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Il regalo di compleanno per un marito cuckold


di nfeo88
20.06.2025    |    13.560    |    14 9.8
"Anche il rumeno d'istinto le afferra la nuca per forzare la penetrazione ma con più tatto del collega..."
"Una sola volta, una sola regola: niente penetrazione. Buon compleanno, amore mio".
Avevo capito perfettamente cosa sottintendesse il bigliettino di Sabrina ma non ci potevo credere. O forse avevo paura di fraintendere ed illudermi.
Sabrina: "Hai capito bene, voglio realizzare la tua fantasia, ma quel limite non lo voglio superare, ho troppa paura di malattie e gravidanze e non sarei serena nemmeno con il preservativo".
Io sono Matteo, 36 anni e nella mia immaginazione sono un cuckold. L'avevo confessato anni fa a Sabrina, mia moglie, mia coetanea, ma il discorso si era spento velocemente tra la sua chiusura agli eccessi sessuali e la mia paura di portare la fantasia nel mondo vero.
Aveva visto la mia cronologia e si era resa conto che, anche se non ne parlavo con lei, quella fantasia continuava a tenermi in ostaggio.
Sabrina: "Non ti capisco fino in fondo, ma non voglio essere esclusa da alcuni angoli della tua sessualità, tutto qui. Gioca bene la tua carta".
Quattro lunghissimi mesi dopo prendo coraggio: "Domani sera, ok?". Non era il coraggio il problema, ma la paura di bruciare l'occasione. Avevo pensato di coinvolgere un amico, o magari un bull sconosciuto su questo sito o ancora di portarla ad un gloryhole, ma ognuna delle ipotesi mi lasciava qualche perplessità.
L'indomani siamo in macchina sulla statale che dalla mia città porta verso Sud. Sabrina indossa mutandine in pizzo nero, una gonna corta plissettata ed una canotta leggera senza reggiseno. Abbigliamento che attira l'occhio ma tutto sommato adeguato a temperature e moda.
Era tesissima, io quanto lei.
Spengo la macchina in quello che è il parcheggio di una grande fabbrica non particolarmente isolata, parcheggio che di notte diventa principalmente ricovero per camionisti di passaggio.
Spengo la macchina, mi sporgo verso Sabrina e ci baciamo. Avevo scelto una posizione sufficientemente lontana dagli altri veicoli ma illuminata a sufficienza da permettere a chi eventualmente ci stava scrutando di percepire le nostre ombre e i nostri movimenti.
Ci baciamo e tocchiamo a lungo senza che nulla succeda. Talmente a lungo che l'eccitazione di entrambi era ormai fuori controllo e baciarci non ci bastava più. Sabrina prende l'iniziativa slacciandomi i pantaloni e avventandosi con le labbra sul mio cazzo durissimo.
Ed è in quel momento che scorgo due ombre in avvicinamento dallo specchietto lato passeggero. Quando sono a pochi passi da noi, avviso Sabrina: "Ci siamo, abbasso il finestrino".
I due si avvicinano al finestrino e ci salutano, Sabrina interrompe il pompino giusto il tempo di voltarsi e ricambiare il saluto con un sorriso.
Il ragazzo con accento rumeno è il primo a prendere iniziativa portando una mano sulla coscia di mia moglie, accarezzandola dal ginocchio all'orlo della gonna attendendo una reazione di lei, quasi a chiedere permesso. Ho dovuto spostare Sabrina per non venire all'istante.
Di nuovo seduta sul sedile passeggero anche l'altro uomo, un italiano sulla cinquantina, riesce ad allungare una mano al ventre di Sabrina, salendo subito verso il seno. Uno le massaggiava le cosce ormai ampiamente sotto la gonna, l'altro si faceva strada nella scollatura giocando con i suoi capezzoli. Non potevo vederlo a causa della gonna, ma era chiaro che in rumeno le stava toccando le mutandine e Sabrina collaborava con i movimenti del bacino per rendere più efficace la masturbazione.
E' l'italiano ad aprire lo sportello quando le tette di mia moglie non gli bastano più. Entrambi avevano già i pantaloni abbassati e si stavano masturbando, non me n'ero accorto con la portiera chiusa.
"Succhiamelo", le ordina senza troppi giri di parole. Una frase che mai mi sarei sognato di rivolgerle io, ma che in quella situazione non appariva inappropriata. Sabrina si china verso di lui ma i suoi capelli mi impediscono di godere pienamente della scena finchè l'uomo non li raccoglie con la mano in una coda improvvisata per forzarla ad accelerare il pompino e accogliere il cazzo più in profondità. Piano piano Sabrina diventava sempre più passiva e il camionista forzava sempre più la bocca di mia moglie tutt'altro che delicatamente. Sabrina resiste due/tre minuti così, con qualche breve pausa per liberarsi della saliva in eccesso finchè non è lei stessa a sfilarsi per togliere la canottiera e liberare le tette, in quello che interpreto come un tentativo sia di riprendere fiato che di accelerare l'orgasmo dell'uomo.
