tradimenti
La Fame di Elena
hermes8013
07.03.2026 |
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"Il suo clitoride pulsava sotto la lingua di lui, che la portava sull'orlo del baratro, per poi indietreggiare, lasciandola in sospeso..."
È il mio primo racconto, e nasce da un'istintiva voglia di scrivere, dalla passione per le parole che sanno di pelle e di desiderio. Per questo, ho deciso di non usare mezzi termini, ma di raccontare la cruda e travolgente realtà di un tradimento.Elena aveva 42 anni, ma il suo corpo sembrava non saperlo. Era una donna mora, con capelli ricci e selvatici che le incorniciavano un volto ancora intatto dal tempo, con occhi scuri che nascondevano una noia profonda. Il suo matrimonio con Marco era un deserto. Lui, assorbito dal lavoro, la trascurava da anni, riducendo la loro vita a due estranei che dormivano nello stesso letto. Elena era timida, riservata, ma dentro di sé covava una fame che la spaventava.
L'incontro era stato organizzato in un bar di periferia, un luogo anonimo dove nessuno avrebbe potuto riconoscerla. Erano le 17:30 di un martedì grigio. Lei arrivò prima, indossava un abito nero aderente che sottolineava le sue curve perfette, seno sodo e fianchi sinuosi. Sedette a un tavolino in un angolo, il cuore che le batteva forte contro le costole.
Pochi minuti dopo, entrò lui. Si chiamava Luca, 45 anni. Capelli rasati, un fisico asciutto ma vigoroso, un'aria sicura di sé che non passava inosservata. Indossava una camicia semplice e jeans. I loro occhi si incrociarono e un'ondata di elettricità percorse la schiena di Elena. Luca si sedette di fronte a lei, senza dire una parola, la osservò con un'intensità che la fece arrossire.
"Sei più bella di quanto immaginassi," disse lui, con una voce roca e profonda.
Elena abbassò lo sguardo, sentendosi nuda sotto quel suo sguardo. "Tu... sei esattamente come nelle foto," riuscì a dire.
Parlarono per quasi un'ora. Non di sesso, ma di tutto e di niente. Lui la faceva sentire vista, ascoltata. Ogni sua parola era una carezza, ogni suo sguardo una promessa. Sotto il tavolo, le loro gambe si sfiorarono. Elena sobbalzò, come scossa da una folgore. Luca non si ritirò. Anzi, allungò una mano e la posò delicatamente sul suo ginocchio. La pelle di Elena si accese. Era così tanto tempo che un uomo non la toccava con quel desiderio.
"Vieni con me," le sussurrò lui, non era una domanda, era un ordine dolce.
Elena annuì, senza dire una parola.
Il suo appartamento era a pochi minuti di macchina. Entrarono e il silenzio si caricò di una tensione palpabile. Luca la prese per mano e la condusse in soggiorno. La spinse dolcemente contro il muro, le sue mani le cinguettarono sui fianchi. "Sei sicura?" le chiese, con il fiato sul collo.
Elena non rispose a parole. Si girò e lo baciò. Fu un bacio disperato, famelico. Le loro lingue si scontrarono, le loro mani si strapparono i vestiti di dosso. La camicia di Luca volò via, rivelando un petto peloso e muscoloso. Elena sfilò il suo abito nero, rimanendo in perizoma e reggiseno di pizzo nero. Luca la guardò con avidità, i suoi occhi che scintillavano.
"Sei una dea," sussurrò.
La prese in braccio come se non pesasse nulla e la portò in camera da letto. La gettò sul letto e si gettò sopra di lei. Le sue mani erano ovunque, sulla sua pelle, sui suoi seni, tra le sue gambe. Elena gemeva, una sensazione che credeva dimenticata. Era bagnata, eccitata come una ragazzina. Lui le sfilò il perizoma con un gesto brusco e le allargò le gambe. Si chinò tra le sue cosce e la leccò con una maestria che la fece urlare. Il suo clitoride pulsava sotto la lingua di lui, che la portava sull'orlo del baratro, per poi indietreggiare, lasciandola in sospeso.
"Ti voglio vedere impazzire," le sussurrava.
Elena non ce la faceva più. "Scopami, per favore. Scopami ora," supplicò.
Luca sorrise, un sorriso crudele e eccitato. Si sollevò, sfilò i jeans e i boxer. Il suo cazzo eretto saltò fuori. Era lungo, spesso, venoso. Elena lo guardò con un misto di timore e desiderio. Era esattamente quello di cui aveva bisogno.
Senza altro preambolo, Luca si posizionò tra le sue gambe e la penetrò con un colpo secco, fino in fondo. Elena urlò, un misto di dolore e piacere intenso. Lui iniziò a scoparla, duro, senza pietà. Le sue mani le afferravano i fianchi, spingendola contro di sé ad ogni thrust. Il letto cigolava, il suono dei loro corpi che si scontravava riempiva la stanza. Era una scopata animalesca, primitiva. Lei era la sua troia, e lui il suo padrone.
Lei lo graffiò sulla schiena, lui le morse il seno. Si ribaltarono, e lei lo cavalcò con una furia che non sapeva di possedere. Si muoveva su di lui, sentendo il suo cazzo riempirla, sfiorare le pareti della sua figa. Lui le afferrò i capelli, tirandoli indietro, costringendola a guardarlo mentre la scopava.
"Vieni, troia. Vieni per me," le ordinò.
E quelle parole furono la sua rovina. L'orgasmo la travolse come un'onda gigante, una scarica elettrica che la fece tremare e urlare il suo nome. Pochi istanti dopo, Luca gemette, e lei lo sentì eiaculare dentro di lei, un'ondata di calore che la riempì.
Crollarono uno sull'altro, sudati e senza fiato. Per un po', rimasero così, in silenzio, ascoltando solo i loro respiri affannosi. Elena sentiva il cuore ancora in subbuglio, ma per la prima volta dopo tanto tempo, non era di noia. Era di vita. Aveva tradito suo marito, ma in quel momento, non provava nessun rimorso. Solo la sensazione di essere finalmente viva.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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