tradimenti
Il regalo a mia moglie (o forse a me)
20.01.2026 |
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"Elisa si era portata la collana del giorno prima, e chiese all'Egiziano di regolarla meglio al collo,
Così sì ripetè la stessa scena del giorno precedente..."
Mia moglie Elisa è una bella donna, altezza 1,70 cm, occhi verdi capelli neri, labbra carnose, fisico burroso. Assolutamente non grassa, ma con le curve al punto giusto, soda come una bambolona. Notavo e noto spesso che gli uomini la guardano, effettivamente ha uno sguardo da porca; anche se poi a volte risulta anche troppo pudica per i miei gusti. Insomma è la classica MILF che fa arrapare gli uomini.Negli ultimi tre anni il sesso scarseggiava. Colpa mia, il cazzo non aveva quella durezza di una volta. Il sesso era divenuto monotono. Per rallegrare la situazione compravo dei vibratori ed altri giocattoli sessuali. E per i primi due anni tutto funzionava di nuovo. Poi mi stancai anche di quelli.
Per cercare di rimettere in sesto il mio cazzo, mi rivolgevo ad un andrologo, ad un sessuologo, ad un psicoterapeuta e dopo un anno di sedute, visite di controllo e analisi ematochimiche, tutti e tre giungevano alla stessa conclusione: il mio cazzo funzionava perfettamente, invece la testa che era problematica. STRESS! Maledetto Stress! Mi veniva suggerito di fare una vacanza solo io e mia moglie e di rilassarci insieme.
Una meta agognata da mia moglie è sempre stata l'Egitto, dove non siamo mai stati. Prenotammo un soggiorno di 10 giorni e partimmo alla volta del Paese delle piramidi.
Il posto era fantastico, il resort eccezionale con tutti i confort, con spa e ogni tipo di servizio.
Il giorno si andava in giro tra escursioni e il pomeriggio si stava in spa. La sera però nonostante l'ambiente rilassante a letto era sempre la stessa storia, tanto che anche mi moglie cominciava ad infastidirsi. Alla fine per farla godere dovevo o masturbala con la mano, o leccarle la fica o penetrarla con i dildo che le avevo regalato.
Durante una giornata, ci accompagnarono ad un mercatino caratteristico nella città di Hurgada, dove era situato il nostro resort. Elisa si avvicinava ad ogni bancarella che vendeva pietre, collane, orecchini e altro di caratteristico.
Un Egiziano si avvicina a mia moglie e le chiede: Italiana? Alla sua risposta affermativa.
In un buon Italiano le dice di chiamarsi Youssef e di avere i migliori prodotti del mercato.
Youssef invita me e mia moglie a seguirlo verso il proprio banco.
- Bella signora guarda e scegli quello che piace?- Le sorrise e mi guardò, dicendomi complimenti signore Lei ha proprio bella moglie, in Egitto non ci sono belle così.-
Elisa nel frattempo, adocchiava una collana di agata (sembrava) e la prese in mano. Youssef se ne accorse e le chiese di provarla se voleva. Mia moglie mi chiese di aiutarla, ma la collana era fatta con un intreccio di fili, non aveva una apertura tradizionale con un gancio.
Youssef si offrì di farle vedere come aprire la collana; in un lampo le si portò accanto, allargò la collana con rapidità e gliela mise al collo, avvicinandosi un po' troppo, tanto che strusciò con la patta dei suoi pantaloni sul culo di mia moglie, la quale subito si ritrasse.
Yussef, pardon signora è molto stretto qui.
Mia moglie con frasi di circostanza minimizzò.
Yussef Le disse che la collana le donava molto, effettivamente il giallo ambra al sole rifletteva nei suoi occhi verdi. Le dissi: sono d'accordo con lui ti dona molto. Mia moglie decise di prenderla e chiesi al mercante quanto gli dovevo.
Yussef rispose .
Io insisto per pagare. Lui:
Prima di andare Yussef chiede a mia moglie di togliere la collana, così da poterla pulire. Io tento di aiutarla, ma non riescì ad aprirla.
Yussef intervenne ed ancora una volta passò dietro mia moglie, per allargare la collana.
