tradimenti
Il dubbio
Mat2570
01.02.2026 |
1.780 |
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"Realizzò che in quegli istanti la sua presenza stava dando piacere a due persone contemporaneamente e questo lo inorgogliva aumentando la sua eccitazione..."
Marco era seduto al tavolo del locale con lo sguardo rivolto verso la porta di ingresso. Stava aspettando Daniela.Si erano conosciuti vent’anni prima grazie al lavoro, lei poco più che ventenne lui di dieci più grande. Avevano cominciato una storia. Sesso, solo quello, piacevole ed appagante nonostante lei fosse sposata da soli tre mesi. Era durata un paio d’anni, a spizzichi e bocconi, poi si erano persi di vista. Nessun rancore, nessun rimpianto.. era semplicemente andata così.
Marco l’aveva incrociata casualmente una settimana prima su uno di quei social che raramente usava. Ispirato, incuriosito le aveva mandato un messaggio senza nemmeno sperare nella risposta. Che invece arrivò celere.
Poche battute, una telefonata e fissare l’appuntamento venne naturale.
Il locale era uno di quelli affollati della movida cittadina dove ci si ritrovava per gli aperitivi.
D’un tratto Daniela entrò e Marco la vide arrivare verso di sè.
La bellezza prorompente ed audace dei vent’anni si era trasformata. Le curve della donna si erano ammorbidite e le rughe d’espressione del volto avevano aumentato il fascino di quella che non era più una fanciulla. Era molto sexy all’epoca.. la maturità l’aveva migliorata.
Marco si alzò per andarle incontro. Un abbraccio, i baci sulle guance, i sorrisi.
Nei giorni precedenti avevano immaginato tutto ed il contrario di tutto in merito a quell’incontro dopo tanto tempo. Avevano un nitido ricordo di quanta tensione erotica li aveva uniti in passato. Anche la curiosità di capire se esistesse ancora.
Marco era rimasto curato, affascinante, tenebroso. Un uomo al quale Daniela non seppe resistere all’epoca. Si era presentata all’incontro fasciata in un abitino molto corto che metteva in risalto tutta la sua grazie e la sua voglia di mostrarsi femmina…per non correre il rischio di sbagliare..
Non ci fu bisogno di rompere il ghiaccio: non c’era. Cominciarono a chiacchierare con un prosecco sul tavolo come se il tempo non fosse mai passato. Si raccontarono delle loro vite di quegli anni, delle conoscenze comuni, dei nuovi lavori. Nessuna domanda sui motivi per cui si erano persi di vista e sul perché fosse stato così semplice ed immediato il ritrovarsi dopo tanto tempo.
Il tavolino era stretto e le distanze tra i due molto corte. Gli sguardi cominciarono ad incrociarsi con malizia dopo il secondo bicchiere. Non c’era tensione, non c’era ansia, ed il vino aiutava...
Bastarono pochi istanti per ristabilire la connessione mentale di un tempo. Pochi minuti sufficienti a capire che i loro corpi si attraevano ancora.
I ricordi delle sensazioni provate un tempo tornarono a galla man mano che la conversazione proseguì. Ma non ne parlavano apertamente. Entrambi li stavano usando come una sorta di afrodisiaco che impreziosiva la conversazione, senza confessarlo, senza dirselo.
La sala era affollata, c’era anche gente in piedi al bancone, la musica abbastanza alta.
Le distanze si ridussero ancora. Gli sguardi divennero più profondi.
Marco provò ad allungare una mano verso la sua appoggiata sul tavolo sfiorandole le dita. Un primo approccio senza bisogno di parole. La risposta della donna fu chiara.. Accolse la mano dell’uomo intrecciandone le dita. Allo stesso tempo con il piede cominciò a sfiorargli il polpaccio sotto il tavolo.
Il desiderio del corpo dell’altro ormai era dichiarato, condiviso. Era evidente che si “volessero” ancora, magari quella sera stessa.
La bottiglia di vino non era ancora finita quando Marco decise che era ora di uscire dal locale. Il piano era quello di portarla a casa sua per dare sfogo alle pulsioni che ormai non riusciva a soffocare. Si avvicinò all’orecchio della donna per sussurrarle di andare da lui quando lei ricevette un messaggio.
Lo lesse e confessò che era il suo compagno che chiedeva a che ora sarebbe tornata.
In ossequio ad una delle sue ferree regole Marco non le aveva chiesto se fosse impegnata. Non faceva mai domande le cui risposte non gli sarebbero interessate. E che Daniela fosse impegnata o meno era trascurabile.
Non era un tipo da scomporsi, anche se la sua eccitazione stava montando sempre di più.
