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IL CARNEVALE una settimana dopo
02.08.2025 |
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"Mmmmmmmmmmmmm”
E così mi ha scopato per bene mentre mi diceva le porcate e mentre io gemevo di piacere..."
Dopo una settimana però avvenne qualcosa che non mi sarei aspettato.Mi chiamò il marito della sua amica e collega Luana, mentre ero a lavoro e mi disse che doveva parlarmi di una cosa privata, ma senza le nostre mogli e così approfittando di una cena di lavoro delle nostre mogli, che sarebbe avvenuta l’indomani, mi chiese di passare la serata insieme a casa mia. Lo rassicurai dicendogli che andava bene, chiedendogli di cosa si trattasse e se era una cosa grave. Lui mi rispose che non c’era nulla di grave, ma che probabilmente era invece qualcosa di piacevole, ma che ne voleva parlare di presenza. Ci salutammo e ci siamo dati appuntamento alla sera successiva. Non immaginavo cosa potesse essere, forse ad una sua promozione a lavoro o forse che la moglie aspettasse un bambino o forse ad una scappatella.
L’indomani sera arrivarono a casa nostra e dopo mezz’ora le donne andarono a questa loro cena, mentre io stavo preparando la nostra. Seduti a tavola cominciammo a mangiare e poiché lui non parlava mi feci avanti chiedendogli cosa mi doveva dire.
Cominciò con il dirmi che questa cosa che mi stava per dire doveva rimanere un loro segreto e che mai avremmo dovuto dirlo alle nostre mogli ne ad altri. Lo rassicurai e così cominciò :
“allora ti devo confessare che a me piacciono le donne ma mi piacciono anche gli uomini che si vestono da donna, ma sono solo attivo”.
Io : “tranquillo, non ho alcun tipo di pregiudizio, anzi penso che ognuno dovrebbe sentirsi libero di pensarla come più gli piace e questo di sicuro non inficia la nostra amicizia. Tua moglie lo sa?”
Lui : “No, però devo confessarti un’altra cosa”.
Io : “dimmi”.
Lui : “A me piace molto il culo ed è un po più di un anno che non scopo un culo e purtroppo mia moglie non me lo da spesso, anzi quasi mai e quando la settimana scorsa ci siamo mascherati per andare a vedere i carri di carnevale e ti ho visto vestita da donna mi sono eccitato”.
A quelle parole ho avuto un brivido sulla schiena ed una forte eccitazione mi ha pervaso, ma non mi sentivo di dichiararmi a lui e così gli dissi : “beh, addirittura”.
Lui : “senti, sai perché ti sto confessando questo di me?”
Io : “no e non è neppure importante”.
Lui : “invece credo che lo sia importante, perché vedi noi siamo già amici e penso che con te ci possano essere delle ulteriori affinità e posso parlarti chiaramente. Come ti ho detto questa sarà una cosa che rimarrà e deve rimanere solo tra me e te e nessun altro lo saprà mai, per cui puoi sentirti libero di esprimere il tuo pensiero”.
Io : “cioè, non capisco cosa vuoi dirmi, ti ho già detto che non ho pregiudizi e che non lo dirò a nessuno”.
Lui : “bene, allora parlo chiaro, ma non fraintendere quello che ti dico e non la considerare una minaccia, anzi il contrario e qualunque cosa tu decida di fare rimarrà sempre il nostro segreto”.
Io : “si certo, dimmi”.
Lui : “come ti ho detto prima, il giorno in cui siamo andati a vedere i carri e ti sei vestita da donna mi hai fatto eccitare e se ti ricordi ti ho anche palpato il culo per vedere la tua reazione e mi è sembrato che tu hai reagito con molto imbarazzo. Poi però arrivati in piazza mentre passavano i carri ho notato che uno da dietro si strofinava a te e se posso essere sincero, non mi è sembrato che non lo gradivi, anzi ti vedevo consenziente e piacevolmente interessato”.
A quelle parole sono diventata rossa, non pensavo di essere stata vista nei miei atteggiamenti femminili, forse quella situazione in pubblico mi ha distratta un poco per quanto ho cercato di stare attenta. Ho cercato di trovare qualche giustificazione farfugliando qualche parola ed imbarazzata gli ho detto : “ma no dai ti sarai sbagliato”.
Lui : “beh, c’era poco da sbagliarsi visto che stavo accanto a te. Comunque non devi preoccuparti, io ti ho confessato un mio segreto e non ci trovo niente di male nell’aver avuto una piacevole scoperta di te, anzi potremmo approfondire e rendere anche più intima la nostra amicizia, sempre che tu voglia”.
