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trans

Consegna speciale


di Mora190
23.04.2025    |    938    |    3 9.7
"Mi sollevò come se non pesassi nulla, premendomi contro la parete del furgone, le luci rosse danzavano sulla nostra pelle accaldata..."
Era un pomeriggio caldo, il sole filtrava tra le tende mentre io camminavo per casa con una maglietta corta e null’altro sotto. I miei fianchi morbidi disegnano curve invitanti, e ogni mio passo sembra fatto per tentare chiunque mi guardasse. Quando il telefono suonò, e stava per arrivare un pacco da Amazon e il corriere mi aspettava al cancello.
lui: alto, magro, muscoloso nei punti giusti. Capelli neri leggermente spettinati, sguardo deciso e una mascella scolpita da far tremare le ginocchia. Aveva un tatuaggio che scappava da sotto al gilet Amazon, e aveva un pacco tra le mani, ma aveva anche un pacco che si intravedeva dalla tuta che indossava.
«Consegna per te, Melissa », disse con un mezzo sorriso, lasciandosi intravedere qualcosa di più nello sguardo. Io gli rispondo con uno sguardo languido, mordendomi il labbro mentre prendevo il pacco… ma non fu l’unica cosa che volevo afferrare.
«Grazie mille… Hai qualche minuto?» chiesi, lasciando che la maglietta si sollevasse un po’ mentre mi giravo.
Lui annuì. «Salta su.»
Il furgone aveva una luce rossa soffusa che vibrava sulle superfici. Il portellone si richiuse e l’aria si fece densa di desiderio. Non ci fu bisogno di parole. Le sue mani grandi mi strinsero i fianchi, spingendomi contro la parete dura e fredda del retro del furgone. Il suo corpo caldo aderiva al mio, mentre le sue labbra esploravano il mio collo, le mie spalle, e poi… io mi inginocchiai.
Lo guardavo dal basso con occhi affamati, e lui tirò giù i pantaloni. Era lungo, duro, con una venatura evidente e un controllo feroce nei movimenti. Io me lo sono portato verso le labbra lentamente, gustandolo centimetro dopo centimetro, mentre le sue mani mi guidavano, dominanti, sicure. Ogni mio gesto era un invito, ogni suo gemito un ordine che accendeva la mia voglia.
Mi prese per i capelli, con fermezza, dettando il ritmo. Io gemevo con la bocca piena, lasciandomi andare, sentendomi viva, usata, adorata. La sua voce roca mi sussurrava oscenità, facendomi tremare dentro.
Poi mi sollevò, mi fece girare, e il resto… fu ancora più profondo. Mi sollevò come se non pesassi nulla, premendomi contro la parete del furgone, le luci rosse danzavano sulla nostra pelle accaldata. Mi piegò in avanti, con un ringhio basso e affamato, facendomi sentire completamente sua.
Le sue mani erano salde sui mie fianchi, tatuaggi che scorrevano sulla pelle come lingue di fuoco. Lo senti entrare, deciso, profondo… e il respiro mi si spezzò in un gemito lungo, umido, liberatorio. Ogni colpo era un morso, un ordine, una scossa che mi attraversava tutta. Lui mi teneva ferma, mi sussurrava quanto ero bella così, piegata per lui, vogliosa, bagnata, presa.
Il rumore ritmico delle nostre pelli che si incontravano si mescolava al respiro affannoso, al cigolio del furgone che ondeggiava come se anche lui stesse godendo. Io mi perdevo nel piacere crudo, viscerale, mentre lui aumentava il ritmo, fino a diventare quasi feroce.
E proprio quando sentivo il mio corpo esplodere in ondate di piacere… lui si fermò.
Silenzio.
Mi sono girata ,confusa, con ancora il sapore e il calore di lui addosso. Il respiro corto, le gambe che tremavano, e quel bisogno che ancora pulsava forte dentro di me.
Lui mi afferrò il viso con decisione, i suoi occhi bruciavano di voglia. Mi spinse lentamente verso il basso, di nuovo, con la mano ferma sulla nuca. «Apri bene», sussurrò con una voce roca, quasi un ordine. Obbedi senza dire una parola, con la lingua già pronta a riceverlo.
Il suo corpo fremette mentre gli prendo il suo enorme cazzo in bocca facendomi fare un deepthroat, con una fame che lui aveva non cercava più il mio permesso. Il ritmo diventò veloce, profondo, i suoi gemiti bassi e animaleschi, mentre mi teneva stretta, completamente sua. E poi, con un ringhio strozzato e un colpo secco di bacino, venne . Un’ondata calda mi inondò la gola, intensa, decisa. Lo accoglievo tutto, con gli occhi che si chiudevano per il piacere di sentirlo così, godere con me, dentro di me.
Rimase lì, immobile, respirando pesante, mentre mi accarezzava i capelli. «Bravissima», mormorò, quasi intenerito, sfiorandomi le labbra con il pollice.
Mi disse « Ci vediamo alla prossima consegna Amazon».
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