"Ed è qui che la storia diventa ancora più difficile, perché insieme alla rabbia e al dolore è arrivata anche una curiosità che non riesco a spiegare..."
Dopo il primo racconto, mi avete chiesto cosa ci fosse davvero dietro quella porta. La verità è che alcuni ricordi li avevo rimossi così bene che, per anni, ho preferito considerarli soltanto stranezze della mia infanzia. Mio padre era quasi sempre fuori per lavoro e, quando partiva con il camion, la casa sembrava appartenere soltanto a me e a mia madre. Di notte arrivavano uomini. Alcuni li avevo già visti entrare, altri comparivano una sola volta. Io sentivo la porta, i passi, l’acqua della doccia, le voci dall’altra stanza. Non capivo cosa stesse succedendo, ma sapevo che quegli uomini erano lì per mia madre. C’è poi un episodio che ha lasciato una traccia molto più profonda. Un giorno, uscendo da scuola, riconobbi uno di quegli uomini. Lo avevo già visto a casa. Mi avvicinò e si offrì di accompagnarmi. Durante il tragitto oltrepassò con me dei limiti che nessun adulto avrebbe mai dovuto oltrepassare con un bambino. Quello fu un abuso. All’epoca non avevo nemmeno le parole per definirlo. Per anni l’ho portato dentro come qualcosa di confuso, quasi irreale. Poi sono cresciuto, sono andato a studiare lontano e ho cercato di costruirmi una vita senza quella casa e senza quei ricordi. Finché, molto tempo dopo, è arrivato il telefono di mia madre. Lo stavo semplicemente sistemando quando ho trovato fotografie e video. E lì il passato ha smesso di essere confuso. Ho visto uomini diversi, incontri diversi, una vita segreta molto più grande di quanto avessi mai immaginato. Ho capito che quello che ricordavo da bambino non era una mia fantasia. Era soltanto un frammento di qualcosa che mia madre aveva continuato a vivere negli anni. Oggi ha 54 anni e quella parte di lei non appartiene al passato. È ancora viva, ancora presente. Io ho trasferito quei materiali sul mio telefono e li custodisco senza che lei lo sappia. A volte li riguardo e mi domando quante cose di quella donna io abbia davvero conosciuto. Ed è qui che la storia diventa ancora più difficile, perché insieme alla rabbia e al dolore è arrivata anche una curiosità che non riesco a spiegare. Scoprire il suo desiderio mi ha costretto a confrontarmi con il mio. E forse questa è la parte che ancora oggi faccio più fatica a raccontare: non so se sto cercando di capire mia madre oppure, attraverso di lei, sto cercando di capire me stesso. E adesso che conoscete anche questa parte della storia, forse la domanda non è più soltanto cosa facesse mia madre. La domanda è: cosa succede dentro una persona quando scopre che il segreto della propria famiglia ha accompagnato tutta la sua vita?
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