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Quando la moglie è in vacanza


di MisterWoland
28.08.2025    |    220    |    2 9.0
"Avevo ancora il reggiseno e me lo ha tolto, mi strizzava i capezzoli con le mani e con la bocca, poi si è messo sopra, mi ha detto di aprire le gambe, le ho aperte subito e lo ha messo dentro..."
Mi è molto piaciuto il racconto “Il medico d’infanzia” di Complicoppia. L’ho rivisto leggermente a mio modo e lo pubblico con la loro autorizzazione. Ringrazio Complicoppia per avermi autorizzato a farlo.

Questa è una storia ispirata a fatti reali, accaduta tra Maria, Franco e Yuri
Io mi chiamo Franco e da anni vivo una relazione bellissima ed intensa con Maria.
C’è molta confidenza e complicità tra noi ed amiamo raccontarci tutto, anche cose che ci tornano alla mente. Sono molto eccitanti i racconti di esperienze vissute con i nostri rispettivi ex o semplici fatti curiosi e colmi di eros che nel passato ci hanno riguardato.
Maria, mi raccontò una volta di quando era bambina, intorno agli 11 anni, e giocava al dottore con un suo amichetto poco più grande di lei. Probabilmente tutti abbiamo giocato al dottore e, chissà, in ognuno di noi anche se bambino c’era già una componente di scoperta, di erotismo, se a quell’età si può parlare di questo.
Mi raccontò che abitavano in campagna e cercavano posti nascosti per giocare: un magazzino, nel boschetto vicino casa, o dove non erano visti dagli adulti.
Yuri la faceva spogliare e la visitava imitando i comportamenti del dottore mentre ausculta i pazienti o gli fa domande per capire meglio il problema. Lo facevano spesso, qualche volta anche con un'altra amichetta, che probabilmente non era carina ed attraente come doveva essere Maria a 11 anni.
Quando mi parlò del fatto che qualcuno l’aveva vista tutta nuda per giocarci, magari toccandola e guardando da vicino le sue parti intime, mi eccitai tantissimo. Le chiesi spesso di raccontarmi di nuovo quella storia attraverso la quale in effetti ci eccitavamo entrambi.
Tant’è che, ogni volta che in estate tornava in Romania, suo paese d’origine, le dicevo scherzando, ma non troppo : “vai a trovare il tuo amico Yuri chissà se si ricorda e ti fa una visita approfondita”. Solo come lei sa fare, mi sorrideva maliziosa facendomi capire che un pensierino ce lo avrebbe certamente fatto.
Anche quest’anno Maria è partita con armi e bagagli per passare qualche giorno nella casa natale e rivedere amici e parenti.
Io sinceramente, un po' triste per essere rimasto solo in Italia, non pensavo più a questo racconto che riguardava tanto tempo fa, ma lei mi ha mandato un messaggio spiritoso e pruriginoso: “Ciao, ho incontrato il mio medico d’infanzia, quando mi ha visto mi ha abbracciato, (con tantissimi smile che ridono con le lacrime)”
Li per lì non pensavo proprio a quella storia, dopo qualche giorno mi dice di averlo incontrato di nuovo e che stavano organizzando insieme ad alcuni amici di vecchia data una festa per rivedersi. Le ho mandato alcuni messaggi da cui si capiva che non avevo capito un bel niente e a quel punto, tra molte risate, mi ha ricordato che tipo di medico fosse.
Questa notizia, pensando alla situazione in cui Maria poteva andare a trovarsi, mi ha subito eccitato tantissimo. Il mio pensiero andava sempre lì, a quel villaggio della Romania dove confondevo cose di tanti anni fa con l’attuale maturità di Maria e di questo uomo sconosciuto, ma per cui vedevo che aveva un notevole interesse.
Da lì forse proprio perché volevo che qualcosa succedesse tra loro ho cominciato a provocarla con battute ed allusioni su visite mediche ed eventuali approcci con il tipo.
