profonda, mentre lui vibrava nella mia bocca. Un cerchio perfetto di desiderio e sottomissione. Il mondo era solo il suo movimento, il suo respiro affannato, la sua voce che mi diceva «così, bravo».
Siamo venuti insieme in un urlo muto, io ingoiando tutto, lei seppellendosi dentro di me, legati in un abbraccio che era solo nostro.
Il mio corpo era ancora scosso dai tremori dell'orgasmo quando lei si è sdraiata accanto a me, accogliendomi tra le sue braccia. Il suo profumo mescolato al nostro sudore, il respiro che piano tornava regolare. Le sue dita hanno accarezzato i miei capelli, poi sono scese lungo la mia gola, il petto, fino a fermarsi sul mio ventre che ancora pulsava.
«Sei stato perfetto», ha sussurrato, e quelle parole mi hanno attraversato come una scossa.
Nei giorni successivi qualcosa dentro di me era cambiato. Non riuscivo a smettere di pensare a quella sera, a come mi eri sentito completamente suo, completamente esposto, completamente vivo. La sensazione di essere stato preso, posseduto, ma anche custodito. La tenerezza con cui dopo mi aveva tenuto tra le braccia.
Ho iniziato a guardarmi allo specchio in modo diverso. A toccare la mia pelle immaginando altre stoffe, altre consistenze. Una sera, mentre lei era fuori, ho aperto il suo armadio. Le sue camicie di seta, i suoi reggiseni di pizzo, le sue calze. Le ho accarezzate come si accarezza un segreto, con timore e desiderio.
Quando è tornata, mi ha trovato seduto sul bordo del letto con una sua gonna in mano, in preda ai miei pensieri. Senza dire una parola, si è seduta accanto a me e ha appoggiato una mano sulla mia.
«Ti piace?» ha chiesto semplicemente.
Ho annuito, incapace di parlare, sentendomi incredibilmente vulnerabile.
Lei ha sorriso, quel sorriso che conoscevo bene, fatto di complicità e desiderio. «Allora proviamola».
Mi ha aiutato a indossare quella gonna di seta nera, facendola scorrere lungo le mie gambe con una lentezza che mi faceva tremare. Poi una sua camicia bianca, leggera, che ho lasciato sbottonata sul petto. Mi ha fatto sedere davanti a lei, e con infinita pazienza mi ha truccato il viso. Il fondotinta leggero, un velo di cipria, il mascara che mi faceva battere le ciglia, un rossetto rosso che ha steso sulle mie labbra con la punta del dito.
«Guardati», mi ha detto porgendomi uno specchio.
La persona che ho visto era me, ma diversa. I miei occhi sembravano più grandi, la mia bocca più morbida, la mia espressione più dolce. E dentro di me è esplosa una sensazione che non avevo mai provato: una gioia profonda, una libertà nuova.
Mi sono voltato verso di lei, gli occhi lucidi. «Perché... perché mi fa sentire così bene?»
Lei mi ha preso il viso tra le mani, sfiorandomi le labbra con un bacio leggero per non rovinare il rossetto. «Perché sei bellissimo così. Perché finalmente ti stai mostrando per come sei veramente, senza paura».
Quella notte abbiamo fatto l'amore in modo diverso dal solito. Io con indosso quella gonna, quella camicia, quel rossetto. Lei mi ha guardato con occhi che bruciavano di desiderio, mi ha accarezzato come se fossi la cosa più preziosa che avesse, mi ha preso ancora, ma questa volta era diverso. Ero più presente, più me stesso, più vulnerabile e più forte allo stesso tempo.
Da quella sera è iniziato il nostro percorso. Insieme abbiamo comprato i miei primi indumenti: non per travestirmi, ma per vestire quella parte di me che era sempre stata nascosta. Reggiseni di pizzo che indosso sotto le camicie, mutandine di seta che accarezzano la mia pelle, calze autoreggenti che lei mi aiuta a infilare con la stessa cura con cui si prepara una cerimonia.
Ogni volta che mi vesto così, lei mi guarda con occhi che si accendono. Mi tocca come se scoprisse un corpo nuovo, mi bacia come se fosse la prima volta. E quando mi prende, quando sono suo, c'è una tenerezza che prima non conoscevo, una connessione che va oltre il semplice atto fisico.
Sto cercando altre persone che possano aiutarmi in questo percorso. Amici online che condividono questa passione, negozianti che mi consigliano senza giudicare, forse un giorno altri partner che possano vedere e apprezzare questa parte di me. Ma so che lei sarà sempre la mia guida, colei che per prima ha visto oltre la superficie, che per prima mi ha accolto completamente, in ogni mia forma.
La seta sulla pelle, il rossetto sulle labbra, il suo sguardo su di me. Questa sono io, finalmente.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Eccomi:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
