tradimenti
Tensione a bordo piscina
16.07.2025 |
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"" "Quando rischiavamo di essere beccati ogni volta!"
Continuò lei, con un sorriso malizioso..."
TRAMAElisa e Riccardo, amici di lunga data, si ritrovano a bordo di uno yacht di lusso per un evento esclusivo. La complicità tra loro è evidente, la tensione sessuale è esplosiva. Quella che era un’amicizia si trasforma in un gioco pericoloso
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Elisa, dopo essere uscita dalla cabina dello yacht, camminò lentamente sulla pavimentazione in legno che circondava la piscina, affiancata da una fila di lettini per il sole disposti in modo ordinato. Era un’imbarcazione elegante, con linee sinuose e un’aria di lusso discreto, proprio come Riccardo. Il suo amico, proprietario di una linea di costumi da mare di discreto successo, l’aveva invitata a bordo per un evento promozionale.
I due si conoscevano dai tempi della scuola, e la loro amicizia era sempre stata caratterizzata da una complicità, battute doppio senso e in passato anche qualche flirt, nulla di serio. Ora Elisa era impegnata, Riccardo anche, pur prendendosi molte libertà.
Elisa aveva un fisico ben fatto, e si vedeva che ci lavorava sopra. Forse un po’ troppi filler sulle labbra, ma il seno era naturale, pieno, che sobbalzava a ogni movimento. I fianchi leggermente larghi, la pancia piatta con il piercing che abbelliva l'ombelico. I capelli scuri sulla pelle chiara, curata, con qualche segno normale ma zero trascuratezza. Si notava quanto tempo passasse a prendersi cura di sé.
Il sedere, come le gambe, non lasciava spazio a imperfezioni, alto, rotondo, sodo. Le gambe lisce, lucide ben curate. Insomma il suo corpo era il risultato di un duro allenamento, creme rassodante e un’alimentazione precisa, ma anche merito della natura.
Indossava un costume intero bianco con ricami rossi che si insinuavano nel tessuto. La scollatura profonda avvolgeva il seno spingendolo abbondante quasi fuori.
Dietro, dal collo partiva un nastro bianco sottile che scivolando lungo la schiena scoperta diventava nella parte inferiore un piccolo tanga sparendo con eleganza tra le natiche, esaltando le curve abbondanti di Elisa. Davanti il tessuto sgambato giocava con il limite tra coprire e mostrare, lasciando poco all'immaginazione.
“Sei pronta?” Riccardo le si avvicinò con un sorriso.
"Mica tanto" rispose lei “In pratica, dovrei stare con il culo di fuori,” disse sprezzante come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Riccardo la fissò, curiosa. “Più che altro dovrai indossare questo bellissimo costume e non credo avrai problemi.”
“A parte stare nuda!” esclamò, ridendo lei. “Ti preoccupa? Da come lo dici, non capisco se ti metti vergogna o ti eccita questa cosa, visto che al mare già ne fai uso.”
Elisa sentì il calore salire sul volto. “Più che altro mi elettrizza,” ammise, abbassando lo sguardo.
Riccardo si avvicinò, gli occhi che la scrutavano con intensità. “Elettrizza quanto? Da farti bagnare le mutande in questo momento?”
“Ma che dici?” ribatté lei, cercando di mantenere la calma. “Sei sempre il solito cretino.”
“Io dico che ora sei bagnata,” insistette lui.
“La finisci di fare lo stupido?”
“Ci scommetti che ho ragione?”
Elisa lo guardò, indecisa se ridere o schiaffeggiarlo.
“Se fosse così?” Riccardo si avvicinò ancora “Sono impegnata ora,” mormorò lei.
“Anche io,” rispose lui con una calma spiazzante.
Seguì una pausa carica di tensione, i loro sguardi che si incrociarono in un silenzio che sembrava durare un’eternità. Poi Riccardo allungò una mano, “fammi vedere e ti dico,” sussurrò.
Lei trattenne il respiro mentre lui le sfiorava la pelle, le dita iniziavano a scivolare lungo i bordi del suo costume entrando all'interno lentamente. “Mi sa che ho perso!” ammise Lei.
