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Il coraggio di fermarsi


di Membro VIP di Annunci69.it Mat2570
12.01.2026    |    4.382    |    10 9.4
"Era una stanza ampia illuminata da luci soffuse che Andrea aveva studiato apposta per l’occasione..."
Ore 17:30, giovedì.
Michele uscì un po' prima dall’ufficio. Aveva una serata importante davanti a se e voleva prepararsi per bene. Andrea lo aveva trascinato in una situazione insolita e non voleva lasciare nulla al caso. La serata lo avrebbe coinvolto emotivamente. Non gli era mai capitato prima di trovarsi di fronte allo scenario che il destino avrebbe trasformato in realtà quella sera.
Ore 18.00, sempre giovedì.
Mara era di fronte allo specchio. Cercava nel suo guardaroba il vestito migliore per la serata, quello che meglio di tutti l’avrebbe fatta sentire a proprio agio ed al tempo stesso più sexy e provocante possibile. Voleva essere perfetta in ogni dettaglio. L’abito, il trucco, gli accessori. Andrea arrivò dal lavoro cogliendola nel pieno dei preparativi. Entrò nella doccia e poi si vestì per la serata.
Erano una coppia molto innamorata. Anni di matrimonio, i figli ormai grandi che studiavano in altre città. Le abitudini avevano però affievolito il desiderio. Erano diventati una delle tante coppie che, tra i mal di testa e i sonni improvvisi sul divano di fronte ad un film, avevano rapporti intimi una volta al mese. Sempre uguali, sempre nello stesso posto, sempre nelle stesse posizioni. Una routine ed un’abitudine anche quella. Però si amavano…e si parlavano.
Avevano preso quella decisione insieme, consapevoli che avrebbe cambiato il loro rapporto per sempre. In un senso o nell’altro.
Mara aveva bisogno di sentirsi desiderata ma amava troppo Andrea per tradirlo a sua insaputa. Andrea capiva che a sua moglie mancava quel qualcosa che non c’era più tra loro.
Aveva pensato all’evento tante volte. Alle conseguenze che ciò avrebbe potuto scatenare nella sua psiche, nel suo cuore. Sapeva che “voler bene” ad un'altra persona significava volere il bene altrui anche a discapito del proprio. Aveva accettato la scelta comune di vederla tra le braccia di un altro. Era un atto d’amore dovuto nei confronti di quella donna che tanto gli aveva dato.
Non poteva però fare a meno di crucciarsi sulle possibili conseguenze. E se quell’uomo l’avesse fatta sentire “più femmina” di quanto lui avesse mai fatto? E se quella situazione avesse coinvolto Mara al punto di farla allontanare da lui? I dubbi erano tanti. I rischi superavano i vantaggi nei pensieri di Andrea. Ma la decisione era stata presa e tornare indietro non era possibile.
Durante i preparativi Andrea notò che sua moglie era su di giri, già quasi eccitata. La cosa gli piaceva ma al tempo stesso lo faceva ardere di gelosia.

Da un'altra parte della città Michele era ormai pronto per uscire di casa e recarsi al ristorante per il suo appuntamento. Andrea le aveva descritto Mara ma non la conosceva, non ne aveva mai visto nemmeno una foto. Non sapeva chi avrebbe avuto di fronte da li a poco, ma sapeva cosa avrebbe dovuto fare. L’idea di finire a letto con una sconosciuta con il marito consenziente (per giunta regista, sceneggiatore e produttore dell’intera serata) lo affascinava.
Lui sarebbe stato il protagonista del film, un corpo prestato alle esigenze altrui. Un corpo che avrebbe avuto come compenso un momento speciale che avrebbe potuto ricordare a lungo.
L’appuntamento al ristorante era per le 20,30. Michele arrivò qualche minuto prima. Scese dal taxi e prese posto al tavolo. Il segnale per farsi riconoscere da Mara era la presenza di un orchidea come segnaposto per lei.

Andrea e sua moglie uscirono di casa senza parlare. Il tragitto in auto fu pregno di un silenzio assordante che rimbombava all’interno dell’auto. Erano entrambi turbati da ciò che le prossime ore avrebbero significato per le loro esistenze.
Mara era eccitata dall’idea di sentirsi posseduta da un altro uomo di fronte agli occhi del suo amato marito. Nonostante il legame forte che li univa c’era però un punto interrogativo grosso come il mondo anche nel suo animo.
Andrea era combattuto ma non lo dava a vedere. Quella situazione che da una parte temeva dall’altra lo affascinava.
Arrivarono al ristorante. Andrea entrò lasciando fuori Mara alle prese con una sigaretta che le avrebbe dovuto allentare la tensione. Passò di fianco al tavolo di Michele incrociandone lo sguardo e si accomodò in un altro punto della sala al tavolo apparecchiato solo per lui.
