tradimenti
La finestra di fronte
MGEfantasy
10.11.2025 |
4.605 |
48
"Le mie mani sfiorano, lentamente, l’interno delle cosce fino ad arrivare alla figa, che percepisco essere già calda e molto bagnata..."
È una sera d’estate in cui l’aria, caldissima, corre sulla pelle come continue e piacevoli carezze. Il cielo, oltre le finestre aperte, è ormai di un rosso intenso per il tramonto iniziato. Lavo le tazzine del caffè che abbiamo bevuto poco prima, con indosso una maglietta di cotone sulla pelle nuda e un paio di pantaloncini. Eppure, anche con un look così semplice e casalingo devo essere piuttosto attraente con le mie curve generose, perché Mario mi abbraccia da dietro e mi sbaciucchia il collo, mentre si fa sentire contro il mio sedere. Quei baci hanno subito effetto e i miei capezzoli rispondono all’istante, inturgidendosi. Socchiudo gli occhi, per percepire meglio la sensazione, mentre sento le sue mani che si infilano sotto la maglietta e vanno ai miei seni, li avvolgono, li palpano desiderose.Mentre inizio ad eccitarmi e a sentire la farfallina reagire, il suo membro duro si muove contro le mie chiappe, suggerendomi quanto anche lui si stia eccitando. Le sue mani e le sue dita stuzzicano i miei capezzoli, la sua lingua mi lecca sotto le orecchie, eccitandomi così tanto che mi sento percorsa da una scarica di desiderio fortissima, così forte che mi impedisce di stare ferma. Così sculetto un istante e poi mi volto e mentre la mia bocca calda ed affamata si lancia in un bacio caldissimo, voglioso e la mia mano si appoggia ai pantaloni, cercando di sentire la sua eccitazione nella durezza del cazzo.
Mario mi appoggia le mani sul sedere e le dita si infilano sotto l’elastico dei pantaloncini, cercando bramose il calore della mia pelle, della mia carne.
Mi sto bagnando, il mio desiderio è esploso. Sbottono i suoi pantaloni mentre lui infila le mani sotto la maglietta, sfiora i miei seni e poi me la toglie. Ci spogliamo a vicenda con il desiderio e la golosità con cui si scarta un dolce tanto bramato.
Mi stringe, mi solleva e mi sdraia sul tavolo, con le gambe piegate e aperte. Mi accarezza le ginocchia, poi la pelle morbida all’interno delle cosce. Le mani sono seguite da labbra lussuriose che mi fanno ansimare, nell’attesa che arrivino alla mia figa impaziente e sempre più bagnata.
Tremo, inarco la schiena, quando la sua lingua si posa vorace sulle mie grandi labbra e lecca, assapora i miei umori. Afferro le mie tette, le palpo, aggiungendo piacere al godimento intensissimo che la sua lingua mi sta dando mentre entra, esce, succhia la mia figa calda e vogliosa. Ansimo, mi muovo in preda al piacere che sto provando. Gli occhi sono socchiusi, volto la testa da un lato e tra le tende svolazzanti, un movimento impercettibile alla finestra di un appartamento dall’altra parte della strada, cattura la mia attenzione. Guardo meglio e vedo in controluce la figura di un uomo, un uomo che ci sta guardando.
Ho un sussulto, mi contraggo, mi vergogno e mi copro i seni con le mani. Voglio fermare Mario e chiudere la finestra, ma nello stesso momento una stuzzicante sensazione mi sorprende e mi fa esitare. Sono combattuta, tra l’imbarazzo e il fremito libertino ed eccitante, che percorre tutto il mio corpo nel sapere che quell’uomo, sconosciuto, mi sta guadando nuda mentre mi faccio leccare la figa. E si sta sicuramente eccitando. Così, mentre continto a muovere i fianchi per sentire ancora meglio la lingua che mi sta scopando la figa, continuo a guardare verso quella finestra e vedo chiaramente che ora il braccio di quell’uomo si sta muovendo, ritmico. Si sta masturbando mentre mi guarda eccitato, mentre ci guarda. Mi turba, ma mi eccita anche moltissimo. È una eccitazione prepotente e trasgressiva. E allora aumento il ritmo delle spinte del mio bacino mentre con le mani riprendo a palparmi le tette.
Guardo verso quella finestra, immagino che quell’uomo nella penombra stia incrociando il mio sguardo, che guardandomi negli occhi mentre Mario mi lecca la figa, mi faccia sentire quanto lo eccito, quanto gli ho fatto venire voglia di scoparmi.
