tradimenti
Tra sogno e realtà
Mat2570
21.02.2026 |
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"Questo racconto nacque un paio d’anni fa come puro scritto di fantasia, compresi i nomi dei protagonisti..."
Marco appoggiò una mano sul piano della cucina sfiorando il fianco di Sonia che ne percepì la presenza alle sue spalle. La donna trattenne il respiro. Se lo aspettava.. al tempo stesso lo temeva. Pochi istanti ancora ed anche l’altra mano di Marco si posò accanto a lei intrappolandola contro il mobile della cucina dove stava provando a preparare qualcosa per cena.Una vampata di calore le attraversò il corpo ed un brivido percorse tutta la sua schiena nell’attimo stesso in cui l’ondata di calore si ritrasse.
Era bloccata, non sarebbe più potuta scappare da lui…
In fondo era da tanto tempo che lo desiderava. Era giunta l’ora. Ma ne aveva paura.
Nonostante vivesse ancora con suo marito era dentro un matrimonio finito da anni, senza amore, senza sesso, solo con tanto rispetto. Aveva paura di uscirne. Temeva di ferire i figli ormai grandi, temeva il loro giudizio. Temeva i sensi di colpa che erano sempre stati una costante nella sua vita. Temeva più di ogni altra cosa il cambiamento. Restare nella sua infelicità le regalava comunque sicurezza. La certezza che non sarebbe andata peggio. Il dubbio che sarebbe potuta andar meglio.
La sua vita aveva ormai preso quella strada da anni… e poi era arrivato Marco.
Marco, che era dietro di lei e che si era deciso a fare quel primo passo che per tre lunghissimi anni aveva avuto paura di fare.
Erano stati compagni di scuola e si erano persi per oltre trent’anni. Un breve incontro alla festa dei quaranta con amici comuni una decina di anni prima. Solo qualche parola, qualche sguardo, nulla più. Poi, inaspettatamente, lei lo aveva messo in una chat ai tempi del covid e tutto cominciò alla prima occasione in cui i partecipanti ebbero modo di vedersi finito il lockdown.
Fu una sorta di colpo di fulmine non dichiarato. Tra loro si creano un’empatia ed un’attrazione immediate che li portò in breve a sentirsi anche tutti i giorni via messaggio o via telefono. Si conobbero davvero a cinquant’anni raccontandosi le loro vite passate, le gioie, i dolori. C’era chimica, c’era attrazione ed il legame di amicizia divenne forte. Lei ripeteva che era il suo complice. Lui rispondeva che non bastava conoscere i segreti dell’altro per esserlo ma che se ne doveva avere uno comune per esserlo davvero.
Si confidavano tutto…o quasi.. Tutto, tranne dichiararsi il bisogno reciproco.
Nonostante fossero persone mature e vissute fu come tornare indietro nel tempo all’adolescenza. C’era la curiosità di quell’età, il timore di sbagliare, il timore di perdersi se si fosse fatta una mossa sbagliata.
C’erano stati aperitivi furtivi, cene romantiche. Sguardi, abbracci, carezze ed allusioni. Risate, pianti e sfoghi. Ma in quei tre lunghi anni non ci fu mai il passo definitivo verso l’altro come entrambi desideravano. Senza confessarselo.
Per Sonia era comprensibile. Un marito a casa, dei figli, la paura dell’ignoto.
Per Marco no. Lui, si proprio lui, sempre artefice del proprio destino, sempre sicuro di sè era in balia della situazione. Perché le cose vanno sempre come devono andare e non le puoi cambiare, alla faccia del libero arbitrio.
Lui che si era nutrito da sempre di quelle emozioni della prima volta, dell’adrenalina che gli dava la nuova conquista. Con lei non ci era ancora riuscito. Peggio, non ci aveva nemmeno provato…
Si erano sedotti tutte le volte che si erano visti, tutte le volte che si scrivevano di notte, tutte le volte che si chiamavano prima che lei rientrasse a casa dal lavoro e che poi era costretta a cancellare i messaggi e le chiamate dal registro del suo smartphone. Ma non era ancora successo nulla.