Prima di passare disse: Mia moglie fece un sorriso. Le si portò dietro e questa volta cercò di evitare il contatto tra la sua patta ed il culo di Elisa, ma improvvisamente qualcuno che doveva passare lo spinge ed inevitabilmente, appoggiò il pacco sul culo di mia moglie che venne spinta sulla bancarella. Mia moglie per un attimo si trovò a novata gradi con Yussef che le cingeva i fianchi, per la perdita di equilibrio.
Yussef iniziò ad urlare in Egiziano, credo, contro a quello che lo aveva spinto, poi rivolto a me:
L'egiziano si ricompose e mi disse: vi aspetto domani, devono arrivare degli orecchini e un anello con le stesse pietre della collana. Passate domani!
La sera a letto Elisa fu particolarmente vogliosa iniziò a fare la gattina e cercò in tutti i modi di eccitarmi.
Per scherzare le chiesi: Che c'è il regalo di Youssef ti ha messo di buon umore?
Lei mi risponde: Non sai quanto! E' proprio un gran porco l'Egiziano!
Io Sorpreso: Cosa intendi?
Elisa: Tu non ti sei accorto di nulla, ma il porco la prima volta che si è strusciato su di me aveva il cazzo in tiro! Tu non lo hai visto, mai io l'ho sentito chiaramente!
Io: Ma che cazzo dici?
Lei: Dico che aveva il cazzo duro e lo stronzo me lo ha fatto sentire apposta.
Io: Ma dai sarà stato un caso, gli africani di solito sono ben forniti sotto è possibile che sia stato un caso.
Lei: Un cazzo vorrai dire, anche dopo che mi è venuto a togliere la collana, mentre tu guardavi quello che lo ha spinto, lui prima di rialzarsi me lo ha fatto sentire bene, in tutta la sua durezza, si è strusciato lentamente in modo che potessi misurare il bastone che aveva sotto!
Io: Che pezzo di merda! E tu non hai detto niente!
Lei: e Che dovevo dire? Eravamo in pubblico dovevo fare una scenata.
Io: Ma che ti fregava, gli mollavi un ceffone!
Lei: Vabbè si è voluto divertire, d'altronde lo sai che io attiro!
A quelle parole ed allo sguardo di mia moglie, il mio cazzo ebbe un sussulto.
Chiara: Non ti offendere ma è da tanto che non prendo un bel cazzo duro duro!
Io: Ma che cazzo dici!
Lei: La verità! Mi sono eccitata!
Io: Ma che cazzo ti prende? Mentre finivo di dire la frase avevo il cazzo duro.
Lei: Magari mi prendesse quel bel cazzo! Secondo Me è proprio grosso, molto più del tuo! Molto di più!
Non so cosa mi prese, le balzai addosso e le strappai letteralmente la gonna e le mutande, mi aprì la zip avevo il cazzo che scoppiava, le aprii le gambe e la penetrai in un sol colpo senza pensarci.
Lei iniziò a mugolare ed ad urlare, mentre diceva : Finalmente! Finalmente un cazzo duro. Che bello, scopami! Scopami forte!
La stantuffai per più di 20 minuti senza darle tregua, mentre lei godeva, gridava e veniva.
La sua figa era un lago, sbrodolava come mai aveva fatto, aveva bagnato le lenzuola del letto ed il mio cazzo le ballava dentro tanto era lubrificata.
Alla fine ebbe tre orgasmi intesi, si contorceva ringraziando DIO ed io le sborrai in faccia con grande soddisfazione.
Finita la foia sessuale, Lei mi disse: Sei proprio un gran porco!
Io? Tu più che altro sei una troia, che si eccita strusciandosi il cazzo di uno sconosciuto!
Elisa: Falla finita ti sei eccitato come non mai. E' vero forse io sarò stata una troia, ma tu sei un gran porco, non ti ho mai visto così prestante. Ti è piaciuto sapermi con un altro? Di La verità Porco che non sei altro?
Per un attimo esitai.
Che c'è ti piacerebbe vedermi giocare con il cazzo di Youssef?
Io: Ma che cazzo dici? Sei fuori?
