tradimenti
Un sassofonista di jazz
28.06.2026 |
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"Simona ne fu travolta, con il corpo scosso da onde di piacere che si accumulavano sempre più alte; ogni impatto del bacino contro il clitoride era una scintilla aggiunta al fuoco..."
Finalmente il giorno del concerto era giunto e Simona lo aspettava da molto tempo. In un noto teatro della sua città si esibiva un famosissimo trio americano di jazz, capitanato da Mike, un giovane sassofonista afroamericano dal talento straordinario. Simona ne apprezzava le indubbie abilità sullo strumento e la genialità compositiva, ma soprattutto la bellezza: una pelle dal color ebano intenso, zigomi alti e pronunciati, una mascella definita e simmetrica, labbra ben disegnate e piene, oltre a occhi profondi ed espressivi, un sorriso accattivante e una fisicità statuaria.Lei, d'altra parte, era una splendida donna dalle curve sinuose, con spalle e fianchi arrotondati, un seno prosperoso, occhi luminosi che trasmettevano empatia, intelligenza e un pizzico di malizia, e un sorriso autentico e contagioso. All'evento ci sarebbe andata da sola; il marito era in trasferta per lavoro, come capitava di sovente, ma la cosa non le dispiaceva affatto, anzi.
Indecisa sull'abito da indossare, alla fine optò per un modello lungo in morbido raso nero, con un profondo spacco laterale e una scollatura vertiginosa sul décolleté che le esaltava il seno. Lo abbinò a della lingerie in pizzo nero con autoreggenti velate in tinta e a un paio di scarpe color oro con tacco dodici. Completavano il tutto un trucco dai toni caldi e luminosi color bronzo, un rossetto tinta corallo e un profumo dalle note di vaniglia.
Arrivata a teatro con passo svelto e distinto, si diresse verso il suo posto numerato in prima fila, suscitando gli sguardi ammirati dei presenti. Dopo una breve attesa venne annunciata l'entrata del gruppo: la tensione si sciolse e il pubblico si accese. Tra luci soffuse e applausi crescenti apparve anche Mike, stupendo, dal portamento elegante e dallo sguardo magnetico. Il tempo di scambiare alcuni convenevoli e nella sala calò il silenzio; dopo un dialogo non verbale tra i musicisti per accordarsi sul tempo e l'atmosfera, la musica iniziò.
La melodia del sassofono creò una coltre calda e avvolgente, sorretta da una sezione ritmica agile e incalzante. Il musicista, con il suo soffio, metteva in vibrazione l'ancia dello strumento traendone note basse e vibranti, che parevano accarezzare la pelle di Simona. Tutto a un tratto lo sguardo di Mike incrociò quello di lei: fu l'inizio di un dialogo silenzioso, carico di tensione erotica, che isolò entrambi dal resto del teatro. I riflessi dorati delle luci guizzavano sul sassofono, illuminando per istanti i loro sguardi, tesi a cogliere i segni del reciproco interesse.
Simona avvertì dei brividi intensi lungo tutta la schiena, le sue labbra si dischiusero leggermente e il suo respiro si fece più profondo, quasi sopraffatto da un turbinio di emozioni. Lo sguardo del musicista sembrava spogliarla, esplorandola con la stessa intensità con cui le sue dita accarezzavano lo strumento, preludio di quello che sarebbe avvenuto a breve. E così, tra standard e pezzi originali, dopo due ore il concerto terminò in un tripudio di applausi. I musicisti salutarono il pubblico e Mike lanciò un ultimo sguardo a Simona, invitandola a seguirlo nel camerino con un cenno eloquente.
Tra autografi e foto di rito, finalmente arrivò il turno della donna. Con le gambe tremanti per l'emozione si fece avanti verso di lui, che parlava un buon italiano avendo soggiornato per lunghi periodi nel nostro Paese.
