Colloquio – Una prova inaspettata
Tentazione_Controlla
L'ufficio era elegante, silenzioso, illuminato da una luce calda che filtrava dalle grandi vetrate. Il giovane candidato sedeva composto davanti alla scrivania, cercando di nascondere una certa agitazione.
Di fronte a lui c'era la responsabile delle selezioni: una donna affascinante, sicura di sé, abituata a essere ascoltata e a ottenere ciò che desiderava. Il suo modo di parlare era pacato, ma il suo sguardo aveva qualcosa di particolarmente intenso.
Fin dai primi minuti, lei aveva notato gli sguardi fugaci del ragazzo. Cercava di mantenere un atteggiamento professionale, ma ogni tanto i suoi occhi tradivano una certa ammirazione.
La donna se ne accorse e sorrise appena.
«Mi sembri un po' distratto. C'è qualcosa che ti mette a disagio?»
«No, assolutamente», rispose lui, cercando di ricomporsi.
Lei accavallò lentamente le gambe. Poi, con un gesto apparentemente casuale, sfilò una delle sue eleganti scarpe con il tacco, lasciandola oscillare per qualche istante sulla punta del piede.
Il ragazzo cercò di concentrarsi sulle domande, ma quel gesto aveva attirato inevitabilmente la sua attenzione.
La donna se ne rese conto.
Con un piccolo movimento, lasciò cadere deliberatamente la scarpa sul pavimento, proprio accanto alla sedia del candidato.
«Oh, che sbadata!» esclamò, osservandolo con un sorriso enigmatico.
Poi aggiunse:
«Saresti così gentile da raccogliermela?»
Il giovane rimase per un istante immobile. Non sapeva bene come interpretare quella richiesta. Si chinò leggermente, ma prima che potesse raggiungere la scarpa, la donna lo sorprese con un'altra domanda.
«Dimmi una cosa… posso farti una domanda un po' insolita?»
«Certamente», rispose lui, sempre più confuso.
Lei inclinò appena il capo e, mantenendo lo sguardo fisso sul suo, domandò:
«Se non fossimo qui per un colloquio di lavoro… avresti il coraggio di baciarmi il piede?»
Il ragazzo sollevò lentamente gli occhi verso di lei. Rimase incredulo, incapace di trovare immediatamente una risposta.
Non era preparato a una domanda simile. Si sentiva intimidito dalla sicurezza di quella donna, dalla sua vicinanza e soprattutto dalla situazione completamente inattesa.
Le sue mani erano ancora vicine alla scarpa.
Lei osservò la sua esitazione e sorrise.
«Allora? Ti ho messo in difficoltà?»
Lui abbassò nuovamente lo sguardo, con il viso arrossato. Per la prima volta dall'inizio del colloquio, non sapeva davvero cosa rispondere.
E lei sembrava aver capito perfettamente quanto fosse riuscita a spiazzarlo.
Il colloquio, a quel punto, aveva preso una piega decisamente diversa da quella che il giovane aveva immaginato.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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