La cosa più soft che le ho detto è stata “ma come te la senti quando lo vedi?” oppure “ce l’ha grosso questo Yuri?” e Maria mi rispondeva sempre rincarando la dose. Certo questo gioco è sempre piaciuto molto a tutti e due!
Il giorno della festa mi arriva una foto di lei con un vestito bianco lungo che metteva in risalto il suo bel seno con decollete perfetto e con uno spacco sulla coscia.
Era come sempre bellissima.
Tra gelosia ed eccitazione, per essere più provocante, le ho detto di non indossare le mutandine, lei mi risponde che “è ovvio che non le ho messe, con un vestito del genere!
Nelle ore in cui la sapevo impegnata alla festa il mio cuore ha battuto forte, ero allo stesso tempo angosciato ed eccitato. Giravo nella casa per distrarmi ma il mio pensiero andava sempre a lei. La immaginavo in un angolo a stringersi con il suo amico Yuri magari sotto gli occhi delle amiche pettegole o degli amici che la giudicavano. Era alterno il piacere e l’eccitazione all’ansia ed alla rabbia. Pensarla che toccava il cazzo di lui mi eccitava ma non sapere bene cosa poteva accadere mi dava ansia e nervosismo. Sarei voluto essere lì, dietro una pianta, a spiarla e godermi la sua intimità con questo estraneo.
A tarda notte sono saltato come un pazzo al suono di un suo messaggio, finalmente. Maria mi ha raccontato che sono stati tutta la serata a ballare e lui l’ha provocata in tutti i modi. Io speravo che lei avesse accettato subito perché volevo immaginarla all’opera in una situazione che ormai avevo in mente da giorni. Lei invece non se la sentiva e forse, come solo le donne sanno fare, ha lasciato il suo amico, ed il sottoscritto sui carboni ardenti.
Al mattino seguente, sul tardi, ricevo una foto con un uomo nudo sul letto dove non è visibile la testa ma un grande cazzo in erezione.
Il commento di Maria è :”guarda che buongiorno mi ha mandato Yuri stamattina”
Io molto eccitato le ho chiesto il seguito e Maria : “Gli ho detto che ha un bell’attrezzo e che si è svegliato molto bene, forse pensando a me? Dice che vuole vedermi”
Le chiedo cosa ne pensa e se vuole accettare di incontrarlo, lei mi risponde : “Si mi piace molto, ballando avevo sentito che Yuri ha una bella dotazione, me lo ha fatto sentire per tutta la serata. Mi piacerebbe farmelo ma vorrei che tu fossi qui con me. Ti amo lo sai”
Maria temporeggia ancora. Tattica? Chissà.
Io ero sempre più avviluppato in questa storia, avrei voluto veramente essere lì ed aiutarla a scopare più forte di sempre con quest’uomo per il quale sentivo apprezzamento e fastidio allo stesso tempo. L’unico timore era che lui non rispettasse Maria e che diventasse sgradevole nell’avere un rapporto con lei.
Il giorno dopo la chiamo per darle il buon giorno e le dico: “ Buon giorno amore, hai ricevuto qualche altro bel cazzone stamattina?” La sua pronta risposta : “come no, un altro invito ed un’altra foto, bella anche questa” dopo una breve pausa “amore ho deciso che io e lui ci vedremo questa sera qui a casa mia, tanto non c’è nessuno”.
Rimango un poco in silenzio, alla fin fine è ciò che desideravo : “Ti senti eccitata, vero? Poi lui è più giovane di me, magari di fa divertire ben bene. Mi stai facendo venire le farfalle allo stomaco”
“Franco, tesoro mio, è quello che vuoi, no? Quello che voglio anch’io sia chiaro”
“Si, però ogni volta è un’emozione diversa poi questo nemmeno lo conosco. Tu sei pronta a tutto? Ti sei depilata?”