Poi Mario smette di leccarmi, mi afferra e con decisione mi gira a pancia in giù, sul tavolo. La sua bocca, lenta e calda, scivola sulla mia schiena, con le labbra che assaporano tutta la mia pelle, fino ad arrivare al mio culo, che palpa e stringe con decisione. Sono bagnata, impaziente. Le sue mani mi aprono le natiche e la sua lingua affamata ora lecca il mio buchino. Si infila dentro, golosa, mi scopa il sedere con movimenti lenti e decisi, lo bagna, facendomi venire davvero voglia.
“Mmm… mi piace il cazzo nel culo, dai scopamelo” gli dico con decisione.
Gemiti di piacere mi sfuggono dalla bocca mentre sento che lo ammorbidisce, lo prepara con un dito e mi abbandono completamente nell’attesa emozionante di sentirlo entrare dentro di me.
“Certo che te lo scopo questo bel culo amore, senti quanto mi piace e mi fai godere” mi risponde con voce eccitatissima.
Subito sento il suo cazzo, duro, premere contro il mio sedere e un attimo dopo, senza esitazioni, penetrarmi fino in fondo. Un brivido mi scuote la schiena, il respiro mi si spezza in gola impedendomi di urlare. Mario spinge con foga, il suo cazzo pulsa dentro di me, io mi muovo contro di lui, affamata, calda e con i fianchi cerco di accoglierlo fino in fondo.
Alzo lo sguardo e attraverso la finestra, scorgo di nuovo l’uomo misterioso. È lì, fermo, con la mano che si agita rapida sul cazzo. Lo sta segando furiosamente, fissandomi, ed è chiaro che vuole venire, che sta per venire. Questo pensiero mi eccita da morire. Muovo i fianchi più forte, lo provoco, immagino che mi senta dirgli che vorrei vederlo sborrare mentre mi guarda e mi desidera, mentre godo con il cazzo di Mario che mi scopa il culo.
E Mario spinge sempre più forte, fino a che lo sento esplodere dentro di me, tanto e caldo. Lo sperma che mi riempie mi manda fuori controllo: l’orgasmo mi travolge, facendomi gemere, tremare, facendomi godere come non mai, mentre mi sento addosso tutto il desiderio di quell’uomo sconosciuto, che sta impazzendo di eccitazione per me.
Quando esce dal mio culo, chiudo gli occhi, abbandonandomi al piacere che ha avvolto il mio corpo e la mia mente.
Qualche minuto per riprendermi e il mio sguardo corre alla finestra, ma è vuota, l’uomo non c’è più. Ci coccoliamo un po’ e dopo una bella doccia ci addormentiamo, sfiniti, con il caldo profumo dei nostri corpi.
Al mattino ci svegliamo con qualche bacio, mentre Mario mi accarezza la schiena nuda. Ridiamo e ci provochiamo ricordando quanto abbiamo goduto la sera prima, e così subito mi stuzzica, mi intriga il pensiero di quello spettatore sconosciuto che ci guardava, eccitato e voglioso.
Quel giorno e anche nei successivi, lancio spesso lo sguardo verso quella finestra, spinta dalla curiosità e dalla segreta speranza di scorgere un movimento, magari anche il volto di quell’uomo misterioso. Ma resto delusa: nessuna luce, nessuna ombra, nulla appare a quella finestra che rimane ostinatamente chiusa.
Poi arriva il sabato e con Mario, decidiamo di dedicarlo interamente a noi. Organizzo una cenetta con i piatti che più ci piacciono, preceduta da un aperitivo piuttosto alcolico che scalda subito l’atmosfera della serata. Intanto, la mia mente è già invasa da pensieri birichini, dall’eccitazione e dal ricordo ancora vivo e trasgressivo dell’altra sera: immagini che tornano a quell’uomo sconosciuto che mi guardava, pieno di desiderio, di eccitazione, di voglia di me.
Ceniamo, beviamo, scherziamo maliziosamente, e nei nostri sguardi si legge chiaro il desiderio che ci avvolge. Poi, non so se lo faccio apposta o per vera disattenzione, ma una goccia di sugo delle linguine al ragù di pesce mi cade sulla camicetta.
"Oh cavoli, mi sono macchiata, adesso la devo togliere" dico a Mario, fissandolo negli occhi con un sorriso malizioso.
