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L’autostoppista


di Membro VIP di Annunci69.it Mente_Raffinata
26.05.2026    |    4.185    |    10 9.9
"Mi riaccompagnano alla mia auto e ci salutammo ancora con l’eccitazione addosso..."
Tutto è iniziato quando sono stato contattato da una coppia romana. A scrivermi è stato il marito, Paolo. Mi racconta che sarebbero venuti in vacanza sul lago di Garda, in zona Sirmione, insieme alla moglie Francesca.
Nel mio profilo avevo accennato alla passione per i giochi intriganti e i roleplay, e lui ha colto subito l’occasione proponendomi una fantasia precisa.
Il piano era semplice, almeno in apparenza: avrei dovuto fingere un guasto all’auto, in pieno giorno, proprio a Sirmione. Cofano aperto, aria vagamente frustrata… e niente maglietta, per mettere in mostra il fisico. Avrei fatto l’autostop, aspettando.
Loro sarebbero passati di lì. Ma Francesca non avrebbe saputo nulla.
Paolo, una volta fermata l’auto poco più avanti, le avrebbe detto qualcosa del tipo:
«Hai visto quell’uomo fermo? Che dici, lo facciamo salire? Magari lo stuzzichiamo un po’… puoi divertirti a provocarlo, come piace a te».
Tutto, però, dipendeva da lei. Dalla sua reazione. Dalla sua scelta.
Quel giorno è arrivato.
Verso le 17 mi fermo nel punto stabilito. Sole caldo, luce perfetta. Mi tolgo la maglietta, apro il cofano e inizio a fingere di controllare il motore. Ogni tanto alzo lo sguardo verso la strada, con una strana tensione addosso.
Nella testa scorrono mille pensieri: arriveranno davvero? Lei accetterà? O finirà tutto lì, come un’idea mai realizzata?
Poi la vedo.
L’auto descritta da Paolo compare in lontananza. Si avvicina, mi supera… e si ferma poco più avanti.
Non posso vedere cosa succede dentro. Posso solo immaginare. Le parole, gli sguardi, il gioco che forse sta iniziando proprio in quel momento.
Dopo qualche istante, la portiera si apre. Paolo scende e si avvicina.
«Hai bisogno di un passaggio?»
Annuisco.
Prima di salire mi rimetto la maglietta, quasi istintivamente. Mi presento, li ringrazio e salgo dietro, alle spalle di Francesca.
È lì che la osservo davvero.
Shorts di jeans corti, una canottiera bianca leggera, senza reggiseno. Si intuisce tutto, senza vedere davvero. Mora, occhiali da sole che non toglie, e un sorriso sottile, difficile da leggere ma impossibile da ignorare.
L’aria in macchina cambia subito.
Paolo rompe il ghiaccio:
«Secondo me mia moglie non ha apprezzato il fatto che tu ti sia rivestito».
Francesca accenna un sorriso.
«In effetti… era un gran bel vedere. Però capisco, è stato educato».
Poi, con una sfumatura diversa nella voce:
«Anche perché, altrimenti, non lo avremmo fatto salire. Giusto?»
«Giusto», conferma Paolo.
Sorrido.
«Allora sono stato fortunato. Non capita spesso di trovare persone così gentili… e una donna così bella».
Il clima si scalda, lentamente ma in modo evidente.
«Sei davvero molto bella», aggiungo, guardandola. «E quegli shorts… ti stanno benissimo».
Quasi senza accorgermene, la mia mano scivola tra il sedile e la portiera, sfiorandole la coscia. Un contatto leggero, ma deciso.
Lei resta in silenzio per qualche secondo. Poi, rivolta a Paolo:
«Secondo me ha capito che siamo una coppia aperta… perché mi sta accarezzando».
Mi fermo subito.
«Scusa, non volevo…»
Lei mi interrompe.
«No. Hai fatto benissimo. Era esattamente quello che volevamo».
Da lì, tutto cambia.
Il contatto si fa più sicuro, più diretto. La mia mano risale lentamente, fino al seno, che inizia a reagire sotto la stoffa sottile. I capezzoli si induriscono subito.
Il suo respiro cambia.
Uso entrambe le mani, ormai senza più esitazione. vedo Paolo osservare, sempre più coinvolto e con lo sguardo eccitato. Francesca si lascia andare completamente, il corpo che risponde a ogni tocco.
A un certo punto, la canottiera non è più una barriera. La faccio scivolare , scoprendole
I seni , caldi , vivi sotto le dita. Lei inclina la testa all’indietro, un gemito trattenuto.
Una mia mano sale al collo, come Paolo mi aveva anticipato in chat… lei
Amava essere dominata. Lei reagisce esattamente come previsto. Forse anche di più.
«Aspettate», dice Paolo. «Questo momento lo voglio immortalare».
Con il telefono montato sul supporto, riesce a inclinare la camera e scattare qualche foto mentre la mia mano si trova fra le sue cosce calde sentendo il suo sesso umido di piacere . Francesca non si oppone. Anzi, sembra eccitata anche da quello.
Si ferma un attimo in una piazzola. Scatta ancora. Poi, con un sorriso:
«Perché non vai dietro con lui?»
Francesca non esita.
Si sposta accanto a me. Mi bacia subito, con intensità. Non c’è più spazio per il dubbio, solo per il desiderio. Le sue mani aprono i miei bermuda, e il gioco diventa ancora più diretto, più rischioso, più vivo.
L’idea che qualcuno possa passare rende tutto ancora più elettrico.
Siamo completamente immersi in quel momento. Paolo osserva, si sporge leggermente per non perdere nulla.
Poi trova un posto più appartato e si ferma.
Francesca si sfila gli shorts e mi sale sopra. Prende il preservativo che le porgo, lo indossa su di me con naturalezza e inizia a muoversi.
Il ritmo cresce rapidamente. È coinvolta, totalmente. Il suo corpo risponde in modo quasi incontrollabile, i movimenti diventano sempre più intensi.
L’aria dentro l’auto è densa, carica.
Paolo guarda, in silenzio, completamente preso dalla scena.
Francesca continua, senza frenarsi. Più volte raggiunge il limite, poi riparte, come se non bastasse mai. Finché si ferma, scende lentamente e mi guarda.
Riprende il contatto con la bocca, portando tutto fino alla fine.
Dopo, resta solo il silenzio.
Ci rivestiamo senza parlare troppo, ancora dentro quella bolla.
Poi Paolo rompe di nuovo l’atmosfera:
«Francesca… siamo stati dei bravi attori».
Lei lo guarda, sorpresa.
«In che senso?»
«Io e lui eravamo già d’accordo».
Un attimo di pausa.
Poi sorride. Un sorriso diverso, più profondo.
«Forse è proprio questo che ha reso tutto ancora più eccitante».
Mi riaccompagnano alla mia auto e ci salutammo ancora con l’eccitazione addosso.
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