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Al mare con il fisioterapista


di Angeldream
09.09.2026    |    4.377    |    3 9.6
"«Questa sarebbe la signora timida che avevo fatto entrare mezz’ora fa?» «Fabio… non fermarti..."
Elena si trovava immersa in un’atmosfera che sembrava sospesa fuori dal tempo. Il piccolo appartamento a pochi metri dalla riva aveva qualcosa di intimo e quasi irreale: dalla finestra socchiusa entravano il rumore regolare delle onde e l’odore salmastro del mare, mentre alcune candele al sandalo e alla vaniglia diffondevano una luce calda sulle pareti. Era finalmente arrivato il momento di quell’incontro programmato e rimandato per mesi.

Fabio, fisioterapista bolognese e grande amante dei cavalli, aveva preparato tutto con cura. Elena lo conosceva ormai attraverso tanti messaggi, ma trovarselo davanti era completamente diverso. Alto, sicuro, con quelle mani grandi che il suo mestiere aveva reso precise ed esperte, aveva una presenza rassicurante e allo stesso tempo decisamente maschile.

Luca era con loro, ma dopo i primi minuti aveva deciso di sistemarsi nell’altra stanza. Quella presenza discreta, a pochi metri di distanza, rendeva la situazione ancora più particolare: Elena sapeva che suo marito era lì e che volontariamente le stava concedendo quello spazio.

Fabio mantenne inizialmente quel tono quasi professionale che tanto divertiva Elena.

«Si accomodi, signora Elena. Adesso si rilassi.»

Lei sorrise. «Dopo mesi che ci scriviamo mi dai ancora del lei?»

«Proprio perché ci scriviamo da mesi. Voglio vedere quanto dura la signora seria.»

Elena si distese a faccia in giù sul lettino. Fabio cominciò dalle spalle, esercitando una pressione lenta e decisa, scendendo progressivamente lungo la schiena. All’inizio era davvero il tocco di un fisioterapista: preciso, controllato, quasi clinico. Ma più Elena si rilassava, più la distanza fra loro sembrava diminuire.

Quando le mani raggiunsero i fianchi e poi le cosce, Elena trattenne involontariamente il respiro.

Fabio se ne accorse.

«Tutto bene, signora?»

«Benissimo.»

«Non sembra.»

«Forse è lei che mi rende nervosa, dottore.»

Fabio sorrise.

Dopo qualche minuto la invitò a cambiare posizione.

«Si metta a quattro zampe.»

Elena si voltò verso di lui, cercando di capire quanto ci fosse ancora del fisioterapista in quella richiesta. Poi obbedì, appoggiando le braccia sul lettino.

In quella posizione le rotondità del suo fondoschiena diventavano particolarmente evidenti. Fabio rimase per qualche secondo a guardarla: era proprio quella parte del corpo di Elena che nelle fotografie lo aveva sempre colpito, ma dal vivo la trovava ancora più provocante. Il vestito si era leggermente sollevato e gli slip semitrasparenti lasciavano intuire molto più di quanto nascondessero.

«Devo confessartelo, Elena.»

«Cosa?»

«Quel sedere mi aveva già fatto perdere parecchio tempo a fantasticare.»

Elena girò appena il viso.

«Solo quello?»

«Non provocarmi.»

Lei accentuò leggermente la posizione quasi apposta.

Fabio riprese il massaggio sulle natiche, prima con movimenti circolari, ampi e lenti, poi sempre più decisi. Elena percepiva la differenza fra il massaggio professionale dei primi minuti e quello che stava accadendo adesso.

Fu allora che notò il rigonfiamento evidente sotto i pantaloni di Fabio.

Lui seguì il suo sguardo e non fece alcun tentativo di nasconderlo.

«Vede cosa combina, signora Elena?»

Lei rise.

Fabio le fece cenno di scendere dal lettino.

«Elena… inginocchiati.»

Questa volta il “lei” era scomparso.

