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La prof di matematica 1


di razorbsx56
10.02.2026    |    9.088    |    6 9.6
"Due dita dentro e nel lasso brevissimo di tempo intercorso tra la penetrazione e il movimento dentro fuori delle dita arrivò il mio primo orgasmo della giornata..."
Era l’estate del 2014 ed avevo appena terminato la Maturità con un ottimo risultato. In famiglia erano tutti molto contenti e questo mi gratificava oltre le mie più rosee aspettative. I cinque anni trascorsi mi avevano completamente svuotato dalle energie (spese tutte per conseguire il miglior risultato) e adesso mi stavo lentamente riprendendo. Da un’analisi introspettiva che sviluppavo in questi giorni è emerso in me un sottile turbamento relativo ad un sentimento, peraltro fugace, verso la mia prof di matematica. Una bella donna di 53 anni, molto capace e, per me, molto sensuale. Durante gli ultimi due anni ho maturato un desiderio erotico nei suoi confronti che all’inizio respingevo con forza. Forse stavo fantasticando ma era fisso in me il pensiero che anche lei non fosse del tutto indifferente a me. E questa convinzione nasceva dagli sguardi fugaci ma molto intensi che mi lanciava e da come arrossiva le volte che andavo in classe con la minigonna.
Sdraiata sul letto praticamente nuda con solo le mutandine, ascoltando musica e riflettendo su tutto questo mi infilo una mano negli slip ed inizio ad accarezzarmi la figa pensando alla professoressa Grandi (quella di matematica). La immaginavo nuda con le sue tette belle grosse ed i capezzoli enormi di un rosa tenue, che succhiavo con avidità. Le mie dita entrano nella mia figa e dopo poco ho un orgasmo. Sono un lago e devo cambiarmi le mutande.
OK, essendo al momento single e reduce da una relazione con un ragazzo che a dir poco era stata disastrosa, ero affamata di sesso e le mie fantasie erotiche si rifiutavano di prendere in considerazione il cazzo e vagavano su rapporti con donne, terreno da me fisicamente esplorato solo in alcune occasioni nel primo anno delle superiori.
Arriva un sms. Lo leggo con stupore e ansia. La Grandi mi chiedeva se volevo/potevo raggiungerla a casa sua alle 15 di quel giorno e seguiva l’indirizzo.
Sono molto agitata. Cosa voleva? Forse lo sapevo e questa sensazione mi faceva fremere. Rispondo che ok sarei andata. Il cuore mi batteva a mille.
Sono seduta sul divano della prof e stiamo bevendo una bibita.
“Ascolta Serena, ti ho voluto parlare perché adesso le condizioni mi permettono di confessarmi a te. Non sono più la tua professoressa, quindi nessun rapporto gerarchico e tu sei maggiorenne (19 anni) e felicemente diplomata. Sono presa in modo importante da te. Vorrei una storia di sesso bollente con te, sei la cosa più eccitante che mi sia capitata durante tutti gli anni di insegnamento che ho passato”.
Nel parlare la prof era arrossita violentemente e la sua voce tremava dall’emozione.
Avevo la testa confusa, mille pensieri affollavano la mia mente. Dubbi? Forse no ma non volevo ammetterlo a me stessa con troppa facilità. La guardo, lei mi osservava per capire cosa avrei risposto. Ma non mi aveva fatto una domanda, era una dichiarazione. Passavano i minuti in un silenzio assoluto.
“Va bene, anch’io voglio una storia con te. Anche tu mi piaci, molto e vorrei averti tutta per me”
Le si spalancarono gli occhi ed un sorriso radioso le illuminò il viso. Mi abbracciò ed incominciammo a baciarci. Prima bacini sul viso, sugli occhi e sul collo, che peraltro mi provocarono brividi intensi. Poi le nostre bocche si incontrarono e le lingue si intrecciarono in baci sempre più profondi e sensuali. Persi completamente il senso del tempo, quando tornammo a respirare ci guardammo in preda ad un desiderio incontrollabile.
Ci spogliammo e rimanemmo nude a guardarci con desiderio. Io avevo una terza di seno e i capezzoli rosa piccolini. La mia figa aveva un ciuffetto di peli proprio sul monte di venere ma per il resto era depilata. La prof aveva due tette molto grandi (quinta di seno) e due capezzoli molto grandi e scuri. La fica era nascosta in un boschetto di peli.
La Grandi non perse tempo e si buttò sulle mie tette succhiandole avidamente mentre la sua mano scendeva sulla mia fica, che era diventata un lago. Due dita dentro e nel lasso brevissimo di tempo intercorso tra la penetrazione e il movimento dentro fuori delle dita arrivò il mio primo orgasmo della giornata. Togliendo le dita dalla mia fica me le portò alla bocca ed io le succhiai avidamente.
Mi guardò è sorrise “si è avverato un mio sogno” disse. “Hai idea di quante volte mi sono masturbata a scuola dopo aver fatto lezione alla tua classe? . Mi chiudevo nel bagno dei professori e, seduta sulla tazza a gambe oscenamente larghe, mentre mi sditalinavo immaginavo che fossi tu a leccarmela inginocchiata tra le mie cosce e venivo soffocando i gemiti di piacere.
La guardai e con estrema innocenza e un sorriso malizioso le dissi “quindi e giunto il momento che questa tua fantasia si avveri”. Siamo andati in bagno, lei si è seduta a gambe larghe sulla tazza ed io infilata tra le sue cosce ho iniziato a leccarle la fica. E’ venuta quasi subito. Ha squirtato e mi ha inondato la faccia.
“Scusa ma l’orgasmo è stato talmente intenso ed io sinceramente non me lo aspettavo”
“Naa, non preoccuparti, mi è piaciuto molto questo tuo coinvolgimento e poi vuol dire che sono brava…nell’orale!!! (Nei pompini non me la cavavo bene così)”
“A si sei stata brava, molto “preparata”. Adesso vieni, andiamo sul letto e mettiti a pancia in sotto col culo in alto che cercherò di farti godere come ho goduto io”
Inizia a mordicchiarmi il sedere e ad accarezzarlo, poi mi allarga le natiche e mi lecca il buco del culo. Sono sorpresa ma l’azione è talmente piacevole che mi rilasso e lei inizia a penetrarlo con la lingua dandomi un piacere intenso. Inizio a toccarmi la figa, ma lei mi toglie la mano e mi infila due dita dentro e un dito me lo mette nel culo con un movimento entra-esci. Sono al culmine del piacere e gemendo ho il mio secondo orgasmo della giornata.
Ci rilassiamo sdraiate nude sul letto, mentre nella mia testa non riesco ancora a credere di aver fatto sesso con la mia ex prof di matematica.
Torno a casa, mille pensieri mi frullano nella testa, mi è piaciuto un sacco tutto e so che lo rifarò se la prof vorrà (ma so già che sarà così).
Il giorno successivo…….
(continua)
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