Scambio di Coppia
Stasera car sex
25.04.2021 |
2.231 |
11
"Ci riempiamo il viso di saliva tanto è la bramosia e la voglia di sesso che è in noi..."
Mi sono svegliata nel bel mezzo della notte, Marco dorme profondamente, il mattino è ancora lontano e non mi resta che cercare di riacquistare il sonno. Alzo le lenzuola sin sopra la mia testa e mi rannicchio su me stessa con le mani tra le gambe. Il silenzio, il buio ed il contatto con il mio corpo nudo mi sta provocando una sorta di eccitazione. Sento il calore del mio corpo che sale, le mani sono tra le cosce calde, un fremito attraversa il mio corpo. Percepisco anche l’odore del corpo maschio di Marco e del suo sperma che, poche ore fa, è colato sulle lenzuola dopo avermi scopata. Una saetta percorre la mia schiena fino alla mia patatina. Le mani sono già li tra le gambe, distanti pochi centimetri dal mio sesso che mano mano si accende sempre di più. L’odore dello sperma penetra con forza nel mio naso, i miei sensi sono agitati e la mia mano si stacca per cercare il posto dove è caduto. Eccolo, l’ho trovato, le lenzuola sono ancora umide; sfrego la zona con le dita e le porto subito sul mio viso; il profumo è intenso, mi inebria. Metto le dita in bocca succhiandole avidamente cercando il sapore dolceamaro del nettare del maschio, poi, ancora umide le appoggio sulla fica e inizio a masturbarmi. Sono completamente bagnata e con il clitoride gonfio; le dita si muovono velocemente facendosi strada tra le labbra turgide e presto raggiungo l’orgasmo. Stremata, cado in un dolce sonno profondo. L’odore del caffè portato da Marco mi sveglia. E’ sabato mattina e come tutti i fine settimana ci dedichiamo a noi stessi, ai nostri piaceri, alle nostre fantasie erotiche.
Mentre facciamo colazione ci organizziamo per una serata piccante. A Marco eccita l’idea di vedermi con una gang, tra uomini che mi vogliono possedere. Infatti, mentre entra nei particolari della proposta mi accorgo che il suo cazzo prende vigore. La vista di quel pisello che si ingrossa mi stuzzica assai e posata la tazzina di caffe, gli metto una mano negli slip e glielo libero. Mentre continua a propormi le sue fantasie comincio a scappellarlo dolcemente guardandolo negli occhi con la malizia di una femmina vogliosa; la sua cappella violacea è diventata di marmo ed io non mi fermo solo a questa piccola sega ma avvicino la mia bocca per leccarlo. Sento ancora l’odore della sborra, la mia lingua ruota intorno alla cappella nel tentativo di ripulire ogni residuo, la sua asta venosa pulsa, i suoi coglioni sono tesi e caldi. Non voglio farlo venire, lo tengo in tiro per la serata, ma tuttavia non resisto al pensiero di poterlo sentire, anche solo per un momento, dentro di me. Allora lo spingo sul letto a pancia in su, io sono già senza mutande con la fica in fiamme, mi metto sopra di lui, prendo il cazzo e lo indirizzo nel buchino e poi vado giù d’un colpo. Sento l’asta che mi arriva in gola, sensazione che voglio riprovare e quindi lo sflilo e lo reinfilo più volte. Marco mugola come un porco ed allora capisco che è il momento di fermarsi. Il suo cazzo è lucido ed avvolto dai miei umori che gocciano per tutta l’asta fino a fermarsi sui testicoli. E’ un peccato sprecare tanta bontà e quindi con la lingua ripulisco tutto.
Per questa sera ho deciso, car sex. Anche se non completamente convito Marco accetta la proposta ma al patto che se si fossero avvicinati più singoli io avrei dovuto soddisfarli tutti.
