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La donna del re


di Membro VIP di Annunci69.it Kimboy74
06.06.2026    |    597    |    0 8.3
"Il vecchio re morì convinto di aver lasciato un legittimo successore, mentre Maurizio, il sacrestano, Cetriolo e Bartolomeo continuavano i loro incontri segreti, tra scopate, succhiate e gemiti..."
Nel florido regno di Beltrando, un tempo governato da un re decrepito e assetato di discendenza, il sovrano chiamava a raccolta i suoi messi con voce tremula ma imperiosa. "Trovatemi una femmina dai fianchi larghi e dalle mammelle copiose, che possa portarmi un erede prima che il mio seme si secchi del tutto!" gridava il vecchio, picchiando il bastone sul pavimento di marmo. I messi, tremanti per la paura di deludere, setacciarono il regno da cima a fondo, ma tutte le fanciulle adatte erano già maritate o fuggite via.

Fu così che, per una serie di equivoci e per la disperazione di non tornare a mani vuote, i messi puntarono gli occhi su Maurizio, il figlio del sacrestano: un giovane tozzo, dalle spalle larghe e dalle cosce muscolose, che stava spazzando il sagrato della chiesa. "Ecco la creatura perfetta!" esclamarono tra loro. "Fianchi generosi, forme piene, e certo fertile come una vacca da latte!" Senza indugio lo trascinarono al palazzo, ignorando le sue proteste: "Ma io sono maschio, per tutti i santi!"

Il padre di Maurizio, vedendo balenare la possibilità di una fortuna, tirò il figlio in disparte e gli bisbigliò all’orecchio: "Figliolo mio, metti questa parrucca bionda e questi abiti da principessa. Il re è cieco dal desiderio; non si accorgerà di nulla. Una notte di finte nozze e diventeremo ricchi sfondati." Maurizio, riluttante ma vinto dalle promesse d’oro, si lasciò travestire. Quando lo presentarono al re, il vecchio monarca, già mezzo cieco e tremante di lussuria, non vide altro che una figura dalle curve abbondanti e ordinò subito le nozze.

La cerimonia fu breve. Quella stessa notte il re, ansante e tremante, consumò il presunto matrimonio. "Vieni qui, mia grassoccia bellezza," ansimò, spingendo Maurizio sul letto regale. Maurizio, con la parrucca che gli pendeva su un occhio, si lasciò spogliare. Il re gli palpò le natiche sode, le divise con dita tremanti e spinse il suo membro avvizzito tra le natiche del giovane. "Oh, che stretto scrigno!" gemette il sovrano, pompando debolmente mentre Maurizio stringeva i denti e sopportava. Il re, credendo di aver fecondato una donna, si addormentò soddisfatto, lasciando Maurizio a pulirsi il seme che gli colava tra le cosce.

Passarono le settimane. Per simulare la gravidanza, Maurizio e il padre si rivolsero al cinico Dottor Cetriolo. Il medico rise sotto i baffi quando sentì la richiesta. "Un neonato? Facile. Ma il silenzio ha un prezzo." Il vero padre del bambino, un contadino muscoloso di nome Bartolomeo, fu chiamato in causa. "Per tenere il segreto eterno," dichiarò Cetriolo con un ghigno, "sia tu che tuo padre dovrete concedervi carnalmente a me e a Bartolomeo, ogni volta che lo chiederemo."

Maurizio impallidì, ma il padre, avido, accettò. Quella notte, nella stalla dietro la chiesa, il patto si consumò. Cetriolo si abbassò i calzoni, rivelando un membro spesso e venato. "Inginocchiati, ragazzo," ordinò. Maurizio obbedì, aprì la bocca e prese il cazzo del medico tra le labbra, succhiandolo con riluttanza mentre Bartolomeo si posizionava dietro di lui. Il contadino sputò sulla sua verga e la spinse dentro il culo di Maurizio, pompando con forza. "Ah, che bel buco stretto!" ringhiò Bartolomeo, affondando fino alle palle. Il padre di Maurizio, intanto, era piegato sul fieno, con Cetriolo che gli allargava le natiche e gli ficcava il cazzo nel culo, scopandolo con colpi secchi. "Prendilo tutto, vecchio porco," ansimava il medico, mentre il sacrestano gemeva e il suo membro molle dondolava. Maurizio, con la bocca piena del cazzo di Cetriolo, sentì il seme caldo di Bartolomeo esplodergli dentro, colando poi tra le sue cosce muscolose. Il medico venne poco dopo, riempiendo la gola di Maurizio con fiotti densi che il ragazzo deglutì a fatica.

Il neonato fu consegnato. Maurizio, gonfiato artificialmente con cuscini, simulò il parto con grida e sudore. Il re, estasiato, tenne in braccio l’erede, ignaro di tutto. Da quel giorno, ogni settimana, Maurizio e il padre si recavano dal medico e da Bartolomeo per pagare il silenzio con carne e sperma. Il vecchio re morì convinto di aver lasciato un legittimo successore, mentre Maurizio, il sacrestano, Cetriolo e Bartolomeo continuavano i loro incontri segreti, tra scopate, succhiate e gemiti che il regno non avrebbe mai saputo.

E così, tra equivoci, inganni e patteggiamenti carnali, il regno ebbe il suo erede… e quattro uomini ebbero un segreto che li legava per sempre.
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