Lei scese lentamente in ginocchio davanti a lui. Prima lo osservò, poi cominciò a sfiorarlo attraverso i pantaloni. Quando lo liberò, lo prese fra entrambe le mani, sentendolo diventare progressivamente più duro e pieno sotto le sue dita.

Iniziò a masturbarlo con due mani, lentamente, osservando soprattutto la sua espressione. Era quello che la intrigava: vedere un uomo tanto sicuro perdere progressivamente il controllo proprio per ciò che lei gli stava facendo.

Fabio le passò una mano fra i capelli e la guidò verso di sé. Elena aprì la bocca e iniziò a praticargli sesso orale, alternando movimenti lenti e più profondi mentre continuava a guardarlo.

«Elena… sei incredibile.»

Lei si fermò soltanto un istante.

«E la signora dov’è finita?»

«La signora mi sembra sparita da un pezzo.»

Fabio, ormai completamente eccitato, le propose di continuare anche fra i seni. Elena lo accolse tra le proprie forme e lo stimolò ritmicamente, stringendolo e osservando quanto rapidamente reagisse.

Quando sentì che Fabio era prossimo al culmine, Elena tornò davanti a lui. Fabio continuò a masturbarsi e infine eiaculò sul suo viso.

Rimasero immobili qualche secondo.

«Guarda cosa mi fai fare», le disse con il respiro ancora accelerato.

Elena sorrise e si pulì appena una guancia.

«E siamo partiti da un massaggio alla schiena.»

Dall’altra stanza arrivò un piccolo rumore.

Entrambi pensarono immediatamente a Luca.

Fabio abbassò la voce.

«È incredibile sapere che tuo marito è a pochi metri.»

Elena lo guardò.

«È proprio questo che rende tutto ancora più eccitante.»

Fabio la fece alzare e la accompagnò verso la parete. Elena appoggiò il seno e il viso contro la superficie fresca, lasciando il fondoschiena completamente rivolto verso di lui.

Fabio rimase dietro di lei.

«Sei bellissima, Elena.»

Le afferrò i fianchi.

«Adesso voglio sentirti.»

Quando iniziò a penetrarla da dietro, Elena trattenne inizialmente il respiro. Fabio procedette lentamente, aspettando che il suo corpo lo accogliesse, poi cominciò a muoversi con maggiore sicurezza.

Elena lasciò uscire i primi gemiti.

Fabio aumentò il ritmo.

«Così?»

«Più forte.»

Le mani di lui si chiusero sui suoi fianchi mentre le spinte diventavano più energiche.

Elena cominciò a gemere molto più apertamente, dimenticandosi quasi che Luca fosse nella stanza accanto.

«Non fermarti, Fabio.»

Lui si piegò su di lei.

«Sei arrivata qui tutta seria… guarda come sei diventata.»

Elena cercò di voltarsi.

Fabio la trattenne per i fianchi.

«La mia Elena di Troia.»

Lei rise fra un gemito e l’altro.

«Continua a chiamarmi così e poi vediamo chi perde il controllo.»

Fabio riprese con spinte più decise, mentre Elena assecondava spontaneamente il movimento del suo corpo.

A un certo punto lui rallentò.

Elena protestò immediatamente.

«Perché ti fermi?»

Fabio sorrise.

«Questa sarebbe la signora timida che avevo fatto entrare mezz’ora fa?»

«Fabio… non fermarti.»

Lui obbedì.

Dopo quella prima parte dell’incontro, però, Fabio le confessò una fantasia ulteriore.

«Elena, c’è un’altra cosa che vorrei provare con te.»

Lei comprese quasi immediatamente.

«Il mio sedere?»

Fabio annuì.

Elena esitò.

«Non l’ho mai fatto, Fabio.»

Lui prese l’olio utilizzato per il massaggio e lo scaldò fra le mani.

«Allora decidiamo insieme. Se vuoi provare, facciamo tutto lentamente. Appena vuoi fermarti, me lo dici.»

