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SONO MAGGIORENNE ESCI
Prime Esperienze

Marika.


di SergioMessina
04.02.2026    |    3.945    |    3 9.8
"Un orgasmo di quelli violenti, iniziato piano piano, e poi culminato in violenti sussulti sui miei testicoli (poverini!)..."
Marika (nome inventato) non è stata la mia prima fidanzatina, ma la prima ragazza con cui ho fatto davvero sesso, un poco da "tardone", credo a 21 anni. E che sesso!
Prima, con altre, erano stati approcci solo accennati, qualche toccatina, nulla più. E comunque avevo problemi a relazionarmi: avvertivo sempre la sensazione che non ci stessero. Mi rendevo conto del fatto che le relazioni con le donne sono complesse. Non sai mai cosa vogliono realmente. Questo mi mandava in crisi.

A dire la verità, ho iniziato molto presto a fare sesso, intorno a 16 anni, ma sono stato coinvolto in cose tra maschi diciamo. All'epoca non avevo neppure una reale attrazione, era un modo per sfogare un poco di libidine credo. Ormoni in ebollizione e via discorrendo. Però, a parte la prima esperienza, davvero pessima, nelle altre mi sono imbattuto in ragazzi "particolari" che mi hanno reso la cosa molto molto piacevole.
Può sembrare strano, ma l'approccio sessuale con ragazzi, lo trovavo più rilassante e leggero. Alla fine più piacevole per certi versi. Tanto che ero quasi sempre io a prendere l'iniziativa.
Erano ragazzi decisamente effemminati ed anche molto efebici di fisico. Assumevo ruolo solo attivo chiaramente, ma facevo un po' di tutto senza tanti problemi e ritrosie.
Tranne baciare in bocca maschi, che era una cosa che francamente mi faceva schifo. Fatto pure in qualche occasione, ma davvero molto perplesso e più che altro perché vedevo che ci tenevano. Specie se li inculavo, e li facevo soffrire un poco, poi mi sentivo quasi in obbligo.
La cosa è andata avanti fino ai 20 anni credo. Avrò fatto almeno una trentina di queste esperienze con ragazzi, anche cose soft a volte, però mica tanto soft a pensarci bene. A volte il godimento era completo e totale anche con solo un pompino frettoloso. Avevano una abilità incredibile a mandarti in estasi.
Però, anche se francamente mi trovavo perfettamente a mio agio con loro, iniziavo a pensare che la cosa stava diventando riduttiva, e che forse avrei dovuto esplorare anche altro, di diverso.

Marika fu una conoscenza di quelle estive, di casa al mare. Ci conoscevamo già da qualche anno, ma quell'estate, complice anche un mio amico che la invitava a venire al mare con noi, finimmo per stringere una certa amicizia.
Malgrado si capisse che c'era una certa reciprocità tra di noi, non trovavo il modo di dirle di uscire soli noi due, fuori da quella comitiva di amici chiassosi. Forse la timidezza, o anche la possibilità di sentirmi rifiutato.
Poi c'era un amico che continuava a ripetere: "Guarda lascia perdere, quella è ninfomane, poi ti fa le corna col primo che capita". Come certa gente non si sappia fare gli affari suoi è un vero mistero!

Alla fine fu lei che fece il primo passo. La causa fu un interesse comune per le vecchie case di campagna. Mi invitò a farmi vedere la vecchia casa del suo bisnonno, ormai quasi in rovina, ma con un bellissimo frantoio e palmento dell'800.
La casa era su in montagna, non molto distante in chilometri, ma con una stradina decisamente poco agevole, che a percorrerla si impiegò un tempo interminabile, con la preoccupazione di sbragare qualche gomma o rimanere in panne sul ciglio di un burrone.
Alla fine, con il motore del mio catorcio d'auto quasi in ebollizione, arrivammo alla meta.

