tradimenti
Lavori in casa
04.02.2022 |
2.420 |
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"Con il cazzo sborrato e ancora dritto lui la voleva scopare; aveva voglia di possederla di mettergli l’uccello dentro la fica..."
Era giunta la primavera e con Laura, mia moglie, decidemmo di dare una ripulita ai muri dell’appartamento. Trovammo, su internet, il nominativo di un pittore e lo convocammo per mostrare il lavoro e stabilire il preventivo. Si presentò un uomo sui 45 anni, moro, magro, non era italiano, ma parlava benissimo la nostra lingua. Durante il tour dell’appartamento l’uomo si distraeva spesso per guardare Laura, pensava di passare inosservato ma io mi accorsi di tutto. Il fatto che non ponesse la giusta attenzione al lavoro mi fece, dapprima, innervosire. Ma, sinceramente, era da capire perché Laura è una gran bella topa. Tutto sommato la cosa eccitava un pò anche le mie fantasie. Decidemmo, quindi, di affidargli il lavoro.
La sera, nel lettone, mentre ci facevamo le coccole, feci notare a Laura che era stata oggetto di particolari attenzioni da parte del pittore; lei, impunemente, confessò di essersene accorta e che la cosa l’aveva alquanto intrigata.
Approfittai per sussurrarle alcune fantasie maialine che avevano come soggetto loro due ; volevo farla salire di giri per far decollare la serata e divertirci un pò. Non fu necessario agitarla più di tanto perché le sue mani, non appena cominciati i sussurri, non tardarono a cercare la patta del pigiama. Con stupore trovò il mio cazzo semiduro già fuori e prese a segarlo scappellandolo con estrema dolcezza. Tra le sue calde mani la cappella diventò subito di marmo ed io, con il movimento del bacino, accompagnavo il loro movimento.
Mentre giocava con l’asta di carne mi guardava fisso negli occhi facendo scivolare la lingua sulle labbra umide. Mi avvicinai e le feci sentire il cazzo caldo sul ventre mentre con la lingua limonavo nella sua bocca calda e avida. Continuai a parlarle del pittore, delle sue brame e di tutto quello che le avrebbe fatto se l’avesse avuta sotto mano. Le mie mani, intanto, erano tra le cosce a stuzzicare il clitoride che si era inturgidito. La sua fica divenne un lago di umori che mi eccitò oltremisura.
Le allargai le cosce, con veemenza, e le montai sopra per scoparla; era talmente bagnata che non dovetti neanche indirizzare il cazzo che, scivolando, trovò la sua strada da solo. La scopavo, la baciavo, le stringevo le tette. Ero tra le sue cosce aperte e alzate e in quella posizione mi sentivo completamente dentro di lei; la stavo possedendo profondamente. Lei mi sussurrava le sue fantasie, voleva farmi uscire fuori di testa. Mi diceva di ogni genere di porcate che avrebbe voluto fare con quell’uomo.
Ma una cosa in particolare mi eccitò terribilmente; mi disse che le sarebbe piaciuto segarlo in casa nostra mentre io non c’ero; in pochi attimi il mio cazzo le esplose dentro; fiotti caldi di sperma le riempirono la fica. Avevo svuotato il mio seme dentro il suo ventre accogliente e voglioso.
Mi dispiaceva, però, essere venuto così presto ed averla lasciata a metà; così sfilai l’uccello e mi dedicai a masturbarla. Raccolsi lo sperma che nel frattempo stava colando fuori dalla fica portandolo sul clitoride. I suoi umori e la sborra si unirono e fu molto eccitante provocargli l’orgasmo.
Venne il giorno in cui si diede inizio ai lavori; sarebbero durati una settimana. Il nostro intento era quello di provocare il pittore ed eventualmente coinvolgerlo in un gioco erotico. L’uomo si presentò alle otto del mattino e noi ci facemmo trovare, volutamente, ancora in tenuta da casa. Laura aveva una sottana corta e sopra una vestaglia; le gambe erano nude ed i piedini, molto curati, marchiavano la sua femminilità. Ci accorgemmo che la cosa non passò inosservata, anche perché Laura ci metteva il carico……passava da una stanza all’altra con la vestaglia svolazzante che lasciava intravedere la parte superiore delle cosce nude. Dovevamo uscire per andare a lavorare e avremmo lasciato da solo l’uomo a casa. Volevamo alzare la posta del gioco e provocarlo, e decidemmo di lasciare sul letto, in bella visto, l’intimo usato di Laura. Lo posizionammo in modo tale che, se fosse stato spostato, ce ne saremmo accorti. Laura rientrò in casa prima di me e la prima cosa che fece fu quella di controllare la lingerie. Non era più come l’avevamo sistemata noi; era, quindi, chiaro che lui l’ avesse toccata e spostata. Ma c’è di più, l’interno delle mutandine era bagnato e Laura, annusandolo, capì che l’ odore era di sborra.