Comincio a sbottonarla lentamente, un bottone dopo l’altro, fino a liberare il mio seno abbondante, stretto a fatica in un reggiseno trasparente che lascia intravedere chiaramente le areole e i capezzoli, già tesi e desiderosi di mostrarsi.
Gli occhi di Mario si illuminano all’istante e il suo sguardo, goloso, avvolge lussurioso le mie tette.
“Mmm… che spettacolo eccitante” mi dice.
Il mio sorriso malizioso è già una risposta eloquente, mentre mi avvicino, slacciando il reggiseno. Mi siedo a cavallo di lui, lo afferro per la testa e guido il suo viso contro una tetta. La sua bocca si chiude sul capezzolo turgido, la lingua che lo stuzzica e lo succhia, mentre la sua mano si impossessa dell’altra tetta stringendola, palpandola. Le tette sono il mio punto più sensibile, e così sento subito l’eccitazione crescere intensa, facendomi bagnare tantissimo.
Sotto di me il suo cazzo, già duro, preme contro la mia figa. Muovo i fianchi per sentirlo meglio, per stuzzicarlo e provocarlo, godendo di quel contatto che mi fa ansimare.
Mi sto eccitando e quando il mio sguardo scivola verso la finestra, Mario se ne accorge. Si volta d’istinto e vede anche lui la sagoma di quell’uomo, che ci sta di nuovo osservando, con una mano che si muove sopra i pantaloni. Ci guardiamo negli occhi, trattenendo il fiato per un istante, e poi ci scambiamo un sorriso, carico di maliziosa complicità. L’idea di essere spiati, di avere addosso lo sguardo eccitato di uno sconosciuto, ci stuzzica entrambe.
Mi abbasso davanti a Mario, gli apro i pantaloni e tiro fuori il suo sesso duro, bagnato di desiderio. Lo lecco molto lentamente, percorrendo l’asta dal basso e indugiando sulla cappella tesissima e già bagnata, mentre rivolgo sguardi più che maliziosi al nostro spettatore. Lo prendo tutto in bocca e lo succhio, piano, mentre Mario si abbandona indietro con la testa, perso nel piacere. Lo sento pulsare caldo sulle mie labbra, è bellissimo ed eccitante.
Poi lo chiamo, voglio che mi guardi negli occhi mentre lo accolgo tra le mie tette morbide, stringendole attorno al suo cazzo scivoloso. Lo scopo così, con le tette che lo avvolgono e la lingua che ogni tanto stuzzica la cappella, lucida e tesa. Lui geme, spinge e io godo nel vederlo e sentirlo così eccitato, mentre fuori, alla finestra, vedo che l’uomo misterioso si è spogliato, è completamente nudo e si sta segando con passione mentre ci guarda, mentre mi guarda.
“Lo vedo che ogni tanto guardi fuori,
ti piace e ti eccita farlo impazzire di desiderio, vedere che si sta segando, così eccitato da te, vero? ” mi domanda Mario sorridendo malizioso e provocante.
“Si, da morire” rispondo decisa e con uno sguardo caldissimo.
“Ma adesso basta scoparmi le tette, lo voglio dentro di me”.
Mi sfilo la gonna, mi tolgo la brasiliana e mi sistemo a cavalcioni sopra Mario. Lo fisso negli occhi, profondamente, mentre la mia mano afferra il suo cazzo, duro e voglioso, e lo fa scivolare tra le mie grandi labbra socchiuse, bagnate dei miei umori caldi.
In quell’istante mi dice: “Pensa a quanto vorrebbe essere lui a infilartelo e a sentire la tua figa calda e per questo, a come ce l’avrà duro… a quanto è eccitato".
Quasi mi manca il respiro a quel pensiero e vogliosa come non mai con un gemito mi abbasso decisa, lo infilo tutto, fino in fondo, riempiendo la mia figa affamata che pulsa per essere scopata per bene. Il desiderio, la lussuria, mi attraversano il corpo, la mente, mi sento la donna più calda e desiderata del mondo mentre i miei fianchi si muovono, ondeggiano per prenderlo tutto dentro di me, per sentirlo sbattermi forte. Mario stringe le mie tettone, che rimbalzano davanti al suo viso e ci affonda la bocca, leccandole con avidità, succhiando i miei capezzoli tesi e durissimi. La sua lingua calda gioca con loro mentre il suo cazzo mi sbatte senza tregua, affondando con una foga che mi eccita ancora di più. Sento che anche lui è eccitato da impazzire, sento la sua voglia di venire, di riempirmi la figa di sperma caldo, e questo pensiero mi fa perdere completamente la testa.
