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Vacanza sugli sci, Sabrina e il superdotato


di nfeo88
06.11.2025    |    7.999    |    3 9.7
"Il ragazzo se ne accorge solo quando Sabrina, che nel frattempo si era fiondata direttamente verso l'oggetto del suo desiderio, libera nuovamente il cazzone e lo prende in bocca..."
Peter e Klaus, due ragazzi austriaci poco più che ventenni sarebbero stati i nostri compagni di camerata per la notte. Gli unici, data la bassa stagione.
Io e Sabrina, mia moglie, 37 anni come me, avevamo finalmente trovato il coraggio di separarci dai bimbi per qualche giorno e dedicarci ad un'avventura sugli sci nelle Dolomiti, scorrazzando sulla neve di giorno e cercando riparo nei rifugi durante la notte. Sabrina è una bella donna, alta, snella e curata. Morbida al punto giusto, vita stretta, sedere pronunciato e una secondo di seno che sul suo corpo non stona. Lunghi capelli castani, occhi profondi.
Dopo cena stavamo già giocando a carte insieme come amici di vecchia data, sorseggiando alcolici e parlando di idee di business, ragazze e politica. Sabrina leggeva un libro in disparte, poco interessata dai nostri discorsi e un po' in imbarazzo per la lingua, dovendo interagire tra noi in inglese.
Fu Klaus a spostare la discussione sulle categorie dei siti porno e sulle fantasie erotiche, confessando la sua passione per donne di colore e casting mentre io e Peter esprimemmo le nostre scontate e banali preferenze per threesome e anale. Anni prima avevo confessato a mia moglie un certo interesse per il cuckolding, mai esplorato davvero, ma non avevo avuto il coraggio di aprirmi a tal punto con i due austriaci. Fu sempre Klaus a provare ad assorbire anche Sabrina nella discussione, cercando di estorcere un parere femminile sulle nostre fantasie, ma lei se ne stava sulla sua poltrona, pantaloni della tuta e canottierina, a sfogliare il suo romanzo.
Finché, sfinita ma anche stimolata dalla goliardica insistenza dei due, si lascio uscire di bocca un: "Se mai nella vita, proverei una volta con un superdotato".
Barcollavo tra la vergogna del maschio sminuito nella sua virilità e l'eccitazione di aver sentito per la prima volta dalla bocca di mia moglie un pensiero legato alla pura parte fisica e carnale del sesso. Per la prima parte, sapevo bene di non avere uno di quei piselli che noi uomini sfoggiamo con orgoglio sotto la doccia, ma ormai avevo accettato i 15 cm che la natura mi ha dato e che tutto sommato sono sempre stati sufficienti per regalare orgasmi a mia moglie.
Klaus: "Che coincidenza, abbiamo qui con noi Peter, il manganello della Stiria!".
Peter arrossì d'imbarazzo e Sabrina ne approfitto per mettere il punto sulla serata: "E con questa, meglio che andiamo a dormire. Domani si scia!".
L'indomani ci salutammo alla partenza delle piste.
E l'indomani fu una delle giornate più eccitanti della mia vita: più volte, tra una discesa e l'altra Sabrina cercava l'occasione per riparlare di Peter e della serata precedente, come se cercassi in me una spalla per autorizzarle qualche pensiero impudico. E ce l'aveva, la spalla. Arrivai a confessarle che, se si fosse creata la situazione, l'avrei lasciata libera di divertirsi.
Da lì in poi non riuscii a pensare ad altro per il resto della giornata, immaginate la delusione quando rientrammo al rifugio e scoprimmo che un'altra comitiva si sarebbe fermata per qualche notte. Sabrina mi sembrava altrettanto delusa, ma cercava di non darlo a vedere. Ero quasi certo che non fosse soltanto una mia suggestione.
Peter, dal canto suo, aveva superato l'imbarazzo e anzi, nei pochi momenti di intimità con noi non perdeva l'occasione per lanciare a mia moglie qualche battutina che sapeva di flirt: "L'offerta è sempre valida, Peter è come il genio della lampada, esaudisce i desideri".
