tradimenti
La Ruota Gira
GangBangToscana
28.03.2026 |
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La mia risposta fu: “Al di là del fatto che non sono argomenti da trattare via messaggio ma di persona, visti gli intimi rapporti familiari che abbiamo, e comunque, se ho architettato io i..."
Sono Marco. Nel 2023, per la terza o quarta volta negli ultimi 15 anni, mi contatta su un social la moglie di un mio collega (a cui da ora in poi darò il nome di fantasia di “Barbara”). Mi accorsi che trovava sempre futili motivi per farlo, ma vista la situazione avevo sempre fatto il vago.Quella volta però fu diverso: una parola tira l’altra e mi dice che il mio collega (che da ora in poi chiamerò Mario) stava lasciando casa, in quanto sgamato dalla moglie in una relazione extraconiugale. Io accolgo lo sfogo di Barbara e pensavo fosse mirato a scaricare il suo stress, magari voleva parlarne con qualcuno; invece no, gli argomenti diventano sempre più mirati. Siccome non sono nato ieri, chiedo esplicitamente a Barbara cosa sapesse di me, perché i discorsi allusivi portavano in un’unica direzione.
“Barbara, cosa sai sul mio conto?”
Lei mi rispose spontaneamente, dicendomi: “Sai, durante una cena fra colleghi e mogli di colleghi, Mario ha esordito con una frase”.
“Perché non facciamo tutti i separati in casa come Marco?!?! La moglie sa che è scambista, ma gli ha detto che può fare le sue cose fuori casa, l’importante è che torni a casa per il bene dei figli.”
Non vi nascondo che la cosa mi diede tremendamente fastidio, perché questa fuga di notizie non mi piacque per niente.
Nei giorni a seguire però gli argomenti con Barbara si fecero tremendamente accattivanti. Le chiesi di sputare il rospo: mi confessò che il suo sogno nel cassetto era quello di fare una gangbang o comunque far parte del mondo scambista.
Inizialmente ero davvero confuso. Sicuramente non potevo far fare una gangbang a Barbara con tutti i colleghi di suo marito, ma scelsi comunque di trasformare quella situazione “scomoda” in un’opportunità.
Cominciai a frequentare Barbara, che mostrava una certa predisposizione per il BDSM ed in particolare per “l’anal brutal”. Le feci scoprire, per la prima volta a 50 anni, l’orgasmo anale. Da lì non me la scrollai più di dosso: era un continuo cercarmi, mostrando atteggiamenti quasi di “ninfomania”.
Scelsi così di portarla a un festino organizzato in un B&B attrezzato a Centocelle (RM): 12 coppie e 12 singoli. Fu lì che capii davvero il potenziale di quella donna.
Fu un periodo confuso, fra alti e bassi e sensi di colpa nei confronti di Mario, che comunque continuava la sua relazione extraconiugale. Decisi di sospendere i contatti con i componenti della mia gangbang perché, essendo tutti colleghi di lavoro, questa fuga di notizie poteva turbare ulteriormente la situazione.
Sospesi i contatti con tutti tranne uno: il mio migliore amico. Vent’anni fianco a fianco, sposato, introverso; ci scambiammo addirittura sacramenti reciproci in famiglia: l’uomo più fidato che potessi avere, Andrea.
Andrea veniva spesso in gang, aveva un profilo di riservatezza perfetto: sposato, silente, arrivava, tirava giù le braghe, giocava, si rivestiva e andava via.
Il rapporto con Barbara si faceva sempre più incalzante: voleva vedermi quasi tutti i giorni e io, con i miei ritmi lavorativi e familiari, non riuscivo a starle dietro.
Decisi così di coinvolgere Andrea e creare un trio composto da me, lui e Barbara. Lui però non sapeva di chi fosse moglie.