Ci guardiamo, ansimanti, mentre il piacere cresce così tanto che sembra diventare incontrollabile. I nostri occhi si incontrano e insieme, vanno alla finestra di fronte: l’uomo ci guarda.
E noi lo guardiamo, provocandolo, mentre continuiamo a scopare. Così la sua mano, che si muoveva veloce rallentata di colpo, il suo corpo sussulta, barcolla. Sta venendo, sborra, travolto dall’eccitazione e dal desiderio, dalla voglia di me.
Vederlo così eccitato, vederlo sborrare mentre mi guarda scopare mi fa quasi girare la testa e dalla bocca fugge un urlo di piacere.
“Vengooo, vengooo!” mentre l’orgasmo mi travolge e percorre, scuote tutto il mio corpo.
E anche Mario viene, appagandomi ed eccitandomi ancora, quando sento il suo cazzo pulsare dentro di me e il suo sperma, in fiotti caldi e abbondanti riempirmi la figa, mentre quasi mi urla quanto sta godendo, quanto lo faccio godere.
"Cazzo, che situazione eccitante, quanto ho goduto", penso esausta mentre mi sfilo piano l' uccello ancora teso e mi lascio cadere sul divano, con il corpo scosso dai brividi del piacere.
“Quanto abbiamo goduto stasera? E il nostro spettatore? L’hai fatto venire solo guardandolo” dice Mario ridendo.
“Hai visto con che voglia si segava? Avrebbe voluto essere al tuo posto. Chissà com’era eccitato e duro, chissà cosa avrebbe voluto farmi…” rispondo provocante alla sua battuta.
“Chissà… ma sono stato io a scoparti e mi hai fatto godere da morire” mi risponde Mario sempre sorridendo.
Concludiamo la serata così, continuando a scherzare, a provocarci, avvolti dalla luce e dal calore della nostra passione.
Nei giorni successivi, per tutta la settimana, la finestra rimane vuota, ma con Mario scherziamo e ci stuzzichiamo ripetutamente, ricordando quella scopata trasgressiva ed emozionante, quello spettatore misterioso, sconosciuto, eccitato e… eccitante.
Arriva la domenica e Mario, sapendo di dover partire per una trasferta di lavoro, non perde occasione per lanciarmi battute a metà tra il geloso e il malizioso.
"In questi giorni in cui non ci sarò, finestre e tende chiuse, mi raccomando", mi dice con un sorriso che sa di provocazione.
Lo punzecchio, ridendo, dicendo che non so e che non prometto nulla, mentre alludiamo a quello che potrei combinare durante la sua assenza… magari proprio per stuzzicare lo spettatore misterioso che ci osserva.
Al mattino presto Mario parte con alcuni colleghi e, rimasta sola, ripenso divertita alle sue parole. Quel “divieto” mi eccita, mi provoca, mi tenta e l’idea di aprire proprio quella finestra proibita mi fa sorridere maliziosamente.
La giornata, tra lavoro e qualche commissione da fare trascorre velocemente e finalmente sono di nuovo a casa. Il caldo di questo agosto è soffocante e allora ne approfitto. Per stare bene e confesso, con una sottile eccitazione, mi spoglio e rimango con indosso solo le mutandine e una camicia bianca, ampia e leggera. Così mi muovo per casa, ceno e poi esco un istante sul balcone per stendere qualche capo appena lavato. Lancio uno sguardo nemmeno troppo furtivo, ma la finestra sembra non darmi alcun brivido.
Prima di andare a dormire, per far entrare un po’ d’aria, voglio aprire qualche finestra. Inizio, ovviamente, proprio con il salotto scostando, con un gesto deciso, le tende. Ma nel farlo, la camicetta si sbottona e si apre, rivelando completamente il mio seno morbido e prosperoso.
Chissà se l’ha visto, penso subito, quell’uomo misterioso che, l’altra sera, ci ha guardati mentre scopavamo. Quei pensieri mi stuzzicano nuovamente. La curiosità mi scalda e quasi senza accorgermene con le mani inizio ad accarezzarmi i seni, a sfiorare le areole e i capezzoli, già tesi.