Due sere dopo, rientrammo dalle piste nel pomeriggio e non c'era traccia di anima viva nel reparto ostello del rifugio, nè della comitiva ma neanche dei due ragazzi. Sarebbe stata la nostra ultima notte di vacanza, mi stavo mangiando letteralmente le mani per l'occasione persa finchè non vediamo rientrare, ormai quasi all'imbrunire, anche i due ragazzi.
Tremavo per l'eccitazione, nella speranza che succedesse qualcosa, ma non volevo illudermi.
Ceniamo insieme e poi ci dedichiamo alla consueta partita a carte, Sabrina in disparte cerca di finire il suo amato libro. L'ambiente interno, riscaldato a legna, è molto caldo. Quasi eccessivamente caldo. Noi ragazzi siamo in pantaloncini e maglietta, mia moglie ancora in tuta e canottierina. Noto che stavolta non indossa il reggiseno e questo basta per mandare alle stelle i miei ormoni già impazziti.
Finchè, all'ennesima battutina di Peter: "Ah Sabrina, Sabrina...sempre a leggere, non sai che ti perdi..".
Ma mia moglie finalmente alza gli occhi e risponde: "Che mi perdo? Siete tutti pescatori voi uomini..". Terminando la frase, rivolge lo sguardo verso di me cercando un segno, che non riesco però a restituirle.
Ma la mia inespressività diventa una conferma per lei: "Dai, vediamo se hai il coraggio di farmelo vedere".
Peter balza in piedi abbassando i pantaloncini prima ancora di aver toccato terra. Mentre si avvicina a Sabrina abbassa anche la parte anteriore degli slip facendo balzare fuori il cazzo già quasi teso. Mia moglie, affatto sorpresa, lo impugna con la mano destra e quel tocco è sufficiente per richiamare le ultime gocce di sangue necessarie per completare l'erezione.
La mano di Sabrina non si chiude, il pollice non riesce a toccare le altre dita della mano e non ci vanno nemmeno vicino. Con delicatezza scopre la cappella, tutto molto lentamente e senza mai distogliere lo sguardo, come stesse ammirando un dipinto. La mano scivola poi sulla parte inferiore del pene fino a raccogliere le palle di Peter. Gliele solletica con le dita per poi ritornare ad afferrare il cazzo accennando comodamente un sega.
Peter poggia una mano sul capo di mia moglie avvicinandolo al suo cazzo, guidandolo verso la bocca di Sabrina, che non si oppone. La cappella scivola tra le sue labbra. La bocca è completamente spalancata e Peter prova a forzare un po' la spinta ma di spazio all'interno non ce n'è.
Sabrina lo afferra nuovamente e con la lingua stimola la parte inferiore della cappella, proprio sul filetto come le ho insegnato, scorrendo di tanto in tanto giù fino alle palle succhiando pure quelle.
Deciso che per i preliminari era abbastanza, almeno per i suoi, Peter fa alzare Sabrina e con una mossa veloce le abbassa i pantaloni della tuta e le mutandine. Noto che aveva scelto una brasiliana di pizzo nero che mi fa impazzire. La prende di peso e la sposta sul divano, lasciandola supina con le gambe aperte. So china verso la sua vagina per leccarla ma si accorge che subito che è già bagnatissima, non c'è bisogno di lubrificazione. Indossa velocemente un preservativo che teneva in tasca e punta la cappella verso la vagina di mia moglie, tenendole le gambe in alto e divaricate il giusto.
Entra piano, ma senza fatica. Sabrina ha un sussulto: "Oddio è enorme". Invidio Peter, chissà quanto ego deve dare sentirsi parlare così da una donna.
Il ragazzo affonda, facendolo entrare quanto possibile per poi uscire completamente e rientrare. Sabrina continua a straparlare: "Oddio non ho mai sentito una cosa così, sono completamente aperta" e ancora "fai piano, ho paura che mi rompi".
