incesto
Il padre del mio fidanzato - Parte III
16.06.2026 |
1.049 |
2
PARTE III
Passavo settimane di conflitto. Di passione. Di desiderio che cresceva ogni giorno.
Andrea mi ama. E io amo Andrea. È dolce, gentile, premuroso.
Ma Lorenzo mi eccita. E quell'eccitazione cresce ogni volta che lo vedo.
Una notte, Andrea mi invita a stare a casa sua.
I genitori sono fuori per il fine settimana. La casa è nostra.
Andrea ha organizzato tutto: candele in camera, una cena che ha cucinato lui stesso, musica dolce che suona di sottofondo.
Io arriva con il cuore che batte forte.
Andrea mi abbraccia quando entro. Mi bacia dolcemente.
"Ho voluto fare una cosa speciale per te" sussurra. "Per noi."
Sento il cuore che si scioglie.
Scendiamo in cucina. Andrea ha cucinato pasta, ha fatto un insalata, ha aperto una bottiglia di vino bianco.
Non è perfetto, ma è fatto con amore. È fatto per me.
Mangiamo insieme. Ridiamo. Parliamo dei nostri sogni, delle nostre paure.
C'è qualcosa di diverso stasera. Qualcosa di più romantico. Qualcosa di intenzionale.
Dopo cena, Andrea prende la mia mano e mi conduce in camera sua.
La luce delle candele riempie la stanza.
Andrea mi guarda negli occhi.
"Voglio fare l'amore con te" sussurra. "Se sei pronta."
Io annuisco.
Andrea comincia a spogliarmi lentamente. Con tenerezza.
Non è aggressivo come Lorenzo. È dolce.
Mi sento amata. Non solo desiderata. Ma amata.
Andrea mi bacia su tutto il corpo. Sul collo. Sul petto. Sul seno.
Ogni bacio è un sussurro di affetto.
"Ti amo" dice Andrea.
Sento la differenza. Con Lorenzo è passione selvaggia, pura lussuria. Con Andrea è amore romantico.
"Ti amo anch'io" rispondo, e lo dico veramente.
Andrea si posiziona sopra di me. Mi guarda negli occhi per lungo tempo.
"Sei bella" sussurra.
Sento gli occhi che mi si umidiscono. Nessuno mi ha mai detto così dolcemente.
Ero eccitata.
"Posso prenderlo un pò in bocca?" dico timidamente.
Annuisce.
Mi abbasso e inizio a leccarlo per tutta la lunghezza.
Lui mi guarda eccitato.
Lo prendo tutto in bocca. Inizio a muovermi con la testa dolcemente.
Andrea chiude gli occhi, apre la bocca e geme.
Non voglio farlo venire, quindi eccitata, mi fermo.
"Voglio fare l'amore".
Mi mette a pecorina con tanto amore.
Comincia a penetrarmi lentamente. Non c'è fretta. Non c'è aggressività. È dolce. È attento.
"Va bene?" chiede spesso, verificando che io stia bene.
Annuisco. "Sì. È perfetto."
Andrea si muove dentro di me con ritmo costante. Non troppo veloce. Non troppo forte.
È amore. Puro amore.
Sento qualcosa di diverso. Non è l'eccitazione selvaggia di quando sono con Lorenzo. È qualcosa di più profondo.
L'orgasmo arriva lentamente. Non come quando sono con Lorenzo. Non è violento.
È come un'onda che cresce gradualmente.
Sento il mio corpo che si contrae delicatamente. Sento il piacere che si diffonde per tutto il corpo.
È magnifico in un modo diverso.
"Ahhh" gemo dolcemente.
Andrea sente il mio corpo che si contrae intorno a lui. Continua per pochi secondi. Poi viene anche lui.
"Ti amo" sussurra dentro il mio collo.
Rimaniamo insieme. Abbracciati. Nel silenzio.
Sento il cuore di Andrea che batte contro il mio petto.
Rimaniamo abbracciati per ore. Andrea mi bacia i capelli. Io rimango sulla sua spalla.
"È stata bellissimo" dice Andrea.
"Anche per me" rispondo.
E parte di me vuole entrambi.
Nei mesi che seguono, la mia vita diventa un equilibrio strano.
