Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Prime Esperienze > La prima volta
Prime Esperienze

La prima volta


di Membro VIP di Annunci69.it bullsiculo20
05.05.2018    |    747    |    2 9.7
"La presi in braccio, le gambe strette attorno alla mia vita, la schiena contro il muro, i fianchi che si muovevano con una foga primordiale..."
Quella che sto per raccontarvi è una storia realmente accaduta.
Premetto che non ho mai scritto un racconto, quindi se faccio qualche errore vi chiedo di perdonarmi.

Gioia è una ragazza di 25 anni, un bel corpicino, una quarta di seno, un culo da sballo, capelli color mogano e un paio di occhi grandi e profondi… solo a guardarmi mi faceva diventare duro.

Con Gioia abbiamo avuto una storia da amanti durata circa un anno.
Era venuta a lavorare nella mia azienda quando aveva appena vent’anni. Con il passare dei mesi, e grazie alla stretta vicinanza sul posto di lavoro, era nata una confidenza che andava ben oltre il rapporto professionale.

Ai tempi era fidanzata con un ragazzo poco più grande di lei, un rapporto normalissimo, da coppia giovane che si ama. Ma qualcosa non andava. Quando parlavamo dei suoi weekend, nei suoi occhi si leggeva una certa delusione. Spesso era stata a casa del fidanzato, dormendo sul divano, mentre lui se ne stava con gli amici a guardare le partite.

Così, tra un discorso e un altro, siamo arrivati a parlare di sesso.
Le chiesi com’era quello con il suo ragazzo.
Ho 42 anni e parecchia esperienza, e ascoltando le sue risposte, con un sorriso le dissi che quello era sesso da ragazzi.

Lei, un po’ turbata ma visibilmente curiosa, mi chiese cosa ci fosse di diverso nel fare l’amore con una persona matura.
Ci addentrammo in discorsi molto eccitanti.
A un certo punto, notai che fissava il mio pacco, ormai visibilmente gonfio, mentre io continuavo a parlare.

Le dissi che alle donne che avevo avuto, quando finivo di scoparle, prendevano sempre i brividi.
Lei rise e mi rispose che con lei sarebbe successo l’esatto contrario. Che con lei non avrebbe funzionato.

Si allontanò e tornò al banco dove lavorava, dicendomi che era meglio concentrarsi sul lavoro.
Ma nel voltarsi, mi lanciò un’ultima occhiata al pacco ormai pronto a scoppiare, mentre mi mostrava la rotondità perfetta del suo culo.

Non resistetti.

Mi avvicinai da dietro, sfiorandola con la mia eccitazione ormai incontenibile. Le scostai i capelli dal collo con un gesto lento, quasi devoto, e iniziai a sfiorarle la pelle con la lingua, risalendo fino all’orecchio.
Gioia ansimava, il respiro breve, i fianchi che cercavano il contatto, si strusciava contro il mio cazzo per sentirlo meglio, più a fondo.
Il mio bacino seguiva il suo movimento, lento, affamato.

Infilai la mano nei suoi leggings con un gesto deciso: era bagnata, calda, pronta.
Il mio dito trovò subito il clitoride, lo accarezzai con precisione, sentendo il suo corpo fremere, cedere, tremare fino all’orgasmo.
Un orgasmo silenzioso ma violento, che le attraversò il corpo come una scossa.

Si girò verso di me, con gli occhi lucidi di desiderio, e mi baciò con una fame nuova, quasi feroce.
Mentre mi slacciava la cintura, mi guardava come se stesse per assaporare un frutto proibito.
Si inginocchiò, lenta, sensuale.

Quando prese il mio cazzo in bocca, lo fece con curiosità e adorazione.
La sua lingua era calda, timida, ma desiderosa di imparare.
La guidai con dolcezza, insegnandole come alternare le mani alle labbra, come giocare con il glande, come succhiare senza fretta.
Era inesperta, ma istintiva. E mi mandava fuori di testa.

— Sto per venire — le sussurrai.
Lei esitò solo un istante. Poi, con gli occhi fissi nei miei, rimase lì.
Quando esplosi, accolse il mio seme senza scappare, senza paura.
Il primo fiotto la colse alla gola, si strozzò appena, ma continuò a succhiare, a pulirmi, a godersi ogni goccia.
Mi guardava ancora, con la bocca sporca e il respiro spezzato.
Era nata lì, in ginocchio davanti a me, la vera Gioia.

Dopo avermi ripulito per bene, ci lasciammo andare in un bacio lungo e profondo.

È stata la prima volta.
Da quel giorno, tra me e Gioia cambiò tutto.

