Gay & Bisex
Insospettabili principini gay 2
14.03.2026 |
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"Ciucciò avidamente la minchia del peloso, mentre l'uomo-lingua aveva inserito due dita nel suo buco e continuava a lavorarlo con fervore..."
Da quella serata a corte di molti anni fa, erano successe cose che ai tempi, anche se avesse cercato di predirle, non si sarebbe figurato nemmeno nel peggiore degli incubi. La tazzina di fine porcellana nella mano destra, lo sguardo che vagava fuori dalla finestra nel parco reale: William sedeva in poltrona e ascoltava il rombo della tempesta che, dentro di lui, ormai esplodeva. Fuori invece, brillava il tipico sole inglese, bianco e anemico.La nonna era morta ormai da qualche anno, il regno era stato investito da un'ondata di malcontento generale dovuto alla congiuntura economica negativa, suo fratello Harry aveva infine sposato una donna (lui la chiamava "la strega americana"), lo aveva sfanculato trasferendosi in america e c'era mancato davvero poco che venisse fuori la verità su di lui, sul fratello e sulla nonna, Queen Elisabeth the Second, con uno scandalo globale di proporzioni inaudite che aveva letteralmente sputtanato la corona d'inghilterra.
Per fortuna erano riusciti a scaricare la colpa sul principe Andrea, il capro espiatorio perfetto di una famiglia in cui la purezza morale e i sani principi erano semplicemente una facciata, sgretolatasi ormai di colpo agli occhi di tutti.
Ancora una volta, pensò William, c'era mancato poco. William conosceva bene l'isola nell'atlantico che era saltata al centro delle cronache mondiali e che aveva rischiato di intaccare il suo buon nome di reale inglese, padre modello, regnante solido e cementificato nei suoi alti principi britannici. In quell'isola era stato ospite parecchie volte, e sia lui che il fratello avevano partecipato a diverse "cene eleganti" con i papaveri dei più prestigiosi circoli del mondo.
William d'un tratto sussultò, ripensando al pandemonio che succedeva su quell'isola e a ciò che i suoi sensi avevano provato. Aveva assaggiato cazzi attaccati a uomini con conti in banca da milioni di euro, dato il suo culo a prestigiosissime minchie di rettori di università fior fior del globo, inondato dei suoi reali liquidi facoltosi uomini capi d'azienda con PIL maggiori di diverse nazioni europee combinate insieme, assistito a siparietti con capi di stato mondiali che avrebbero fatto furore, se solo avesse voluto diffonderne i croccanti dettagli.
In fin dei conti, pensò, gli esseri umani sono tutti uguali. Potrai anche avere il conto in banca più alto dell'universo ma alla fin fine ti abbandonerai come gli altri alla più perversa quanto basica attività umana: scopare.
E William ormai era un cultore del sesso. Ma la sua vita era una farsa - ma lo era sempre stata. Imprigionato da una vita nel castello di Buckingham Palace, William ormai non aveva altra scelta: ogni notte, al calar delle tenebre, narcotizzata la moglie e allontanate le guardie, fuoriusciva da una piccola porticina localizzata nelle segrete del castello, attraversava chilometri e chilometri di tunnel sotterranei e, celato da un pesante mascheramento che ne alterava i connotati, si ritrovata a Notturn Alley, uno dei distretti più fetidi e pericolosi di Londra.
Quella notte, entrò allo Sling: per entrare era necessario pagare un biglietto di 50 sterline (ma tanto lui non lavorava e la sua carta di credito attingeva direttamente al bilancio del regno unito, quindi chissene), e togliersi qualsiasi indumento. William ammirò il suo corpo nudo davanti a uno specchio posizionato strategicamente: aveva due belle gambe lunghe (era alto 2.20), coperte da una leggera peluria ormai in via di imbiancamento ma sempre molto virile, due bei coglioni rosa confetto e un membro considerevole della lunghezza di 8 inglesissimi pollici. Una folta peluria ramata si diramava dal membro fino all'ombelico, per poi aprirsi a pavone sul petto, incoronando due capezzolini bianchi bianchi di anni di carenza di vitamina D. Una bella mascella squadrata completava il profilo, che altrimenti era celato da una maschera in silicone che ne alterava i lineamenti, facendolo assomigliare ad un certo "alfonso", gli aveva detto il suo staff. Era un italiano che lui non conosceva, forse un personaggio pubblico vittima recente dell'ennesimo scandalo sessuale a tinte lgbt, ma d'altronde erano a londra e nessuno sapeva nulla di questa persona. Gli avevano consigliato un profilo basso per evitare di dare troppo nell'occhio.