Con Andrea: cene romantiche, sesso dolce e amorevole una volta a settimana, parole d'amore, piani per il futuro.
Lorenzo continua a trovarsi "casualmente" da solo con me. Una volta a settimana, almeno.
Mi prende dal lavoro. O da scuola. O da casa di un'amica.
Mi portava al parcheggio isolato e mi scopava.
Duramente. Selvaggiamente. Senza il romanticismo di Andrea.
Venivo ogni volta. Urlavo di piacere. Chiedevo "più forte", non mi bastava mai.
Dopo, rimanevo lì, bagnata, tremante.
Lorenzo mi sussurrava sempre "Questo è il nostro segreto".
Sapevo che acveva raione. Andrea non deve sapere.
Una sera, Andrea mi invita di nuovo a stare a casa sua.
Guardiamo un film sul letto.
Verso le undici di sera, cominciamo ad avere sonno.
Andrea dice: "Non hai portato il pigiama?"
Io rispondo di no.
Andrea mi dà una sua maglietta.
La indosso. Mi arriva un po' sopra il ginocchio.
"Comodo?" chiede Andrea.
"Molto" rispondo.
Ci mettiamo a letto. Andrea mi abbraccia da dietro.
Rimaniamo così, nella semioscurità della stanza.
Andrea sussurra: "Ti amo Elena."
Sento il mio cuore che si scioglie. "Ti amo anch'io."
Rimaniamo in silenzio per un po'.
Poi Andrea mi mette una mano sulla pancia.
La sottile maglietta non offre resistenza.
La sua mano scende.
Sento il suo tocco tra le gambe.
Mi abbassa le mutandine.
Lo lascio fare.
"Elena..." sussurra.
Mi tocca delicatamente.
Sento il piacere che cresce.
Andrea mi penetra con un dito. Poi due.
Io godo. Non urlo, per non svegliare nessuno. Ma godo.
Inizia a fare movimenti molto piu rapidi entrando e uscendo dalla mia figa.
Sentivo il rumore della figa bagnata e mie eccitavo ancora di piu.
Io tremo. L'orgasmo arriva.
Mi mordo il labbro.
Rimaniamo così per un po' e addormentiamo insieme.
La mattina successiva mi sveglio da sola.
Andrea dorme ancora profondamente accanto a me.
Guardo l'orologio. Sono le otto di mattina.
Sveglio andrea.
Andrea sussurra: "Vai a fare colazione. Arrivo tra poco."
Io annuisco.
"Mi porti anche un po' d'acqua?"
Va bene rispondo.
Mi alzo dal letto.
Cerco le mutandine. Non le trovo.
Forse sono cadute dal letto durante la notte. Forse sono sotto le coperte.
Ma non me ne importa molto in quel momento.
La maglietta di Andrea mi copre tutto quello che conta.
Scendo le scale.
Entro in cucina.
Lorenzo è lì.
Appena mi vede, la sua espressione cambia.
Io indosso solo la maglietta di Andrea.
"Buongiorno!" dice Lorenzo, avvicinandosi.
Io cerco di passargli accanto, verso il frigorifero.
"Buongiorno" rispondo cercando di fare veloce.
Apro il frigo.
Lorenzo mi blocca.
Con una mano mi prende.
Con l'altra, alza la maglietta.
Io gemo, sorpresa.
La maglietta sollevata.
Niente mutandine. Niente sotto.
"Che troia" dice Lorenzo sorridendo.
Sento il calore che sale. Ma sento anche l'eccitazione.
Sorrido anche io. Nonostante tutto. Sorrido.
Lorenzo mi mette sulla cucina.
Sento il freddo del marmo sotto il mio sedere.
Lorenzo mi allarga le gambe.
Si abbassa.
E affonda la lingua nella mia figa.
Io godo immediatamente.
Cerco di trattenere i gemiti. So che la madre di Andrea potrebbe essere ancora a letto.
Ma i gemiti escono comunque.
"Mmm" gemo.
Le gambe mi cominciano a tremare.
Lorenzo continua. La sua lingua dentro di me.
Sento che sto per venire.
Lorenzo mi sente tremare.
Mette un dito dentro di me mentre lecca il clitoride.