Non era più solo attrazione o curiosità: ogni occasione era buona per sfiorarci, guardarci, provocarci.
A lavoro bastava un attimo di distrazione, una pausa al distributore, una scusa per entrare in ufficio in due.
Bastava poco: uno sguardo, una parola sussurrata nel modo giusto, e l’aria si caricava di desiderio.

Una mattina, prima che arrivassero gli altri, entrò nel mio ufficio con passo lento, deciso.
Indossava un tailleur attillato, la gonna un po’ più corta del solito, e quella camicetta bianca che lasciava intravedere il reggiseno color carne.

Chiuse la porta piano, mi trafisse con lo sguardo e si sedette sulla scrivania con una lentezza studiata.
Sollevò appena la gonna. Sotto, nulla.
Rimasi senza fiato.

— Ho pensato tutta la notte a te… — mormorò, la voce roca, quasi graffiata dal desiderio.

La raggiunsi. Le presi il viso tra le mani e la baciai a fondo, come si bacia chi si sogna da giorni.
Le mani si muovevano da sole: una sul suo interno coscia, che bruciava; l’altra sulla camicetta, che slacciavo con lentezza crudele, fino a farle uscire i seni, sodi, già pronti.

Li presi in bocca, alternando suzione e morsi leggeri.
Lei gemeva piano, la schiena inarcata, le mani sul mio petto.
Quando mi tirò fuori il cazzo, lo fece con rispetto e urgenza.

Si inginocchiò e me lo prese in bocca con una sicurezza nuova: stavolta sapeva cosa voleva.
Me lo succhiava tutto, profondo, bagnato, mi stava scolando l’anima.

Le mani nei capelli, cercai di resistere, ma era troppo.
La sollevai di peso, la girai e la piegai sulla scrivania.
Il suo culo, teso, alto, perfetto.

Entrai dentro di lei con una spinta decisa, sentendo il suo corpo aprirsi e accogliermi con una voracità che mi travolse.
La scopavo forte, mentre lei si mordeva la mano per non urlare, tremando.

— Sei mia — le sussurrai all’orecchio.
— Sempre — ansimò lei, mentre veniva, stretta, calda, viva.

Pochi secondi dopo, la raggiunsi. Un orgasmo intenso, travolgente.
Restammo così, abbracciati, col fiato corto e il cuore che batteva all’impazzata.

Poi lei si sistemò i vestiti, mi guardò e rise piano.
— Sei una droga… e io non voglio disintossicarmi.



I giorni dopo quella mattina in ufficio furono un crescendo.
Il desiderio non si spegneva, anzi: sembrava alimentarsi ogni volta che ci vedevamo, ogni volta che dovevamo far finta di nulla davanti agli altri.

Una sera, dopo il lavoro, la accompagnai a casa. Viveva da sola in un piccolo appartamento appena fuori città.
Mi invitò a salire con la scusa di un caffè.

Appena chiuse la porta, mi spinse contro il muro e mi baciò come se non ci fossimo visti da anni.
Le mani erano dappertutto, tremanti, impazienti.
— Sono giorni che ti voglio di nuovo dentro… — mi sibilò all’orecchio.

Le sollevai il vestito. Nuda. Ancora.
La presi in braccio, le gambe strette attorno alla mia vita, la schiena contro il muro, i fianchi che si muovevano con una foga primordiale.
La scopai così, con violenza e dolcezza, tra baci e morsi, mentre lei gemeva, mi stringeva, mi voleva sempre più dentro.

La portai in camera.
La posai sul letto con delicatezza, come se stessi svelando un regalo prezioso.
Iniziai a baciarla piano, centimetro dopo centimetro, partendo dal collo, passando per i seni, fino ad arrivare al ventre.

Quando spalancò le cosce, vidi la sua voglia brillare.
La leccai con lentezza, con intenzione.
Ogni movimento era preciso, profondo, studiato per portarla oltre.

Gioia si contorceva sotto di me, gemeva forte, si aggrappava alle lenzuola, venne una volta, poi ancora, più forte.

Solo allora mi fermò.
Si mise sopra di me, mi prese dentro con una lentezza regale.
Si muoveva con padronanza, con ritmo, i suoi occhi nei miei, le mani sul mio petto.

Ogni affondo era una carezza, ogni gemito una promessa.
Venimmo insieme, urlando piano, perdendoci.
Poi il silenzio.
Nudi, intrecciati, col cuore che ancora batteva.

Si girò su un fianco, mi guardò e disse:

— Non sarà mai solo sesso, questo. E tu lo sai.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.7
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per La prima volta :

Altri Racconti Erotici in Prime Esperienze:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni