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IL BRINDISI PROIBITO (preview)


di Membro VIP di Annunci69.it Himeros78
22.12.2025    |    1.842    |    2 9.5
"Mi eccitava vederli così: due uomini consapevoli che, da lì in avanti, sarei stata io a guidare il gioco..."
IL BRINDISI PROIBITO

La sala era quasi vuota, il film scorreva sullo schermo ma io avevo altro in testa. Mio marito si era messo accanto a me e già sapevo cosa desiderava: che mi lasciassi andare, che lo rendessi spettatore e complice allo stesso tempo.
Quando sentii la sua mano cercarmi, capii subito. Si sbottonò i pantaloni e tirò fuori il cazzo duro. Io sorrisi e lo presi tra le dita, iniziando a segarlo piano, senza voltarmi, come se fossi totalmente assorbita dal film. Ogni suo sussulto mi eccitava ancora di più.
Il bello fu accorgermi che l’uomo seduto dall’altro lato mi stava osservando. Lo colsi con la coda dell’occhio: occhi fissi sulla mia mano che scorreva lenta, labbra socchiuse, respiro trattenuto. E quando anche lui tirò fuori il suo cazzo, gonfio e teso, sentii un brivido scorrermi lungo la schiena.
Non potevo resistere: allungai l’altra mano e iniziai a segare anche lui. Due cazzi duri sotto il mio controllo, uno mio marito e l’altro un perfetto sconosciuto. Il cuore mi batteva all’impazzata, mi sentivo padrona di entrambi, lì, nell’ombra di quella sala silenziosa.
Quando vennero, lo fecero quasi insieme, sporcandomi le dita con lo sperma caldo. Mi fermai un attimo ad assaporare quella sensazione: due uomini che avevo fatto godere davanti a tutti, senza che nessuno se ne accorgesse.
Alla fine del film mi voltai verso lo sconosciuto, lo guardai negli occhi e dissi con un sorriso complice:
«Ti va di bere qualcosa con noi? È tempo di conoscerci meglio.»

Uscimmo insieme nella notte, con addosso l’odore del sesso e la promessa di altre follie.
Ci sedemmo a un tavolino in un bar poco lontano dal cinema. L’aria era fresca, ma io avevo ancora il calore della sala addosso e le mani che mi bruciavano per quello che avevo appena fatto.
Marco si presentò in modo cordiale e galante: non era un chiunque. Aveva lo sguardo ancora acceso, le pupille dilatate come se la mia mano fosse ancora su di lui. Mio marito lo fissava con quell’aria complice che solo io so leggere, un misto di eccitazione e orgoglio per ciò che mi aveva vista fare.
Bevemmo qualcosa e, tra un sorso e l’altro, non smettevo di giocare. Ma la vera sorpresa fu lui: sapeva reggere il gioco con naturalezza, alternando seduzione e ironia, lasciandomi andare per poi riprendermi con i suoi modi brillanti e quel sorriso capace di spogliarti dentro senza nemmeno toccarti.
Le mie gambe sfioravano le sue sotto il tavolo, mentre la mia mano accarezzava distrattamente la coscia di mio marito. Parlavo di banalità, di quanto fosse noioso il film, ma con un’espressione maliziosa e un tono basso, carico di sottintesi.
«Ti sei divertito?» chiesi a Marco, guardandolo negli occhi.
«Più di quanto immagini, anche se sento che questa notte ha ancora delle sorprese da offrire» rispose lui, con un mezzo sorriso.
Mi eccitava vederli così: due uomini consapevoli che, da lì in avanti, sarei stata io a guidare il gioco. Sentivo che la serata stava appena iniziando. Mi bagnavo solo all’idea di portarli entrambi in un posto dove non avrei più dovuto trattenermi.
Appoggiai la mano sul ginocchio di Marco, salendo lentamente, mentre con l’altra intrecciavo le dita con quelle di mio marito. Li sentivo tesi, pronti. Io avevo deciso: quella notte non sarebbe finita lì.
Lo guardai, poi mi voltai verso mio marito e lo baciai. Non un bacio qualsiasi: affondai la lingua nella sua bocca, lenta, profonda, lasciando che Marco potesse vedere ogni dettaglio, ogni intreccio bagnato che ci univa. Mi eccitava mostrare a un altro uomo l’intimità con mio marito, la naturalezza con cui lo desideravo.
Quando mi staccai, avevo ancora il sapore di lui sulle labbra. Li guardai entrambi, prima l’uno poi l’altro, alternando lo sguardo come a volerli legare con il mio desiderio. Un sorriso malizioso mi sfuggì spontaneo.
«Ho lasciato una bottiglia di champagne in frigo prima di uscire» disse Marco con voce calma ma carica di sottintesi. «Non riesco a immaginare un momento migliore di questo per aprirla. Siete d’accordo?»
Il silenzio durò un attimo, ma i loro occhi dissero tutto. Marco si sistemò sulla sedia, come se non vedesse l’ora di alzarsi. Mio marito mi strinse la mano sotto il tavolo, complice, ansioso di vedermi andare fino in fondo.
Io ero pronta a guidarli entrambi...

Tratto da "Gocce di Peccato - Perle di Donna" di Himeros M.
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