tradimenti
Terme e Segreti – Un Gioco Pericoloso
Mente_Raffinata
09.02.2026 |
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"Le nostre bocche si scontrano con urgenza, lingue che si cercano con fame accumulata per tutto il pomeriggio..."
Ero in Toscana per un corso di aggiornamento.Colline morbide, vigneti infiniti, silenzio elegante.
Ma dentro di me cercavo un diversivo. Qualcosa che accendesse quelle serate troppo tranquille.
Tramite un sito di incontri contatto una coppia. L’intesa è immediata, quasi elettrica. Mi scrivono che per due giorni sarebbero stati in un esclusivo hotel con spa nella mia stessa zona.
C’è un dettaglio che rende tutto più intrigante.
Non sono soli.
Sono lì con una coppia di amici, ma completamente estranei al loro mondo libertino. Stanze separate, ma presenza costante.
Il piano iniziale è semplice: gli amici sarebbero usciti per shopping, ma
Loro sarebbero rimasti in hotel . Io sarei entrato come cliente esterno delle terme. Tra vapori e piscine calde avremmo iniziato il gioco.
L’appuntamento è fissato per le 16:00 nella piscina esterna riscaldata.
Arrivo in anticipo. Lascio tutto nello spogliatoio. Alle 15:30 sono già immerso nell’acqua fumante. Il vapore sale lento nell’aria fresca del pomeriggio.
Aspetto.
Le 16:00 passano.
16:10.
16:20.
Nessuna traccia.
Inizio a pensare al classico “pacco”. Esco dall’acqua, torno agli spogliatoi e controllo il telefono.
Un messaggio.
“Scusaci. Imprevisto. A causa del brutto tempo i nostri amici non sono usciti. Sono qui con noi. Facciamo un gioco diverso: fingiamo di non conoscerci. Cerca di sfiorarla e intrigarla nel modo più discreto possibile, senza farti notare. Confidiamo nella tua discrezione.”
La sfida diventa più ardua.
E infinitamente più eccitante.
Torno in piscina.
Ci sono due coppie nell’idromassaggio.
Una delle due donne è la più carina. Incrocia il mio sguardo. Un sorriso impercettibile. Sarà lei? Non c’eravamo scambiati alcuna foto del visto per rendere il gioco più misterioso.
Sono seduti nella zona idromassaggio. L’acqua ribolle coprendo tutto sotto la superficie. Non posso rischiare un errore.
Poi arriva un secondo sorriso.
È lei.
Mi avvicino lentamente. Mi posiziono a circa un metro di distanza. Il cuore batte forte.
Sopra il pelo dell’acqua si parla normalmente. Sotto, il caos delle bolle nasconde ogni movimento.
Allungo la mano con cautela.
A metà strada incontro la sua.
Le dita si intrecciano. Si stringono. Si riconoscono.
È lei.
Mi avvicino ancora. La mia mano scivola lungo le sue gambe, risale le cosce con lentezza studiata. Lei continua a conversare con l’amica, fingendo assoluta normalità.
Ma sotto l’acqua mi cerca, mi trova, mi stringe.
Ogni tanto mi lancia uno sguardo carico di desiderio, subito spezzato per non destare sospetti.
L’adrenalina mi attraversa tutto il corpo.
A un certo punto uno degli uomini — intuisco sia il marito — propone:
“Che ne dite del bagno turco?”
So che fa parte del piano.
Entriamo in fila: il marito, l’amico, l’amica, infine lei. Io li seguo mantenendo la massima discrezione.
Dentro il vapore è così fitto che non si vede a un palmo dal naso.
“Ragazzi, non si vede niente qui!” esclama il marito fermandosi.
Ne approfitto immediatamente.
Mi avvicino a lei da dietro. Le mani si chiudono su di lei con decisione. La stringo contro di me. Le bacio il collo, sento il suo respiro cambiare. Si gira appena, abbastanza per rubarmi un bacio umido e affamato.
“Dai, fate strada… c’è gente dietro,” dice l’amica.
La panca è a forma di L. Si siedono. Lei sceglie il posto più esterno, vicino a me.
Nel vapore denso le mani si muovono rapide, decise. Il desiderio è più urgente. Ogni gesto è amplificato dal rischio.
Poi si alza.
“Scusate, vado un attimo in camera… devo usare il bagno. Amore, vieni con me o mi aspetti qui?”
Il marito interviene con lucidità.
“Qui fa troppo caldo. Se per Claudio e Ilaria va bene, noi vi aspettiamo nella zona relax per una tisana.”
Gli amici accettano.
È il via libera.
Aspetto dieci secondi interminabili.
Poi esco.
Lei è davanti all’ascensore.
Le porte si chiudono.
Appena soli, la tensione esplode. Le mani si cercano senza più freni.
Entriamo in camera come due furie.
Appena la porta si chiude, mi salta addosso. Le nostre bocche si scontrano con urgenza, lingue che si cercano con fame accumulata per tutto il pomeriggio. Le sue mani scorrono sotto il mio accappatoio, stringono, pretendono.
La sollevo e la spingo contro il muro. Le mordo il collo, scendo lentamente lungo il petto, mentre lei mi graffia leggermente la schiena, trattenendo a fatica i gemiti.
Ci trasciniamo sotto la doccia.
L’acqua calda scorre sui nostri corpi intrecciati. Le sue mani esplorano lente, poi più decise. Mi provoca con movimenti studiati, alternando sguardi maliziosi a carezze che mi fanno perdere il controllo.
La tiro su con decisione e la faccio voltare. Le bacio la schiena, scendo lungo la curva dei fianchi. Lei si inarca, si abbandona completamente.
Usciamo dalla doccia ancora gocciolanti.
La stendo sul letto. Esploro ogni centimetro con lentezza, assaporando il suo corpo. Lei mi trattiene tra le cosce, mi guida, mi incita sottovoce.
Poi si stacca.
Mi guarda negli occhi.
Apre il cassetto del comodino.
Tira fuori un preservativo e me lo porge con un sorriso complice.
Lo indosso.
La giro con decisione. L’adrenalina amplifica ogni sensazione. Lei affonda il viso nel cuscino per soffocare i gemiti.
Il ritmo diventa frenetico, travolgente.
A un certo punto lei perde completamente il controllo, bagnando lenzuola e pavimento in un’esplosione incontrollata.
Poi cambia energia.
Mi fa sdraiare. Sale sopra di me con decisione. Mi domina con movimenti intensi.
In quel momento si sente la serratura.
La porta si apre.
È il marito.
Per un istante il cuore si ferma. Lei non rallenta.
“Cornuto, come mai sei venuto?” sibila, continuando a muoversi.
Lui si toglie l’accappatoio.
“Ho detto agli amici che venivo a vedere se stavi bene… non arrivavi più.”
Osserva la scena, eccitato dall’idea che lei fosse lì con me da sola.
“Sbrigatevi,” ordina.
Lei mi guarda.
“Vienimi sulle tette. Poi ci penserà il mio cornuto a ripulirmi.”
Si sdraia. Io mi chino su di lei. Il marito osserva, coinvolto.
L’orgasmo mi travolge.
Subito dopo lui si avvicina e la ripulisce con dedizione.
Ci rivestiamo in fretta.
Il cuore batte ancora forte. Lei sistema i capelli davanti allo specchio.
“Loro escono adesso. Tu aspetta qualche minuto prima di uscire.”
Un ultimo sguardo d’intesa.
Poi la porta si chiude.
Resto solo nella stanza ancora calda di ciò che è appena successo.
Fuori, tutto è normale.
Dentro di me, no.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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