Elisa: Ma se mi hai regalato dei cazzi finti! Proprio per vedermi fare la troia! Non è vero? Non è vero che ti arrapi guardandomi ficcare dentro quei grossi vibratori? Non è questo quello che volevi sinceramente? Magari ti piace che mi scopano altri? E così dicendo iniziò a masturbarsi la fica in modo osceno. Mi guardava e vedevo nei suoi occhi uno sguardo di lussuria e perdizione.
Elisa:
Quell'atteggiamento da troia, mi fece perdere la bussola, e cosa mai successa prima a così breve distanza da una sborrata, il cazzo era di nuovo dritto.
Me la scopai per bene non so per quanto tempo, mentre lei godeva e si contorceva dal piacere.
Ad un certo punto, all'apice dell'orgasmo, Elisa urlò: Siiiiiii Youssef continua!!!!
Mia moglie mentre la scopavo, stava immaginando di prendere il cazzo di Yussef! Questa cosa mi diede fastidio, ma allo stesso tempo mi fece eccitare ancora di più, la presi con la forza girandola a pancia sotto e possedendola alla pecorina.
Stantuffavo come un animale e nel frattempo le dicevo le cose più indecenti.
Io: Sei una gran puttana?
Lei: Si!
Io: Non ti vergogni Troia?
Lei: No
Io: Se una maiala succhiacazzi!
Lei: Siii!
Io: Ti faccio diventare la troia dei neri! Lurida Puttana!
Lei: Siiii, Siiiiiiiii, Fammi scopare dai neri! Siiiiiiiiii!
Le sborrai dentro 5 fiotti di sperma, mentre lei gemeva ed aveva le convulsioni per l'orgasmo appena ricevuto.
Lo tirai fuori ancora duro e pieno di sperma che grondava, lo avvicinai alla sua bocca e le dissi: Puliscimelo tutto Zoccola, non lasciare neanche una goccia.
Lei avvolse la cappella nella sua lingua e come una ventosa se lo risucchiò nella bocca, facendo uscire la cappella completamente ripulita dalla sborra che mandava giù.
Elisa: Sei un gran porco mi hai fatto godere tantissimo. Ma voglio provare altro!
Io: Che Troia, non esagerare adesso.
Quella sera ci addormentammo sfiniti e soddisfatti, soprattutto mia moglie.
Il giorno seguente tornammo al mercato e ci dirigemmo verso la bancarella di Youssef.
Youssef: Bella Signora, Signore, vieni, vieni ti faccio vedere nuove cose.
Elisa si era portata la collana del giorno prima, e chiese all'Egiziano di regolarla meglio al collo,
Così sì ripetè la stessa scena del giorno precedente. Con Youssef che si attaccò con la patta al culo di mia moglie, che questa volta non si ritrasse, anzi ricambiò la strusciata, afferrando con la mano da sopra i pantaloni la nerchia dura dell'egiziano. Poi guardandomi, senza lasciare la presa, mi disse:
Guarda? Hai visto che non mi sbagliavo è più grosso del tuo. Mooolto più grosso!
Youssef: Signore vuoi che scopo tua moglie? Lei proprio bella. Piace me.
Io: Stasera vieni da noi al Resort, così ci divertiamo. Non pensavo che avrei mai detto una cosa del genere. Oramai l'eccitazione mi aveva pervaso il cervello.
Elisa non lasciava la presa.
Io: Dai cara andiamo via, mollalo ora glielo stacchi. Mica lo puoi portare con te.
Mia moglie era come in tranche, non mi sentiva.
Elisa: Andiamo dietro la bancarella, lo voglio vedere!
Youssef: Bella Signora non possibile. Arrestano. Polizia fa male noi!
Elisa non ne voleva sapere.
Io: La smetti ma che ti prende? Andiamocene! Ci vedremo stasera.
Elisa nel frattempo aveva letteralmente trascinato Youssef dietro alla bancarella in modo che la parte dei genitali non fosse visibile ai passanti.
Quello che stava succedendo aveva dell'incredibile.
