tradimenti
Sabbia addosso
20.05.2025 |
109 |
0
"E sempre più giù, ora era tra le sue gambe, che Simona aveva aperto per accogliere la sua bocca..."
Il sole era un lenzuolo di fuoco disteso sull’orizzonte e il mare si muoveva lento, come un respiro appena percettibile.Ogni cosa sembrava sospesa, inchiodata in un’estate immobile e piena.
Il vociare dei bagnanti si fondeva con il rumore regolare delle onde, mentre l’aria vibrava di salsedine e desiderio.
Lei era lì, stesa sulla sabbia calda, con gli occhi chiusi e la pelle lucida di sole e sudore. Il suo respiro era lento, profondo. Il bikini abbassato a metà, come un gesto d’abbandono, non di ostentazione. Nessun filtro tra lei e il mondo: solo pelle nuda, sabbia e luce.
Intorno a lei la spiaggia continuava a brulicare, ma pareva essersi creato un vuoto: uno spazio silenzioso, intoccabile. Nessuno la sfiorava. Nessuno osava disturbare quel corpo abbandonato alla luce.
Più in là, camminava un ragazzo africano, con un telo a tracolla carico di collane, bracciali e occhiali da sole. I piedi affondavano nella sabbia con l’abitudine di chi la percorre ogni giorno, avanti e indietro, come una preghiera ripetuta. Si chiamava Abi. Aveva ventidue anni e occhi che avevano imparato a leggere le persone prima ancora che parlassero.
Stava per voltarsi, per continuare verso il prossimo gruppo, quando la vide.
Distesa, immobile.
La luce disegnava il profilo delle sue anche, il seno nudo vibrava appena a ogni respiro. Si fermò. Il tempo sembrò ritrarsi di un passo.
Non c’era malizia nei suoi occhi, almeno all’inizio. Solo meraviglia, forse stupore.
Lei sembrava parte della spiaggia stessa, scolpita nella sabbia come una creatura antica.
Abi fece finta di riordinare i suoi oggetti, le dita che frugavano nel telo senza scopo, mentre la osservava tra le pieghe degli occhiali da sole troppo grandi.
Lei restò immobile, occhi chiusi, ma ora sapeva. Sentiva su di sé quello sguardo. Non era come gli altri: questo era più lento, più profondo, fatto di fame trattenuta. Le labbra si piegarono in un sorriso impercettibile. Una sfida.
Si stirò, come un animale felice, portando il braccio sopra la testa, sollevando il fianco. Il seno si tese sotto il sole. Le punte, già indurite, sembravano sfidare l’aria.
Le dita della mano sinistra si mossero sulla sabbia, come a tracciare una carezza invisibile. Ma sapeva che Abi la guardava. E quel disegno segreto era per lui.
Abi avanzò. Tre passi. Quattro.
«Vuoi vedere qualcosa di bello?»
La voce era roca, trattenuta. Un’offerta, o forse una supplica.
Lei non aprì gli occhi. Ma parlò, con voce bassa e dolce.
«La sto già osservando. Tu.»
Si inginocchiò accanto a lei, le mani tremanti sul telo. Non osava toccarla. Ma lei aprì appena le gambe, il triangolo nero del bikini sottile ben visibile tra le cosce abbronzate. Una dichiarazione muta. Abi trattenne il fiato.
A pochi metri, seminascosto dietro un ombrellone, un altro uomo guardava. Fingendo di leggere. Gli occhi non seguivano le righe, ma ogni curva del corpo di sua moglie.
Era suo marito.
E lei, in quel momento, non era sua.
Era del sole. Della sabbia. Di lui.
Carlo aveva visto tutto. L’arrivo di Abi. Il modo in cui lei aveva iniziato a muoversi. La danza sottile della pelle, dei fianchi, del respiro. E ora la scena si svolgeva davanti a lui come un sogno troppo vivido: Abi che chinava la testa sul seno, che sfiorava la pelle con gli occhi, e lei che si abbandonava, consapevole e viva.
Chiuse gli occhi, Carlo. Ma bastò per vederla meglio: sopra di lui, tra le braccia forti del ragazzo, i gemiti bassi che solo lui conosceva, il corpo che si tendeva al ritmo di un desiderio che non era più suo.
Ad occhi chiusi Carlo vide Abi e sua moglie baciarsi. Le labbra carnose di lui mischiate a quelle che conosceva così bene, tanto da poterne sentire il sapore. Ora erano sul colle di lei e non avevano intenzione di fermarsi.
Vedeva Abi baciare il seno di sua moglie, e pensò a tutte le volte che che le era venuto sulla pelle, proprio lì, dove ora uno sconosciuto la stava leccando.
E sempre più giù, ora era tra le sue gambe, che Simona aveva aperto per accogliere la sua bocca.
La sua mano aveva scostato il costume come per dirgli “Prendila, è tua”
Mentre guardava quella lingua assaporare sua moglie, Carlo si accorse dell’enorme erezione di Abi.
Mai aveva avuto così tanta voglia di guardare il cazzo di un uomo e lo spettacolo lo fece eccitare.
Dentro quel cazzo duro c’era Simona, sua moglie. Era per lei. Era lei che lo stava facendo esplodere.
Era sua moglie che stava guardando e per la prima volta ebbe voglia di prendersene cura. Accarezzarlo, sfiorarlo, toccarlo, massaggiarlo. Si sorprese a pensare di cominciare a leccarlo, come avrebbe fatto lei. Prenderlo in bocca con quella delicatezza con cui Simona prendeva il suo.
Sì sarebbe fatto da parte al momento giusto. Non avrebbe privato lei di goderne come meritava, come desiderava.
Era arrivato il momento di lasciarglielo, lo sentiva pulsare nella gola.
Dalla sua bocca, quel cazzo meraviglioso entro direttamente dentro di lei, ormai al culmine del desiderio.
Lo vedeva sparire tra le sue gambe, ora sapeva quale poteva essere la sensazione, ne conosceva la consistenza, il sapore ormai mischiato a quello della donna che amava.
Voleva che quella sensazione non finisse mai.
E proprio in quel momento riaprì gli occhi.
Il sole sembrava più caldo. Il sangue batteva ovunque.
Era eccitazione.
Era vergogna e verità insieme.
Sua moglie giaceva ancora seminuda, splendida, offerta.
Con un ragazzo inginocchiato accanto a lei.
E un marito che, forse per la prima volta, la stava davvero guardando.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Sabbia addosso:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
