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trio

Risvolto inaspettato.


di SergioMessina
19.12.2025    |    3.495    |    4 9.0
"Poi Giacomo prese la mano di Roberto e la portò verso il suo cazzo per fargli vedere quanto era duro..."
E fu così che la storia prese un risvolto inaspettato.

Quella coppia, per quanto poco esperta ed alle prime esperienze, era entrata nel cuore di Roberto, riempiendolo di sensazioni straordinarie. La sintonia era totale. Avrebbero potuto scopare ad occhi chiusi. Nessun limite né imbarazzo, assoluta fiducia l'uno dell'altro.
A parte i primi due incontri, consumati nell'ovvietà di un rapporto a tre, in cui Roberto era il di più, consapevole della sua posizione subalterna alla coppia, il rapporto si era trasformato via via, prima in una amicizia profonda e poi in un rapporto paritario, almeno sessualmente, dentro i limiti di non nuocere alla relazione sentimentale di coppia.
Poi, dopo poco più di cinque mesi di questo idillio, con incontri anche giornalieri per certi periodi, Marina manifestò un brusco cambiamento ed una chiusura totale a rifarlo ancora.
Il tenore del messaggio fu il seguente:
"Basta così. Non telefonarmi più, perché non ci vedremo mai più. Non chiedermi perché, ma ho deciso così."
Roberto lesse e rilesse il messaggio tantissime volte prima di farsene una ragione e prenderlo sul serio. Non capiva. Non riusciva a capire cosa aveva fatto di male, in cosa aveva sbagliato. Si convinse del fatto che impulsivo come era, avesse detto qualcosa di troppo, o peggio ancora fatto qualcosa di troppo.
Non rispose. Sperava che Marina da li a poco riscrivesse un altro messaggio, del tipo "cretino il mio Robertino, ci avevi creduto?" Questo però non avvenne.
Roberto fece a meno di rispondere al messaggio, era consapevole che ogni gioco, per quanto bello, sia destinato a finire prima o poi, e Marina e Giacomo avevano tutta la libertà di finirlo in qualsiasi momento e senza doverlo motivare.
Seguirono un paio di mesi angoscianti, in cui Roberto sentiva che gli mancava qualcosa. Non che la loro fosse diventata una abitudine, ma era un modo molto efficace per dare più interesse alla sua vita. Gli mancavano tremendamente quelle seratine trascorse a letto e sul divano, tra risatine, complicità e giochi proibiti. Gli mancava Marina, ma anche lo sguardo complice e rassicurante di Giacomo.
Provava una sensazione molto simile a quando da ragazzino venne mollato su due piedi dalla sua fidanzatina. Una tristezza che non nasceva solo dal fatto che non l'avrebbe più avuta vicino, ma dal fatto che la sua vita sarebbe cambiata e stravolta verso una evoluzione ignota.
Ogni cambiamento, per quanto minimo, comporta problemi di adattamento. Questo Roberto lo sapeva perché in vita sua aveva fatto esperienze molto segnanti: prima da ragazzino con l'esigenza della sua famiglia di cambiare continuamente città, e quindi nuova scuola, nuovi amici ecc..., poi con la precarietà del suo lavoro, che lo costringeva spesso a passare da una azienda all'altra.
Ebbene si, Roberto si masturbò tantissime volte ripensando a quelle belle seratine a Martini cocktail e televisione accesa che non guardava nessuno. Si masturbava con amarezza, ma era un modo anche per tenerne vivo il ricordo.

Passarono diversi mesi, e Roberto si era quasi rassegnato a girare pagina. Aveva persino messo un nuovo annuncio di ricerca coppie. La speranza era quella di rivivere una esperienza analoga, ma quando tocchi l'apice di ciò che ti piace era consapevole del fatto che è difficile si ripeta.

Fu verso Natale. Il bar era quello vicino all'ufficio. Pausa pranzo. Lo vide subito appena entrato. Discuteva con la cassiera. Era Giacomo.
Sulle prime, non sapeva se avvicinarsi, né voleva dare l'impressione di sembrare invadente. Gli fece solo un segno di saluto da lontano. Si sarebbe avvicinato lui se avesse voluto.
E infatti, da li a poco Giacomo lo affiancò su un lato stringendolo con il braccio sul collo, in un gesto affettuoso.
Poi lo baciò sulle guance, come si usa fare in Sicilia tra amici e parenti stretti.