“Direi di sì,” confermò Riccardo, annusandosi le dita. “Continua allora!” disse lei.
Riccardo non se lo fece ripetere. Le sue dita scivolarono sotto il tessuto leggero delle suo costume, trovando la pelle umida e calda mentre il respiro di Elisa aumentava. Lui iniziò a masturbarla con una lentezza che la fece impazzire, i polpastrelli che tracciavano cerchi intorno al suo clitoride.
Le sue dita scivolarono dentro di lei con lentezza, sentendo il calore, l’umidità, la carne che si apriva attorno a lui. Era stretta, calda, accogliente. Lei emise un respiro spezzato, si irrigidì per un istante, poi gli si aprì del tutto divaricando le cosce. Iniziò a muoverle piano poi aumentò.
Le dita uscivano e rientravano con forza, veloci, bagnate, con un suono chiaro, carnale, impossibile da ignorare. Lei si muoveva contro di lui, gli andava incontro, il bacino che seguiva ogni spinta.
I suoi fianchi tremavano, il respiro si faceva corto. Ogni affondo era più profondo, più deciso.
Il ritmo aumentò, le dita entravano e uscivano con forza crescente, spinte decise. Elisa a quel punto con le mani gli afferrò il polso, non per fermarlo, perché era troppo.
Le gambe iniziavano a cedere per l’intensità, costringendola ad aggrapparsi con forza alle sue braccia per non crollare, mentre l’ansimare si faceva sempre più costante e profondo.
Riccardo la conosceva troppo bene, sapeva esattamente come toccarla, come farla impazzire.
Poi, all’improvviso, lui la girò, il cazzo scoppiava nei pantaloni “Direi che ti dona,” disse guardandole il culo. Le diede uno schiaffetto dicendo "è sempre bello."
Le spostò i capelli dietro l’orecchio, poi la fece stendere in avanti sul lettino posto di fronte a loro.
Lei lo guardò “Che intenzioni hai?”
“Mettertelo dietro,” rispose lui, senza esitazione.
“No, dai, non mi va,” protestò lei.
Riccardo le baciò il collo. “Si che ti va!” mormorò, la voce che le faceva venire la pelle d’oca.
“Ma sta per iniziare l’evento,” obiettò lei.
Con questo culo, ci vorrà ben poco,” ribatté lui, tirandolo fuori con decisione. Il suo pene scoppiava, pronto a entrare. Lo posizionò tra le sue chiappe spostando di lato il costume, sputò sulla sua cappella, poi ripeté lo stesso gesto sul suo buco del culo e lo appoggiò all’entrata. Con leggeri colpetti cercava di entrare lentamente mentre lei iniziava a toccarsi il clitoride. "Mi fa un po' male" disse Elisa, "colpa del tuo compagno che non ti scopa il culo come dovrebbe" rispose Riccardo con il respiro sempre più profondo. I movimenti diventavano più decisi fino a quando scivolò dentro di lei con un movimento lento e profondo che la fece gemere.
Elisa si abbandonò al piacere, il corpo che si muoveva in sincronia con il suo. Sapeva che era una follia, ma in quel momento non le importava di nient’altro. Riccardo la conosceva troppo bene, e lei non poteva fare a meno di desiderarlo.
Ci vollero veramente pochi colpi, con quel ben di dio davanti agli occhi e sentirla genere, che in pochi attimi esplose tutto nel suo culo.
Giusto in tempo per ricomporsi, perché in lontananza si sentivano delle voci avvicinarsi da non permetterle di pulirsi come si deve. Tentò al meglio con la mano, visto che colava, la stessa mano che strinse quella del responsabile marketing qualche instante dopo. Lei gli diede un colpetto dicendo a bassa voce " ma quanta ne tieni?" I due risero sottovoce, divertiti, e lui commentò: "Mi riporta indietro nel tempo.." "Quando rischiavamo di essere beccati ogni volta!"
Continuò lei, con un sorriso malizioso.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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