Poi ne aggiunge un'altro e mi scopa violentemente con le dita entrando e uscendo.
Io raggiungo l'orgasmo.
Tremando. Il mio corpo che si contrae. Ho difficoltà a trattenere i suoni.
Mi mordo il labbro per non gridare.
Lorenzo continua per un momento.
Poi si ferma.
Rimango lì, sul bancone della cucina, tremante ancora.
Lorenzo si abbassa i pantaloni.
Io vedo il suo cazzo già duro.
Scendo.
Prendo il suo cazzo in bocca.
È grande. È duro. È quello che amo.
Lo succhio dolcemente prima.
Poi sempre più forte.
Lorenzo gode.
Mi prende per i capelli. Mi guida.
Io riconosco il ritmo. Questo che vuole lui.
Pompo più forte.
Lo prendo fino alla gola. Ho imparato come farlo senza il conato.
Lorenzo accelera il ritmo. Guidandomi con i capelli.
"Sì, così, proprio così" bisbiglia Lorenzo.
Continua sempre più forte finché non viene.
Io sento lo sperma che riempie la mia bocca.
Ingoio tutto. Come mi ha insegnato.
Lorenzo mi guarda. Sorride con soddisfazione.
Mi porge un fazzolettino per pulirmi.
"Bell' inizio di giornata" dice.
Io sento il nodo nello stomaco. Colpa. Eccitazione. Paura.
Prendo l'acqua dal frigorifero.
Con un bicchiere per Andrea.
Saluto Lorenzo casualmente, cercando di sembrare normale.
"A più tardi" ripete Lorenzo, come se non fosse successo nulla.
Io salgo le scale con il cuore che batte forte.
Entro in camera.
Andrea si sta svegliando.
"Fatto colazione?" chiede Andrea.
Sento il senso di colpa. Ma rispondo: "Sì. Una delle colazioni più belle che abbia mai fatto."
Dò il bicchiere d'acqua ad Andrea.
Andrea lo prende. Poi mi tira nel letto.
Mi bacia.
Sento lo sperma di Lorenzo ancora in bocca.
La saliva di Lorenzo ancora sulla mia lingua.
Ma Andrea non lo sa.
Lui mi bacia. Profondamente. Passionatamente.
Ho appena preso il cazzo di suo padre in bocca, ma andrea non lo sa.
Andrea mi tocca.
Sente che sono già bagnata.
"Diavolo" sussurra sorpreso. "Eri bagnata tutta la notte?"
Io non rispondo.
"Voglio essere scopata" dico, cambiando argomento.
Andrea annuisce.
Va al cassetto. Prende i preservativi.
Io lo fermo.
"Voglio prenderti in bocca prima" sussurro.
Andrea annuisce.
Io comincio a succhiarlo.
Dolcemente. Sensualmente.
È bello. Eccitante.
Dopo alcuni minuti, dico: "Ora mettilo."
Andrea mette il preservativo.
Si posiziona sopra di me.
E comincia a scoparmi. Lentamente. Romanticamente.
Ma io sento che sta accadendo qualcosa.
Sento la porta che si apre un pochino.
Non completamente. Solo un pochino.
Abbastanza per vedere.
Lorenzo. È dietro la porta. Guardando.
Io sento l'eccitazione che esplode dentro di me.
So che Lorenzo mi sta guardando.
So che Lorenzo probabilmente si sta segando dietro la porta.
Io comincio a muovermi più forte.
"Ahhhhh" gemo più forte.
Andrea pensa che sia solo eccitata. Aumenta il ritmo.
Io comincio a muovermi anch'io.
Su di lui. Giù. Su.
Sento il rumore del mio culo che sbatte contro di lui ad ogni spinta.
L'eccitazione cresce.
Non è solo per Andrea adesso.
È anche sapendo che Lorenzo sta guardando.
"Sì, ahhhhh" urlo.
Andrea mi tiene per i fianchi.
Continua a spingere.
Io sento che sto per venire.
Vengo. Tremando. Urlando.
Il mio corpo che si contrae.
Andrea mi sente venire. Viene anche lui.
Dopo alcuni secondi, rimaniamo insieme.
Ansimando.
Guardo la porta chiudersi.
So che era Lorenzo che ci guardava....