Finita la sigaretta Mara entrò e per la prima volta vide Michele. Si avvicinò a lui che da galantuomo si alzò dalla sedia e presentandosi l’aiutò a prendere posto porgendole l’orchidea.
Quando i due si toccarono e si diedero il primo, amichevole, bacio sulla guancia Andrea ebbe un sussulto. I giochi erano avviati, non si poteva più tornare indietro.
Mara fu piacevolmente sorpresa. Suo marito aveva scelto per lei un bell’uomo, sulla cinquantina molto elegante, garbato ed in ottima forma fisica. Anche Michele finalmente poté apprezzare che Mara era una splendida donna pressocchè sua coetanea.
I due cominciarono a conoscersi durante la cena. Nessuno dei due accennò subito alla situazione in cui si stavano trovando. Cercarono argomenti di cui parlare per poter prendere le misure e ben presto ci riuscirono. Dopo le “schermaglie” iniziali il ghiaccio si ruppe e dall’altra parte della sala Andrea osservò i sorrisi che sua moglie regalava a questo uomo nuovo. La gelosia dentro di lui crebbe mista alla voglia di arrivare sino in fondo.
Dal suo tavolo riuscì ad incrociare gli occhi di Michele più di una volta. Cercava approvazione e Andrea, suo malgrado, gliela dava. Mara invece non si voltava mai verso il marito. Forse se ne vergognava, forse temeva che guardandolo non se la sarebbe più sentita di andare avanti.
La compagnia di Michele però la faceva stare bene nonostante sapesse di avere puntati addosso gli occhi del marito. La sua presenza era evidente. Da una parte la imbarazzava, dall’altra la rassicurava.
Sensazioni e sentimenti contrastanti li continuavano a tenere uniti anche senza guardarsi negli occhi.
Mara si sentiva al centro del mondo seduta a quel tavolo. Aveva di fronte un bell’uomo che le versava il vino e che aveva cura di lei mentre il suo di uomo le guardava le spalle proteggendola dal mondo intero.
Su quel tavolo le mani di Mara e di Michele cominciarono a cercarsi, come fecero poco dopo anche le gambe sotto il tavolo.
La temperatura della serata si era alzata. La scintilla era scoccata e la voglia di andare oltre era diventata incontenibile.
Andrea si alzò dal tavolo ed andò alla cassa per pagare i conti. Era il segnale.
Dopo qualche istante Mara e Michele fecero altrettanto ed usciti dal ristorante trovarono davanti a loro la Mercedes guidata da Andrea. Michele aprì la porta posteriore e fece salire Mara osservandone le splendide gambe avvolte nelle calze nere. Fece il giro dall’altra parte e si accomodò sul sedile posteriore accanto alla donna.
L’auto partì in mezzo al silenzio di tutti. Andrea spostò lo specchietto retrovisore per poter osservare cosa sarebbe accaduto dietro di lui.
Non era più il tempo di parlare e Mara allungò una mano per prendere quella di Michele. La strinse intrecciando le sue dita con quelle di lui, come a fondersi in un'unica entità. Si sporse verso l’uomo sussurrandogli qualcosa all’orecchio e sfiorando l’erezione che sotto i pantaloni era ormai evidente. Lo stava eccitando ancor di più. Cercò con gli occhi lo sguardo del marito riflesso nello specchio senza trovarlo. Si sentì persa e libera al tempo stesso.
Durante il tragitto il silenzio regnò sovrano. Tutti sapevano cosa fare, le parole non servivano più. Sarebbero state un orpello inutile e pericoloso.
Arrivarono a casa della coppia. Entrarono subito in camera da letto. Era una stanza ampia illuminata da luci soffuse che Andrea aveva studiato apposta per l’occasione. Il letto era ampio, invitante e di fronte allo stesso c’era una poltrona messa lì giusto per poter guardare lo spettacolo che sarebbe cominciato poco dopo.
Andrea fu il primo ad entrare e prese posto sulla poltrona. Provava un senso nuovo, un’ansia a lui sempre sconosciuta. Moriva dalla voglia di fermare Michele ed al tempo stesso si sentiva terribilmente eccitato da ciò che i suoi occhi stavano osservando.
Mara entrò subito dopo seguita da Michele. Erano entrambi in piedi di fronte al letto.
Era chiaro che da qui in avanti l’iniziativa sarebbe stata tutta nelle sue mani. Quelli erano i patti.
“Adesso comando io” fu quanto uscì dalla bocca di Michele dopo estenuanti minuti di puro silenzio.
Mara in piedi era rivolta verso il letto e Michele si mise dietro di lei sfiorandola.