“Sono pronta a tutto? Boo non lo so , forse si. Non mi sono depilata ancora, lo faccio nel pomeriggio, gliela faccio trovare liscia come quando mi visitava da bambina, però anch’io voglio visitarlo ben bene oggi, ho parecchie idee. Ah ah”
“mandami qualche foto, mi raccomando, tu saprai trovare il modo”
Qualche ora dopo ricevo due foto della patatina tutta liscia, fantastica “mmmm vorrei essere li quando gliela farei vedere, maiala come sei scommetto che ti sei bagnata mentre ti depilavi, vero?”
Non passano molti secondi “ancora lo sono veramente, sono fradicia, mi sono anche toccata, ho tanta voglia”
“ora ti stai preparando? Ti stai mettendo in forze per stasera, zozzona? mmm stavo guardando la foto del suo cazzo che mi hai mandato, mi sa che ti apre per bene stasera”
“bene è quello che voglio e che vuoi anche tu, no?”
Il mio cervello è in un turbine di emozioni ed anche i miei slip sono gonfi, vado avanti con lei: “se ti apre pure il culetto sarebbe il massimo, chissà se ci proverà. Lo lasci fare con quel coso grosso?”
“certo che lo lascio fare, non credere che piace solo a te, eh”
“mi piaci quando fai cosi, mi fai impazzire, tesoro”
“Lo faccio per te, ma lo faccio anche perché mi piace lui e voglio provare, peccato che sia l’ultimo giorno”
Più tardi la richiamo: “sei pronta? Come ti sei vestita?”
Mi arriva una foto di lei con un bella gonna blu ed una camicetta verde chiaro con qualche bottone aperto sul seno, come sempre è bellissima e sexy. La immagino già sul cazzo di lui nelle posizioni più trucide, ma poi ritorno in me stesso: “mmm leggera leggera, hai messo mutandine e reggiseno?”
“si certo tutto ben fatto, se vorrà ci penserà lui a togliermeli”
“sei bellissima e pure porca, lo sai?”
“certo che lo so, ha ha . Ti amo tanto”
“va bene, fai attenzione a non farti venire dentro”
“ma no Franco, mica sarà così scemo”
“diglielo comunque mi raccomando, magari pensa che prendi qualcosa”
“si certo glielo dico, stai tranquillo”
L’attesa è un veleno dolce che scorre sotto pelle. La mente vaga, s’infiamma. Immagino la tua voce, le tue mani, il tuo odore e cosa stai facendo in questi momenti. La gelosia graffia, ma è la fantasia a dominarmi, quella sporca che pulsa tra le gambe. Non riesco a mangiare. Il corpo è teso, acceso, in cerca di qualcosa che non arriva.
Guardo fuori, le auto scorrono lente sotto i fari, come se tutto fosse avvolto da una quiete febbrile. Anche il mondo sembra prepararsi a qualcosa di proibito.
Poi, lo squillo del telefono esplode nell’aria. Sobbalzo. Un brivido mi attraversa la spina dorsale, le dita corrono verso il telefono, mentre l’ansia mi assale.
Il cuore batte come durante un rapporto. Il respiro è corto. E’ lei finalmente.
Forse mi dirà che mi ama o che ormai vuole soltanto lui. Spingo il tasto verde.
“Maria, tesoro dimmi tutto”
“eccomi Franco, è andato via da poco”
“di già? Tutto Bene?”
“si alla grande, se lo sapevo che era così bravo gliela davo prima. Ha ha. Abbiamo pure ballato”
“ma dove siete andati in un locale?”
“ma no qui nel salotto, abbiamo prima parlato di quando giocavamo al dottore, ha detto che non ha mai dimenticato la mia patatina, dice che quando mi toccava aprivo sempre le gambe, per fargliela vedere meglio, boh io non lo ricordo questo. Poi mi ha detto di mettere un po’ di musica e abbiamo ballato, ha iniziato a stringermi e baciarmi sul collo, nelle orecchie mi diceva certe cose torbide era eccitato, poi ci siamo baciati di brutto”
“amore così mi fai venire, sto eccitato da bestia anche io, dai continua forza …”
“ poi ha iniziato a sollevarmi il vestito e a mettere le mani sotto, sul culo, sulla schiena e diceva che erano anni che sognava questo momento. Si è tolto la maglietta, mi ha tolto il vestito e sono rimasta col reggiseno e perizoma”
“e tu che hai fatto, non gli hai detto niente? Che facevi?”