CONTINUA...
Passavo settimane di conflitto. Di passione. Di desiderio che cresceva ogni giorno.
Andrea mi ama. E io amo Andrea. È dolce, gentile, premuroso.
Ma Lorenzo mi eccita. E quell'eccitazione cresce ogni volta che lo vedo.
Una notte, Andrea mi invita a stare a casa sua.
I genitori sono fuori per il fine settimana. La casa è nostra.
Andrea ha organizzato tutto: candele in camera, una cena che ha cucinato lui stesso, musica dolce che suona di sottofondo.
Io arriva con il cuore che batte forte.
Andrea mi abbraccia quando entro. Mi bacia dolcemente.
"Ho voluto fare una cosa speciale per te" sussurra. "Per noi."
Sento il cuore che si scioglie.
Scendiamo in cucina. Andrea ha cucinato pasta, ha fatto un insalata, ha aperto una bottiglia di vino bianco.
Non è perfetto, ma è fatto con amore. È fatto per me.
Mangiamo insieme. Ridiamo. Parliamo dei nostri sogni, delle nostre paure.
C'è qualcosa di diverso stasera. Qualcosa di più romantico. Qualcosa di intenzionale.
Dopo cena, Andrea prende la mia mano e mi conduce in camera sua.
La luce delle candele riempie la stanza.
Andrea mi guarda negli occhi.
"Voglio fare l'amore con te" sussurra. "Se sei pronta."
Io annuisco.
Andrea comincia a spogliarmi lentamente. Con tenerezza.
Non è aggressivo come Lorenzo. È dolce.
Mi sento amata. Non solo desiderata. Ma amata.
Andrea mi bacia su tutto il corpo. Sul collo. Sul petto. Sul seno.
Ogni bacio è un sussurro di affetto.
"Ti amo" dice Andrea.
Sento la differenza. Con Lorenzo è passione selvaggia, pura lussuria. Con Andrea è amore romantico.
"Ti amo anch'io" rispondo, e lo dico veramente.
Andrea si posiziona sopra di me. Mi guarda negli occhi per lungo tempo.
"Sei bella" sussurra.
Sento gli occhi che mi si umidiscono. Nessuno mi ha mai detto così dolcemente.
Ero eccitata.
"Posso prenderlo un pò in bocca?" dico timidamente.
Annuisce.
Mi abbasso e inizio a leccarlo per tutta la lunghezza.
Lui mi guarda eccitato.
Lo prendo tutto in bocca. Inizio a muovermi con la testa dolcemente.
Andrea chiude gli occhi, apre la bocca e geme.
Non voglio farlo venire, quindi eccitata, mi fermo.
"Voglio fare l'amore".
Mi mette a pecorina con tanto amore.
Comincia a penetrarmi lentamente. Non c'è fretta. Non c'è aggressività. È dolce. È attento.
"Va bene?" chiede spesso, verificando che io stia bene.
Annuisco. "Sì. È perfetto."
Andrea si muove dentro di me con ritmo costante. Non troppo veloce. Non troppo forte.
È amore. Puro amore.
Sento qualcosa di diverso. Non è l'eccitazione selvaggia di quando sono con Lorenzo. È qualcosa di più profondo.
L'orgasmo arriva lentamente. Non come quando sono con Lorenzo. Non è violento.
È come un'onda che cresce gradualmente.
Sento il mio corpo che si contrae delicatamente. Sento il piacere che si diffonde per tutto il corpo.
È magnifico in un modo diverso.
"Ahhh" gemo dolcemente.
Andrea sente il mio corpo che si contrae intorno a lui. Continua per pochi secondi. Poi viene anche lui.
"Ti amo" sussurra dentro il mio collo.
Rimaniamo insieme. Abbracciati. Nel silenzio.
Sento il cuore di Andrea che batte contro il mio petto.
Rimaniamo abbracciati per ore. Andrea mi bacia i capelli. Io rimango sulla sua spalla.
"È stata bellissimo" dice Andrea.
"Anche per me" rispondo.
E parte di me vuole entrambi.
Nei mesi che seguono, la mia vita diventa un equilibrio strano.
Con Andrea: cene romantiche, sesso dolce e amorevole una volta a settimana, parole d'amore, piani per il futuro.