Sonia era ancora bloccata con Marco alle sue spalle. Le braccia di lui le impedivano di scappare da quella morsa nella quale aveva sperato di cadere già da tanto tempo. Quella morsa che al tempo stesso la spaventava.
Non parlò, si girò verso di lui. Il viso dell’uomo era a pochi centimetri dal suo. Gli sguardi si incrociarono e si scavarono sino al profondo delle lore anime.
La connessione era ormai avvenuta e non c’era più bisogno di parlare.
Marco fece un respiro profondo. Stava contrastando l’adrenalina e l’eccitazione che pervadevano il suo corpo e la sua mente. Avvicinò le sue labbra a quelle di Sonia e le due bocche si toccarono, le lingue si cercarono.
Nell’istante in cui le sue mani si staccarono dal piano della cucina per cingerle la vita e avvicinarla a sé, Sonia ebbe un sussulto. Si aggrappò alle sue spalle larghe e lo strinse con forza per non farlo scappare.
Lo sentiva finalmente addosso. Era come lo aveva immaginato. Le stava riempiendo l’esistenza con il suo corpo che era diventato uno scoglio a cui ancorarsi dopo una nuotata estenuante. Un approdo sicuro dove fermare il suo naufragio. Nella testa e nello stomaco una girandola di emozioni la travolsero in un vortice.
“Questa notte o mai più” si era ripetuto Marco per tutto il giorno, sin dalla mattina. In maniera ossessiva, per autoconvincersi e trovare il coraggio di provarci proprio come un ragazzino alla prima esperienza. Una sorta di ultimatum concesso al suo coraggio. Adesso l’aveva tra le braccia ma continuava a ripeterselo.
Si era detto un’infinità di volte che non aveva nulla da perdere e tutto da guadagnare. Ma non era vero. Sapeva che il possibile rifiuto di Sonia gli avrebbe fatto perdere la speranza, quella stessa che lo aveva tenuto appeso in quegli anni. Perderla sarebbe stata la fine.
Ma quella sera era diverso. Erano a casa di Marco finalmente. Dopo tante cene consumate in giro per ristoranti, Sonia aveva finalmente accettato di cucinare per lui. A casa sua. Dopo tanto tempo, c’erano le circostanze affinché la loro scintilla accendesse subito il fuoco. Altrove non sarebbe stato il luogo giusto. Sonia era vestita come piaceva a lui. Tailleur con gonna al ginocchio, camicia sbottonata il giusto per lasciare intravedere la fessura tra i due seni. Era splendida, sensuale, attraente.
Quella sera era diverso. Non se l’erano detti, ma lo sapevano entrambi.
La loro seduzione era passata attraverso tante parole non dette, attraverso tanti sguardi che dicevano tutto senza dire niente..
Erano li, nel centro della cucina che Marco aveva illuminato di luci soffuse che si mescolavano alle note della playlist che aveva scelto per la serata. Aveva preparato tutto in modo sublime e lei lo aveva apprezzato. C’era anche la bottiglia dell’immancabile Amarone che entrambi amavano.
Da quella stanza uscirono senza nemmeno rendersene conto. Gli occhi chiusi, le lingue che si esploravano, le mani che si stringevano. La bottiglia di Amarone aperta dimenticata li, sulla tavola imbandita con eleganza.
Dopo pochi istanti erano in camera da letto. Senza parlare, senza dirsi nulla, solo guardandosi mentre si baciavano, mentre si toccavano.
Si erano desiderati con gli occhi per tanto tempo. Si erano desiderati ascoltandosi per troppo tempo. Adesso si stavano finalmente vivendo con tutti gli altri sensi. Si toccavano, si annusavano, si gustavano.
Il calore di Marco l’aveva infuocata. Era tanto tempo che non faceva sesso. Quel timore che per tanto tempo l’aveva attanagliata si stava sciogliendo come neve al sole grazie al calore di quell’uomo. Stava provando le stesse emozioni della prima volta ed in fondo era come se stesse donando a Marco una nuova verginità.