«Piacere, Simona. Sei stato fantastico come sempre. Sono anni che ti seguo e ho tutti i tuoi dischi... Ogni volta che li ascolto è come entrare in un'altra dimensione», disse stringendogli la mano.
«Piacere, Mike. Grazie per i complimenti. Ricevere tali apprezzamenti da una donna così affascinante mi lusinga molto. Ti ho notata dal palco e non sono più riuscito a staccare lo sguardo; generalmente non mi capita mai, ma questa volta... Io adesso vado in albergo, se non hai impegni ti andrebbe di venire? Beviamo qualcosa e facciamo due chiacchiere, mi interessa approfondire la tua conoscenza».
Simona rimase spiazzata da quella proposta, ma la voglia di maggiore intimità prese il sopravvento e alla fine accettò. Il sassofonista congedò i compagni di band, facendo loro intuire di essere in dolce compagnia, e i due si diressero con la macchina di lei in hotel. Entrarono da un ingresso secondario, dirigendosi verso la camera con vista sul lungomare.
«Accomodati pure, io vado a fare una doccia», disse Mike.
Al suo ritorno, vide Simona osservare e accarezzare il sax. «Ti piace?»
«Sì, molto».
«È un Selmer Mark VI prodotto nel 1954, dal suono ricco e caldo», ribatté il musicista, versando nel frattempo da bere. «Raccontami un po' di te, delle tue passioni».
«Sono sposata con Pietro, fa l'ingegnere ed è spesso fuori per lavoro. Ho due figli che studiano entrambi all'estero. La passione per il jazz l'ho ereditata da mio padre: era un pianista dilettante e mi portava ad assistere a un sacco di concerti. Praticamente ho visto i maggiori musicisti dell'epoca e conservo ancora gelosamente alcuni loro autografi con dedica. Io invece lavoro come impiegata in un'azienda del territorio; negli ultimi anni, però, ho condotto una vita abbastanza monotona», disse con uno sguardo sconsolato.
«Una donna brillante e sexy come te merita molte attenzioni, va valorizzata», esclamò Mike con sguardo provocante. Subito dopo imbracciò il sassofono e improvvisò sul momento un blues lento, suscitando in Simona un crescente desiderio.
La donna se lo stava letteralmente mangiando con gli occhi; quel ragazzo che aveva sempre sognato e che aveva scatenato tante fantasie nella sua mente ora era lì con lei. Senza perdere tempo si alzò in piedi e, muovendosi in maniera sinuosa a tempo di musica, fece scivolare lentamente e con gesti fluidi le dita lungo il vestito, sfilandoselo. L'atmosfera si fece elettrizzante. Mike rimase completamente estasiato da quel corpo dalle forme procaci; appoggiò lo strumento a terra e, in preda a un'ondata di passione, si spogliò a sua volta.
Ne emerse un fisico asciutto e longilineo, con una muscolatura ben definita, pettorali e spalle importanti e addominali scolpiti, oltre a un membro di dimensioni notevoli.
«Sei un'opera d'arte, una scultura classica vivente», esclamò Simona con tono enfatico.
Mike si avvicinò a lei e la baciò con ardore sul collo, per poi salire lentamente verso il lobo dell'orecchio, alternando baci e respiri caldi, sfioramenti delicati con la punta delle dita e leggere pressioni con le labbra, provocandole un intenso piacere.
«Sei fantastico, mi fai impazzire. Ti ho sempre desiderato, fin dal primo momento che ti ho visto nei video e sulle riviste», sussurrò lei, prima di baciarlo con foga.
I respiri di entrambi si fusero e le loro lingue crearono una danza senza fine. Con un tocco carico di devozione, Mike sfiorò i fianchi generosi di lei, risalendo poi lungo la curva della vita; le sue mani si muovevano lente, esplorando ogni centimetro di quella pelle vellutata, e ogni carezza appariva come una celebrazione della sua bellezza formosa ed accogliente, in un crescendo di intimità.