Lorenzo continua a trovarsi "casualmente" da solo con me. Una volta a settimana, almeno.
Mi prende dal lavoro. O da scuola. O da casa di un'amica.
Mi portava al parcheggio isolato e mi scopava.
Duramente. Selvaggiamente. Senza il romanticismo di Andrea.
Venivo ogni volta. Urlavo di piacere. Chiedevo "più forte", non mi bastava mai.
Dopo, rimanevo lì, bagnata, tremante.
Lorenzo mi sussurrava sempre "Questo è il nostro segreto".
Sapevo che acveva raione. Andrea non deve sapere.
Una sera, Andrea mi invita di nuovo a stare a casa sua.
Guardiamo un film sul letto.
Verso le undici di sera, cominciamo ad avere sonno.
Andrea dice: "Non hai portato il pigiama?"
Io rispondo di no.
Andrea mi dà una sua maglietta.
La indosso. Mi arriva un po' sopra il ginocchio.
"Comodo?" chiede Andrea.
"Molto" rispondo.
Ci mettiamo a letto. Andrea mi abbraccia da dietro.
Rimaniamo così, nella semioscurità della stanza.
Andrea sussurra: "Ti amo Elena."
Sento il mio cuore che si scioglie. "Ti amo anch'io."
Rimaniamo in silenzio per un po'.
Poi Andrea mi mette una mano sulla pancia.
La sottile maglietta non offre resistenza.
La sua mano scende.
Sento il suo tocco tra le gambe.
Mi abbassa le mutandine.
Lo lascio fare.
"Elena..." sussurra.
Mi tocca delicatamente.
Sento il piacere che cresce.
Andrea mi penetra con un dito. Poi due.
Io godo. Non urlo, per non svegliare nessuno. Ma godo.
Inizia a fare movimenti molto piu rapidi entrando e uscendo dalla mia figa.
Sentivo il rumore della figa bagnata e mie eccitavo ancora di piu.
Io tremo. L'orgasmo arriva.
Mi mordo il labbro.
Rimaniamo così per un po' e addormentiamo insieme.
La mattina successiva mi sveglio da sola.
Andrea dorme ancora profondamente accanto a me.
Guardo l'orologio. Sono le otto di mattina.
Sveglio andrea.
Andrea sussurra: "Vai a fare colazione. Arrivo tra poco."
Io annuisco.
"Mi porti anche un po' d'acqua?"
Va bene rispondo.
Mi alzo dal letto.
Cerco le mutandine. Non le trovo.
Forse sono cadute dal letto durante la notte. Forse sono sotto le coperte.
Ma non me ne importa molto in quel momento.
La maglietta di Andrea mi copre tutto quello che conta.
Scendo le scale.
Entro in cucina.
Lorenzo è lì.
Appena mi vede, la sua espressione cambia.
Io indosso solo la maglietta di Andrea.
"Buongiorno!" dice Lorenzo, avvicinandosi.
Io cerco di passargli accanto, verso il frigorifero.
"Buongiorno" rispondo cercando di fare veloce.
Apro il frigo.
Lorenzo mi blocca.
Con una mano mi prende.
Con l'altra, alza la maglietta.
Io gemo, sorpresa.
La maglietta sollevata.
Niente mutandine. Niente sotto.
"Che troia" dice Lorenzo sorridendo.
Sento il calore che sale. Ma sento anche l'eccitazione.
Sorrido anche io. Nonostante tutto. Sorrido.
Lorenzo mi mette sulla cucina.
Sento il freddo del marmo sotto il mio sedere.
Lorenzo mi allarga le gambe.
Si abbassa.
E affonda la lingua nella mia figa.
Io godo immediatamente.
Cerco di trattenere i gemiti. So che la madre di Andrea potrebbe essere ancora a letto.
Ma i gemiti escono comunque.
"Mmm" gemo.
Le gambe mi cominciano a tremare.
Lorenzo continua. La sua lingua dentro di me.
Sento che sto per venire.
Lorenzo mi sente tremare.
Mette un dito dentro di me mentre lecca il clitoride.
Poi ne aggiunge un'altro e mi scopa violentemente con le dita entrando e uscendo.