“no l’ho lasciato fare, poi mi ha preso in braccio e mi ha sdraiato sul tavolo, mi ha tolto le mutande e ha iniziato a leccarmi come un pazzo davanti e dietro.”
“ti piaceva?”
“siiiii tantissimo, mi diceva di aprire le gambe perché mi veniva da chiuderle, mi diceva da bambina le aprivi di più, intanto me le apriva lui”
“e tu non facevi niente a lui, non lo toccavi?”
“si ho iniziato a toccarlo sui pantaloni, lo aveva durissimo, allora gli ho infilato una mano nella patta gliel’ho tirato fuori ed ho iniziato a masturbarlo su e giù, stava in piedi vicino a me, poi me lo ha appoggiato sul viso”
“mmm glielo hai preso in bocca? Era grosso?”
“si bello grosso, quando stavo per venire con la sua mano me lo ha messo lui in bocca, solo la punta però, come ho iniziato a lavorare con la lingua è venuto all’istante, non c’ha messo nemmeno un minuto”
“è durato così poco, si vede che era carico dopo tutta l’attesa, ti è venuto in bocca?”
“si in bocca, sul viso, sul collo sul tavolo, ma non ho ingoiato però, sono andata in bagno a pulirmi, credevo che finiva cosi, invece quando sono tornata ha ricominciato a baciarmi e leccarmi. Mi ha detto -ti voglio tutta andiamo sul letto ti va?- Be io sono andata subito. Avevo ancora il reggiseno e me lo ha tolto, mi strizzava i capezzoli con le mani e con la bocca, poi si è messo sopra, mi ha detto di aprire le gambe, le ho aperte subito e lo ha messo dentro. Bello grosso. Che goduria!”
“sto per venire anche io, ora. E’ entrato subito? ti ha fatto male?”
“si subito perché ero tutta bagnata, lo aspettavo, no non mi ha fatto male, ma mi sentivo piena, poi dopo un bel po' che lo stavamo facendo credevo che stava per venirmi dentro e gli ho detto di stare attento”
“e lui che ha fatto?”
“si certo mica sono matto” ha detto
“meno male, ma ti piaceva, hai goduto?”
“si che mi piaceva, pure tanto, sono venuta due volte, lo sa usare il cazzo ti assicuro”
“non lo avete fatto a pecorina?”
“no però a un certo punto, mentre stava dentro di me, davanti, mi ha tirato indietro le gambe quasi a farmi rovesciare, lo ha sfilato e lo ha appoggiato dietro proprio sul buco del culo e mi guardava come per dire vado, sei pronta?”
“e che hai fatto?”
“ho fatto si con la testa, non aspettavo altro, ho chiuso gli occhi ed è entrato tutto dentro di me”
“e tu non dicevi niente, non gridavi, e te lo ha messo in culo?”
“come no dicevo DA DA DA che bello, certo quando è entrato, un pò ho urlato, ma è normale non me lo aspettavo in quella posizione”
“ah già io parlo in Italiano voi in rumeno mmmm avrei voluto sentirti”
“si anche in russo parlavamo, poi mi è venuto dentro e sono venuta anche io, anche perché mi infilava le dita davanti e quindi….”
“Tesoro ti amo quando fai la troia.
“Però è durato poco, avete fatto presto, meno male, stavo impazzendo”
“breve ma intenso, il prossimo anno ci sarà per tutto il mese. Avrò tempo per provarlo da tutte le parti”
“ciao amore, io sono venuto ora”
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