Prime Esperienze
Da Fantasia Notturna a Suite a Roma: Lui, Io
12.01.2026 |
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"Il programma è semplice ma ci fa tremare le gambe solo a parlarne:
drink al bar dell’hotel alle 21:30, per guardarci negli occhi e sentire l’energia
saliamo in camera
lei si spoglia..."
Siamo una coppia sposata da oltre 15 anni, con figli che ci rubano quasi tutto il tempo. Ma quando la porta della camera da letto si chiude e restiamo solo noi due, il mondo sparisce. Facciamo sesso spesso, intensamente, da sempre. Però negli ultimi 4-5 anni qualcosa è cambiato: le fantasie si sono fatte più crude, più condivise. Parliamo tantissimo di portare un altro uomo nel nostro letto. Non una volta sola, ma come possibilità reale, da ripetere se ci piace. Lei lo immagina spesso mentre la scopo: un altro che le bacia il collo mentre io la prendo da dietro, o lei che succhia me mentre un altro la lecca. Io invece penso a guardarla mentre viene scopata da un altro, a sentirla gemere in modo diverso, a vedere il suo viso cambiare quando un cazzo sconosciuto la riempie. Ne parliamo dopo l’orgasmo, sudati, con le gambe ancora intrecciate, e ogni volta diciamo “dobbiamo farlo sul serio”. Ma poi passano i mesi e resta tutto sospeso… fino a due episodi che ci hanno fatto capire che non è più solo chiacchiera.La prima volta è stata una notte di luglio, casa nostra, finestre aperte, ventilatore che girava piano. I ragazzi erano al mare dai nonni. Lei era a pecora sul letto, nuda, il culo alzato, le cosce già lucide. Io la stavo prendendo da dietro, piano all’inizio, poi sempre più forte, sentendo quel rumore bagnato che mi fa impazzire. A un certo punto, senza pensarci troppo, ho preso il telefono dal comodino, ho composto il numero del mio ufficio (che di notte è deserto) e ho messo il vivavoce. Con voce bassa e rauca ho detto:
“Ehi… sì, sono io. Vieni subito, è pronta. Ha il culo in aria e vuole due cazzi stasera.”
Lei ha sussultato, ha stretto le lenzuola, ma non ha detto niente per fermarmi. Anzi: ha spinto indietro contro di me, più forte, e ha iniziato a gemere “sì… fallo venire… voglio sentirlo dentro…”. Io continuavo a scoparla, il telefono muto dall’altra parte, e lei non sapeva che era una finzione. Quando ha capito che stavo recitando ha avuto un orgasmo violentissimo, tremando tutta, stringendomi così forte che quasi non riuscivo a muovermi.
Dopo, mentre eravamo sdraiati ansimanti, mi ha guardato con gli occhi lucidi e ha sussurrato:
“La prossima volta… fallo davvero.”
Da lì non siamo più tornati indietro.
La seconda volta è stata sei mesi dopo, un weekend rubato a Roma (eravamo già venuti in mente per “provare”, ma non avevamo osato). Camera vicino a Piazza Navona, camera con letto king size e tende pesanti. Avevo organizzato tutto da settimane su un’app: un ragazzo, 38 anni, fisico atletico, discreto. Gli avevo mandato foto nostre (con il viso coperto), gli avevo spiegato che lei ama essere bendata e legata all’inizio, che vuole sentirsi “usata” da due. Lui era entusiasta, aveva detto che sarebbe arrivato alle 23:00, dopo la nostra cena.
Quella sera abbiamo cenato fuori, lei indossava un vestito nero attillato senza reggiseno, tacchi alti. Tornati in camera l’ho spogliata lentamente, le ho bendato gli occhi con una cravatta di seta nera, le ho legato i polsi alla testiera con le manette di pelle morbida che usiamo da anni. L’ho fatta sdraiare supina, le gambe divaricate, le ho leccato piano il clitoride fino a farla gemere e implorare.
Poi le ho detto:
“Adesso esco cinque minuti a prendere da bere… quando torno saremo in tre.”
Sono uscito, ho fatto il giro dell’isolato, ho chiamato il ragazzo. Squillo… squillo… niente. Messaggio: “Scusa, imprevisto familiare, non ce la faccio.”
Cuore in gola, sono rientrato dopo dieci minuti. Lei era ancora lì, bendata, mani legate, il sesso gonfio e bagnato dall’attesa, le cosce che tremavano leggermente.
“È arrivato?” ha chiesto con voce tremante.
Ho mentito: “Sì… è qui. Sta guardando quanto sei bella.”
Ho iniziato a toccarla, a baciarla, fingendo di essere in due. Le ho messo due dita dentro mentre con l’altra mano le strizzavo un capezzolo, le ho sussurrato cose sporche come se fossimo in tre. Lei ci ha creduto per un po’, si è lasciata andare completamente, ha iniziato a dire “prendetemi… tutti e due… voglio sentirvi dentro insieme”. Quando non ce l’ho più fatta ho tolto la benda. Ha visto solo me, ha avuto un attimo di delusione, poi ha sorriso maliziosa e mi ha tirato sopra di sé.
“Vieni qui… prosciugami lo stesso.”
Quella notte mi ha cavalcato come una furia, mi ha succhiato fino a farmi quasi svenire, si è fatta scopare in ogni posizione, ha chiesto di venire dentro di lei due volte di fila. Alla fine eravamo distrutti, sudati, con le lenzuola inzuppate. Ma mentre mi addormentavo mi ha sussurrato all’orecchio:
“La prossima volta… non voglio più fingere.”
E ora la prossima volta c’è davvero.
Dopo due settimane di nuovo a Roma, camera di lusso vicino al Colosseo, suite con vasca idromassaggio e vista sulla città. Abbiamo conosciuto lui 42 anni, romano DOC, alto 1.85, fisico da palestra ma non esagerato, capelli corti brizzolati, voce profonda, single ma abituato a giocare in coppia. Ci siamo sentiti. Niente baci sulla bocca se non ci sentiamo a nostro agio, preservativo obbligatorio per la penetrazione, parola di sicurezza “rosso”, stop immediato se uno dei tre dice basta.
Il programma è semplice ma ci fa tremare le gambe solo a parlarne:
drink al bar dell’hotel alle 21:30, per guardarci negli occhi e sentire l’energia
saliamo in camera
lei si spoglia lentamente per noi due
bendata all’inizio, mani legate morbide alla testiera
io e lui che la tocchiamo insieme: capezzoli, collo, interno cosce, clitoride
lei che succhia uno mentre l’altro la lecca
poi via la benda: vuole guardarci mentre la prendiamo
la doppia penetrazione (vaginal + orale prima, poi magari vaginal + anale se si sente pronta e lubrificata bene)
finire tutti e tre, possibilmente nello stesso momento, o almeno vicinissimo
Non sappiamo se sarà una volta sola o l’inizio di qualcosa di regolare. Sappiamo solo che dopo anni di parole, finzioni e quasi, stavolta succederà davvero.
E non vediamo l’ora di sentire il suo respiro cambiare quando due uomini la toccano contemporaneamente.
Se ti va di parlarne, di mandarci una tua foto o di dirci cosa ti eccita di più di questa storia… scrivici.
Siamo aperti, curiosi e molto, molto arrapati.
Un bacio sporco da noi due.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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