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incesto

Zia e nipote guidati dal Padrone


di KaydomeKajira
10.12.2025    |    2.614    |    8 9.7
"Doveva però sembrare solo distrazione e naturalezza e su questo il Padrone era stato abile nel guidarla: "anche se sarai spaventata, parlagli sempre e non rendere tutto clandestino e..."
Le feste natalizie erano alle porte e come ogni anno la zia lo aspettava. Non vedeva l’ora di trascorrere dei giorni insieme, aveva sempre sentito un trasporto particolare verso suo nipote ma adesso che stava crescendo lo trovava davvero anche un ragazzo bellissimo.
Non c'era mai stato nulla di concreto o di esplicito, se non un legame affettuoso come quelli che legano molte zie ai nipoti in tutte le famiglie tradizionali. Ma, come in molte famiglie tradizionali, una cosa era ciò che accadeva e si diceva, altra era il non detto. In fondo, non è un caso, che la categoria "incesto" sia la più letta e cercata nei siti come questo, sebbene sia nascosta perché socialmente inaccettabile.
Il dubbio nella mente della zia serpeggiava da sempre: come mi vedrà mio nipote? Di sicuro i gesti erano affettuosi, anche quando non c'era l'età per la malizia. E ancor più certo era che qualche curiosità, se non altro istintive, il corpo femminile le faceva venire al nipotino.
Insomma, l'occhio ogni tanto cadeva, se ne era accorta la zia. Senza malizia, forse, ma un vestito più aderente o i costumi succinti al mare in estate non passavano certo inosservati.
E se la malizia non c'era nel nipotino, c'era sicuramente in lei. Anche se ben nascosta e negata soprattutto a se stessa. Almeno fino all'incontro con il suo Padrone che, come per magia e con estrema naturalezza, aveva tirato fuori le perversioni da sempre tenute nascoste.
Tutto era nato una sera, spontaneamente, quando il Padrone sfogliando il profilo Facebook della sua schiava, aveva visto una foto della sorella. Immediata la provocazione e la condivisione di fantasie su quella ragazza che, nella vita reale, era in apparenza molto più casta e tradizionalista.
Nel gioco dei desideri, però, la schiava lasciò un piccolo varco al pensiero del nipote e immediatamente il Padrone lo colse e lo esplorò. Da quel momento la schiava si liberò e la zia premurosa e insospettabile iniziò il suo cammino verso un livello di perversione inimmaginabile prima di quel momento.
Un percorso fatto di attese e progettazioni che portò a quel giorno nelle vacanze di Natale.
La zia non poteva vedere spesso il nipote visto che vivevano distanti l’un dall’altro ma quando tornava a casa x le ferie passavano momenti bellissimi. Questa volta però sarebbe stato tutto diverso.
Il padrone aveva deciso che avrebbero provato a renderlo reale e, insieme, avevano deciso come farlo.
Lei non lo vedeva da almeno sei mesi prima. E per buona parte di questo tempo avevano progettato come muoversi. "Finalmente Natale era alle porte". Il finalmente era stato detto dalla zia che anche se terrorizzata, inconsciamente non vedeva l'ora di provare a rendere tutto vero quello che avevano costruito nella fantasia.
Avevano scelto il giorno in cui il resto della famiglia sarebbe stato fuori. Avevano almeno una mattinata e un pomeriggio tutto per loro.
Il primo approccio sarebbe dovuto sembrare casuale: dopo la doccia la zia sarebbe dovuta essere in accappatoio, nella sua camera per vestirsi come tante altre volte. Ma questa volta non avrebbe dovuto aspettare il caso. Avrebbe dovuto chiamarlo con una scusa. Così fece, in parte per obbedire a quanto concordato con il Padrone, in parte perché lo desiderava da impazzire, anche se ne aveva paura.
Lui entrando la guardò e rimase per qualche secondo senza dire nulla e poi con grande imbarazzo le disse: “scusa zia non pensavo ti stessi cambiando”.