"Come stai compare, come butta?" Disse Giacomo.

Roberto fece spallucce ed era evidente che tanto bene non la stava vivendo questa cosa.
Poi Giacomo fece spallucce pure lui.

"Ci siamo lasciati."

Roberto ne fu stupito, non avrebbe mai pensato che una coppia tanto affiatata potesse entrare in crisi. Poi con una faccia di stupore chiese: "Ci colpo io?.

"In qualche modo si, ma non mi va di spiegartelo qui al bar, se ti va questa sera passo da te e ti spiego tutto"
"Preparami un bel Martini, che ci vuole!"

Arrivò a casa di Roberto a bordo del suo solito vespino, tutto infreddolito.
Si parlò a lungo del più e del meno, come se Giacomo girasse intorno alla questione, cercando il coraggio di dire quello che stava per dire.
Poi sussurrò qualcosa.

"Mi sono infatuato di te, e non so neppure come è potuto succedere. A me i maschi non piacciono."

"Porco cazzo!" disse Roberto, con una faccia di stupore come avesse appena visto un tirannosauro correre per strada.

Terrore, stupore e curiosità. Era questo l'atteggiamento esatto di Roberto.

"E Marina se n'è accorta?"

"No glie'ho detto io. Forse ho sbagliato, non lo so, ma il nostro rapporto è sempre stato improntato alla massima sincerità. Ora, analizzando la cosa a freddo penso che ho sbagliato. Ma pure lei, come può prendere sul serio questa cosa qui? Pure io stento a crederci, però è così. Ho fatto pure sogni e fantasie su di te, mentre la scopavo e gliel'ho raccontato. Lo dovevo fare, sono troppo onesto. Però lei doveva capire che con la fantasia non si tradisce. Dice che non si è sentita più amata. Ha fatto le sue valige e se n'è andata."

Roberto non si perse neppure una virgola di questa sua confessione. L'imbarazzo c'era, ma c'era anche il desiderio di capire meglio.
Ok, lui e Giacomo erano stati molto intimi. A tre è chiaro che si sta vicinissimi e ci si può anche toccare sovente. Loro un paio di volte a Marina hanno persino messo l'uccello dentro insieme. Che questo possa produrre un brivido anche a degli eterosessuali è quasi scontato, ma non si spiega l'infatuazione. Toccate e sfioramenti, o avvertire da vicino l'odore dell'altro, sono cose che possono succedere, ma non comporta chissà cosa.
Giacomo non gli faceva schifo, anzi lo riteneva un bel ragazzo, ma il perno della loro relazione alla fine era Marina, non lui. Non capiva i meccanismi per i quali Giacomo mostrava un interesse particolare verso di lui. Tanto particolare da scopare Marina e pensare a lui.

" Vedi Roberto, non me ne volere, io a te l'ho dovuto dire e mi sono tolto un peso. Sono consapevole che questo non cambia assolutamente niente. Non sono corrisposto ed è chiaro questo, non mi aspetto altrimenti. Però lo volevo dire, anche per parlarne con qualcuno. Questa situazione mi ha condotto persino a ricorrere ad uno psicologo."

"E lo psicologo che ti ha detto? Non è che facendo sesso a tre ed avendo rapporti così intimi con me, hai finito per diventare bisessuale?"

"No, lo psicologo non mi ha detto assolutamente nulla del genere. Mi ha fatto parlare, ed esprimere ogni sensazione che provavo, lo ha annotato su un taccuino, poi ha detto che è una cosa poco interessante clinicamente. Nel senso che a quanto pare è molto comune e non c'è da correggere niente. Poi ha aggiunto: vuole fare una terapia per smettere di mangiarsi le unghie piuttosto? Sto lavorando su quello al momento. Mi ha detto che è una tendenza autolesionista, quella sì, che è da correggere."

Roberto sentiva smorzarsi la tensione piano piano. Quello che gli sembrava assurdo iniziava a collocarsi nella sua testa come una normalità. Non sapeva se fosse l'effetto del Martini, o le parole convincenti dello psicologo. Due amici si vogliono bene, e questo va benissimo, però era la passione erotica la cosa che non riusciva a capire.

