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L’amica di Roberta


di Membro VIP di Annunci69.it Mat2570
01.07.2026    |    4.632    |    6 9.6
"Tenendola stretta e con le dita che scavavano l’intimità di Monica, la accompagnò verso il tavolo..."
Roberta scese dall’auto sbattendo violentemente lo sportello dopo aver inveito verso Andrea. Si infilò nel portone di casa e scomparve.
Avrebbe dovuto essere un sabato sera normale. Finì in lite. Erano stati a cena a casa di amici di vecchia data della compagna. Andrea c’era andato malvolentieri giusto per accontentarla, ma con pochissima voglia di partecipare. Non aveva mai particolarmente amato quella compagnia di amici. Anzi, li trovava terribilmente noiosi.
Roberta lo aveva accusato di essere stato assente tutta la sera, con la testa rivolta altrove e poco incline al dialogo. Gli aveva rimproverato di averle fatto fare una pessima figura e la sua irascibilità aveva portato al litigio. In realtà era stata solo Roberta a sbottare. Andrea era rimasto imperturbabile e silenzioso, come al suo solito, mentre la donna gli propinava la sua ramanzina nel tragitto di ritorno a casa. Taciturno anche quando, arrivati sotto casa della donna, lei scese mandandolo a quel paese. L’atteggiamento menefreghista di Andrea era irritante.
Avviò l’auto ma dopo pochi metri si fermò. Sul sedile posteriore c’era Monica, l’amica del cuore di Roberta che aveva assistito al litigio. Accostò l’auto al marciapiede per consentirle di sedere davanti accanto a lui.
Monica aprì lo sportello dell’auto e si accomodò sul sedile passeggero.
Non proferì parola evitando commenti che sarebbero stati di sicuro inopportuni, vista la situazione.
Era agitata di suo da tutta la sera. Si era presentata all’incontro con un outfit piuttosto provocante pur essendo l’unica donna single della serata e, per giunta, senza uomini da “conquistare”. Gli altri commensali erano già tutti accoppiati e non c’erano “prede” da catturare. Andrea aveva “apprezzato” e lei non potè fare a meno di sentirsi osservata con occhi diversi dal solito.
Andrea le piaceva sin dalla prima che lo vide, quando lui e Roberta erano ancora ai primi approcci. Si era “tirata” indietro perché le attenzioni dell’uomo erano rivolte all’amica e se ne era fatta una ragione.
Ma quella sera stava succedendo qualcosa da lei non preventivato…e neppure da Andrea.
Lui era consapevole del debole che Monica aveva avuto per lui in passato. Vederla “agghindata” a dovere quella sera aveva acceso la sua fantasia.
A tavola si era seduto tra lei e Roberta. Lo spacco della sua gonna lasciava intravedere il bordo delle calze nere autoreggenti che aveva scelto per quella sera. E Andrea se ne era accorto..
Durante la cena il suo occhio era caduto sul particolare spesso e volentieri. Monica lo aveva notato. Si era sentita guardata. Le era piaciuto. Così come le era piaciuto sentirsi sfiorare dalle mani dell’uomo che cercavano quel tovagliolo che, chissà perché, continuava a scivolargli per terra.
Non era una donna avvezza a queste situazioni. Monica non se la sarebbe mai sentita di filtrare con l’uomo della sua migliore amica.. ma quella sera stava succedendo qualcosa che non riusciva ad evitare.
Le piaceva quell’uomo. Lo trovava estremamente sexy e ne conosceva dettagli intimi dalle confidenze che Roberta le aveva fatto in passato.
La cena proseguì con Roberta ignara di quanto stava accadendo. Era talmente infastidita per la mancata partecipazione alle conversazioni da parte di Andrea che non si era resa conto fosse concentrato su ben altro che gli sterili discorsi che si stavano facendo a tavola. Ogni tanto gli lanciava un’occhiataccia che faceva da contraltare allo sguardo timido ed imbarazzato che Monica dall’altra parte gli riservava.
Una volta in auto scoppiò la lite. Peccato per Roberta che il reale motivo del suo fastidio avrebbe dovuto essere un altro.. e non lo aveva capito.
Andrea e Monica, ormai soli in auto, si avviarono verso la casa della donna. Ad inizio serata, prima che la stessa precipitasse, Roberta si era offerta di riaccompagnare a casa l’amica che era arrivata in taxi da sola. Andrea mantenne l’impegno molto volentieri.
Il tragitto durò giusto una decina di minuti e Monica, finalmente sola con lui, fu molto imbarazzata.
La presenza di Andrea al suo fianco finì per eccitarla. La consapevolezza di avere la sua attenzione in presenza della sua amica avrebbe dovuto farla sentire in colpa. Ed invece l’aveva eccitata. Adesso era sola con lui nello spazio ristretto di un’auto.
Si sentì combattuta. Da una parte c’era la ragione che la tratteneva. Dall’altra c’era l’istinto che le continuava a urlare di saltargli addosso. E c’era anche la speranza che potesse essere Andrea a fare il primo passo di fronte al quale non sarebbe stata in grado di opporre alcuna resistenza. Quei dieci minuti sembrarono durare un’eternità ed un battito di ciglia al tempo stesso.
Andrea non parlò. Si limitò ad osservare le sue gambe di tanto in tanto per poi fissarla negli occhi appena fermi al semaforo. Monica non ebbe bisogno di parole per capire che anche lui aveva trovato eccitante la serata. Che le avrebbe strappato i vestiti di dosso molto volentieri.