Avrebbe preso volentieri la direzione di casa portandola con sè per strapparle i vestiti di dosso appena varcata la soglia dell’ingresso.
Però Daniela doveva rientrare e, visto che era arrivata in taxi, chiese a lui di riaccompagnarla.
Marco acconsentì, senza fare una piega. Era indubbio però che quella notizia era arrivata come una secchiata di acqua gelida sul fuoco che gli si era acceso dentro.
Si alzarono insieme e lei si strinse al suo braccio come fossero una coppia che si frequentava da anni. Lo prese per mano intrecciando le sue dita come a volerlo legare a sé, aumentando la superficie di contatto della loro pelle. Lo conosceva bene e sapeva che quei piccoli gesti, il contatto fisico eccitavano Marco. Lo stava tenendo in pugno.
Ma Marco non era una persona arrendevole e per abitudine pensava sempre in positivo. Quella sera sarebbe saltata, ormai, ma le basi per un futuro caldo appuntamento erano comunque state costruite.
Poco dopo aver avviato l’auto Daniela confessò che anche lei era delusa per non poter dar seguito alla serata insieme. Nel farlo allungò la sua mano sulla coscia di Marco. La mosse lentamente sino ad arrivare a toccare l’erezione che l’uomo non riusciva a nascondere nemmeno da seduto.
Fu percorso da un brivido di piacere ancora più grande. Ricordava molto bene quanto a lei piacesse il sesso. Era una di quelle donne che se lo gustavano regalando al partner quel piacere psicologico di onnipotenza che Marco adorava.
La sua eccitazione salì ancora. Faticava a trattenersi dal saltarle addosso, toccarla, vederla godere. Questo Daniela lo sapeva e ci stava giocando come lei sapeva fare. Le piaceva vederlo fremere dalla voglia, le piaceva sentirsi desiderata a quel punto.
Al primo semaforo rosso Marco sganciò la cintura di sicurezza e si sporse verso di lei per baciarla. Le lingue si intrecciarono ed il sapore delle loro bocche risvegliò altri vecchissimi ricordi.
Il semaforo tornò verde ed il clacson della macchina dietro di loro li riportò alla realtà.
Ma le sorprese di quella serata non erano finite. Daniela confessò che Andrea, il suo attuale compagno, era stato tutto il tempo nel locale mimetizzato tra la folla ad osservare il loro tet a tet.
Marco non era un uomo di tante parole, tacque. Era navigato da tante esperienze ma quella situazione era nuova anche per lui. Era comunque un freddo, in grado di saper gestire anche le situazioni impreviste. Capì che era arrivato il momento di ribaltare la prospettiva della serata. Il comando del gioco era in mano a lei e decise di lasciarglielo, curioso di scoprire come sarebbe andata a finire.
Arrivati sotto casa Daniela disse che Andrea era già su e lo invitò a salire per bere un drink tutti insieme. Così fu.
Anche lei era eccitata, forse più di lui ed in ascensore si lanciò in un bacio appassionato e sensuale che non lasciò dubbi su quanto desiderasse scoparselo.
Quando i due entrarono nell’appartamento Andrea era in salone. Accolse la sua donna con un bacio su quelle labbra che pochi istanti prima avevano strapazzato la lingua di Marco. Si presentò porgendo la mano con cordialità.
Marco non fu imbarazzato, ci voleva ben altro per uno come lui. Era piuttosto incuriosito. La sua mente veloce ed analitica era sempre attiva anche quando a comandare il suo corpo erano i livelli di testosterone che Daniela aveva alzato sensibilmente. Davanti a sè aveva diversi scenari. Poteva essere stato invitato per guardarli fare sesso insieme, per farlo in tre, per farlo mentre Andrea avrebbe guardato. L’ultima opzione era quella di essere salito perché utile soltanto a solleticare le fantasie della coppia per poi andare via dopo la chiacchierata.
E gli interessava davvero poco parlare. Di cosa poi? Con qualcuno appena conosciuto? In fondo sino a pochi minuti prima stava provando a portarsi a letto la sua donna. Che argomenti potevano trovare?
Daniela preparò un whiskey per Marco ed i tre si accomodarono. Andrea e compagna sul divano. Marco era di fronte, sulla parte finale della chaise longue dell’altro divano.
Non passarono due minuti che Daniela si mise a cavalcioni su Andrea cominciando a baciarlo. L’uomo cominciò ad accarezzarne il corpo alzandole il vestito sino a sfilarglielo lasciandola con le sole autoreggenti ed il perizoma nero con il quale era uscita di casa.
Dopo qualche attimo sparì anche il reggiseno e la scena di fronte a Marco fu quella di due amanti alle prese con i preliminari.
