Prime Esperienze
La seconda volta non si scorda mai..
03.01.2026 |
4.003 |
7
"I nostri rumori riempivano lo spazio: i miei sospiri, i tuoi grugniti, il suono bagnato dei corpi..."
Quel pomeriggio in spa rimane uno dei ricordi più intensi della nostra vita insieme. Lo rivivo spesso nella mia mente, come se fosse un capitolo di un romanzo erotico che ho scritto io stessa con noi protagonisti.Ricordo come eravamo ansiosi prima di entrare, io tremavo un po', stringendoti la mano nel parcheggio, pensando a tutti quegli sconosciuti nudi, a come ci saremmo sentiti esposti. Tu eri tranquillo fuori, ma lo sentivo che anche tu avevi quel brivido. Eppure, appena varcata la soglia, dopo aver lasciato i vestiti negli armadietti, qualcosa è scattato. La spa era affollata di corpi normali, di ogni età e forma, tutti sereni nella loro nudità. Niente sguardi viscidi, niente single solitari che gironzolavano perchè era una giornata dedicata solo alle coppie, proprio come ci avevano detto. Quel dettaglio ti ha rasserenato subito, lo so. Era un mondo di amanti, di complicità condivise.
Abbiamo iniziato a esplorare mano nella mano, avvolti solo dai nostri asciugamani che presto sono caduti. Le vasche idromassaggio bollivano piano e già dalle prime occhiate ho notato scene soft, nascoste ma non troppo: una mano che scivolava tra le cosce di lei sott'acqua, un bacio profondo che diventava qualcosa di più, corpi che si muovevano ritmicamente tra le bolle. Mi ha eccitata subito, quel velo di trasgressione in un posto così rilassante.
Siamo entrati in una vasca calda, l'acqua che ci accarezzava la pelle nuda. Tu, mi hai preso la mano dolcemente e l'hai portata lì, sul tuo pene già duro. Quel gesto è stato l'inizio di tutto, da quel momento non ci siamo più fermati. Abbiamo scopato piano all'inizio, poi con più intensità, proprio lì in vasca, facendoci vedere da chi passava: una coppia che sorrideva complice, un'altra che si fermava a guardare per un attimo. Non coinvolgevamo nessuno, solo esibivamo il nostro desiderio, aspettando che fossero le altre donne a avvicinarsi se volevano – e qualcuna lo ha fatto con lo sguardo, con un tocco fugace, un bacio passionale.
Eravamo caldissimi ed abbiamo cambiato posti: saune, docce calde, lettini. Ovunque, il nostro gioco continuava, corpi uniti senza pudore, gemiti che echeggiavano piano.
Poi abbiamo deciso di cercare un privé più comodo, una stanza con letti larghi. La nostra aveva un'afora in pietra che comunicava con un'altra camera, una di quelle aperture antiche e suggestive. Ci siamo buttati sul letto, io sopra di te, cavalcandoti con foga, i tuoi schiaffi dolci sul mio culo che mi facevano impazzire. I nostri rumori riempivano lo spazio: i miei sospiri, i tuoi grugniti, il suono bagnato dei corpi.
Subito dopo di noi, nella stanza comunicante dopo averci spiato dalla fessura è entrata una coppia bellissima, lei con curve perfette, lui atletico. Hanno iniziato a scopare nella stanza accanto, e attraverso l'afora sentivamo e vedevamo tutto: i loro gemiti che si mescolavano ai nostri, un coro di piacere condiviso. Era elettrico, quel sincronismo invisibile ma udibile. Tu mi davi schiaffi più forti, mi stringevi, ma a un certo punto, dopo avermi fatta venire ti sei staccato, trattenendo il tuo piacere "Non ancora!", hai sussurrato, perché sapevi che la serata era lunga. Loro hanno finito per primi, con un urlo liberatorio di lei.
Mi hai preso per mano e mi hai portata nella grotta idromassaggio, quel angolo buio e vaporoso con getti potenti. Lì abbiamo ripreso, tu dentro di me ancora, l'acqua che massaggiava i nostri corpi sudati. È stato allora che si è avvicinata lei, una ragazza sola della coppia di prima, forse, o un'altra, non importa. Mi ha toccata piano, le dita sul mio seno, poi scendendo. Ha sfiorato te, Carlo, stringendoti mentre eri dentro di me. Quel tocco estraneo è stato troppo: sei venuto forte, riempiendomi, con un gemito che rimbombava nella grotta.
Esausti e appagati, siamo usciti, ci siamo asciugati ridendo sottovoce. E poi, come se niente fosse, siamo andati a cena nudi tra le tovaglie bianche, con quel segreto bollente tra noi, pronti a ricominciare dopo il dolce.
Che pomeriggio, amore mio. Lo rivivrò per sempre così, romanzato nei miei pensieri.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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