A quel punto non sapevo più cosa fare ne cosa dire in quanto mi sentivo molto imbarazzata per essere stata scoperta nella parte più intima di me che tenevo nascosto. Sarei voluta sparire, ma pur essendo caratterialmente timida quelle parole le ritenevo sincere rassicurandomi e mi piaceva il pensiero che potessi avere una relazione con lui, pur sempre di amicizia, potendo dare sfogo alla mia femminilità. Lui era ed è tutt’ora un bell’uomo con un carattere molto spigliato, ma dopo quelle sue parole il silenzio ci avvolgeva e vedendomi in quello stato di totale imbarazzo, prese le redini in mano e mi disse : “ti ho offeso? Dimmi con tutta sincerità se mi sono veramente sbagliato su quello che ho visto oppure è una realtà che tu tenevi nascosto? Resta sempre inteso che tutto quello che ci diremo adesso rimarrà sempre il nostro segreto, giusto?”
Io : “si, giusto”
Lui : “Allora dimmi se mi sono sbagliato ti chiedo subito scusa e tieni per te quello che ti ho detto, se invece è corretto dimmi se ti va di essere più intimi nella nostra amicizia”.
Io : “no, non ti sei sbagliato”.
Lui : “tua moglie lo sa?”
Io : “no, per carità e non lo deve sapere. Ne lei ne i parenti ne tanto meno altri amici lo sanno, non accetterebbero.”
Lui : “tranquillo e non lo sapranno da me, come ti ho detto rimarrà un nostro segreto. Anche mia moglie non sa nulla. Adesso dimmi, pensi che potrò vederti in abiti femminili magari come la settimana scorsa? Sai mi avevi eccitato tantissimo”
Io : “si, ma è difficile come la settimana scorsa perché non mi trucco e non so dove lei ha conservato quella parrucca”.
Lui : “beh al trucco ed alla parrucca si può fare anche a meno”.
Io : “va bene”.
Lui : “anche adesso?”
Io diventando rossa in viso gli dico : “ma veramente non so quando ritornano loro dalla cena”.
Lui : “tranquillo, abbiamo ancora un paio d’ore e poi mia moglie mi chiama al telefono quando escono dal locale perché così appena arrivano qui io scendo per andare a casa nostra. Dai vatti a preparare, io ti aspetto qui”.
Quelle parole mi hanno esaltata e così mi sono alzata dal tavolo e sono andata in camera da letto. Li mi sono svestita degli abiti maschili ed ho cominciato a vestirmi al femminile facendo il più veloce possibile. Mi sono infilata le collant, poi un reggiseno, il vestito corto e i stivaletti con il tacco. Mi sentivo molto imbarazzata ma anche molto eccitata e così dopo un po di tentennamenti sono uscita dalla camera per raggiungerlo in cucina. Appena arrivata mi sono fermata davanti alla porta, lui guardandomi ha esclamato : “Wuau, ammazza quanto sei sexy. Dai avvicinati, fatti ammirare”. Sono entrata in cucina e mi sono avvicinata a lui ma restando distante e mi ha detto : “dai girati e fatti ammirare”.
A quel punto ha cominciato ad usare il femminile con me :”sei proprio bella, sei proprio come mi ricordo e devo confessarti che in questa settimana ho fatto dei pensieri molto erotici su di te, sei proprio messa bene e sei molto femminile”.
Quelle parole di corteggiamento mi piacevano e stavano facendo breccia su di me, cominciavo a rilassarmi e a sentirmi a mio agio con lui e così gli dissi : “davvero?”
Lui : “e si, proprio così”.
Io : “grazie”.
A quel punto cominciai a sparecchiare la tavola e a portare le stoviglie sporche nel lavello della cucina. Lui mi aiutò e quando portammo le ultime cose, lui vedendomi piegata per buttare le cose nel sacchetto dell’immondizia, si appoggiò a me con il suo pacco sul mio culetto e disse : “mmmmmm….. che cosce e che bel culo che hai ……mmmmmmmm”.
Sono rimasta in quella posizione con la scusa di sistemare l’immondizia, allargai le cosce e lo lascia fare. Mi piaceva e quando cominciò a strofinarmi il suo pacco mi appoggiai completamente a lui sentendo bene il suo cazzo, attraverso i pantaloni, bello duro nel mezzo delle mie chiappe in collant. Si tolse i pantaloni ed io rimanendo in quella posizione che sapevo benissimo che stavo con tutte le cosce ma anche buona parte del mio culetto scoperto e che questo era un invito per lui a continuare e così lui si avvicinò nuovamente appoggiandosi alle mie chiappe afferrandomi per i fianchi e tirandomi a se e palpandomi le cosce mi diceva : “ammazza quanto sei bona, me lo hai già fatto rizzare, lo senti?”
