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Marina e...le co-inquiline
marinalatrav
19.06.2026 |
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"Invece di prenderla in giro in modo pesante, iniziarono a trattarla proprio come una ragazza..."
Marina era nata Marino, un ragazzo timido e riservato con un segreto che custodiva da anni. Fin da adolescente si sentiva più a suo agio nei panni di una ragazza.
Quando si trasferì in un appartamento condiviso con tre coinquiline universitarie – Sofia, Laura e Chiara – pensò che avrebbe potuto nascondere meglio il suo lato femminile.Ma una sera, mentre le ragazze erano fuori, Marina cedette alla tentazione. Indossò un paio di collant neri lucidi, un completino di lingerie rosa e un vestitino corto che aveva comprato di nascosto. Si guardava allo specchio, sentendosi finalmente se stessa. Non si accorse che le coinquiline erano tornate prima del previsto.La porta della sua camera si aprì all’improvviso.«Ma… che cazzo?!» esclamò Sofia, scoppiando a ridere.Laura e Chiara rimasero a bocca aperta, poi iniziarono a ridacchiare. Marina, con il viso rosso fuoco, cercò di coprirsi, ma era troppo tardi.Da quel giorno iniziò il suo calvario dolce-amaro.Le ragazze non persero occasione per prenderlo in giro. Al mattino, mentre facevano colazione, Sofia diceva ad alta voce: «Marina, hai messo i collant sotto i pantaloni oggi? Si vede che ti piacciono tanto!». In pubblico, quando uscivano insieme, Chiara le sistemava “per scherzo” i capelli sussurrando: «Stai più carina così, femminuccia». Laura invece adorava raccontare a voce alta aneddoti ambigui alle amiche comuni: «La nostra Marina è più ragazza di noi, fidati».Marina subiva tutto in silenzio. Sapeva di essere stata scoperta e, in fondo, una parte di lei si sentiva sollevata. Non negava più. Quando le ragazze le regalavano smalto, calze o rossetti “per divertirsi”, lei li accettava senza protestare.La situazione diventava sempre più umiliante ma anche stranamente eccitante per lei. Le coinquiline la costringevano a fare le pulizie di casa vestita da donna, la facevano camminare per il salotto con tacchi alti commentando ogni passo, e ridevano quando arrossiva.Il culmine arrivò una sera di venerdì.«Oggi basta scherzi, Marina» disse Sofia con un sorriso malizioso. «È ora che tu capisca davvero cosa significa essere una di noi.»Avevano invitato tre loro amici: Matteo, Luca e Andrea. Ragazzi carini, simpatici e già informati di tutto.«Ragazze, vi presentiamo Marina» annunciò Chiara spingendola avanti. Marina era vestita completamente da donna: collant velati, abitino aderente, trucco leggero e parrucca. Tremava.I ragazzi la guardarono con curiosità e divertimento. Invece di prenderla in giro in modo pesante, iniziarono a trattarla proprio come una ragazza. La facevano sedere sulle loro ginocchia, le accarezzavano le gambe fasciate dai collant, le sussurravano complimenti: «Sei proprio carina», «Hai delle belle labbra», «Profumi da femmina».Marina veniva fatta sentire profondamente femminile. I ragazzi la baciavano, la toccavano con dolcezza, la facevano partecipare a giochi leggeri e provocanti. Uno le teneva la mano sulla coscia mentre le altre ridevano e commentavano: «Guardate che faccia da verginella eccitata!», «Succhia quel dito come se fosse… lo sai».Le coinquiline assistevano ridendo, filmando brevi video (solo per loro) e continuando a umiliarla verbalmente in modo giocoso: «Brava Marina, fai la brava puttanella», «Ingoia quel drink come sai fare tu».Per più di due ore Marina venne trattata come la ragazza più desiderata della casa: baci, carezze intime, complimenti continui e situazioni che la facevano sentire completamente sottomessa e femminile.Alla fine della serata, quando i ragazzi se ne andarono, le tre coinquiline la abbracciarono.«Sei stata bravissima, Marina» disse Sofia, stavolta con tono affettuoso.«Da oggi sei ufficialmente una di noi» aggiunse Laura.«Marino non esiste più» concluse Chiara, accarezzandole i capelli. «C’è solo Marina.»Da quel momento le derisioni non finirono del tutto, ma diventarono affettuose. Marina era finalmente accettata nel gruppo come la quarta ragazza della casa.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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