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La piazzuola


di Membro VIP di Annunci69.it Poldo04
07.03.2026    |    2.608    |    0 8.6
"Il modo in cui si muoveva, lento e concentrato, rendeva il momento ancora più intenso..."


La piazzola

Tutto era cominciato con un annuncio.

Una sera stavo scorrendo distrattamente quei siti dove coppie e singoli cercano esperienze un po’ fuori dagli schemi. Non avevo in mente nulla di preciso, più curiosità che altro. Poi lessi il loro messaggio: una coppia curiosa, discreta, lui presente. Cercavano un uomo sicuro, qualcuno che sapesse stare dentro una fantasia senza imbarazzo.

Scrissi.

Mi rispose lui, il marito.

Parlammo qualche giorno. Era diretto, educato, ma tra le righe si sentiva chiaramente l’eccitazione che quell’idea gli dava. Alla fine fissammo un incontro semplice e veloce: una piazzola lungo l’autostrada.

Arrivai in anticipo.

La sera era fresca e il rumore delle auto che passavano creava un sottofondo continuo. Le luci dei lampioni illuminavano la piazzola con quella luce fredda che rende tutto un po’ irreale.

Dopo qualche minuto il telefono vibrò.

“Scusaci, siamo in ritardo.”

Per un attimo pensai che forse non sarebbero venuti. Succede spesso: la fantasia è forte finché resta nella testa, ma quando arriva il momento vero molti cambiano idea.

Poi vidi entrare un’auto.

La riconobbi subito. Era proprio quella che mi avevano descritto. Quando la portiera si aprì scese prima lei, con un piccolo cagnolino al guinzaglio. Dietro di lei il marito.

Cominciarono a passeggiare lentamente nella piazzola come due persone qualsiasi che si fermano durante un viaggio per far sgranchire le gambe al cane.

Ma io sapevo perché erano lì.

Lei si piegava spesso verso il cagnolino, accarezzandolo o sistemando il guinzaglio. Ogni volta che si chinava, la gonna si muoveva leggermente e per un attimo lasciava intravedere qualcosa.

Mi avvicinai.

Quando arrivai vicino mi accucciai accanto al cane.

“È vostro?” chiesi sorridendo.

Lei annuì accarezzandogli la testa.

Il marito era appena dietro di noi. Non parlava molto, ma osservava tutto con una concentrazione intensa.

Fu lui a rompere davvero la distanza.

Fece un piccolo cenno con la testa.

Un gesto quasi impercettibile.

Un invito.

La mia mano salì lentamente sotto il bordo della sua gonna. All’inizio fu solo un contatto leggero con la pelle delle sue cosce. Calda, morbida. Lei trattenne il respiro per un istante, sorpresa da quel gesto così diretto.

Poi il suo corpo si rilassò.

Le mie dita continuarono a muoversi lentamente, esplorando con cautela. Sentivo chiaramente il calore della sua pelle e il modo in cui il suo corpo reagiva ai miei movimenti. Le sue cosce si muovevano appena, accompagnando le mie dita come se quel ritmo stesse diventando naturale per entrambi.

Il marito guardava.

Nel suo sguardo non c’era rabbia né gelosia.

C’era qualcosa di molto più intenso.

Vedere sua moglie così vicina a un altro uomo, sentirla reagire a quei gesti, osservare quella scena che aveva probabilmente immaginato tante volte… per lui era profondamente eccitante.

Ogni tanto si passava una mano tra i capelli, come se stesse cercando di contenere l’emozione che cresceva dentro di lui.

A un certo punto si guardò intorno e fece un piccolo gesto.

“Meglio spostarci.”

Indicò una telecamera poco distante.

Camminammo verso una panchina più avanti, in una zona leggermente più buia della piazzola.

Lì l’atmosfera cambiò.

Non c’erano più solo gesti furtivi.

Lei si avvicinò a me con una sicurezza nuova. Le mie mani tornarono sotto la sua gonna mentre il suo respiro diventava più profondo.

Poi si abbassò lentamente davanti a me.

Il suo movimento era fluido, quasi naturale. Il modo in cui si muoveva, lento e concentrato, rendeva il momento ancora più intenso.

Io continuavo a sfiorarla con le mani, sentendo il modo in cui il suo corpo reagiva ai miei gesti. Le sue cosce si muovevano appena, seguendo quel ritmo lento che si era creato tra noi.

Il suo respiro era caldo, molto vicino.

Dietro di noi il marito osservava.

Per lui la scena aveva qualcosa di magnetico.

Vedere sua moglie in ginocchio davanti a un altro uomo, così concentrata nel dare piacere, doveva essere esattamente la fantasia che aveva costruito nella sua mente tante volte.

Nel suo sguardo c’era eccitazione ma anche una sorta di orgoglio.

Perché tutto quello stava accadendo per sua scelta.

Era lui che aveva scritto quell’annuncio.

Era lui che aveva voluto vedere quella scena prendere vita davanti ai suoi occhi.

Il tempo sembrava rallentare.

Il rumore dell’autostrada continuava a scorrere come un fiume distante mentre le luci fredde della piazzola illuminavano appena la panchina.

Quando lei si fermò un momento, appoggiando la fronte contro di me per riprendere fiato, il marito fece qualche passo più vicino.

La guardò con uno sguardo acceso.

Non disse nulla.

Non ce n’era bisogno.

Perché in quel momento era evidente che quella scena, in quel luogo anonimo lungo l’autostrada…

era diventata la realizzazione esatta della fantasia che avevano condiviso.

E tutti e tre sapevamo che quella notte non sarebbe stata dimenticata facilmente.
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