LA PORTA CHE AVEVAMO IMMAGINATO
Cpsilenziosa
Avevamo organizzato anche il pernottamento. Non volevamo guardare l’orologio, né pensare subito al ritorno: volevamo concederci il tempo per vivere qualcosa di diverso, magari conoscere una coppia della nostra età e scoprire, attraverso uno sguardo o una conversazione, se tra noi poteva nascere una complicità.
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Nella nostra mente quella serata aveva una porta socchiusa. Dietro c’erano curiosità, un’atmosfera fuori dagli schemi, persone nuove e la possibilità di lasciarci sorprendere insieme. Non sapevamo cosa avremmo trovato, ed era proprio questo a renderla intrigante.
Ma, a volte, la realtà cambia il tono della storia appena si varca la soglia.
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L’ambiente ci è sembrato freddo e poco curato. Il locale appariva trascurato e la camera prenotata per la notte, ai nostri occhi, era brutta e datata. Avevamo immaginato un posto accogliente, capace di accompagnare il nostro desiderio di evasione; invece, fin dall’inizio, qualcosa ci è parso stonato.
Il venerdì sera c’era pochissima gente. Ci siamo guardati intorno, cercando volti e sguardi con cui poter iniziare una conoscenza, ma non abbiamo trovato coppie della nostra età. Il tipo di incontro che avevamo immaginato sembrava non esserci. A noi è parso che molti fossero lì soprattutto per trascorrere qualche ora nella SPA con il proprio partner o amante, senza quella voglia di conoscere altre coppie che cercavamo noi.
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E poi c’era lui: un singolo che ci girava continuamente intorno. La sua presenza ci ha accompagnati per tutta la giornata e anche durante la sera. Non era la sorpresa che aspettavamo, né quel gioco di sguardi complice che avremmo voluto vivere. A poco a poco, la sensazione di essere osservati e seguiti ha preso il posto della leggerezza. Ci è mancato lo spazio per guardarci intorno con tranquillità, parlare con qualcuno e decidere insieme se avvicinarci.
Per noi la trasgressione ha senso quando resta un gioco condiviso, fatto di libertà, attenzione e desiderio reciproco. Quella sera, invece, non ci siamo sentiti nel clima giusto per lasciarci andare alla curiosità.
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Avevamo prenotato una notte perché pensavamo che la serata potesse aprire una porta nuova. Ma la porta che avevamo immaginato non si è aperta. Non abbiamo trovato l’atmosfera calda e intrigante che speravamo, né persone affini con cui far nascere una conoscenza. La camera non ci ha aiutati a ritrovare quel senso di intimità e di evasione che cercavamo.
Così, il ricordo del Chiaro di Luna è diventato quello di un venerdì sera deludente: un ambiente freddo e trascurato, poca gente, nessuna coppia della nostra età e una presenza costante che ha reso difficile sentirci a nostro agio. Tutto ciò che avevamo fantasticato è rimasto tra noi, nei pensieri e negli sguardi scambiati durante il viaggio.
Raccontiamo questa esperienza per come l’abbiamo vissuta. Forse altri cercano proprio una serata in SPA; noi speravamo in un’atmosfera più curata, in nuove conoscenze e in quella complicità che, qualche volta, trasforma una semplice serata in un ricordo speciale.
La porta che cercavamo, quella sera, è rimasta chiusa. Ma la fantasia, quella, è ancora tutta nostra.
Fabio & Patty 🥂👠🖤💋
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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