Il rumeno intanto si gode la scena un passo indietro, toccandosi lentamente e aspettando il proprio turno. E la terza di mia moglie fa il suo dovere perchè dopo altri 4-5 affondi decisi, per non dire violenti, nella bocca di Sabrinail tizio viene, sborrandole in gola e provocandole un conato di vomito che la fa distogliere dal cazzo e sputare lo sperma, mentre il camionista conclude l'orgasmo masturbandosi per godere di quel che rimane della sborrata, con lo sperma che finisce un po' sul seno e sul ventre di mia moglie e un po' sulla tappezzeria della mia macchina.
Il cinquantenne si sistema velocemente i pantaloni e se ne torna da dove è venuto senza nemmeno un saluto, ma vedere mia moglie usata in quel modo per il puro piacere non faceva altro che eccitarmi ancora di più.
Il rumeno è meno intraprendente, si avvicina di un passo prendendo il primo posto nella fila di cui è rimasto l'unico componente ma continua a masturbarsi delicatamente senza avventarsi su Sabrina.
E' lei a rompere gli indugi sostituendo la sua mano a quella del ragazzo e continuando la sega mentre lui aveva preso a toccarla ovunque, partendo dalle tette, poi scendendo giù all'interno coscia per poi ritornare ai capezzoli. L'eccitazione di lei era già altissima, per cui non servì stuzzicarla molto per farla godere.
Sabrina: "Continua a toccarmi, sto venendo, sto venendooooo", Sabrina raggiunge l'orgasmo con il rumeno che le stimola il clitoride, lasciandosi cadere sul sedile a corpo morto per qualche istante a godersi il momento.
Sabrina: "Ora tocca a te, cosa ti piace?".
Il secondo camionista: "Anch'io in bocca..".
Sabrina si china sul cazzo del rumeno facendo scomparire e riapparire la cappella nelle sue labbra. Stavolta la posizione dei due mi consentiva di vedere perfettamente e decido di masturbarmi anch'io, ma vengo immediatamente.
Nè Sabrina ne il ragazzo sono comodi, per cui lei decide di scendere dall'auto e si inginocchia di fronte al nostro amico, avvolti dalla portiera aperta, e riprende a succhiarglielo con maestria, continuando a fissarlo negli occhi. Le avevo insegnato io l'importanza del contatto visivo durante i pompini, ora stavo impazzendo a vederla guardare negli occhi uno sconosciuto mentre, seminuda in ginocchio davanti a lui, gli stimolava la cappella con le labbra.
Anche il rumeno d'istinto le afferra la nuca per forzare la penetrazione ma con più tatto del collega. Sabrina passa almeno 5 minuti a succhiare il cazzo dello sconosciuto, massaggiandogli le palle e lavorando meravigliosamente con la lingua sul prepuzio e con le labbra sulla cappella. Nonostante il pompino stia diventando piuttosto lungo non sembra spazientita anzi, pare goderselo senza mettere nessuna fretta al tizio. Finalmente è lui ad avvisarla: "Vengo, vengo, vengoooo", quasi a darle la possibilità di sfilarsi, ma Sabrina continua imperterrita il suo dolce pompino. E' il rumeno invece ad immobilizzarsi. Riesco quindi a vedere gli spasmi del suo cazzo, per metà soffocato tra le labbra di mia moglie, con le vene che pulsano a farmi percepire gli schizzi di sperma che si stanno riversando in bocca a Sabrina. Lei bravissima, tiene tutto in bocca e continua a stimolare con le labbra il prepuzio del rumeno per farlo godere al massimo, finchè non è lui, dopo aver svuotato completamente le palle dentro mia moglie, a tirare fuori il cazzo ormai prosciugato. Sabrina lascia colare dalle labbra sul mento, poi sul collo e sul seno la miscela di sborra e saliva che aveva accumulato in bocca, aggiungendola allo sperma del cinquantenne che le era rimasto appiccicato sul corpo da prima.
Anche il rumeno si risistema i pantaloni ma saluta con imbarazzo, quasi sentendosi in dovere di intrattenere un qualche genere di conversazione con noi, e se ne va per la sua vita.
Sabrina risale in macchina: "Buon compleanno amore mio".
Torniamo a casa così, Sabrina di fianco a me con addosso solo la gonnellina, ricoperta di sperma. Si ripulirà poi solo a casa.
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