"Sai che io non credo che riuscirei ad eccitarmi solo con un maschio. Se vogliamo essere onesti, visto che ci siamo raccontati tutto e senza peli sulla lingua, un paio di volte mi hai messo le mani sul sedere ed a me è piaciuto. Forse un brivido erotico in quel momento c'è stato, ma non ne sono certo perché c'era Marina sotto di me, nel senso che la stavo scopando. Il fatto è però che quando mi hai toccato il sedere ho sentito un brivido che mi ha fatto indurire di più.

"Si, credo di averti sfiorato il buco del culo mentre ti spingevo a fondo dentro la figa di Marina" disse Giacomo.

Roberto iniziava a capire di più, anche su ciò che erroneamente è definito sessuale ed invece è erogeno.
Il sistema nervoso manda stimoli al cervello che si trasformano in eros. Se ne discusse ampiamente di questi aspetti. La confidenza tra i due divenne totale. Mai e poi mai Roberto avrebbe riferito a qualcuno di questi aspetti erotici, neppure a se stesso. La loro discussione si stava evolvendo in una fase molto intima.

"Ti va se ti tocco il sedere?" Disse Giacomo.

"Accomodati!" Disse Roberto ridendo e scoprendosi una chiappa dalla tuta.
"Però se mi succhi il cazzo è meglio" Aggiunse. "Voglio capire se effettivamente la cosa mi può eccitare o no."

Detto fatto, Roberto si tolse i pantaloni e le mutande stravaccandosi comodo sul divano. Dopo i loro trascorsi a fare le peggio porcate insieme con Marina, imbarazzo i due non ne avevano minimamente. Zero tagliato! E questa "sperimentazione" iniziavano a considerarla un modo divertente per trascorrere la serata.

La succhiata iniziò subito, a pisello del tutto moscio. Giacomo faceva del suo meglio, ma abituato a succhiare clitoridi, non tanto ci riusciva con un involtino di carne poco consistente. Roberto cercava di aiutarsi con la mano. Sentiva la barba di Giacomo fargli il solletico, ma non avvertiva bene la lingua sulla zona giusta. Ci provarono anche in posizioni diverse ed abbastanza a lungo, ma niente. L'eros fatidico non arrivava.
Poi Giacomo prese la mano di Roberto e la portò verso il suo cazzo per fargli vedere quanto era duro. Lo tirò fuori e glielo diede in mano. Poi tolse pure lui i pantaloni, scoprendo quel minchione tutto depilato e durissimo.

Roberto provò a prenderlo a sua volta in bocca, ma l'esperienza era troppo forte per lui, e comunque il suo cazzo era lontanissimo da uno stimolo di tipo erotico. Forse se fosse stato più eccitato ci sarebbe riuscito.
Così dopo averlo tenuto in mano un poco, all'improvviso pensò di girarsi. Ritenendo più accettabile offrirsi da dietro.
Il gioco è gioco, e quando si decide di giocare, bisogna accettare le sue regole. D'altra parte Giacomo non si era sottratto a quella che gli aveva proposto lui.
Giacomo ci mise un secondo a capire.

"Si, è proprio come immaginavo e sognavo di fare. Tesoro, non ti farò male, non ti preoccupare."

Non fu affatto indolore. Anzi. Giacomo affondò il pene nel suo culo in 4 fasi, dalla spinta iniziale sul buco, fino ad entrarlo tutto dentro fino alle palle. Qualche mugolio ci fu, ma Roberto cercò disciplinatamente di mantenere la massima calma anche se il dolore era devastante.
Poi si concentrò sulla luce che proveniva da una lampada paralume a fianco al divano. Si perse dentro quella luce calda ed avvolgente, e finì per non sentire più alcun fastidio. Giacomo lo scopava come un forsennato, ma questo non gli procurava più né dolore né bruciore. Come il culo non fosse il suo.
Poi ad un tratto, inspiegabilmente, notò che la sua erezione si era verificata, proprio nel momento più focoso dell'inculata. Si sollevò un pochino, raggiunse il cazzo con una mano e si fece una sega veloce. Tre lunghi getti di sborra furono la conclusione di questo esperimento così particolare. Mentre Giacomo gli eiaculava dentro il culo una quantità di sperma industriale, Roberto si convinse sempre più che lo spirito di adattamento è l'elemento che meglio sostiene la felicità e l'equilibrio delle persone. Poi corse verso il bagno e si sistemò sul water.
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