Prime Esperienze
L’auto della coppietta
AlladinsLamp
16.07.2026 |
2.797 |
8
"Eravamo pronti a ingranare la marcia e fuggire, ma quell'uomo sembrava innocuo, concentrato solo sul suo piacere mentre ci fissava..."
Il crepuscolo aveva avvolto il parcheggio in una penombra che rendeva tutto irreale. Eravamo lì da pochi minuti, il respiro già corto, le mani che cercavano varchi sotto i vestiti in quella frenesia che solo i primi incontri sanno accendere. Il finestrino della macchina, appannato dal nostro calore, sembrava l’unica barriera tra noi e il mondo.Poi, un fruscio secco tra i cespugli, a pochi metri.
Ci bloccammo, il cuore in gola. Aguzzai la vista verso l’ombra fitta e lo vidi. Una sagoma scura, accovacciata. Il terrore mi gelò il sangue, ma l'impulso di urlare morì in gola. I miei occhi non riuscivano a staccarsi da lui.
L'uomo era lì, immobile, e la sua mano si muoveva frenetica sul membro scoperto. Ci stava guardando con un'avidità cruda, feroce, e mentre i nostri sguardi si incrociavano, quella paura viscerale mutò in un'eccitazione febbrile. Sentii il calore tra le mie gambe aumentare, bagnandomi in una risposta umida e incontrollabile.
Girai la testa verso il mio ragazzo. Lui non guardava l'uomo, guardava me. I suoi occhi dilatati non vedevano il mio spavento, ma la mia disponibilità. Vidi sul suo volto una possessività feroce; sapeva di essere guardato mentre mi toccava e quell'idea ci accendeva entrambi. Eravamo terrorizzati, sì, ma la macchina chiusa ci dava quel briciolo di sicurezza necessaria per non scappare. Eravamo pronti a ingranare la marcia e fuggire, ma quell'uomo sembrava innocuo, concentrato solo sul suo piacere mentre ci fissava.
Lui si avvicinò alla portiera. Le sue dita sporche si appoggiarono al vetro. Il mio ragazzo, con una lentezza carica di sfida, mi fece segno di restare ferma. Mi spostò le mutandine di lato, esponendo la mia intimità al buio del parcheggio e agli occhi famelici di quello sconosciuto. Mi sentivo spogliata, nuda, consapevole che quell'uomo avrebbe voluto aprire lo sportello e prendermi con forza; l'idea di essere preda di quel desiderio violento mi faceva fremere di un piacere insopportabile.
Afferrai il cazzo del mio ragazzo, stringendolo con mano tremebonda, mentre lui continuava a guardarmi come se fossi il suo trofeo da mostrare. Non volevamo arrivare a scopare, volevamo solo che quel guardone vedesse, che desiderasse, che soffrisse per non poterci toccare.
L'uomo era ora attaccato al finestrino, il respiro appannava il vetro mentre la sua mano correva sempre più veloce. Lo guardavo dritto negli occhi, sentendomi desiderata in un modo proibito, quasi umiliante, e questo mi mandava in cortocircuito.
Il mio ragazzo mi accarezzava, io stringevo lui, e il guardone non distoglieva lo sguardo nemmeno per un istante.
Poi, l'esplosione. L'uomo, col volto deformato da una smorfia di agonia e piacere, si scosse violentemente.
Un getto abbondante e copioso di sperma colpì il finestrino esattamente davanti al mio viso, colando lentamente sulla superficie trasparente. In quell'istante, vedendo quel liquido imbrattare il vetro che ci separava, persi ogni controllo. Il mio corpo inarcò la schiena, un’onda di calore mi invase il basso ventre e raggiunsi un orgasmo violento, disperato, mentre il mio ragazzo mi stringeva a sé, col cuore che sembrava voler esplodere.
Eravamo lì, immobili, mentre lui continuava a guardarci, con la sua testimonianza di piacere stampata sul vetro, e noi due, stretti in quel brivido finale, aspettavamo solo che il battito tornasse normale per poter ripartire.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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