Lei, fra le sue fantasie, aveva “il rapimento con abuso”. Vado a prenderla bruscamente in una zona isolata, la strattono, la incappuccio e le lego i polsi. La porto in una cascina di campagna dove ad attenderci c’era Andrea con il passamontagna.
Fu idilliaco: una situazione borderline fra gioco e realtà, come espressamente richiesto da Barbara. Anal brutal, anal brutal ed ancora anal brutal…
La riportai via e la slegai nel parcheggio isolato dove aveva la sua auto. Mi accertai che la situazione fosse sotto controllo e me ne andai.
Sentii un enorme senso di colpa nei confronti di Andrea: dovevo assolutamente dirgli che Barbara era la moglie di Mario (fra colleghi ci conosciamo bene, ma alcune mogli in 20 anni non le ho mai viste).
Ritornai a prendere un caffè con Andrea dopo mezz’ora e gli chiesi espressamente se avesse capito con chi avesse giocato. Lui mi diede risposta negativa. Io gli dissi chiaramente che era Barbara, la moglie di Mario.
Lui non fece una piega: “Ormai sono separati”, disse, “possiamo fare come ci pare”.
Da lì a poco continuammo a vederci senza cappucci e passamontagna per qualche volta, ed a me stava anche bene che i due si vedessero senza di me… fino a quando… il silenzio.
Chiesi.
Io: “Andrè, ma con Barbara?” Andrea: “Ma guarda, è tanto che non ci sentiamo”. Io: “Barbara, ma con Andrea non vi vedete più?” Barbara: “Andrea? No, è da un po’ che non ci vediamo”.
La cosa non mi sembrava del tutto trasparente, perché Barbara non mi guardò negli occhi per darmi la risposta: guardava per terra.
Ora, siccome non sono proprio di primo pelo ed ho avuto diverse relazioni esperienziali nella mia vita, dentro di me sapevo che c’era qualcosa che non andava.
Organizzo l’ennesima serata allargata nel B&B di Centocelle (RM). Questa volta però decisi di filmare Barbara, e così fu.
Il giorno dopo andai da Andrea e gli feci vedere i video delle performance di Barbara e lì per lì rimase impassibile.
Da lì a pochi giorni mi arriva un messaggio di Andrea su Telegram con scritto:
“Marco, da oggi in poi Barbara non frequenterà più ambienti scambisti. Tu per lei sei satana. Io voglio proteggerla. Da oggi in poi ci sarò io per lei. Non ti sarà concesso nemmeno di fare il terzo.”
La mia risposta fu: “Al di là del fatto che non sono argomenti da trattare via messaggio ma di persona, visti gli intimi rapporti familiari che abbiamo, e comunque, se ho architettato io i giochi, come minimo dobbiamo avere un confronto tutti e tre viso a viso.”
La risposta di Andrea fu: “No.”
Chiamai Barbara, mia complice in tutto, mia lei di coppia fino a quel momento, e chiesi spiegazioni. Scoppiò in lacrime.
Al che mi inalberai parecchio. Attesi che Andrea tornasse dalle ferie, lo caricai in macchina ed andammo a litigare in un posto isolato. Fra uno spintone e l’altro ci sputammo in faccia tutto il veleno possibile.
Chiesi ad Andrea se volesse lasciare la moglie per iniziare una relazione con Barbara e mi rispose di no. Quindi gli tolsi il saluto, dicendo che non accettavo lezioni di vita da nessuno.
Per un paio di mesi ancora Barbara volle tenere due piedi in una scarpa, ma poi io decisi di mandare a cagare entrambi.
Morale della storia:
Mario è tornato a casa ignaro della situazione di Barbara.
Andrea ha tradito la moglie con Barbara, ma ha tradito anche la mia amicizia ventennale.
Barbara ha creato tutto questo casino.
Ed io ho mandato a cagare tutti i componenti della mia gang, tranne pochissimi che ancora mi seguono.
La Ruota Gira, a volte male, ma gira.
Marco
GangBangToscana
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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