Elena rimase in silenzio qualche secondo.

Poi annuì.

Fabio la fece tornare sul lettino e iniziò a prepararla lentamente. Distribuì l’olio caldo sulle natiche e intorno all’ano, massaggiandola finché sentì il suo corpo rilassarsi. Cominciò con un dito, entrando gradualmente e fermandosi quando percepiva maggiore tensione.

«Respira.»

Elena inspirò profondamente.

«Così?»

«Sì.»

Dopo qualche minuto Fabio aggiunse un secondo dito e successivamente un terzo, muovendoli lentamente per dilatarla.

«Stai bene?»

Elena annuì, con il respiro ormai molto più rapido.

«Continua.»

Quando si sentì pronta, Fabio la rimise a quattro zampe. Il suo fondoschiena, lucido d’olio, era completamente esposto davanti a lui.

Fabio la guardò ancora una volta.

«Sei sicura?»

Elena voltò il viso.

«Sì.»

Fabio si posizionò dietro di lei. Il suo membro era nuovamente completamente duro e pulsante. Lo guidò lentamente verso l’apertura e iniziò a entrare con estrema gradualità.

Elena irrigidì inizialmente le braccia.

Fabio si fermò.

«Aspetto.»

Lei respirò profondamente.

«Continua piano.»

Lui avanzò poco alla volta, sentendo la forte resistenza iniziale cedere progressivamente. Quando fu entrato maggiormente, rimase immobile per permetterle di abituarsi.

«Fabio…»

«Dimmi.»

«Adesso muoviti.»

Le prime spinte furono lente e controllate. Elena percepiva quella sensazione nuova con un’intensità che inizialmente non sapeva interpretare; poi il suo corpo cominciò gradualmente ad assecondare quello di Fabio.

I gemiti tornarono.

«Così va bene?»

«Sì…»

Fabio aumentò leggermente il ritmo.

Elena strinse le mani sul lettino.

«Più forte.»

Lui la afferrò saldamente per i fianchi e le spinte diventarono progressivamente più energiche.

«E questa sarebbe la prima volta, Elena?»

Lei non riuscì quasi a rispondergli.

Fabio tornò a provocarla:

«La mia Elena di Troia…»

Elena girò il viso verso di lui.

«Allora non fermarti!»

Le spinte divennero più profonde e ritmate mentre Elena gemeva apertamente. Sapere che Luca era appena oltre quella porta rendeva tutto ancora più surreale: il marito le aveva lasciato quello spazio e adesso poteva sentire quanto completamente sua moglie si fosse abbandonata all’esperienza.

Quando Fabio sentì avvicinarsi nuovamente l’orgasmo, rallentò, poi si ritirò. Elena si voltò verso di lui e Fabio concluse ancora una volta sul suo viso.

Per qualche secondo nessuno parlò.

Si sentivano soltanto i loro respiri e, dalla finestra, il rumore delle onde.

Elena rimase seduta sul bordo del lettino, spettinata, ancora accaldata e soprattutto incredula per quanto lontano si fosse spinta rispetto alla donna che era entrata poco prima in quell’appartamento.

Fabio le porse un asciugamano.

«Tutto bene, signora Elena?»

Lei lo guardò e scoppiò a ridere.

«Adesso ricominci con il lei?»

«Mi sembrava il momento perfetto.»

Elena si pulì il viso, poi rimase qualche secondo in silenzio.

«Sai cosa mi fa impressione?»

«Cosa?»

«Che tutto questo è partito da un semplice annuncio di Luca e da qualche messaggio. E abbiamo rimandato questo incontro per mesi. Non avrei mai immaginato di lasciarmi andare così.»

Fabio le accarezzò i capelli.

Elena guardò verso la porta dietro la quale si trovava Luca, poi nuovamente Fabio.

«La prossima volta, però, non aspettiamo altri mesi.»
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