Spontaneamente mi uscì un gemito di piacere e questo lo incoraggiò ancora di più diventando ancora più deciso ed incisivo nel procedere e mi disse : “mi stai eccitando davvero tanto, ti voglio”.
Persi tutte le inibizioni e gli risposi . “Si, prendimi”.
Allora lui cominciò a palparmi il culetto, stuzzicandomi con un dito il buchino e abbassandosi gli slip avvicinò il suo cazzo alla mia bocca. Io ormai molto eccitata dal quel dito che sgrillettava il mio buchino in collant, cominciai a leccargli tutta la cappella per poi infilandomelo in bocca per un pompino. Lui gradì molto e gemendo di mi disse : “mmmmmmm….. che lingua…mmmmm….. che bocca……mmmmmmmm…. e che culo……mmmmmmmmmm” e mentre diceva questo spingeva il dito sul mio buchino quasi a voler bucare le collant per entrarmi dentro. Dopo un po che il suo cazzo diventò più duro di quanto già lo era, si staccò dalla bocca e girandomi e facendomi appoggiare sul lavello della cucina mi abbassò le collant e cominciò a leccarmi il buchino e contemporaneamente mi infilava un dito dentro facendo scorrere tutta la saliva dentro per lubrificarmi. Io in preda ad una forte eccitazione mi sentivo donna e gemevo di piacere in modo molto evidente muovendo il culo spingendolo verso di lui. Allora a quel punto lui stacca la sua bocca dal mio culo, si alza continuando a farmi il ditalino, poi sfila il dito ed appoggia la cappella sul mio culo strofinandolo per tutto il solco e mi dice : “mmmmmmm….. che bel culo…… ti piace? Lo vuoi?”
Io cominciando a troieggiare gli dico : “mmmmmmmmmmm……. S i…… dammelo tesoro”.
Non si è lo ha fatto ripetere ed appoggiando la cappella sul mio buco comincia a spingere molto lentamente. Sento la cappella farsi strada allargando il buco e nonostante sento un po di dolore lo incito a continuare. Lui continua a spingere lentamente, sento la cappella entrare, un gridolino di dolore esce dalla mia bocca e lui si ferma, ma poco dopo il mio culo si abitua e quel dolore si trasforma in piacere e così spingo verso di lui il mio culo. Lui riprende a spingere piano ed io lo invito a spingerlo e a fermarsi quando è tutto dentro. Lui lentamente si fa strada con il suo cazzo dentro il mio culo ed io vivo dei momenti di dolore misto a piacere finchè non sento il suo inguine poggiarsi sulle mie chiappe e fermarsi. Mi piace, mi piace tantissimo quello che sto provando e così comincio a muovere il mio bacino, lui capisce il mio piacere e inizia a scoparmi lentamente. A questo punto i gemiti di piacere e le parole si sprecano.
Lui : “mmmmmmmmmm…. Che bel culo …….. ti piace vero?”
Io : “…….mmmmmmmmmmmm…….. s i ……”
Lui : “…mmmmmmmm…. Lo senti come entra?”
Io : “…s i…. mmmmmmmmmmm……. S i ….. Quanto mi piace ………. Mmmmmmmm”
Lui : “si….dillo che ti piace…… mmmmmmmmmmmm”
Io : “s i …… mi piace ……mmmmmmmm….. quanto mi piace…… dammelo tutto…..mmmmmmmmm….. scopami tutta………mmmmmmmmmm”
Lui : “mmmmmmmmm……si tesoro……. Eccolo……. Mmmmmmmmmmm”
Io : “mmmmmmmmmmmm……… quanto è bello…..mmmmmmmmmmmmmm”
Lui : “ “mmmmmmmmmmmmm……… bella porcella mia ……… è tutto tuo……… tieni……….”
Io : “s i ……….. così…. Bravo…….mmmmmmmm……. sono la tua puttana ……… fottimi …….. mmmmmmm”
Lui : “siiiii….. ti piace il mio cazzo eh? …….. siiii troia……. Ti scopo e ti fotto per bene…… senti come ti piace il Cazzo….. è tutto tuo…….. prendilo tutto porca ……..mmmmmmmmmmmmm”
E così mi ha scopato per bene mentre mi diceva le porcate e mentre io gemevo di piacere.
Mi ha fatto venire 2 volte di culo mentre mi scopava e sbatteva alla grande e quando l’ho sentito godere nel profilattico dentro il mio culetto ho goduto con la pisella.
E’ stata una serata magnifica e anche le successive serate sono state fantastiche. E’ stata una storia che è durata quasi 10 anni. Peccato che poi lui è stato trasferito in una città distante interrompendo una storia fantastica.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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