incesto
Timida e docile- Una madre trasformata PARTE3
10.06.2026 |
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"Non potevo vederlo chiaramente, ma potevo sentirlo nel modo in cui si contraeva, nel modo in cui gemeva..."
SOFIAEro al mio computer quando sentii i gemiti.
Dapprima pensai di averli immaginati. Stavo leggendo, perduta nei miei pensieri, quando il suono arrivò attraverso la parete. Un gemito soffocato, quasi impercettibile.
Il mio cuore accelerò.
Tolsi le cuffie, tendendo l'orecchio. Silenzio. Poi di nuovo un gemito, questa volta più chiaro.
Mia madre.
Uscii dalla mia stanza e andai nel soggiorno. Il televisore era ancora acceso, il film dimenticato. Ma loro non c'erano. Il divano era vuoto.
Il mio corpo capì prima della mia mente.
I gemiti provenivano dalla camera di mia madre.
Mia madre era sempre stata pudica, timida, aveva sempre evitato di parlare di queste cose. Per me, era solo mia madre. Una donna seria, responsabile, che non parlava di sesso, che non aveva relazioni, che era solo mia.
Ma il mio corpo non obbediva alla mia mente.
Mi avvicinai silenziosamente alla porta della sua camera. Il gemito era più chiaro ora. Una voce maschile. Marco.
Sentii il mio volto che diventava rosso. Il caldo che saliva dal mio ventre. Qualcosa di proibito. Qualcosa di molto, molto proibito.
Guardai il buco della serratura.
Potevo vedere poco, ma riuscivo a vedere. La luce della lampada che illuminava leggermente l'interno della camera.
La vedevo.
Mia madre era sul letto, sopra di lui, le gambe aperte. Il suo corpo che si muoveva, lentamente, gli occhi chiusi. Gemeva, il suono che provava a soffocare premendo il volto nel collo di Marco.
Il suo corpo si muoveva con una grazia che non mi aspettavo. Non era la mia madre seria, controllata, responsabile. Era qualcuno di completamente diverso. Non immaginavo mia madre così vogliosa. Una donna che sentiva piacere, che lo voleva, che era in preda al desiderio.
Sentii un caldo improvviso tra le mie gambe.
Il bisogno di toccarmi era immediato, incontrollabile.
Scesi la mano nel mio pigiama, dentro la mia figa. Era calda, umida. Completamente bagnata. Non lo capivo. Non ero mai stata così eccitata in vita mia.
Continuai a guardare.
Vedevo il suo corpo che aumentava il ritmo, il movimento del suo bacino che diventava più profondo, più consapevole. Vedevo le mani di Marco che stringevano i suoi seni, le dita che pizzicavano i capezzoli. Vedevo mia madre che godeva.
Mia madre godeva tanto.
Non ho mai avuto un rapporto con un ragazzo, ero troppo timida, o semplicemente non ne avevo mai avuta l'occasione.
Quando ero eccitata mi strofinavo il clitoride e in poco venivo, ma con quella visione volevo provare qualcosa di piu forte, infilai per la prima volta un dito dentro, in profondità. Mi fermavo sempre, pensavo ingenuamente che avrei perso la verginità così, ma non mi importava. Avevo bisogno di soddisfare quella voglia, quel desiderio, quel calore che sentivo tra le gambe. Infilai un dito.
Il dito che mossi dentro di me seguiva il ritmo che vedevo. Lentamente, poi sempre più veloce. Gli occhi della mia madre erano chiusi, la bocca aperta. Potevo quasi sentire il piacere che provava.
Gemetti leggermente, il suono che poteva arrivare fino a loro. Ma non mi fermai.
Poi Marco iniziò a muoversi di più. Le sue mani sulla schiena di mia madre, sul suo culo. Il controllo che passava a lui. Mia madre gemette ancora, più forte.
Vedevo il suo culo che si contraeva, il movimento che diventava sempre più veloce. Marco che la guidava, che controllava il movimento.
Poi lo vidi.
Il suo cazzo.
Era grande. Enorme. Più grande di quanto mi potessi aspettare. Quando lo vedevo entrare e uscire da mia madre, rimasi completamente incantata. La durezza, la dimensione, il colore rosso della punta.
Immaginai di riceverlo. Immaginai me stessa al posto di mia madre, il cazzo di Marco dentro di me, che mi scopava come stava scopando lei.
Gemetti, il suono che uscì involontario.