Io raggiungo l'orgasmo.
Tremando. Il mio corpo che si contrae. Ho difficoltà a trattenere i suoni.
Mi mordo il labbro per non gridare.
Lorenzo continua per un momento.
Poi si ferma.
Rimango lì, sul bancone della cucina, tremante ancora.
Lorenzo si abbassa i pantaloni.
Io vedo il suo cazzo già duro.
Scendo.
Prendo il suo cazzo in bocca.
È grande. È duro. È quello che amo.
Lo succhio dolcemente prima.
Poi sempre più forte.
Lorenzo gode.
Mi prende per i capelli. Mi guida.
Io riconosco il ritmo. Questo che vuole lui.
Pompo più forte.
Lo prendo fino alla gola. Ho imparato come farlo senza il conato.
Lorenzo accelera il ritmo. Guidandomi con i capelli.
"Sì, così, proprio così" bisbiglia Lorenzo.
Continua sempre più forte finché non viene.
Io sento lo sperma che riempie la mia bocca.
Ingoio tutto. Come mi ha insegnato.
Lorenzo mi guarda. Sorride con soddisfazione.
Mi porge un fazzolettino per pulirmi.
"Bell' inizio di giornata" dice.
Io sento il nodo nello stomaco. Colpa. Eccitazione. Paura.
Prendo l'acqua dal frigorifero.
Con un bicchiere per Andrea.
Saluto Lorenzo casualmente, cercando di sembrare normale.
"A più tardi" ripete Lorenzo, come se non fosse successo nulla.
Io salgo le scale con il cuore che batte forte.
Entro in camera.
Andrea si sta svegliando.
"Fatto colazione?" chiede Andrea.
Sento il senso di colpa. Ma rispondo: "Sì. Una delle colazioni più belle che abbia mai fatto."
Dò il bicchiere d'acqua ad Andrea.
Andrea lo prende. Poi mi tira nel letto.
Mi bacia.
Sento lo sperma di Lorenzo ancora in bocca.
La saliva di Lorenzo ancora sulla mia lingua.
Ma Andrea non lo sa.
Lui mi bacia. Profondamente. Passionatamente.
Ho appena preso il cazzo di suo padre in bocca, ma andrea non lo sa.
Andrea mi tocca.
Sente che sono già bagnata.
"Diavolo" sussurra sorpreso. "Eri bagnata tutta la notte?"
Io non rispondo.
"Voglio essere scopata" dico, cambiando argomento.
Andrea annuisce.
Va al cassetto. Prende i preservativi.
Io lo fermo.
"Voglio prenderti in bocca prima" sussurro.
Andrea annuisce.
Io comincio a succhiarlo.
Dolcemente. Sensualmente.
È bello. Eccitante.
Dopo alcuni minuti, dico: "Ora mettilo."
Andrea mette il preservativo.
Si posiziona sopra di me.
E comincia a scoparmi. Lentamente. Romanticamente.
Ma io sento che sta accadendo qualcosa.
Sento la porta che si apre un pochino.
Non completamente. Solo un pochino.
Abbastanza per vedere.
Lorenzo. È dietro la porta. Guardando.
Io sento l'eccitazione che esplode dentro di me.
So che Lorenzo mi sta guardando.
So che Lorenzo probabilmente si sta segando dietro la porta.
Io comincio a muovermi più forte.
"Ahhhhh" gemo più forte.
Andrea pensa che sia solo eccitata. Aumenta il ritmo.
Io comincio a muovermi anch'io.
Su di lui. Giù. Su.
Sento il rumore del mio culo che sbatte contro di lui ad ogni spinta.
L'eccitazione cresce.
Non è solo per Andrea adesso.
È anche sapendo che Lorenzo sta guardando.
"Sì, ahhhhh" urlo.
Andrea mi tiene per i fianchi.
Continua a spingere.
Io sento che sto per venire.
Vengo. Tremando. Urlando.
Il mio corpo che si contrae.
Andrea mi sente venire. Viene anche lui.
Dopo alcuni secondi, rimaniamo insieme.
Ansimando.
Guardo la porta chiudersi.
So che era Lorenzo che ci guardava....
CONTINUA...
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Il padre del mio fidanzato - Parte III:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