Il pittore aveva giocato la sua mossa e risposto alla provocazione. L’indomani, giocammo noi la contromossa. Laura rimase appositamente sola a casa con la scusa che, in occasione dei lavori, avrebbe riordinato alcune cose nell’armadio della camera da letto. Chiese al pittore se avesse potuto darle una mano perché arrampicarsi sulla scala, non la faceva sentire. Il pittore diede subito la sua massima disponibilità….e vorrei vedere……Laura, quel giorno, mise su un abitino leggero, un pò corto con le spalline. Su un piano alto dell’armadio posizionammo un dildo di gomma un po in bilico che sarebbe dovuto, accidentalmente, cadere. Laura era sulla scala e lui sotto, direi imbambolato, perché aveva dinanzi a se un bel panorama; le gambe nude erano davvero troppo vicine ed invitanti. Laura perdeva tempo sulla scala; muoveva le gambe in modo da permetterne lo sbirciamento. Era eccitata ed il pensiero di non sapere cosa sarebbe potuto accaduto di li a poco la faceva andare fuori di testa. Fece, quindi, cadere, il dildo.
L’uomo, piacevolmente sorpreso, cambiò espressione facendo trasparire la propria eccitazione – Laura, invece, con un timido imbarazzo prese, con delicatezza, il dildo dalle mani del pittore e con gli occhi abbassati cominciò a recitare una sorta di confessione con la quale intendeva giustificare il possesso dell’attrezzo. Mentre parlava le sue mani scivolavano, sensualmente, sul pene di gomma simulando la masturbazione. Laura era ancora sulla scala, con il suo corpo voluttuoso e provocante; ormai il ghiaccio era rotto e lui non perse tempo posandole delicatamente le mani sulle gambe. Con modi gentili ma decisi continuò facendole scivolare sulla pelle di seta alla ricerca delle parti più intime. Fu sorpendente ed emozionante trovarla senza le mutandine, pronta per essere carezzata. Le dita della sua una mano, grande e rozzamente maschile, cercavano di farsi strada tra le cosce calde e carnose alla ricerca della fica. Ma Laura, che voleva infiammare il gioco, più di quanto già non lo fosse, non aprì subito le gambe, non gli concesse subito di arrivare al sodo; si voltò di spalle e sollevando il vestitino mostrò il suo bel culo tondo e sodo. Il suo corpo era leggermente piegato, così da consentire all’uomo di godere della visione completa del suo sesso. La lingua dell’uomo si prodigò per darle subito il piacere che lei cercava; partendo dal clitoride, con movimenti lenti e ritmici, e arrivando fino al suo buchino del sedere.
Laura era una vera porca e per eccitarlo ulteriormente, allargò, con le mani, i suoi glutei per permettergli di entrare più a fondo possibile. La lingua che si soffermava sul buchino, le dava un piacere intenso che la faceva mugolare e bagnare ancor di più. Sentiva che l’uomo la leccava e assaporava i suoi umori che colavano dalle labbra copiosamente. Quella sensazione era troppo intensa ed incontenibile e poco dopo ebbe l’orgasmo. Dovette farsi aiutare per scendere perchè le gambe le tremavano a causa dell’intenso orgasmo.
Si trovò seduta sul letto con l’uomo in piedi davanti al suo viso che, freneticamente, si stava abbassando la tuta da lavoro. Dalle mutande usci fuori un bel cazzo di notevoli dimensioni. Lo prese con due dita appoggiandolo sulle labbra di Laura che, ancora non pienamente rientrata in sé, non esitò a leccarlo. Afferrato dalla base lo ingoiò tutto fino a farlo sparire. Era duro e aveva un sapore di maschio. Cominciò a pomparlo senza fermarsi mai; la saliva lo aveva reso viscido e scivoloso; la cappella violacea e lucida si gonfiava sempre più. Le mani di lui le accompagnavano la testa in sincronia con le pompate del pisello. La lingua roteava intorno alla cappella mentre l’asta scompariva tutta nella bocca profonda, fino alle palle. All’improvviso le urlò che stava venendo, Laura non si tolse, aveva voglia di sentire il maschio che godeva nella sua bocca. La cappella gli spruzzo una serie di schizzi caldi di sborra che non inghiottì ma fece colare sull’asta di carne spalmandola sui coglioni e sulla pancia. L’odore dello sperma era intenso ed inebriante. Laura non resistette e con la lingua lo raccolse per assaporarlo.
Con il cazzo sborrato e ancora dritto lui la voleva scopare; aveva voglia di possederla di mettergli l’uccello dentro la fica. Laura non volle perché disse che, di li a poco, sarei tornato io a casa. Gli promise, però, che in settimana, lo avrebbero fatto ancora e che si sarebbe fatta scopare in tutti i modi.
Quella notte, passata insieme a Laura, nel lettone, fu di fuoco perché, mentre la scopavo, le chiedevo tutti i particolari dell’incontro. La scopai come poche volte accaduto, e la presi anche da dietro. Si, mi pregò lei di essere presa e sodomizzata. Voleva sentirsi completamente mia, voleva sentire tutto il mio cazzo dentro di se; voleva essere riempita con il mio seme caldo. Che notte ragazzi!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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