Mia moglie in pieno giorno, in un mercato affollato era completamente impazzita. Abbassò i pantaloni di Youssef e rimase a contemplare un cazzo veramente notevole, non saprei dire esattamente, ma sembrava avere le stesse misure di quello di Rocco Siffredi, solo che era nero.
Io: Elisa controllati!
Come risvegliata da un sogno, Elisa la mia bella pudica mogliettina, iniziò a segare quel cazzone, prima lentamente e poi veloce. Alternava momenti di frenesia a momenti di calma apparente.
Youseff aveva lo sguardo perso, sembrava in estasi e non si opponeva.
Ad un certo punto Elisa si abbassa sotto la bancarella ed inizia a pomparlo con foia.
Youssef: Signore tu hai moglie molto bella e vogliosa. Lei succhia bene. Vieni Vedere.
Mi avvicino alla bancarella per vedere meglio e vedo la bocca di mia moglie completamente deformata per cercare di ospitare il cappellone dell'Egiziano. Nonostante l'uccello fosse di dimensioni notevoli, Elisa non accennava a staccarsi, anzi sembrava fare sforzi enormi pur per prenderlo tutto in bocca. La sua testa iniziava ad andare avanti e dietro accelerando sempre di più.
Youssef preso dall'euforia, le mise le mani in testa ed iniziò spingere il suo cazzo nella gola di Elisa. Praticamente assistevo a Youseff che si scopava la bocca di mia moglie. E pensare che per farmi fare un pompino dovevo pregarla, perché aveva sempre detto che non le piaceva. Che Grandissima Troia!
Youssef: Adesso io sborrare in bocca te. Troia. Prendi tutto mio sborra!
La sborrata fu copiosa mia moglie iniziò a tossire, quasi si strozzava, alla fine aveva lo sperma che le colava sulla faccia e dalle labbra. Youssef le diede un panno per pulirsi, poi le mise una mano sul culo e mi disse: Signore ci vediamo stasera. Fare tanto fotti fotti.
Salutammo Youseff e sulla strada del ritorno, mentre eravamo nella navetta che ci accompagnava al Resort, mia moglie iniziò a toccarmi il cazzo. Cercai di calmarla, facendole notare che c'era l'autista.
Elisa: Fammi un ditalino, non resisto, sono tutta scombussolata per quel cazzone che ho succhiato prima!
Io: Smettila c'è l'autista che ci sente e ci vede!
Elisa: Se non mi fai un ditalino, giuro che mi scopo pure l'autista.
Il fatto è che ero in tiro ed ero eccitato anche io. Perciò acconsentì e le misi una mano sotto la gonna e scostando le mutandine, iniziai a girarle e rigirale il clitoride con le dita.
Per tutta risposta lei iniziò a massaggiarmi il pacco.
Io: smettila l'autista può vederci dal retrovisore!
Elisa: Fallo guardare. Io ho voglia di godere! E così dicendo improvvisamente allargò le gambe in direzione del retrovisore e si alzò appositamente la gonna per mostrare la sua figa che veniva ravanata dalle mie mani.
La situazione mi era sfuggita di mano, nel frattempo non so come, Elisa era riuscita a tirarmi fuori il cazzo e lo menava come una forsennata.
Naturalmente l'autista si era accorto di tutto e guardava insistentemente da retrovisore, la fica aperta di mia moglie e rideva.
Elisa: Amore leccami la fica come sai fare tu! Fammi venire davanti all'autista che ci guarda!
Mi abbassai e iniziai a leccarle la fica, che stava sbrodolando su tutta la tappezzeria della navetta.
Il guidatore intanato guardava dal retrovisore e diceva a mia moglie "Italia beach".
Elisa: Si porco guarda questa puttana Italiana come si fa leccare la fica! Si porco guarda! Ah come godo! Godo! Amore sei bravissimo GODOOO!
Senza accorgercene eravamo arrivati al resort. L'autista ci sorrise con uno sguardo lascivo e ci augurò buona giornata. Salutò mia moglie con Goodby Beautiful Italian Beach.
Salimmo in camera per prepararci per il pranzo. Quello che successe la sera con Youssef è un'altra storia.
Volevo una moglie troia, ma così è anche troppo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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