Sabrina si sfila la canotta e si rivolge a Peter: "Guardami, sono tua".
Peter dal canto suo continua ad entrare dentro di lei in quella posizione e in tutto questo io e Klaus restiamo in disparte a gustarci la scena.
Sabrina ordina: "Siediti". Peter esegue Sabrina si porta a cavalcioni, usando una mano per infilarsi dentro il cazzo tesissimo del ragazzo. Comanda lei, lui le afferra il sedere e asseconda i suoi movimenti. Lei continua "Così è ancora più dentro, oddio lo sento tutto, tuttooooooo" e si lascia andare ad un'orgasmo, lasciandosi cadere sul corpo di Peter. Giusto il tempo di riprendersi che mia moglie si alza e ordina: "Mettimi a pecora". Il ragazzo di posiziona dietro di lei e la penetra nuovamente, ma stavolta bastano una manciata di colpi in quella posizione per fargli perdere il controllo e venire.

E' notte fonda quando Sabrina mi sveglia: "Amore, non riesco a dormire.."
Le rispondo: "Che succede?".
Lei: "Non riesco a non pensare a prima, era grandissimo, mi sentivo piena, era bellissimo.."
Capisco al volo dove vuole andare a parare: "Vai, approfittane...Ti aspetto qui, ti amo".
Sabrina esce dalle coperte e scivola nel letto di Peter, pochi metri più in là. Il ragazzo se ne accorge solo quando Sabrina, che nel frattempo si era fiondata direttamente verso l'oggetto del suo desiderio, libera nuovamente il cazzone e lo prende in bocca. O almeno questo immaginavo stesse facendo a giudicare dal movimento della coperta che riuscivo a percepire con la poca luce a disposizione. Peter alza per un attimo il capo per poi farlo crollare nuovamente sul cuscino a godersi il pompino di mia moglie.
Pochi secondi dopo, forse un minuto, giusto il tempo di farlo tornare in erezione, Sabrina si stende prona di fianco a lui, invitandolo ad andarle sopra.
Peter: "Oh no, ho finito i preservativi, ne avete voi?".
Negativo, non li usiamo nella nostra coppia.
Sabrina, totalmente offuscata: "No no, entra lo stesso ti prego poi vediamo".
Il ragazzo, anche lui poco lucido, le sale sopra. Mia moglie aveva posizionato un cuscino sotto il ventre per rendere la posizione più comoda. Peter la penetra e affonda dentro di lei, estasiato dalla sensazione dei corpi che si sfiorano e del glande finalmente libero dal preservativo.
Sabrina: "Vai piano, senza fretta, resta dentro di me tutta la notte ti prego".
Lui l'asseconda, scopandola lentamente a giudicare dai movimenti della coperta. A tratti le baciava la schiena, le bloccava i polsi al materasso.
Lei in completa tranche, continuava a ripetere: "Mi stai aprendo tutta, è enorme, lo sento tutto dentro".
Andò avanti così molto a lungo, forse 10 minuti, forse mezzora, non lo so. Quasi stavo per cedere al sonno.
Lui continuava a scoparla da dietro entrando ed uscendo piano, ma questo non bastò per evitare l'orgasmo.
Peter: "No! Sto per venire".
Sabrina, in preda all'ennesimo orgasmo: "Lo sento tutto, non ti fermare ti prego, continua".
Le continue parole di lei furono interrotte solo dai gemiti dell'orgasmo di Peter, che stava scaricando tutto dentro mia moglie.
Sabrina: "Non uscire, resta dentro di me". Voleva godersi gli ultimi attimi di turgore.
Terminata l'erezione, Peter uscì da mia moglie e si riadagiò al suo posto.
Si ripulirono e Sabrina tornò nel nostro letto.

La mattina dopo, al nostro risveglio i ragazzi erano già ripartiti. Noi scendemmo alla prima farmacia per la pillola del giorno dopo.
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