Si posizionò subito sulla sling e non dovette attendere a lungo: nella penombra, qualcuno si avvicinò a lui e cominciò a tastarne il corpo. Le dita erano frenetiche e viaggiavano su tutti i centimetri di cazzo, gambe e culo. Si lasciò toccare silenziosamente, senza muoversi e senza emettere un singolo gemito. Fino a quando sentì una lingua, calda, morbida e anche forte, leccare avidamente il suo buco e aprire ogni singola fibra del suo ano. L'uomo-lingua prese a dare insistenti lappate sul suo ano, ne aprì oscenamente le natiche e vi si tuffò dentro, William sentiva la sua voglia di cazzo salire a più non posso, mentre i baffi dell'uomo-lingua continuavano a solleticare abrasivamente le sue chiappe ormai completamente divelte. L'uomo intanto segava il cazzo di WIlliam che non aveva ancora raggiunto la massima potenza quando d'un tratto un altro uomo si avvicinò a lui e gli schiaffò prepotentemente il cazzo in gola - aveva un odore forte, pungente, e il pube era folto e poco curato. William si ritrovò i coglioni pelosi direttamente in naso, ma continuò a succhiare avidamente il cazzo, che ormai cominciava a liquefare liquido precum a volontà, che William bevve con avidità. Amava il cazzo, l'aveva sempre amato. Ciucciò avidamente la minchia del peloso, mentre l'uomo-lingua aveva inserito due dita nel suo buco e continuava a lavorarlo con fervore. William implorò di essere scopato e fu accontentato: un terzo uomo, basso ma con un minchione da far paura, arrivò alla sling e gli sversò prima una sborrata direttamente in viso, che si mischiò al cazzo del peloso, poi spostò l'uomo-lingua e con un colpo secco di reni lo penetrò fino ai coglioni. William tenne su bene le gambe, ormai divelte al massimo: l'uomo spingeva forte dentro di lui, aveva tanta voglia repressa, spingeva e spingeva, mentre William appoggiò le sue mani alle spalle dell'uomo per saldare ancora di più l'inculata. Precipitosamente, William si mise un dito in bocca, tirò giù un braccio dalla spalla dell'uomo e gli penetrò il culo con un dito: l'uomo emise un urlo e continuò a incularlo sempre più forte, ormai tenendolo per le caviglia e ruotando al massimo il bacino del futuro re d'inghilterra. Le chiappe bianche rivolte al cielo, il buco aperto oscenamente ma il cazzo duro come il marmo: William venne d'improvviso quasi senza rendersene conto, sversò una quantità di sborra assurda sul suo stesso ventre mentre la cappella dell'uomo colpiva sagacemente la sua prostata e ne forzava il contenuto verso l'esterno. Venne, venne e venne: William sentiva il corpo esplodere e i suoi succhi vennero leccati a loro volta dal peloso, che nel frattempo stantuffava sempre violentemente la gola di WIlliam, ormai anche quasi in apnea. L'uomo che inculava ormai aveva raggiunto la prostata di William e non accennava a ridurre il ritmo: era una trivella svizzera che scavava a fondo ma nemmeno lui era di pietra: improvvisamente mise le mani al collo di william quasi a volerlo strozzare (per fortuna solo "quasi") e con un colpo di reni potentissimo e strizzando i glutei inarcando la schiena, raggiunse l'orgasmo. I suoi coglioni improvvisamente emisero una quantità si sborra allucinante: il cazzo si gonfiò a dismisura nel culo di William, e dal glande uscirono violenti fiotti di sborra, uno dopo l'altro sempre più forti, a ungere e umettare l'intestino di WIlliam che ormai aveva le gambe completamente divaricate. L'uomo continuò ancora per un pò a stantuffare WIlliam riversando in lui tutti i suoi fiotti di sborra, poi lentamente uscì e se ne andò.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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