Mi sembra di scorgere un’ombra, una sagoma, là fuori, oltre la finestra e l’eccitazione subito mi travolge. Sollevo una gamba, appoggiandola sul basso tavolino davanti al divano e poi una mano scivola giù. Un dito indugia, muovendosi lentamente, tra le grandi labbra umide di desiderio. Lo immagino: eccitato, col cazzo duro, mentre mi spia e mi osserva con una voglia incredibile negli occhi. La fantasia mi eccita tantissimo e senza più resistere, spingo due dita nella mia figa calda e bagnata. Un paio di spinte lente, profonde, e poi le dita raggiungono la mia bocca, portandomi il sapore del mio piacere.
Sono calda, desiderosa, lussuriosa, e la mia mano torna là dove ho voglia di stuzzicare il mio piacere. Mi scopo la figa con dita avide, mentre una mano stringe un seno, gioca con il capezzolo duro, lo stuzzica. Ed eccolo. Fuori, nell’oscurità, nella penombra, adesso lo vedo. Una sagoma quasi immobile, ma il suo braccio si muove. Si sta già masturbando per me. Mi guarda e si tocca, senza pudore. E’ completamente nudo e mi pare quasi di sentirlo voglioso, eccitato per quello che sta vedendo e sto facendo.
E allora mi lascio andare. Mi scopo la figa più in fretta, più forte. Gemo. Vorrei che sentisse tutto, per eccitarlo ancora di più, mentre guarda le mie dita affondare dentro me, mentre immagina a com’è calda e bagnata la mia figa. Vorrei farlo sborrare ancora.
L’eccitazione è incontenibile e l’orgasmo arriva fortissimo, mi travolge, cazzo quanto godo.
Le gambe cedono, mi lascio cadere sul divano, il corpo palpitante e la figa è un lago. Lì, col calore delle mie voglie e del mio piacere addosso, col suo sguardo incollato sul mio corpo nudo, mi abbandono del tutto per sentire e godere del mio piacere.
Chiudo gli occhi qualche istante, sento il mio respiro rallentare. Li riapro, i miei capezzoli sono ancora turgidi, ma il mio corpo è rilassato. E l’uomo misterioso? Guardo fuori, ma non c’è più.
Merda, peccato, avrei voluto vederlo sborrare per sapere di averlo fatto ancora eccitare da morire, mentre mi domando chissà quanto ha goduto, a cosa pensava, a cosa immaginasse di farmi.
Mi infilo sotto la doccia e sento l’acqua calda scivolare piacevole su tutto il corpo. Le mani corrono sulle curve, accarezzando ogni centimetro della pelle bagnata. Mentre il vapore mi avvolge, il pensiero corre a quell’uomo misterioso: chi può essere? Com’è? La curiosità che mi accompagna da giorni ora brucia dentro di me, insistente, irresistibile, e voglio soddisfarla.
Il mattino dopo, con un misto di eccitazione e timore, decido di attraversare la strada e andare a scoprire chi abita in quell’appartamento. Sarà un uomo solo? Bello, affascinante, dal fascino irresistibile? O insignificante, noioso? Il cuore batte forte mentre prendo l’ascensore e salgo al quinto piano.
Eccolo, l’appartamento che dà sulla nostra via, proprio alla fine del corridoio. Mi avvicino alla porta: c’è una targa, ma guardando meglio scopro un cartello di un’agenzia immobiliare: “VENDESI”.
“Vaffanculo” mormoro tra me e me, delusa ma ancora curiosa. Suono comunque il campanello, ma nessuno risponde. Se l’appartamento è vuoto, allora chi poteva essere quell’uomo che ci guardava così intensamente?
“Cavoli, l’agente immobiliare! Sicuramente ha le chiavi e può andarci quando vuole” penso e un brivido di eccitazione mi percorre. Devo scoprirlo subito.
Torno a casa e scelgo con cura il look per andare a stanare quel furbacchione nel suo ufficio. Gli piace guardarmi… e allora voglio che i suoi occhi restino incollati su di me, che mi faccia sentire tutto il desiderio che gli provoco.
Scelgo un vestito verde smeraldo, aderente al punto giusto per fasciare le mie curve e farle risaltare con malizia. La scollatura profonda lascia intravedere il mio seno pieno, provocante, e la linea morbida tra le tette sembra quasi un invito a perdersi lì dentro. Lo spacco lungo sul fianco scopre la coscia nuda, liscia, facendo correre lo sguardo verso l’inguine, stuzzicando fantasie, facendo intuire quanto poco manchi per intravedere la mia figa. Ai piedi, tacchi alti ed eleganti che scandiscono il ritmo deciso del mio passo e i capelli, sciolti, sono la perfetta cornice al mio viso, truccato con cura. Mi fermo davanti allo specchio e mi osservo: mi sorrido maliziosamente. Sono un’esplosione di erotismo, lo so, e immagino mentre con uno solo sguardo lo farò impazzire di un desiderio mai provato. Esco di casa trepidante, curiosa, emozionata e già eccitata. Cammino veloce verso l’agenzia, con il cuore che batte forte e la figa appena umida. Esito un istante davanti alla porta, poi entro, sicura di me.