La serata è cominciata, siamo parcheggiati, intorno a noi un buon numero di auto. Mi apro la camicetta e tiro fuori le tette, alzo la minigonna per mostrare le autoreggenti e le cosce. Marco lo tira fuori e comincia a menarselo mentre mi guarda eccitato. Allargo più che posso le gambe mettendone una sul cruscotto; ora il mio sesso è aperto e pronto per farsi usare. Poco dopo si avvicina un tipo, è buio e non riesco a capire come sia fatto; ma poco importa, sono eccitata e disposta ad accettare tutto e tutti. IL suo cazzo è già fuori dai pantaloni ma non è dritto, allora lo prendo e comincio a scappellarlo. Sento che si ingrossa tra le mani e per affrettare i tempi lo tiro a me e dal finestrino glielo prendo in bocca fino a farlo diventare duro. Apro lo sportello e con uno sguardo voluttuoso lo invito a dedicarsi a me; la sua mano cerca le mie tette, le dita stuzzicano i capezzoli per farli crescere ed indurire. Pochi istanti ed è subito fra le mie mutandine alla ricerca del mio sesso. Con stupore mi dice di non aver mai visto una fica così bagnata; questo lo eccitava molto a tal punto che il suo cazzo, che nel frattempo stavo masturbando, inaspettatamente mi spruzza una quantità enorme di sborra sul seno e sulla pancia. L’esperienza, durata troppo poco, mi ha lasciato, per così dire, all’asciutto. Marco mi propone, quindi, di scendere dall’auto per cercare qualcosa di più coinvolgente ed interessante. Girando nel buio del contesto, ci accorgiamo dei movimenti in un auto e una volta avvicinati, ci rendiamo conto che all’interno della stessa c’è una coppia che scopa; lei, completamente nuda sopra di lui che pompa. Lo sportello è aperto e Marco si avvicina per primo tirandosi fuori l’uccello. La donna, senza perdere il ritmo della scopata, prende in mano in cazzo di Marco e lo sega. Visto lo spazio ristretto sono andata dall’altra parte dell’auto ho aperto lo sportello e mi sono accomodata sul sedile accanto alla coppia. Aperte bene le cosce ho preso la mano dell’uomo e l’ho portata sulla mia fica per farmi fare un bel ditalino. Nel frattempo la mia mano si intrufola tra i loro corpi cercando i loro sessi impegnati nell’amplesso. Sento il suo cazzo che entra ed esce dalla fica, i suoi testicoli bagnati degli umori di lei che colano come se fosse un rubinetto. Allora spalmo la sua cremina sui testicoli e le cosce di lui fino ad arrivare in prossimità del suo buchino. Dai mugolii capisco che non gli dispiacerebbe se mi spingessi più avanti e così ho fatto. Tranne che con Marco, è la prima volta che mi dedico al culetto di un uomo. Cerco di raccogliere gli umori di lei per portarli sul buchino e lubrificarlo bene affinchè il mio dito possa penetrarlo per dargli piacere. Il massaggio, che ha reso morbido l’ingresso, lascia che il mio dito cominci a farsi strada. E’ una bella sensazione sentire lo sfintere che avvolge il dito stringendolo e nel contempo vedere l’uomo contorcersi dal piacere. La donna, che nel frattempo si è accorta di quello cha sto facendo mi incita a continuare; sente che la situazione sta facendo diventare il cazzo più grosso e più duro del solito. Come un’assatanata mi chiede di infilare due dita insieme. L’idea mi fa salire di giri e non mi faccio pregare e spingo le due dita dentro di lui. La cosa gli sta dando piacere e in un attimo comincia a mugolare gridando di stare per sborrare. Io non tolgo le dita perché voglio continuare a sentire fino alla fine le contrazioni del suo corpo che stava spruzzando sperma. Lei si solleva per mostrare a tutti l’uccello del suo uomo che viene imbrattando la pancia ed il petto. Sborra come una fontana sembra non finire mai e più io spingo le dita e più lui spruzza. Le nostre mani sono ora su di lui a toccare la sborra calda e spalmarla sul suo cazzo ancora duro. Sono rimasta seduta sul sedile con le cosce larghe e bramose e lei, intuita la mia voglia, si piega su di me per masturbarmi. La mano sfiora il mio clitoride mentre le sue tette sballottano sul mio viso ed io cerco con la lingua i suoi capezzoli grossi e duri. Le chiedo di baciarmi; le nostre lingue, senza esitazioni, si incrociano avidamente e con passione. Ci riempiamo il viso di saliva tanto è la bramosia e la voglia di sesso che è in noi. Siamo scomode e lei mi chiede di spostarci sui sedili posteriori perché vorrebbe baciare e leccare il mio sesso. Mi sdraio sul sedile e lei china in ginocchio sopra di me con la testa fra le cosce si dedica al piacere della mia fica. Le stringo la testa a me, carezzo i suoi capelli mentre sono nell’estasi più totale provocata dalla sua calda lingua. Marco, dall’altra parte si mette sopra di me cercando di mettere l’uccello in bocca. Il mio corpo trema, la sensazione dell’orgasmo si avvicina sempre di più ed il pensiero che la sua lingua possa accogliere la mia sborra mi fa trasalire facendomi esplodere in uno dei più bei orgasmi mai avuti. Lei, però, continua a leccarmi la fica, le cosce, ha ancora voglia di me. Marco fa il giro e gli si mette dietro con l’intenzione di scoparla. Lei, a pecorina su di me, si lascia penetrare. La sua testa fra le mie cosce segue i sussulti provocati dalle pompate di Marco. La sua lingua è ancora sul mio clitoride che cerca di darmi altro piacere. Sono da poco venuta e sarebbe difficile raggiungere un altro orgasmo ma, Marco, che mi conosce molto bene, ha la chiave giusta. Interrompe la scopata e appoggia il cazzo nel buchino del sedere di lei. Mentre i miei occhi incociano i suoi capisco quali siano le sue intenzioni che trovano conferma quando lo vedo raccogliere la sua saliva con le dita per lubrificare il suo uccello. La stava prendendo dietro. Lei, sentita la pressione del cazzo di Marco non fa opposizione, anzi con le mani aiuta marco ad indirizzare meglio la cappella. La sua smorfia di dolore è il segnale che il cazzo sta entrando dentro il suo corpo voglioso. La scena e la lingua di lei che si muove freneticamente sulla mia fica mi fa esplodere per la seconda volta. Anche Marco non si trattiene più e riempie il suo preservativo di sborra. Paghi e soddisfatti ci accasciamo tutti e quattro sui sedili.
A proposito, io sono Laura.
Baci a tutti
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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