Gay & Bisex
Il padrone
Lupo_di_mare
18.03.2026 |
2.512 |
11
"Continua a stringermi e, con il mio movimento, i capezzoli vengono tirati ancora di più..."
Mi hanno sempre attratto i maschi autoritari. Forti, virili possenti. Maschi che incutono soggezione con il solo sguardo. La cui presenza magnetica intimorisce ma attrae allo stesso tempo.Ciononostante, non ho mai provato interesse per le pratiche sadomaso o la violenza tout court.
Ricerco l’atto sessuale fatto con decisione, ma non provo godimento ad essere maltrattato. Questa premessa è doverosa perché la mia evoluzione da troia mi ha portato a sperimentare cose inedite, che mai avrei pensato potessero appassionarmi.
Mi aveva contattato sul sito di annunci69, probabilmente attratto dalle mie foto e dal mio profilo. L’interesse mi aveva lusingato perché si trattava davvero un bel maschio, proprio come piace a me. Un uomo maturo, particolarmente virile, alto e possente. Insomma, uno spettacolo da far perdere la testa alle troiette amanti del genere.
Si trattava, però, di un master. Dedito a tutte quelle pratiche che esulano dal semplice sesso e che contemplano l’utilizzo di frustini, dildo, collari…
Avevo subito premesso che i miei gusti non andavano in questa direzione, e lui non si era scomposto. Mi aveva rassicurato dicendo che sarebbe stato un incontro tranquillo, senza violenza o cose simili.
Ma non è stato di parola.
Oltre all’aspetto davvero piacevole, Stefano, questo il suo nome, si è rivelato fin da subito una persona cordiale, educata, con la quale chiacchierare piacevolmente. Dopo alcuni minuti e qualche frase di circostanza, gli faccio strada e lo conduco nella mia camera da letto.
Seguendo le indicazioni che mi aveva dato in chat, indossavo un paio di calze a rete autoreggenti che lasciavano in bella vista il culo. Dovevano essergli proprio piaciute perché appena inizia a spogliarsi mostra un’erezione da paura. Il cazzo è davvero bello, imponente, con una cappella larga, circonciso. Ma il vero capolavoro sono le sue palle. Due coglioni grossi, tondi, da vero maschio.
Ammaliato da quella visione mi inginocchio e mi avvento sul cazzo che inizio dapprima a baciare per poi accingermi ad ingoiare sapientemente. Neanche il tempo di prendere le misure di quel membro così bello e succoso che Stefano mi assesta un ceffone. “Ferma troia, chi ti ha detto di prenderlo in bocca. Qui comando io!”
Lo schiaffo mi stordisce e resto interdetto sia per la sorpresa che per la forza di quel colpo. Mi riprendo e protesto, gli dico che non amo questo genere di cose, e per tutta risposta Stefano mi assesta un altro ceffone. “Non ci siamo capiti. Tu fai quello che ti ordino io” mi dice. “Su, mettiti a pecora sul letto e mostrami le chiappe.” Sono sconvolto. Non mi aspettavo nulla del genere. Gli avevo premesso i miei gusti e mi aveva assicurato che li avrebbe rispettati.
Ma la sorpresa più grande doveva ancora avvenire. Mi accorgo, infatti, di avere il cazzo durissimo. Quelle manate mi avevano dapprima spaventato e innervosito. Ma evidentemente non era stato il loro unico effetto. Non voglio dargli soddisfazione, così mi copro i genitali con le mani e titubante mi metto a pecora sul letto. Neanche il tempo di sistemarmi che ricevo un altro colpo sulle chiappone. Ma questa volta non ha usato le mani. Da un astuccio che aveva appoggiato sul comodino, ha tirato fuori un frustino e ha iniziato a percuotermi. “Brava troia, metti in mostra il culo che oggi te lo faccio diventare viola.”