In quella posizione non lo vedeva nessuno. Daniela era di spalle con il suo gran culo in bella mostra e copriva la visuale anche ad Andrea. Le mani dell’uomo ben presto scesero tra le gambe della sua donna per accarezzarne le labbra della figa ed il clitoride. Daniela fremette e cominciò a respirare sempre più profondamente. Il tocco dell’uomo la faceva già gemere di piacere.
Marco era lì, di fronte, alle prese con la sua erezione nuovamente cresciuta sotto i pantaloni. Il suono dei gemiti di Daniela, la sua energia erano ancora gli stessi di un tempo.
Per qualche istante pensò di intervenire, di spogliarsi, di unirsi a loro. Ma non ne era convinto. L’invito non era arrivato e, nonostante il suo istinto da maschio alfa, temporeggiò.
Il momento era nuovo per Marco. Lui, abituale protagonista dei propri incontri sessuali, ridotto al ruolo di semplice spettatore per la prima volta in vita sua.
Non ci volle molto che Daniela si staccò dal suo uomo. Si giro verso Marco ed andò verso di lui fissandolo negli occhi. Lo sguardo era chiaro, fiero, pieno di desiderio, di voglia di godere.
Lo spinse a sdraiarsi sull’altro divano. Con la maestria che la contraddistingueva sfilò la cintura dei pantaloni dell’uomo, glieli sbottonò e tirò fuori il membro già duro e pulsante. Cominciò ad assaporarlo con la bocca, assaggiando il gusto delle prime gocce che ne avevano già bagnato la punta.. Lo leccò, lo ingoiò, lo preparo a dovere. Poco dopo si rialzò, rivolse le spalle a Marco e fissò negli occhi Andrea che, pochi metri più in là, era diventato spettatore a sua volta.
Allargò le gambe e posizionò il suo sesso sulla bocca di Marco per farselo leccare come un tempo. Quando la lingua dell’uomo cominciò ad accarezzare le labbra fu colta da un fremito. Cominciò a mugolare muovendo il bacino sul viso dell’uomo ormai immobilizzato sotto il suo peso contro la seduta del divano.
Marco non si fermò, continuò ad eseguire il compito che Daniela gli aveva assegnato con diligenza. Più andava avanti più le reazioni di godimento di lei lo caricavano.
Dopo averne goduto per qualche minuto Daniela si chinò per prendersi cura del membro dell’uomo con la propria bocca. I due erano presi in un “69” di fronte ad Andrea che li osservava eccitato toccandosi.
Qualche minuto in quella posizione fu sufficiente per la donna che scivolò più in basso. Sempre voltando la schiena a Marco si mise a cavalcioni sul suo membro e, fissando con lussuria Andrea, premette sullo stesso facendolo entrare dentro di sè.
Si muoveva, se lo sentiva dentro e ne godeva. Gemeva di piacere e lo faceva continuando a fissare negli occhi Andrea, come se quel corpo dentro di lei non fosse di Marco ma fosse quello del suo uomo.
Marco era sotto, con le mani sui fianchi della donna per guidarla nei suoi movimenti. Il suo membro infilato in un posto caldissimo che ricordava bene. Riusciva a vedere lo sguardo compiaciuto di Andrea penetrata da un altro uomo.
Realizzò che in quegli istanti la sua presenza stava dando piacere a due persone contemporaneamente e questo lo inorgogliva aumentando la sua eccitazione.
I mugolii di Daniela cominciarono ad aumentare sino a diventare grida soffocate dal respiro sempre più affannoso. Non ci volle molto e cominciò a sentire i muscoli della donna contrarsi intorno al suo membro. L’orgasmo di Daniela arrivò e fu violento al punto che la contrazione dei muscoli provocarono anche quello di Marco che sparse il suo seme dentro la donna.
Appena finito Daniela si alzò e si lanciò tra le braccia di Andrea sull’altro divano. Lui la accolse con un abbraccio molto forte e con le mani che le accarezzarono la schiena sudata.
Dalle cosce scivolò su Andrea lo sperma che Marco aveva sparso dentro la sua donna.
Marcò si ripulì con dei fazzoletti che erano su un tavolino e cominciò a rivestirsi.
Non una parola di commento da parte di nessuno, solo sguardi. Di intesa e complicità quelli della coppia. Un po' smarriti quelli di Marco.
“Ci vediamo giovedì prossimo” disse Andrea appena Marco fu pronto per uscire. Dava già per scontata la sua presenza, la sua disponibilità.
Marco annuì ed uscì dall’appartamento.
Tornando a casa non potè fare a meno di riflettere. Non gli era mai capitato prima di essere stato “usato” in quel modo. Gli era piaciuto?
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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