I suoi sguardi erano espliciti, decisi, sfrontati anche quando scivolavano nel suo décolleté appena accennato.
Arrivati sotto casa di Monica trovarono un parcheggio libero proprio davanti al portone d’ingresso. La donna sentì una scarica di adrenalina che le gelò il sangue. Il pensiero di Roberta la frenò dall’invitarlo a salire anche se non avrebbe desiderato altro quella sera. Non ebbe il coraggio di fare la prima mossa, non era da lei in quella situazione.
Quando aprì lo sportello Andrea capì che sarebbe toccato a lui inventarsi qualcosa.
Chiese di poter salire da lei per approfittare del suo bagno e si incamminarono.
Nell’ascensore le distanze si ridussero. I profumi scelti per la serata si mischiarono. Andrea continuava a fissare Monica con lo sguardo e questo disorientava la donna. Era consapevole che avrebbe alzato bandiera bianca al primo tocco, alla prima carezza. Era eccitata. D’altra parte era single da ormai oltre un anno ed il contatto fisico con un uomo le mancava disperatamente.
Lui la stava facendo sentire donna anche senza averla ancora toccata, la stava eccitando con le sole carezze degli occhi.
Arrivarono al piano e Andrea fece uscire prima Monica. Un po' per galanteria un po' per osservare ancora una volta il culo invitante della donna.
Monica apri la porta di casa ed appena dentro si sentì “assalire” alle spalle.
Andrea l’abbracciò da dietro spingendola verso il muro. Una mano sul collo per liberarla dai capelli sciolti ed una sul fianco per stringerla a sè ed appoggiare la sua erezione sui glutei in modo da rendere chiaro quanto la stesse desiderando.
Dalla bocca di Monica cominciarono ad uscire frasi come “cosa fai?” “Non possiamo” “E Roberta? Non possiamo farle questo”. Erano frasi di circostanza perché il tono della voce diceva ben altro. Diceva “prendimi e sbattimi”. Ed il linguaggio del suo corpo era lo stesso della sua voce. Non oppose resistenza ma si abbandonò alle mani di Andrea immediatamente. Le accarezzavano rispettivamente una gamba ed un seno mentre la lingua scivolava sul suo collo sino ad arrivare all’orecchio.
La voce di Monica continuava a ripetere le stesse frasi mentre il suo bacino si muoveva per poter sentire l’erezione di Andrea che le premeva i glutei.
Era fatta. Andrea continuò a tacere anche quando la sua mano destra alzò la gonna per infilarsi sotto gli slip della donna che ebbe un sussulto. Erano sempre nella stessa posizione, con lei “bloccata” contro il muro. Non opponeva alcuna resistenza ma sentiva il vigore di quell’uomo che desiderava il suo corpo.
Quando Andrea arrivo alle labbra del sesso di Monica trovò un lago. Cercò e trovò il clitoride. Lei sussultò ancora cominciando a gemere dal piacere.
Con la coda dell’occhio scorse il tavolo nel salone della casa. Tenendola stretta e con le dita che scavavano l’intimità di Monica, la accompagnò verso il tavolo. Senza mai mollarla scostò una sedia con il piede, la girò e la fece adagiare con la schiena sul legno freddo.
Fu un attimo che le alzò la gonna, le sfilò le mutandine e si inginocchiò davanti a lei ormai sdraiata. Infilò la testa tra le sue gambe e cominciò a leccare il suo sesso con la maestria di cui era dotato.
Monica impazzì di piacere. Sentire quella lingua che alternava movimenti rapida ad altri più lenti che le percorreva la figa la fece gemere ed urlare. Era fuori controllo e andò ancora oltre quando Andrea prese a succhiare il suo clitoride. Non ci volle molto ed un orgasmo profondo e violento la prese facendola urlare a squarciagola. Strinse le sue gambe intorno alla testa di Andrea sempre più forte mentre le mani la spingevano verso di sé come a voler farla entrare dentro il suo corpo..
Dopo qualche istante perse le forze e si abbandonò mollando la presa.
Andrea non ebbe pietà. Si appoggio sopra di lei ancora bloccata sul tavolo e cominciò a baciarla appassionatamente facendole sentire il suo stesso sapore. Ci sapeva fare con la lingua, e Monica si sentiva ubriaca come da troppo tempo non gli accadeva.
Non capiva più ciò che stava succedendo intorno. Era abbandonata totalmente al piacere che nemmeno si accorse che nel frattempo Andrea si era sbottonato i pantaloni ed aveva puntato la sua erezione verso il suo sesso.
Era bagnatissima ed entrare nel suo corpo fu un attimo.
Monica ebbe un altro sussulto e si sentì riempita come non si ricordava più nemmeno potesse succedere.
Andrea le allargò le gambe, si mise dritto di fronte e cominciò a muoversi dentro di lei alternando ritmo e forza nelle spinte.
Pochi minuti e Monica raggiunse il suo secondo orgasmo. I muscoli della vagina cominciarono a contrarsi stringendo il pene di Andrea che però non volle lasciarsi andare.
La baciò dolcemente. Le fece gustare il suo orgasmo con lui ancora dentro il suo corpo che ogni tanto si muoveva. Dopo un paio di minuti si ritrasse e si rivestì.
Monica si avvinghiò all’uomo soddisfatta e delusa al tempo stesso. Avrebbe voluto vederlo godere ed era disorientata.
Andrea finalmente parlò. “questa era la TUA serata.. la mia sarà la prossima…”
E Roberta?
Ci avrebbero pensato il giorno dopo, forse.
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