Facendo un passo indietro, vorrei parlarvi più nello specifico di questa donna/ragazza, che colpì subito la mia immaginazione per le sue grandi tette. Marika aveva un paio di anni più di me. Una immagine da donna ormai, mentre io credo a 20 o 21 anni, a confronto sembravo ancora un pischello.
Di lei se ne dicevano di ogni, ma in realtà era una ragazza comunissima. Certo procace e molto attiva sessualmente parlando, ma assolutamente seria. Dolce nel modo di fare, una bella voce.
Non era bellissima onestamente. Un poco di ciccia c'era e trasbordava un poco, anche perché vestiva parecchio attillato. Però aveva quel non so che di sexy che la rendeva molto attraente. Anche quelle labbra carnose di loro ed in più disegnate a matita, o i capelli vaporosi, attraevano tantissimo. Certo, caviglie grosse, gambe non proprio slanciate, e culo un poco bassino in realtà, non ne facevano una ragazza da copertina, però intrigava enormemente. Da parte mia c'era anche la curiosità di vederla nell'intimo: presagivo una figa da mezzo chilo almeno, bella bagnata fradicia e da assaporare lentamente. Le tette enormi in realtà le avevo già intraviste al mare, e pure quel bel sedere a pagnotta era difficile da celare nel costume da bagno.

Iniziammo a fare il giro delle stanze di quel casone, e già mi era venuto duro.
Un posto davvero bello ed affascinante, pieno di ricordi di vite vissute, quasi congelato ad almeno 50 anni prima.
Alle pareti foto ritratti di splendide fanciulle e giovanotti con baffoni, santi e madonne in stampe dai colori sgargianti. Un alto lettone in ferro con dipinta una scena di battaglia tra paladini di Francia e saraceni.
Poi le presi la mano, quasi a farmi guidare in quel mondo misterioso. Lei si girò e sorrise.
Fu un attivo, ci guardammo negli occhi, e scattò un bacio. Fu una cosa molto spontanea e reciproca, manco ci fossimo messi d'accordo sul momento esatto in cui avvicinarci l'uno all'altra. All'inizio non fu voluttuoso come bacio. Un poco accennato. Poi la portai vicino a me stringendo il mio petto contro il suo grosso seno come in una morsa. E scattò un bacio appassionato ed umidissimo. Rimanemmo a lungo assaporando l'uno la saliva dell'altra. Tranne la patatina che tenevo vicina stretta al mio cazzo durissimo, l'ho toccata ovunque, specie il sedere. Poi mentre la penetravo quasi fino in gola con la lingua, le sollevai il vestito dietro ed infilai le mani nelle mutandine. Era già tutta bagnata e sentivo che mi stavo bagnando a dismisura pure io. Avvertivo proprio sgocciolarmi il cazzo. Temevo persino di venire prima del tempo.

Poi fu lei a prendermi per la mano.

"Andiamo di la che c'è un posto bellissimo che voglio farti vedere".