Nel frattempo Simona fece scivolare la mano su quel membro turgido e pulsante, accarezzandolo e masturbandolo. Muovendo la testa verso il basso, cominciò a baciare la mascella, il collo e l'addome, fino a raggiungerlo. Le sue labbra carnose sfiorarono la base, già in piena erezione, per poi avvolgerla con una mano ferma. La prima leccata fu un rituale sacro: la punta della lingua scivolò lentamente sul frenulo e poi sul glande, raccogliendone la prima goccia di precum, che brillò come un diamante grezzo.
Mike emise un gemito strozzato: «Sì... proprio lì...», rantolò, mentre Simona accelerava il movimento.
Ora la sua bocca si muoveva con una tecnica precisa. Mike gemeva come un animale ferito e digrignava i denti, con il corpo trasformato in un arco teso; Simona sentiva il membro pulsare come un cuore impazzito contro le sue labbra. Con malizia calcolata si fermò un attimo, lasciando solo la punta tra le labbra mentre lo guardava soffrire, per poi ripiombare nuovamente su di lui, accogliendolo in profondità mentre le sue mani gli stringevano i fianchi. L'orgasmo esplose come dinamite: i getti potenti di seme inondarono la bocca di Simona, caldi e densi come metallo fuso. Lei continuò a succhiare, a deglutire e a massaggiare l'asta ancora tremante, estraendone ogni ultima goccia.
Dopo una breve pausa per riprendersi, Mike lanciò uno sguardo di sfida a Simona: «Non penserai sia finita qui, mia cara... Siamo solo all'inizio... Sei pronta?», chiese, mentre una mano le accarezzava l'interno coscia, sentendo il muscolo contrarsi sotto le dita.
Simona annuì. Il cuore le batteva a mille, come un tamburo primordiale che scandiva l'attesa; ogni cellula del suo corpo era elettrica, concentrata su quel punto bruciante tra le gambe, dove il desiderio pulsava come una stella morente. Con un movimento fluido, lento come un rito antico, Mike spinse. Simona sentì ogni millimetro di lui che scivolava dentro, aprendola e riempiendola.
«Oh my God... sei così stretta... così calda...», disse lui. Il sudore gli imperlava la fronte mentre tratteneva il respiro, sopraffatto dalla sensazione di essere avvolto e stretto da quel tunnel di fuoco.
Ogni pulsazione dentro di lei era un brivido di piacere puro, amplificato dal modo in cui i muscoli della donna si contraevano intorno a lui, come una stretta possessiva. Iniziarono a muoversi lentamente per poi accelerare sempre più il ritmo. Mike la sollevò afferrandole i fianchi e i suoi colpi diventarono sempre più potenti. Simona ne fu travolta, con il corpo scosso da onde di piacere che si accumulavano sempre più alte; ogni impatto del bacino contro il clitoride era una scintilla aggiunta al fuoco.
«Ti sento tutto dentro di me... mi stai spezzando...»
«E tu mi stai uccidendo...», rispose lui, piegandosi per catturare le sue labbra in un bacio feroce.
Le loro lingue si combattevano, mentre i corpi continuavano a fondersi e a scontrarsi, cercando quella liberazione congiunta. La tensione raggiunse l'apice: Simona sentì l'orgasmo montare come un muro d'acqua, inevitabile e devastante. Strinse Mike con tutte le sue forze, le unghie scavarono solchi sulla schiena di lui e un urlo liberatorio le lacerò la gola. L'orgasmo la travolse con la forza di uno tsunami e il musicista la seguì pochi secondi dopo, emettendo un ruggito soffocato contro il suo collo mentre scaricava dentro di lei potenti getti caldi. Simona sentì quel calore inondarla e riempirla, completando la sensazione di pienezza assoluta.
Rimasero uniti, tremanti, sudati e respirando a fatica l'uno contro l'altra. Mike era ancora dentro di lei, morbido ma presente; lei gli accarezzò i capelli bagnati di sudore, mentre lui depositava baci stanchi sulle sue palpebre e sulle sue guance.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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