Marco era perso tra le braccia di lei. Lui che aveva smesso di frequentare le sue trombamiche da oltre un anno. Sonia gli aveva rubato i pensieri, l’anima. Il desiderio lo bruciava dentro tutte le volte che andava a dormire pensando a lei che aveva accanto un marito. Voleva solo lei e nessun’altra.
Le mani cominciarono a spogliare i corpi. La vista delle autoreggenti della donna fece ribollire il sangue di Marco ancora di più.
Si baciarono, si strinsero, assaggiarono il gusto dei loro sessi e quando lei lo fece entrare dentro il suo corpo non ci fu bisogno di aiuti, di movimenti cercati. Fu un attimo ed i due si incastrarono come i pezzi di un puzzle che si stava ricomponendo, senza fatica, come fosse la cosa più naturale del mondo.
Si donarono piacere, brividi, gemiti. Tutte le paure che li avevano accompagnati erano improvvisamente un lontano ricordo.
I loro corpi nudi si addormentarono sotto le lenzuola ma per Sonia venne troppo presto il tempo di tornare a casa.
Marco la guardò rivestirsi. Era terribilmente sexy anche in quel frangente. Era felice, soddisfatto, al tempo stesso angosciato. Non avrebbe voluto essere costretto a riportarla a casa. Voleva tenerla con sé. Lei avrebbe voluto restare, ma c’era un marito ad aspettarla. Marco non le aveva chiesto se lui fosse a casa piuttosto che in viaggio di lavoro. Non faceva mai domande le cui risposte avrebbero potuto indisporlo. Non faceva mai domande se non poteva far nulla per cambiare le risposte non gradite. E quella era una situazione in cui non fare domande.
Il viaggio di ritorno fu silenzioso ma pieno di sguardi e di sorrisi. Le mani strette intrecciandone le dita come per tenersi più stretti possibile, per avere più superficie di pelle a contatto.
Si diedero un bacio. Lui la salutò dicendole “adesso siamo complici davvero”. La seguì con gli occhi fino a quando il portone si chiuse dietro le sue spalle e Sonia scomparve dalla sua vista.
Avviò l’auto con l’angoscia di chi aveva lasciato andare via una parte di sé. Poteva ancora sentire il suo sapore, ne percepiva ancora il profumo. L’angoscia era alimentata dal pensiero che sarebbe entrata nel letto del marito. Ne era geloso e spaventato al tempo stesso. Temeva che lui potesse percepire l’odore del sesso che avevano consumato e che potesse fare una scenata alla moglie. Per un attimo pensò di chiamarla.. ma non era suo diritto ed inserì la marcia per fare ritorno a casa.
Sonia si preparò per entrare nel letto sentendosi finalmente viva dopo anni. Il corpo era rilassato. Si era sentita voluta, desiderata come mai gli era capitato prima.
Prese il telefono ed inviò un messaggio. “E’ stato bellissimo. Buonanotte.”
Suo marito era li, di fianco a lei. Dormiva e non si accorse del suo arrivo. Lei si girò di spalle e si addormentò stanca ma soddisfatta.
Marco lesse il messaggio e sorrise. Ma non fu sufficiente a far svanire l’angoscia che gli stringeva lo stomaco. Il tormentone che lo aveva accompagnato sino a poche ore prima e che gli aveva dato il coraggio di osare tornò a rimbombare nella sua testa. Era lievemente diverso: “questa notte e (forse) mai più”.
Ore 6.30
Il suono della sveglia invase la camera da letto. Marco aprì gli occhi ancora angosciato dal pensiero di Sonia. Entrò in cucina e non trovò traccia della cena. Non c’era la bottiglia di Amarone che ricordava aver lasciato stappata.
Prese il telefono e non trovò quel messaggio.
Realizzò che era stato tutto un sogno.
P.S.
Questo racconto nacque un paio d’anni fa come puro scritto di fantasia, compresi i nomi dei protagonisti. Confessai alla “mia Sonia” di averlo scritto e lei volle leggerlo. Dopo qualche giorno, divenne il racconto di una storia veramente vissuta.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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