Appena fuori dalla casa, ad una dozzina di metri, c'era un ampio locale con delle piccole ed alte finestrature ovali. Era il frantoio. Un posto bellissimo in cui la luce penetrava all'interno da queste strette finestrelle e si distribuiva con raggi come di arcobaleno. Si appoggiò a quel grande frantoio in pietra, mi afferrò dal collo e mi spinse a se cercando la mia bocca. Riprendemmo a baciarci a lungo in modo davvero convulso. Sempre baciandola ovunque, le tirai fuori le tette dal reggiseno e dalla scollatura del vestito. Poi decisi di sfilarglielo del tutto. Rimase così col reggiseno e le tette tirate del tutto fuori, e con quelle mutandine bianche di cotone da collegiale. La baciai a lungo sul collo ed anche sulle mutandine profumate dai suoi effluvi. Poi sentì che il mio cazzo sgocciolava impetuosamente e decisi di mettermi in libertà, altrimenti avrei infradiciato tutto. Da prima mi abbassai solo slippino e pantaloni, poi tolsi quasi tutto, rimanendo in maglietta e calzini. Il mio cazzo sembrava di legno. Lei provò ad afferrarlo, ma le feci capire di fare con calma altrimenti sarebbe finita la festa.
E la festa ebbe inizio appena le tirai giù le mutandine. Istintivamente scesi in ginocchio e le chiesi di divaricare le gambe e di farmi vedere bene quella meraviglia. Un bacio appassionato anche li, e poi la feci girare da dietro osservando con meraviglia quel gran culone, ancora più bello e pronunciato di come appariva in costume da bagno. Per tutta risposta, appena la posizionai da dietro, lei si chinò in avanti appoggiandosi al bordo del frantoio ed aprendo le gambe a 45 gradi.
Mi appoggiai dietro di lei con fare deciso, massaggiai un poco con la saliva il buchetto e stavo quasi iniziando a fare quello che fino ad allora ero abituato a fare. Poi dissi tra me: "Ma che cazzo di idiota che sono, con le donne non si fa così!". Riavvolsi in nastro anche perché la avvertivo perplessa di questa cosa. Si era pure girata tipo per dire: "Ma che cazzo vuoi fare?"
O parte questo primo momento di confusione, subito dopo la approcciai nel modo corretto. La sua figona era bagnatissima ed il cazzo ci scivolò dentro in un nanosecondo.
Era calda, caldissima, una cosa mai vista. Bollente.
L'ho stantuffata un bel poco. Cazzo duro duro, ma non avvertivo più di stare in bilico orgasmico come prima. Quindi tranquillo continuai a penetrarla da dietro un bel poco, mentre la toccavo da tutte le parti, specie schiena e sedere, e la sentivo fremere di piacere.
Il mio obiettivo era quello di farle avere l'orgasmo, così da non preoccuparmi più di venire prima di lei. Andai avanti molto sempre in quel modo, poi capì che non era forse la posizione che preferiva. Iniziavo ad avvertirla più freddina, anche se era bagnatissima comunque.
La feci girare ed iniziai a toccarla ed a baciarla sul seno fino da arrivare alla patatina. Poi mi misi in ginocchio, le feci aprire le gambe, ed inizia una specie di apnea. Penso di non aver mai più leccato così bene un altro "fiorellino" in vita mia. Dopo che la avevo scopata a lungo, il suo odore era inebriante. Ho succhiato e leccato quel clitoride, duro come un sassolino, per un tempo interminabile, e più la leccavo ed infilavo la lingua dentro quella cavità meravigliosa, più mi veniva di rifarlo. Più ingurgitavo di quei suoi umori liquidi, più mi veniva sete. Poi sicuramente iniziava ad avvertire una sensazione di bruciore, anche per la barba ispida, e si divincolò. Allora mi posizionai seduto sul bordo del frantoio e le dissi di sedersi sopra a cavalcioni. Una cosa che fece subito entusiasta perché probabilmente era quella la posizione che preferiva per venire.
Nei miei precedenti con i ragazzi era una posizione seduta che sovente facevo pure, ma al contrario, vale a dire rivolti di culo rispetto a me. In questa posizione venivano molto facilmente, però si dovevano masturbare. In realtà, a memoria mia, nessun ragazzo è venuto solo per la penetrazione anale. Mi sa tanto di leggenda metropolitana.
Qui si trattava invece di farle avere un orgasmo solo con la penetrazione, quindi pensavo la cosa fosse molto più complicata. A dire il vero invece fu abbastanza semplice. Una volta che mi venne su a cavalcioni, col mio cazzo tutto dentro, avvertì distintamente il suo clitoride posizionato proprio sopra la mia collinetta pubica. Iniziò ad andare su e giù, avanti ed indietro, e dai e dai, iniziai ad avvertire che stava succedendo qualcosa. All'inizio furono dei tremori, poi iniziò a respirare forte, e poi ci fu il passaggio al punto senza ritorno. Venne così forte da piantarmi le unghie sui bicipiti. Un orgasmo di quelli violenti, iniziato piano piano, e poi culminato in violenti sussulti sui miei testicoli (poverini!).
Ero entusiasta di questa cosa qui. Era tutto merito mio! Vabbè che pure lei ha dato del suo dai, perché si è mossa lei in pratica, io ho solo prestato l'occorrente. Però per un ragazzo di venti anni è una bella soddisfazione comunque.
Nulla a che fare con la penetrazione dei ragazzi. A volte mentre li penetravo, si masturbavano e venivano, ma manco mi accorgevo. Le donne sono molto più sceniche nell'orgasmo. Certo c'è pure quella mezza frigida che fa finta, ma la maggior parte no, gode di brutto.
Ad ogni modo, Marika dopo la sua performance orgasmica esplosiva, sembrava ancora più calda di prima. Si chinò, ed anche per farsi perdonare delle gran botte sui miei testicoli, me lo prese tutto in bocca fino in gola.
Una maestra del pompino. Altro che!
La leggenda metropolitana è che siano i maschi più bravi a fare i pompini. Però non è vero. Dipende!
Poi vabbè, l'ho fatta girare alla pecorina, l'ho penetrata ancora pochi minuti e temendo di fare la frittata, ho preferito farla rimettere giù in ginocchio per sborrarle in bocca.
Nella foga comunque un poco è finita pure tra i capelli e sul viso.
Ho sempre avuto un getto impetuoso ed anarchico, difficile da governare, specie quando l'eccitazione è a quei livelli.

Spero che la mia storia vi sia piaciuta, e scusate per gli errori di battitura che sicuramente avrò fatto.
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