A ogni colpo ricevuto emetto un urlo. Lo stronzo non ci va piano, anzi. “Non devi protestare. Resisti e fai contento il tuo padrone” dice mentre mi assesta una serie di frustate sul culo. Ho le chiappe in fiamme, è un dolore insopportabile. Ciononostante il mio cazzo è sempre più duro. Evidentemente il trattamento che mi sta riservando Stefano ha avuto un effetto inaspettato. “Vedi troia che inizia a piacerti?” e mentre pronuncia queste parole, mi assesta una sberla al cazzo duro.
Non so cosa fare. Ogni sua mossa mi provoca un grande dolore. Ma allo stesso tempo, dopo ogni colpo, l’eccitazione aumenta. Mi afferra per un braccio e mi fa mettere in piedi di fronte a lui. “Apri la bocca, troia”. Non voglio essere colpito di nuovo, così ubbidisco senza farmelo ripetere. Stefano raccoglie la sua saliva e mi sputa direttamente in gola.
“Ingoia adesso”. Quel suo ordine mi penetra nel cervello e come un automa eseguo. Butto giù la saliva ed è come se avessi assaggiato la bevanda più buona del mondo. “Dammene ancora, ti prego” mi sorprendo a pronunciare queste parole. Ed ecco che Stefano mi accontenta; mi deposita un’altra dose generosa di saliva in bocca e poi ci infila la lingua. È un bacio appassionato, deciso. Non ha nulla di romantico. È sesso allo stato puro, ed è bellissimo!
Rispondo con entusiasmo al suo bacio, quando ecco che mi afferra i capezzoli, inizia a stringerli sempre più forte e li tira verso sé. Cerco di divincolarmi da quella morsa e indietreggio, ma non è una mossa felice. Continua a stringermi e, con il mio movimento, i capezzoli vengono tirati ancora di più. “Godi, troia” mi dice, con un lampo di soddisfazione negli occhi.
Dopo alcuni secondi che sembrano ore, lascia la presa sui miei capezzoli doloranti e mi ordina di inginocchiarmi. “Leccami le palle, su troietta!” questa volta non me lo faccio ripetere due volte. Con l’acquolina in bocca mi abbasso ulteriormente e finisco con la testa sotto le sue palle. E inizio a leccare. Sono leccate sapienti, da troia navigata. Inizio con la punta per poi allargare la lingua, insalivando ogni centimetro di quei coglioni stupendi, degni di un re. “Brava la cagnetta. Ci sai proprio fare. Ora succhiami il cazzo!”
Finalmente ho il permesso di dedicarmi a ciò che più mi piace. I bocchini sono la mia passione da sempre, e sono davvero un artista nel farli. Imbocco il cazzo e inizio a succhiare, ingoiandolo sempre più, fino a quando le mie tonsille non toccano la base dell’asta. Stefano apprezza il trattamento ed emette qualche gemito. Inizia così a dettare lui il ritmo della pompa, e mi infila il cazzo sempre più in profondità, provocandomi dei conati di vomito. Esaltato da quel gran pompino, mi afferra per i capelli e mi ordina di guardarlo negli occhi.
È un momento davvero eccitante. Sono in ginocchio, al suo cospetto, con il suo cazzo in bocca. Mi tira i capelli dettando il ritmo di ogni affondo e, come una troietta vogliosa dallo sguardo implorante, lo fisso negli occhi come a chiedergli di darmi sempre più cazzo, di farmi sempre più male. Lui mi restituisce un’occhiata piena di lussuria. Inizio a masturbarmi come un forsennato. Sono in estasi; la scopata sta raggiungendo il suo culmine. Stefano afferra nuovamente il frustino e inizia a colpirmi le chiappe. Ho un sussulto, ma dopo ogni colpo l’eccitazione sale, finché non inizio a mugolare. Tolgo il cazzo dalla bocca per implorarlo di continuare, di non fermarsi. Dopo avergli rivolto questa preghiera, rimbocco il cazzo e riprendo il pompino da dove lo avevo interrotto.
Continua…?
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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