tradimenti
La spesa al tempo del Covid
Youngboy
09.04.2021 |
366 |
3
"Ringrazio del tempo passato assieme e proprio quando sto per andarmene sento la sua mano che prende la mia..."
Questo é il primo racconto di una delle mie esperienze. Se vi piace saró lieto di pubblicarne altre. Ormai si sa che, al tempo di questa brutta pandemia, far la spesa è diventato l’unico modo per evadere la quotidianità. Vivo in una piccola cittadina quindi incontare persone conosciute non è poi cosí insolito. Mi trovavo infatti tra le corsie del supermercato quando mi incrociai con Sara, la mia vicina di casa; parliamo di una donna sulla 50ina, madre di due figli ormai entrambi fuori citta per l’università, bionda, una seconda di seno ma un fondoschiena da urlo, sempre molto curata nell’aspetto e di classe. Portava un giaccone pesante tenuto aperto dove lasciava intravedere un vestito color nero, dei collant e stivaletti neri. Abbiamo sempre avuto un rapporto molto aperto e non era insolito che passassi del tempo a chiacchiere con lei in giardino. Ci salutiamo, ci scambiamo alcune battute sul fatto che ultimamente ci stiamo incrociando troppo spesso (a casa causa pandemia) quando ad un tratto lei si fa improvvisamente piú seria cominciando a raccontarmi di quanto fosse difficile non avere i suoi momenti di evasione e di quanto fosse diventata pesante il rapporto a casa assieme al marito. Il marito commerciante di lavoro quindi molte spesso in viaggio ma bloccato a casa in questi mesi per impossibilità di spostamento. Cerco di consolarla quando ad un certo punto lei esclama:”beato te che non hai nessuno che ti rompe per casa”. La mia risposta è stata tempestiva:”se ci fossi tu per casa non mi annoierei di certo cosí tanto”..... è sceso il silenzio, in quel momento ho pensato di aver osato troppo, di aver rovinato un rapporto, quando la vedo scoppiare a ridere a crepapelle. Pfffiiuu ho pensato tra me e me.. lei ribatte: “dai su, invece di fare lo scemo aiutami con la spesa e a portare le borse in macchina”. Paghiamo, scendiamo nel parcheggio, lei sempre molto elegante e a modo, la macchina parcheggiata in un angolo del garage, in penombra e quasi deserto. Mi apre il baule e le carico il tutto dentro. Ringrazio del tempo passato assieme e proprio quando sto per andarmene sento la sua mano che prende la mia. Si avvicina all’orecchio e mi sussurra:”ora tocca a me ricompensare dell’aiuto”. Non credevo a quello che stava succedendo. Dolcemente le sue labbra sfiorano le mie per spostarsi sul collo mentre mi slacciava i pantaloni. Allungo la mano anche io sotto il vestito e con mia grande sorpresa sento un lago tra le cosce. I nostri sguardi si incrociano, compiaciuti dal momento e consci che quello che stavamo facendo era totalmente sbagliato (potevo essere suo figlio!). Ad un tratto riprende in mano la situazione. La vedo scendere, estrarre ansimante il mio pene per accoglierlo con passione dentro la sua bocca umida. La sento pulsare, la vedo godere mentre la mia voglia cresce sempre di più ad ogni pompata; la prendo per i capelli, la alzo, la giro e la appoggio sul baule, le alzo il vestito e le tolgo i collant; mi è sempre piaciuto il suo culo ed ora potevo anche averlo!! un colpo dopo l’altro, la sento ansimare, mi prega di continuare.. la sua vagina ormai fradicia mi supplicava di non smettere quando sento: “ora ti prego riempimi”. Sono state sufficienti queste parole per sfociare copiosamente dentro la sua passione. La vedo girarsi e dopo un bacio dolce sussurrarmi:”mio marito non ha tempo il privilegio di venirmi dentro, spero tu vorrai ancora aiutarmi con la spesa”.
Ci siamo salutati sapendo che ci saremo visti poco dopo a casa, ma con occhio diverso!
Spero che questo mio momento di vita vi sia piaciuto
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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