La voglia del corpo della donna pulsava da troppo tempo sotto i pantaloni. Continuò a fare tutto con estrema calma.
Scostò i capelli della donna e avvicinò le labbra al suo collo sfiorandola ancora, senza baciarla.
Cominciò a spogliarla lentamente sentendo che sotto le sue sapienti mani il corpo di lei fremeva. L’eccitazione nella stanza arrivò alle stelle. I due corpi si desideravano. Andrea era ormai rassegnato: avrebbe osservato lo spettacolo di sua moglie che godeva per mano di un altro. Paura ed eccitazione, questo ciò che provava.
Michele fece scivolare il vestito della donna lasciandola di fronte a se con il solo completo di pizzo bianco e le autoreggenti. Erano li, in piedi di fronte a quel letto con i respiri ormai affannosi. La voglia di peccato si era impossessata dei loro corpi e delle loro menti.
Con delicatezza Michele sfilò anche le mutandine che ancora ostacolavano il percorso verso il sesso di Mara. Lei lo agevolò con i suoi movimenti.
Il profumo della donna riempiva le narici del nuovo amante mandandolo in estasi.
La fece sedere sul letto. Sfilò dalla sua tasca una benda per coprirle gli occhi.
Mara si lasciò andare totalmente. Aveva abbandonato il suo corpo ai voleri di quello sconosciuto, ansiosa di farsi possedere.
Michele ne ammirò l’armonia delle forme, la tonicità frutto delle sedute in palestra che la donna era avvezza frequentare.
Stava accadendo tutto di fronte ad Andrea che ormai guardava la sua amata moglie con occhi diversi da quelli che le aveva riservato negli ultimi anni. Aveva ritrovato la sua “femmina” quella che era rimasta nascosta per tanto tempo… anche per colpa sua.
La stessa “femmina” che dopo poco sarebbe stata di un altro. Avrebbe voluto fermare tutto ma era un uomo di parola. “Non si torna indietro” si erano ripetuti lui e Mara dopo aver condiviso la scelta di farlo.
Michele prese un cuscino e lo posizionò in maniera tale che fosse un sostegno per i glutei della donna. La invitò a sdraiarsi, mise le mani in tasca e vi trovò due piccoli lacci.
Le legò i polsi delicatamente alla testiera del letto. Mara lo fece fare, lasciandosi andare ormai in preda ad un desiderio che era cresciuto al punto di essere completamente bagnata.
Era sdraiata sul letto, bendata, legata e con un cuscino che le alzava i fianchi per rendere più agevole il percorso verso il suo sesso.
Gli occhi di Michele erano avidi del suo corpo, proprio come quelli di Andrea che lo scrutava con tutta la sua attenzione.
Si mise ai piedi del letto, appoggiò le sue mani sulle ginocchia di Mara e le divaricò le gambe.
Lei ebbe l’ennesimo sussulto ed il suo respiro diventò ancora più profondo. Michele si voltò verso il marito come per chiedere l’ultimo permesso necessario.
Andrea era immobile. In preda ad uno sconvolgimento interno, eccitato dalla scena ed al tempo stesso terrorizzato dalla stessa. Annuì, nonostante tutto.
Fu a quel punto che Michele si allontanò lentamente da Mara, senza che lei se ne potesse rendere conto. Fece cenno ad Andrea di alzarsi lentamente dalla poltrona per sostituirsi a lui.
Era stato protagonista sino a quel punto. Ma non gli bastava. Voleva scrivere il finale di quella sceneggiatura a modo suo.
Andrea raggiunse il letto e si mise di fronte al sesso gonfio e bagnato della propria moglie. Si voltò verso Michele, come per chiedere il permesso di poter assaporare la propria femmina.. ad un altro uomo. Un altro uomo che l’aveva posseduta mentalmente per qualche ora facendogli provare la sensazione dell’infedeltà, facendogliela vedere di fronte ai suoi stessi occhi.
Michele diede il via libera con uno sguardo. Andrea cominciò ad esplorare l’intimità della propria moglie ignara di avere lui tra le gambe.
Appena sentito il calore della bocca su di sé Mara sussultò una volta di più.
I due cominciarono la loro festa.
Michele li osservò per qualche istante, si girò, prese la porta ed uscì dalla casa.
Una volta in strada chiamò un taxi ed accese una sigaretta nell’attesa.
Pensò per un istante di aver perso un’occasione. Ma fu un attimo.
Pensò che Andrea non avrebbe potuto sopportare le conseguenze di quel gioco. Pensò che forse sarebbe potuto accadere un'altra volta dopo quella sera. Con la coppia ancora più unita e consapevole che il gioco avesse meno pericoli per loro.
Un’occasione persa? Forse si ma la consapevolezza di aver fatto del bene gli fece prendere sonno serenamente.
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