“Cazzo, non è lui!” penso subito, mentre sorrido con finta naturalezza.
L’uomo che mi viene incontro non somiglia affatto a quello che mi spiava dalla finestra, quello che si masturbava guardandomi: la corporatura è completamente diversa.
Mi fa accomodare e mentre cerco di nascondere la delusione, mi conferma che l’alloggio è in vendita. Se voglio vederlo, devo rivolgermi a lui, perché solo lui ha le chiavi. Cerca di mantenere un atteggiamento professionale, mentre mi descrive con precisione ogni dettaglio dell’appartamento. Ma il suo sguardo è tutto fuorché professionale. Mi scruta con occhi famelici, con l’aria lasciva, vogliosa.
Ripenso al tempo che ho passato a prepararmi, alla cura con cui ho scelto l’abito, le scarpe, i dettagli per essere irresistibile. Fanculo, non voglio averlo sprecato e allora me ne andrò solo dopo averlo fatto eccitare da morire e in preda alla voglia di me.
Con la scusa di osservare meglio la planimetria, mi sporgo verso di lui. La mia scollatura lo cattura subito e le mie tette che ondeggiano a pochi centimetri dal suo viso, lo fanno deglutire per l’emozione. Sospira, inebriato dal profumo della mia pelle. I suoi occhi mi stanno letteralmente mangiando. Balbetta, si perde, mentre tenta di spiegarmi che i pavimenti sono non ricordo cosa e che il riscaldamento è chissà come. Il suo imbarazzo, mescolato all’eccitazione, mi stuzzica e mi diverte.
Quando mi risiedo, lo fisso negli occhi. La sua mano stringe con forza la penna, tradendo l’emozione e l’eccitazione che lo attraversano. Gli faccio qualche domanda inutile sul prezzo, ma lo guardo come se già lo desiderassi. E allora, mentre tenta ancora inutilmente di mantenere un contegno professionale, noto che una mano scivola sotto la scrivania, lenta, incerta. Non serve un genio per capire: chissà cosa si aspetta che possa accadere e si sta toccando, sicuramente già bello duro sotto quei pantaloni eleganti.
Io sorrido, accavallo le gambe così che lo spacco del vestito si apra fino all’inguine. Lascio che mi osservi bene e poi mi chino, quel tanto che basta, per lasciargli un’immagine erotica, conturbante e poso la mia mano sulla sua. Mi sono bagnata nel sentire la sua eccitazione, il suo desiderio, nel vedere quegli occhi che si infilavano dappertutto, come mani desiderose di toccare ogni parte del mio corpo.
“Grazie” mormoro con voce bassa e sensuale, “è stato un vero piacere, ci penserò.”
Poi mi alzo ed esco, lasciandolo lì eccitato, con il cazzo duro e mi incammino veloce verso casa, con la mente persa in mille fantasie.
Arrivo quasi senza accorgermene. Via le scarpe ed il vestito vola sulla poltrona. Via anche il reggiseno e le mutandine, voglio rimanere nuda, libera di godere del mio corpo.
Mi sdraio sul divano, apro le gambe e lo sguardo si fa caldo e languido.
Le mie mani sfiorano, lentamente, l’interno delle cosce fino ad arrivare alla figa, che percepisco essere già calda e molto bagnata. Gli occhi appena socchiusi, mentre le dita giocano con le labbra umide dei miei umori.
Poi un dito entra, facendomi ansimare, esce ed entra ancora eccitandomi, facendomi bagnare e venire voglia, sempre più voglia. Chiudo gli occhi, mi scopo più velocemente la figa, godo e ti vedo.
Si, vedo proprio te.
Che stai leggendo, con il cazzo bello duro. Perché sei stato prima Mario, mentre mi facevi tutte quelle cose e poi sei stato l’uomo dietro quella finestra e mi guardavi, eccitatissimo, mentre scopavo.
E sei stato anche l’agente immobiliare, ma tu... tu non mi avresti lasciata andare via vero?
Tu cosa mi avresti fatto?
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per La finestra di fronte:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