- “Tranquillo” rispose lei - “resta. Tra un po’ sarò vestita”. Era chiaro che la visione del corpo della zia lo eccitasse e non poco, la guardava con occhi maliziosi e la scrutava per ogni movimento, ma altrettanto evidente e naturale era il suo imbarazzo.
Alla zia piaceva che lui si comportasse così e che fosse in quello stato. Nei giorni che erano trascorsi, come d'accordo con il Padrone, lei aveva lanciato dei segnali, ma impercettibili a chi la conosceva come la insospettabile zia premurosa.
Da quando la sorella e il figlio erano arrivati per le feste, lei aveva indossato leggins più stretti e magliette più aderenti, spesso senza reggiseno. Certo le forme erano in vista, ma in famiglia nessuno avrebbe mai potuto immaginare che fosse stato fatto di proposito. Per adescare l'attenzione del nipote poi, follia.
Eppure gli occhi del nipotino erano caduti spesso sul culone tondo della zia, quando credeva di non essere visto. Forse senza malizia, forse per curiosità delle forme. Forse perché la madre non si vestiva mai così per casa. Ma l'interesse era stato attivato.
E più notava la sua curiosità e più la zia si era ritrovata a masturbarsi pensando al cazzo di suo nipote mentre si eccitava a guardarla. Magari immaginando che davvero si eccitasse e gli dedicasse una sega notturna.
Già, chissà se il nipotino già si masturbava pensando alla zia. In fondo tanti lo hanno fatto (anche se nessuno lo ammette pubblicamente). Perché non poteva essere anche suo nipote. In realtà era probabile, anche se insospettabile.
Quel pomeriggio come detto a casa non c’era nessuno, ma il primo passo doveva comunque essere casuale. Questo era il piano. E così la schiava lanciò solo un primo colpo: per la prima volta nella loro vita non chiuse la porta del bagno per togliersi l'accappatoio e indossare i vestiti. Ma tutto lo fece apparire una cosa normale. Di fatto andava nell'altra stanza, ma lasciando la porta aperta si mostrò per la prima volta di fatto nuda al nipote.
Doveva però sembrare solo distrazione e naturalezza e su questo il Padrone era stato abile nel guidarla: "anche se sarai spaventata, parlagli sempre e non rendere tutto clandestino e silenzioso"
- “Sono felice che tu sia qui. Vediamo un film insieme"? Lo aveva detto con naturalezza e non come se erano mesi che lo stava programmando.
Lei intanto si era messa comoda, lasciando solo il perizoma il leggins e una maglia bianca aderente, senza reggiseno
Si era seduta sul divano dove il nipote la stava aspettando pronto a vedere il film che aveva scelto. Lei si sedette al suo fianco e allungó le gambe su quelle del nipote.
Ovviamente lei aveva aspettato tanto quel momento ma aveva anche paura,
Rimase per un po’ di tempo a guardare il film, senza particolari contatti fino ad un primo casto e affettuoso abbraccio, più tenero che perverso. Semplicemente un modo di stringersi per vedere il film e proteggersi dal fresco della stanza.
Il piano del Padrone però era più articolato. Lei avrebbe dovuto alzarsi con una scusa, anche solo per prendere acqua o patatine. In realtà però per mostrarsi a sculettare nel leggins e a far muovere le tette nella maglietta tornando verso di lui.
Piccoli apparentemente innocenti segnali per stimolarne gli ormoni o anche solo la curiosità.
Tornata sul divano il passo successivo sarebbe stato più audace, era il momento delle carezze. Innocenti, come tante altre volte. Carezze sui capelli, sulle guance, come fatto mille volte negli anni. Ma questa volta era diverso, l'aria era resa diversa da quella sottile preparazione.
Sarebbe bastata una piccola scintilla per superare il limite che si pensava invalicabile. E la scintilla arrivò quando...
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