Mi misi la mano sulla bocca. Mi fermai per un momento, ascoltando. Nessun suono dalla camera. Continuai.
Il dito si mossi più velocemente, il mio corpo che tremava. Il caldo tra le mie gambe che diventava sempre più intenso.
Poi lo vidi cambiare posizione.
La mise a pecora. Sul letto, completamente aperta. Vedevo il suo culo, i suoi seni che pendevano, il suo corpo che era completamente nelle mani di Marco.
Prima di entrarci, Marco penetrò la figa di mia madre con due dita. Era completamente bagnata. Potevo vederla da dove stavo, gonfia, rossa, completamente aperta per il suo cazzo.
Mi eccitai ancora di più.
Iniziai a inserire un secondo dito nella mia figa, seguendo quello che vedevo. Due dita che si muovevano dentro di me, il movimento che diventava sempre più veloce.
Poi Marco la scopò.
Il ritmo era violento, brutale. Le mani che la prendevano per i capelli. Potevo sentire il cigolare del letto anche dalla mia posizione.
Ero bagnata, le mie dita scivolavano dentro come il cazzo di marco nella figa di mia madre.
Mia madre gemeva, il suono che cercava di soffocare.
Gemetti anch'io, il corpo che tremava. Il piacere che saliva, sempre più intenso.
Vedevo tutto. Le spinte forti, il corpo di mia madre che si contraeva, il modo in cui il suo culo si muoveva contro di lui. Vedevo la paura negli occhi di mia madre quando lo sguardo di Marco si dirigeva verso la porta. La paura che qualcuno potesse sentire.
La paura che potessi sentire io.
Quella paura la eccitava. Lo vedevo nel suo corpo che tremava, nel modo in cui gemeva più forte quando lui la prendeva per la gola.
Continuai a toccarmi, il movimento che diventava sempre più frenetico. Stavo per venire. Potevo sentire l'orgasmo che saliva, il corpo che tremava.
Vedevo Marco che stava per venire anche lui. Il corpo che si tendeva, il ritmo che diventava ancora più violento.
E poi veniva. Non potevo vederlo chiaramente, ma potevo sentirlo nel modo in cui si contraeva, nel modo in cui gemeva.
Mia madre gemette ancora, il suono più forte di quanto potesse controllare.
Nello stesso momento, venivo anche io. L'orgasmo che mi attraversava il corpo, le mie dita che si contraevano all'interno di me, il silenzio che cercavo di mantenere mentre il corpo mi tremava.
Sentii il rumore di Marco che scendeva dal letto.
Il mio cuore si fermò.
Stava venendo verso la porta.
Non poteva vedermi. Non poteva. Corsi silenziosamente verso la mia stanza, cercando di non fare rumore. La porta della mia stanza che doveva chiudersi piano, senza far cigolare nulla.
Riuscii a entrare nella mia stanza e chiudere la porta delicatamente, il mio respiro che era affannoso, il cuore che batteva così forte che pensai che potesse sentirlo dall'altra parte della parete.
Mi fermai ad ascoltare. Aveva visto la mia porta che si chiudeva?
Non credo. Non sento alcun suono di allarme, nessun accenno che sapesse che io ero stata lì.
Rimasi nella mia stanza, il corpo ancora eccitato, ancora tremante.
Pensavo a lui.
Al suo cazzo.
Alla durezza, alla dimensione, al modo in cui entrava e usciva da mia madre.
Pensavo a lui che scopava mia madre. Al controllo, alla violenza, al modo in cui la dominava.
E pensava a me.
A me che non avevo mai preso un cazzo. A me che non avevo mai visto due persone fare sesso. A me che ero sempre stata al sicuro, isolata, sola.
E adesso ero devastata da questa cosa che avevo visto. Questo fuoco che mi bruciava da dentro.
Non potevo smettere di pensare a lui.
Al modo in cui guardava mia madre. Al modo in cui la prendeva. Al modo in cui la controllava.
Al modo in cui avrebbe potuto controllarmi.
Mi toccai ancora, il dito che si muoveva dentro di me, il piacere che era ancora lì, ancora forte. E mentre il corpo si rilassava, la mente era ancora ossessionata.
Lui. Marco. Il cazzo. La dominanza.
E la paura, che qualcuno scoprisse quello che avevo fatto, quello che avevo visto, quello che desideravo così disperatamente.
Alla fine, caddi addormentata, ancora calda, ancora eccitata.
Senza nemmeno saperlo, era già completamente sua.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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